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Nuova era per la Federkombat, Bergamini eletto presidente

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RIMINI (ITALPRESS) – Si apre una nuova era per la Federkombat, con Riccardo Bergamini eletto presidente della Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe, Sambo, MMA. Pescarese, 60 anni, Bergamini ha dedicato la sua vita al mondo degli sport da combattimento, lasciando un segno indelebile in ogni ruolo che ha ricoperto. All’Assemblea Nazionale di Federkombat, convocata oggi a Rimini, Bergamini è diventato il numero uno federale forte dei 3599 voti ricevuti, mentre 465 sono stati quelli dell’altro candidato alla presidenza Davide Carlot. Questo l’esito della votazione, alla presenza di tutte le 864 Società affiliate alla federazione. Curriculum prestigioso per Bergamini, che ha ricoperto il ruolo di vice-presidente federale nell’ultimo decennio, contribuendo con visione e impegno allo sviluppo della kickboxing. Ha presieduto la commissione verifica statuti, lavorando per garantire trasparenza e solidità ed è stato membro attivo della commissione gare e della commissione territoriale, sostenendo il movimento sportivo in ogni sua sfaccettatura. Ma la sua storia non si ferma qui. Atleta di caratura internazionale, ha saputo portare in alto il nome dell’Italia sul ring. Da tecnico, poi, ha formato generazioni di atleti, conducendo il suo Team Bergamini a traguardi prestigiosi grazie a competenze di altissimo livello e a una dedizione senza eguali. Dal 2004 al 2014, è stato direttore tecnico della nazionale di kickboxing per poi dal 2014 al 2024, esserne il commissario tecnico. “Ciò che mi ha più gratificato è stata la risposta e la partecipazione di così tanta gente a favore del nostro gruppo – ha sottolineato all’Italpress Bergamini, che subentra al vertice della federazione a Donato Milano – E’ un entusiasmo contagioso che mi dà una forza incredibile di cui necessito, visto l’oneroso compito che mi aspetta nei quattro anni a venire”. Contestualmente sono stati eletti i nuovi consiglieri che andranno a comporre il nuovo board federale per il quadriennio 2025-2028. Quota tecnici: Nicola Traina. Quota Affiliati: Marco Bertoletti, Monica Cruccu, Serena Lamastra, Francesco Mazzoni, Valeria Mercurio, Lucio Stella ed Ilaria Vollera. Quota atleti: Luisa Gullotti e Nicole Perona. A loro si aggiungono il presidente del Collegio Revisori dei Conti Nicola Corsini e il segretario generale Stefano Rigamonti.
– Foto Federkombat –
(ITALPRESS).

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Lunedì storico per il tennis italiano, quattro azzurri tra i top 20 nel ranking Atp

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ROMA (ITALPRESS) – E’ un lunedì storico per il tennis italiano maschile. Per la prima volta, infatti, l’Italia può vantare quattro giocatori tra i primi 20 del mondo. Guida Jannik Sinner, numero 2, primo italiano capace di salire in vetta al ranking ATP. Seguono Lorenzo Musetti (5) e Flavio Cobolli, che migliora il suo best ranking e sale alla posizione numero 14, oltre a festeggiare il successo a Indian Wells in doppio misto con Belinda Bencic. Il record è reso possibile dall’ascesa alla 18esima piazza di Luciano Darderi, 14esimo giocatore italiano a entrare tra i primi 20 del mondo nel ranking ATP, da quando è stata introdotta la classifica ATP, nel 1973. Il primo Masters 1000 della stagione ha permesso a Sinner di ridurre il gap da Carlos Alcaraz, sempre leader della classifica mondiale, da 3.150 a 2.200 punti. L’azzurro non può superare Alcaraz nemmeno dopo Miami, che assegna 1.000 punti, e dunque il campione spagnolo è sicuro di eguagliare le 66 settimane complessive da numero 1 di Sinner: accadrà il prossimo 6 aprile.

Tuttavia il fuoriclasse di San Candido non ha punti da difendere fino agli Internazionali d’Italia, mentre Alcaraz, che ha confermato la semifinale raggiunta a Indian Wells nel 2025 ma ha subito contro Daniil Medvedev, rientrato nei top 10, la prima sconfitta della stagione, nello stesso periodo vedrà uscire i 1.000 punti della vittoria a Montecarlo, 330 a Barcellona e solo 10 a Miami.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Carlos Alcaraz (Esp) 13.550 (–)
2. Jannik Sinner (Ita) 11.350 (–)
3. Novak Djokovic (Srb) 5.370 (–)
4. Alexander Zverev (Ger) 4.905 (–)
5. Lorenzo Musetti (Ita) 4.365 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 4.235 (–)
7. Taylor Fritz (Usa) 4.170 (–)
8. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.000 (+1)
9. Ben Shelton (Usa) 3.860 (-1)
10. Daniil Medvedev (Rus) 3.610 (+1)

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14. Flavio Cobolli 2.520 (+1)
18. Luciano Darderi 2.084 (+3)
62. Lorenzo Sonego 850 (-1)
68. Matteo Berrettini 800 (-2)
77. Mattia Bellucci 720 (+17)
101. Matteo Arnaldi 625 (-16)
112. Francesco Maestrelli 577 (+3)
128. Andrea Pellegrino 510 (-3)
139. Luca Nardi 444 (-4)
143. Francesco Passaro 431 (-3)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Bebe Vio cambia sport “Addio scherma, ora punto a fare i 100 metri”

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ROMA (ITALPRESS) – Bebe Vio lascia la scherma ed entra nel mondo dell’atletica. Lo ha annunciato la pluricampionessa paralimpica Bebe Vio – ambassador dei Giochi di Milano Cortina 2026 – durante la puntata di Che Tempo Che Fa su ‘Novè: “Ho avuto parecchi problemi fisici tra Tokyo e Parigi e le cose non sono andate esattamente come speravo. Purtroppo è finita con la scherma. Non ce la faccio più fisicamente, ma ho cercato di darmi da fare a livello fisico con altri sport. Con la squadra abbiamo preso una decisione e ho iniziato con l’atletica. Punto a fare i 100 metri”, ha aggiunto. “Lo sport è fattibile se hai i mezzi e un team che ti supporta. Ho la fortuna che il gruppo della Polizia ha creduto in questo nuovo progetto. La mia fortuna è poterlo fare dalla mattina alla sera. Ho un allenatore davvero bravo, che si sta dedicando totalmente a me”, ha aggiunto Vio.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Il Como ribalta la Roma, vince 2-1 e vola da solo al 4° posto

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COMO (ITALPRESS) – Il Como vince 2-1 lo spareggio Champions contro la Roma e si prende il quarto posto in solitaria a 54 punti, uno in più della Juventus e tre in più proprio dei giallorossi, rimasti in 10 nel secondo tempo per il doppio giallo ai danni di Wesley. Decisive le reti di Douvikas e Diego Carlos che ribaltano l’iniziale gol di Malen (su rigore). La sintesi della partita sta nei numeri: ventidue i tiri del Como. Tre quelli della Roma, in emergenza offensiva con Soulè, Dybala, Dovbyk e Ferguson fuori dai giochi. La supremazia del Como è però in tutti i settori del campo, non solo in attacco. Memore della lezione dell’andata, quando i suoi giocatori vennero soffocati dalla pressione giallorossa, Fabregas aggiunge una variabile in più all’enigma fatto di duelli e marcature a uomo di marca gasperiniana. Ramon – che all’Olimpico era stato protagonista di un acceso faccia a faccia con il fischiatissimo Mancini – fa il difensore sulla carta, ma di fatto è un centravanti aggiunto in grado di offrire una soluzione diretta alternativa alla costruzione dal basso.
Dopo sette minuti infatti la Roma punisce il palleggio dei lariani: El Shaarawy scippa palla a Diego Carlos e subisce fallo in area. L’arbitro Massa indica il dischetto e dagli undici metri Malen realizza quello che è il suo settimo gol in nove partite. Anche la Roma però non è esente da errori. D’altronde solo Juventus e Inter hanno registrato più recuperi offensivi rispetto alle squadre in campo al Sinigaglia. Lo dimostra Smolcic che al 15′ recupera la sfera e la verticalizza subito per Nico Paz, autore di un tiro che Svilar riesce a neutralizzare in tuffo. Il fantasista argentino va vicino al gol anche nel recupero con una conclusione alta a botta sicura su invito di Caqueret. L’occasione più ghiotta del primo tempo ce l’ha però lo stesso Ramon che al 38′ va a riempire l’area e su cross di da Cunha conclude fuori di un soffio sfiorando il palo. All’intervallo Fabregas cambia: fuori Sergi Roberto e Kempf, dentro Diao e Douvikas. E’ proprio il centravanti greco a pareggiare i conti al 59′: su filtrante di Valle beffa la difesa schierata e buca uno Svilar tutt’altro che esente da colpe. La partita cambia e si complica ulteriormente per la Roma con l’espulsione di Wesley al 65′ per un doppio giallo rimediato per un fallo su Diao e con l’infortunio di Celik (dentro Tsimikas) al 70′. E’ tutto apparecchiato per il 2-1 del Como: Svilar para sul tiro di Smolcic ma non può nulla sul tap in vincente di Diego Carlos che si fa il regalo per i suoi 33 anni. Nel finale c’è spazio anche per una traversa colpita da Da Cunha, uno dei migliori in campo. Finisce così. Con lo scatto Champions del Como. Per la Roma, invece, un passo falso che può ridimensionare le ambizioni in campionato, in attesa del secondo atto di Europa League contro il Bologna.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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