Economia
Getra, Zigon “Celebriamo 75 anni con nuovi progetti di sviluppo”
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1 anno fa-
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Redazione
MARCIANISE (CASERTA) (ITALPRESS) – “Siamo nati nel 1949 con l’intento di dare il nostro apporto alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra. In questi 75 anni con l’avvicendarsi di tre generazioni abbiamo colto opportunità ed affrontato complessità ma sempre con la precisa determinazione di crescere creando sviluppo, occupazione e competenze e rimanendo fortemente legati al nostro Paese ed in particolare al Mezzogiorno”. Lo ha detto Marco Zigon, presidente del Gruppo Getra, nel corso dell’iniziativa “Mettiamo in circolo l’energia”, che si è svolta nello stabilimento di Marcianise, alla presenza, tra gli altri, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
“Oggi grazie anche all’ingresso in azienda della quarta generazione, siamo un gruppo industriale presente con i propri prodotti e la propria tecnologia in 37 Paesi e tre diversi continenti con due stabilimenti in Italia entrambi in Campania, qui nella provincia di Caserta e 2 branch all’estero, in Medio Oriente e nord Africa – ha proseguito Zigon -. Abbiamo scommesso sull’Italia e soprattutto sul Mezzogiorno, fronteggiando le difficoltà che questo territorio pone alle imprese, cogliendo le opportunità che sono presenti e credo che siamo riusciti a dimostrare che da qui si può fare impresa ed essere competitivi e vincenti nei mercati globali. Ma oggi non vogliamo solo ricordare la strada percorsa, il nostro passato, oggi ci sembra l’occasione giusta di parlare di futuro, rappresentando la nostra visione degli scenari che ci attendono ed i nostri progetti e le nostre strategie per governarli”.
“Il tema fondamentale che noi tutti siamo chiamati ad affrontare è quello della crescita sostenibile che consenta la diffusione del benessere contrastando i cambiamenti climatici. Uno dei motori fondamentali della crescita è la disponibilità di energia.
Una prima risposta al contrasto al cambiamento climatico è l’utilizzo di energie la cui produzione avvenga con emissioni di CO2 molto basse o nulle – ha sottolineato il presidente di Getra -. L’energia elettrica ha queste caratteristiche perchè può contare sulle fonti rinnovabili e su nuove tecnologie come il nucleare di ultima generazione o la produzione di idrogeno verde.
Abbiamo davanti un lungo periodo in cui nel mix di energie utilizzate per supportare la crescita globale la percentuale di energia elettrica avrà uno sviluppo esponenziale, pertanto gli investimenti negli impianti di produzione, nelle infrastrutture e nelle nuove tecnologie saranno molto sostenuti. Il primo tema che questo scenario ci pone quindi è quello di essere in grado di rispondere a una crescita rilevante della domanda nel nostro settore e contemporaneamente sviluppare nuove tecnologie. Una seconda risposta al contrasto al cambiamento climatico è data da comportamenti più ecosostenibili nelle attività produttive e negli scambi commerciali. Un nuovo approccio alla globalizzazione che senza limitarne gli orizzonti focalizzi l’attenzione sulle logiche dell’economia circolare e della carbon footprint delle attività produttive; produzioni a basse emissioni ed accorciamento della supply chain. In ultimo ma non ultimo le nuove frontiere che si delineano con l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale determinando nuovi ruoli per le risorse umane e per la loro centralità nei sistemi di impresa.
La nostra risposta all’evoluzione degli scenari che ho brevemente rappresentato è sintetizzata nel Piano Industriale a 5 anni che il nostro Gruppo ha varato lo scorso aprile”.
“L’innovazione riguarderà non solo le nuove tecnologie di processo e di prodotto ma anche le possibili applicazioni della I.A. nelle modellazioni progettuali – ha detto ancora Zigon -.
Sono previsti rilevanti investimenti per ampliare la capacità produttiva e la produttività dei due stabilimenti di Marcianise e Pignataro. Per la sostenibilità si investirà nella riduzione degli impatti ambientali mediante sistemi di monitoraggio ed ottimizzazione dei consumi energetici ed autoproduzione da fonte rinnovabile. Sull’internazionalizzazione, che riguarderà la realizzazione di un Plant in un Paese extra UE, per impegni di riservatezza non mi è possibile entrare nel dettaglio.
Volutamente abbiamo utilizzato i termini occupazione e well being perchè non intendiamo solo creare occupazione. Getra vuole essere riconosciuta come una organizzazione dove fare il proprio lavoro generi soddisfazione sia professionale che personale creando un clima aziendale accogliente. Getra vuole essere in grado di attrarre i talenti, sviluppare e premiare i migliori collaboratori, formare il personale per creare le competenze necessarie al miglior perseguimento degli obiettivi aziendali.
Nell’ambito del Piano di Investimenti nei 5 anni, in questa occasione ci fa piacere presentare i progetti che sono già in corso e che nel brevissimo vedranno la realizzazione”.
Zigon ha poi parlato del progetto del nuovo stabilimento: “Lo realizzeremo a brevissimo, nel 2025 nell’area industriale della provincia di Caserta destinato alla produzione dei componenti meccanici per i trasformatori di media e grande potenza. E’ una attività di reshoring di un processo produttivo fino ad oggi esternalizzato che ci consentirà, utilizzando tecnologia 4.0 e 5.0, di produrre componenti che rispondono agli standard qualitativi più elevati accorciando la supply chain e riducendo la carbon footprint dei nostri prodotti. Inoltre questa nuova attività produttiva creerà nel territorio oltre 100 nuovi posti di lavoro di operatori ad alta qualificazione”.
“Credo che la presentazione dei nostri progetti di sviluppo sia il modo migliore per celebrare i nostri 75 anni – ha concluso Zigon -. In questo lungo periodo abbiamo dato il nostro contributo alla crescita del Paese e lo abbiamo fatto partendo dal Mezzogiorno, da questa regione, la Campania, esportando nel mondo la tecnologia del Made in Italy. Oggi guardiamo alle sfide ed ai cambiamenti che ci attendono, impegnandoci a lavorare con la stessa determinazione e nel rispetto degli stessi valori che ci hanno guidato sino a qui, assolutamente confidenti che le generazioni che ci succederanno sapranno interpretare il futuro che verrà”.
– Foto ufficio stampa Getra –
(ITALPRESS).
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Economia
Imprese, la Cna punta il dito contro la burocrazia: “La politica intervenga”
Pubblicato
1 ora fa-
29 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il peso della burocrazia sulle imprese e la necessità di puntare a una semplificazione normativa che favorisca gli investimenti e lo spirito imprenditoariale. Parte da questo assunto il libro “Si fa presto a dire impresa – La gabbia delle regole” a cura della Cna, presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Roma.
“Facciamo impresa in un Paese dove abbiamo 150 mila banche dati che non si parlano tra di loro. L’Italia è un paese dove è troppo difficile fare impresa, ci sono troppi personalismi normativi. Quest’anno finalmente registriamo un’inversione di tendenza per la prima volta. Abbiamo presentato 100 proposte al governo, 20 sono state accolte e faranno risparmiare ogni anno 50 ore di burocrazia. Ci aspettiamo che la buona politica si concentri e metta veramente la burocrazia in testa alle proprie priorità”, ha detto il presidente della Cna, Dario Costantini. “E’ giusto che dica ai miei associati che la politica ci tiene a ridurre la burocrazia. I nostri associati si appassioneranno poco delle discussioni sulla legge elettorale, ma sono appassionati di burocrazia,perché è un problema veramente molto grave che sentiamo sulla pelle. Mi permetterò di dire loro che la politica è sul pezzo e mi permetterò di dire alla politica, quando inizierà questa campagna elettorale, che ci aspettiamo una politica forte, che in questa fase storica molto complicata faccia della buona politica e che sia disposta a tirare il freno e a prendere di punta anche le tecnostrutture”.
“Uno degli obiettivi del Pnrr era di modernizzare e rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Uno dei bilanci che andrà fatto è se effettivamente, con questa grande opportunità e queste enormi risorse, la pubblica amministrazione si è rinnovata con una efficienza migliore e ha attenuato un rapporto con i piccoli imprenditori”, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.
“Questo libro è un grido d’allarme perché segnala almeno tre cose molto reali. Primo, che ogni impresa ha troppi limiti in entrata. Secondo, che crediamo di essere un paese unitario ma nella pratica abbiamo tante discipline diverse sul territorio nazionale. Terzo, che abbiamo dei vincoli orizzontali che vanno a intersecare dei vincoli settoriali e la mistura produce effetti molto negativi”, ha detto Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale.
Per Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, “il problema è la lentezza della pubblica amministrazione e quanto è difficile interagire con questa. L’eccesso di burocrazia è considerato uno dei principali disincentivi di investimento in Italia”. Inoltre, ha continuato Cottarelli, “ci sono gli effetti collaterali. In un Paese che è molto burocratico c’è tendenzialmente più corruzione. Stesso ragionamento vale per l’evasione fiscale. Quando si parla di lentezza della pubblica amministrazione sono due gli aspetti da considerare: la semplificazione e una PA orientata al risultato”.
– foto xl5/Italpress –
(ITALPRESS).
Economia
Ad aprile cala il clima di fiducia sia dei consumatori che delle imprese: i dati Istat
Pubblicato
9 ore fa-
29 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile, secondo i dati Istat, sia il clima di fiducia dei consumatori sia l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese sono stimati in diminuzione (da 92,6 a 90,8 e da 97,3 a 95,2 rispettivamente). Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico si riduce da 88,1 a 82,7, il clima futuro scende da 85,3 a 82,5, quello personale cala da 94,2 a 93,8 e il clima corrente diminuisce da 98,0 a 96,9.
Con riferimento alle imprese, la flessione risulta più marcata nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In particolare, il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato scende da 102,6 a 99,1 e quello delle costruzioni flette da 103,6 a 100,9; nella manifattura l’indicatore di fiducia diminuisce da 88,7 a 87,9, mentre migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,5 a 100,8).
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione e le scorte sono giudicate invariate. Nelle costruzioni sia i giudizi su ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione subiscono un calo. Nei servizi di mercato si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti. Il deterioramento dell’indice del comparto è influenzato, principalmente, dalla caduta nel settore del turismo.
Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è dovuto essenzialmente al miglioramento dei giudizi sulle vendite in presenza di una diminuzione delle relative attese e di una stabilità delle scorte di magazzino. A livello di circuito distributivo, l’indice scende nella distribuzione tradizionale mentre nella grande distribuzione si registra un aumento.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Il notaio, un “garante” del benessere patrimoniale delle persone
Pubblicato
9 ore fa-
29 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – I soldi non fanno la felicità: siamo abituati a dirlo e pensarlo, sicuramente con fondamento, rispetto a valori e beni più alti quali innanzitutto la salute. La gestione del patrimonio tuttavia concorre alla serenità e al benessere generale dell’individuo: occuparsi per tempo dell’eredità, dell’impresa di famiglia e dei risparmi significa inoltre impegnarsi a trasmettere valori, memoria e senso di appartenenza. Dalla gestione economica il cerchio quindi si chiude con l’aspetto emotivo e relazionale, evitando incertezze, tensioni e cause legali.
“Il notaio è un pubblico ufficiale, vicino alla vita delle persone nei momenti cruciali come ad esempio l’acquisto della prima casa, l’avvio di un’attività economica, il matrimonio, la successione, il fine vita: in un certo senso si occupa del benessere patrimoniale delle persone, facendosi carico dei loro problemi e puntando a risolverli”, ha dichiarato il notaio Paola Casali, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
L’operato di un notaio, afferma Casali, ha a che fare in particolare con la scaramanzia delle persone, “soprattutto in un paese come l’Italia che la vive in maniera particolare: chi deve fare testamento ha un certo timore, perché pensa al momento in cui non ci sarà più, ma una volta superato questo tema si passa alla pianificazione; lì subentra una nuova paura, legata al non voler lasciare problemi ai propri eredi e quindi risolvere eventuali conflitti in anticipo”.
Alla base di una vita serena e di una famiglia armoniosa, aggiunge, c’è “la condivisione: prendere decisioni sull’assetto patrimoniale, odierno o in previsione di un passaggio generazionale, è molto importante perché vengono spiegate le motivazioni di determinate scelte che non potrebbero più essere spiegate nel momento in cui quella persona non dovesse esserci più: il nostro compito è fare in modo che chi esce dai nostri studi dorma sonni tranquilli, affinché i loro eredi un domani possano dormirne altrettanti”.
In caso di pianificazione non tempestiva, secondo Casali, i rischi più frequenti “sono battaglie spesso lunghe e laceranti, con uno svilimento del valore del patrimonio in quanto se questo viene immobilizzato non è in alcun modo gestibile: quando ci sono interessi divergenti non si crea alcun benessere. Quando viene varcata la soglia di uno studio notarile è come se si entrasse in un confessionale: per decidere la soluzione da prendere insieme al notaio è importante essere pienamente sinceri e mettere a nudo le proprie vulnerabilità”.
Il notaio chiude poi con il racconto di un’esperienza personale ancora impressa nella sua memoria: “Tra le tante cose che mi sono successe ci fu, una volta, il leggere in un testamento il riconoscimento di un figlio naturale: nello specifico si trattava di una figlia avuta in un paese lontano, nonché unica persona rimasta a questo signore che quindi l’ha riconosciuta come figlia sua e nell’occasione le ha lasciato tutto il patrimonio. Ci sono tanti punti in comune tra il lavoro del medico e quello del notaio: bisogna entrare in sintonia con le persone e capirne le esigenze per dare vita ai loro progetti”.
-Foto tratta da video Medicina Top-
(ITALPRESS).


Tg News 29/4/2026
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