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Economia

Terzo Settore, al via la seconda edizione di Social Innovation Trail per l’innovazione sociale e digitale

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ROMA (ITALPRESS) – Con l’evento di KickOff Nazionale tenutosi presso la sede Elis di Villa Fassini a Roma, prende ufficialmente il via la seconda edizione di Social Innovation Trail (SIT), il programma nazionale promosso da Elis, in collaborazione con Aiccon Research Centre e con il supporto di UniCredit.

SIT nasce per accompagnare gli Enti del Terzo Settore nell’affrontare una delle sfide più decisive del nostro tempo: trasformare l’innovazione tecnologica, e in particolare l’Intelligenza Artificiale, in una leva concreta di impatto sociale, inclusione e sviluppo territoriale. Dopo la prima edizione, il programma evolve e rafforza il proprio posizionamento: non solo supporto a singole progettualità, ma costruzione di vere e proprie infrastrutture sociali territoriali, capaci di generare impatto duraturo e scalabile.

Da oggi sono ufficialmente aperte le candidature per gli Enti del Terzo Settore che desiderano intraprendere un percorso di innovazione sociale e trasformazione digitale. “Con Social Innovation Trail vogliamo accompagnare il Terzo Settore lungo un percorso di crescita concreta e sostenibile. L’innovazione sociale oggi passa anche dall’intelligenza artificiale: strumenti che, se usati con responsabilità, possono aiutare le organizzazioni a leggere meglio i bisogni delle comunità, misurare l’impatto e utilizzare le risorse in modo più efficace. Attraverso un approccio impact driven, il programma punta a generare progetti solidi, scalabili e realmente finanziabili, capaci di attrarre investitori sociali. In UniCredit crediamo che il nostro ruolo sia unire competenze finanziarie, tecnologia e visione sociale per generare un cambiamento reale e duraturo” ha affermato Stefano Gallo, Responsabile Territorial Development UniCredit.

La prima edizione di SIT ha coinvolto 30 organizzazioni del Terzo Settore e portato allo sviluppo di 7 progettualità ad alto impatto sociale, attivate su tutto il territorio nazionale. Un percorso che ha dimostrato la capacità di mettere a sistema competenze, bisogni locali e collaborazione tra profit e non profit, generando soluzioni concrete, sostenibili e replicabili.

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L’edizione 2026 di SIT pone al centro il paradigma AI for Good. L’Intelligenza Artificiale non viene proposta come fine in sé, ma come strumento strategico per amplificare l’impatto sociale, migliorare l’efficacia dei servizi, rafforzare i modelli organizzativi e rendere le organizzazioni più capaci di operare in contesti complessi e in rapido cambiamento. SIT accompagna gli Enti del Terzo Settore in un utilizzo: consapevole, perché fondato sui reali bisogni delle persone e dei territori; etico, attento ai temi di governance dei dati e inclusione; orientato al valore, capace di generare benefici sociali misurabili e sostenibili nel tempo. L’innovazione tecnologica diventa così infrastruttura di comunità, non barriera.

“Il digitale deve avere una vocazione inclusiva: non può accontentarsi di funzionare ma deve mettere in moto il territorio al fine di promuovere nuove economie ad impatto sociale, ossia sistemico” ha dichiarato Paolo Venturi, Direttore AICCON Research Center.

Il percorso culmina nel Social Investor Day, momento chiave in cui le progettualità vengono presentate pubblicamente e possono accedere a opportunità di finanziamento e scale-up.

“L’innovazione sociale oggi richiede un cambio di paradigma: andare oltre il finanziamento dei singoli progetti e assumersi insieme la responsabilità del futuro di un territorio. Vuol dire costruire ecosistemi di impatto, non iniziative isolate, attivando competenze, tecnologia e alleanze strategiche. Un territorio che attiva non si limita a rappresentare le proprie eccellenze, ma crea le condizioni perché generino valore nel tempo. Con Social Innovation Trail accompagniamo questo passaggio, usando anche l’AI for Good come leva concreta per rendere l’impatto più sostenibile, scalabile e aderente ai bisogni reali” ha dichiarato Luciano De Propris, Direttore ELIS Open Innovation.

– Foto ufficio stampa Unicredit –

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Gruppo Fs, nel primo semestre ricavi operativi e investimenti tecnici in crescita

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ROMA (ITALPRESS) – Il Cda di Ferrovie dello Stato Italiane ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata relativa al semestre chiuso al 30 giugno. Il primo semestre evidenzia un risultato netto negativo pari a 200 milioni, in peggioramento di 111 milioni rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Tale andamento riflette la contrazione dell’Ebitda (-86 milioni), l’incremento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni (-49 milioni), solo parzialmente compensati dal contributo positivo della gestione finanziaria e fiscale (+24 milioni). I ricavi operativi complessivi aumentano a 8,9 miliardi, con un incremento di 678 milioni rispetto al primo semestre 2025, riconducibile a maggiori ricavi da servizi di infrastruttura ferro e strade (+214 milioni) e altri ricavi (+489 milioni), a fronte di minori ricavi da trasporto (-25 milioni).

I costi operativi sono pari a circa 8 miliardi, in crescita di 764 milioni rispetto al semestre a confronto per maggiori costi del personale e maggiori costi variabili relativi all’offerta di servizi di trasporto, manutenzioni e gestione dell’infrastruttura.

Per effetto della dinamica di ricavi e costi sopra esposta, l’Ebitda si attesta a 905 milioni (991 milioni al 30 giugno 2025), mentre l’Ebit ammonta a -58 milioni (77 milioni al 30 giugno 2025), la cui variazione risente di maggiori ammortamenti, svalutazioni e rettifiche di valore per 49 milioni. Nel primo semestre 2026 il Gruppo FS ha sviluppato e gestito un livello complessivo di spesa per investimenti tecnici pari a 10,2 miliardi, con una crescita del 21% rispetto al primo semestre 2025. La posizione finanziaria netta è pari a 15,6 miliardi rispetto a 12,8 miliardi di fine 2025, in peggioramento sostanzialmente per l’incremento degli investimenti.

Sui dati del primo semestre, che fanno riferimento alla precedente gestione, pesano anche le operazioni Firema e Pizzarotti.

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– Foto da sito Gruppo Fs –

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Nell’Eurozona l’inflazione sale al 2,9% a luglio, i dati Eurostat

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il tasso annuale di inflazione nell’area euro è stimato al 2,9% a luglio, in aumento rispetto al 2,8% registrato a giugno. È quanto emerge dalla stima preliminare diffusa da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Tra le principali componenti, l’energia dovrebbe registrare il tasso annuo più elevato, pari al 10%, in accelerazione rispetto all’8,5% di giugno. Seguono i servizi, al 3,3% dal precedente 3,2%, i prodotti alimentari, gli alcolici e il tabacco, all’1,2% contro l’1,5% di giugno, e i beni industriali non energetici, allo 0,9% dallo 0,7%. L’inflazione di fondo, calcolata escludendo energia, alimentari, alcolici e tabacco, è stimata al 2,5%, in aumento rispetto al 2,4% del mese precedente. Su base mensile, l’indice generale dei prezzi al consumo armonizzato dovrebbe crescere dello 0,2%.

– Foto Ipa Agency –
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Istat, a luglio l’inflazione a +0,2% su base mensile e +2,8% sull’anno

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari Istat, a luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente).

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%) e dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), degli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,9%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%). A luglio l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%. I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,1%), mentre la dinamica di quelli dei servizi resta stabile

Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona si mantiene a +1,3%, mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto si riduce (da +3,9% a +3,6%). La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli energetici regolamentati (+6,6%), dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli alimentari lavorati (+0,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli alimentari non lavorati (-1,1%) e degli energetici non regolamentati (-0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente).

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– Foto Ipa Agency –

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