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52 MILIONI DA REGIONE PER L’OSPEDALE DI VOGHERA

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52 MILIONI DA REGIONE PER L’OSPEDALE DI VOGHERA
Presentato all’UTR di Pavia il piano di riqualificazione dell’Ospedale Civile di Voghera, approvato dalla Giunta di Regione Lombardia. L’iniziativa è stata illustrata dagli assessori regionali Elena Lucchini (Famiglia e Pari Opportunità) e Guido Bertolaso (Welfare), alla presenza del sindaco Paola Garlaschelli e del direttore di ASST Pavia, Andrea Frignani.
Con un investimento record di 52 milioni di euro, superiore a quelli dell’epoca della Prima Repubblica, la sanità vogherese compie un salto epocale. "È una notizia di portata storica – ha dichiarato il sindaco Garlaschelli – che dimostra la sinergia tra il Comune e Regione Lombardia, guidata dall’assessore Lucchini, in un’ottica di sussidiarietà e attenzione ai bisogni delle famiglie". L’obiettivo è dotare la città di un ospedale moderno, capace di rispondere alle esigenze crescenti di una popolazione che include sempre più anziani e categorie fragili.
Lo storico presidio, fondato nel 1840 e ampliato nel corso degli anni, rappresenta un punto di riferimento per l’Oltrepò Pavese. L’intervento conferma l’impegno a garantire cure di eccellenza e a proiettare Voghera come polo sanitario di qualità. "Un progetto non solo infrastrutturale, ma simbolico di fiducia nel nostro territorio", ha concluso Garlaschelli, promettendo massimo impegno affinché i lavori procedano con efficienza e rapidità.

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Quando il territorio diventa solo una passerella

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 26 luglio 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 26 luglio 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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