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Economia

Il Gruppo Fs in utile per 30 milioni nel 2025, Donnarumma “Passaggio significativo nel percorso di crescita”

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ROMA (ITALPRESS) – Il gruppo Fs chiude il 2025 con ricavi operativi a 17,3 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2024, in tenuta su tutti i business. L’Ebitda si attesta a circa 2,4 miliardi (+6% sul 2024), mostrando una solidità dei risultati operativi del Gruppo, mentre l’Ebit chiude a 350 milioni (+2% sul 2024). Il risultato dell’esercizio è positivo per 30 milioni, nel 2024 era stato negativo per 208 milioni, per effetto dell’incremento dell’Ebitda. Gli investimenti tecnici sono stati pari a 18,3 miliardi (17,6 miliardi nel 2024), un anno record per il Gruppo con circa 16 miliardi consuntivati per il PNRR, raggiungendo tutte le milestone europee previste. La posizione finanziaria netta a 12,8 miliardi (-0,7 miliardi nel 2024) finalizzata a supportare il piano di sviluppo e ammodernamento principalmente attraverso strumenti di finanza sostenibile. Nel 2025 sono state effettuate 8.515 assunzioni, confermando il significativo contributo del gruppo all’incremento dell’occupazione.

“Il 2025 segna un passaggio significativo nel percorso di crescita del Gruppo con oltre 18 miliardi di investimenti tecnici, il livello più alto mai raggiunto, ricavi operativi saliti a 17,3 miliardi, in crescita, e un utile netto tornato positivo a 30 milioni. Un risultato particolarmente rilevante che conferma la solidità del nostro modello industriale anche in una fase di massima accelerazione degli investimenti e di profonda trasformazione del Gruppo. Questo andamento si inserisce in una traiettoria di sviluppo coerente con il Piano Strategico 2025-2029, che prevede oltre 100 miliardi di investimenti per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture, migliorare la qualità del servizio, rafforzare la sostenibilità e consolidare la presenza internazionale”. Così Stefano Antonio Donnarumma, Ad e direttore generale del Gruppo FS Italiane, commentando i dati relativi all’esercizio 2025.

“I ricavi operativi – ha proseguito Donnarumma – registrano un nuovo massimo storico, sostenuti dalla crescita dei servizi di trasporto e dal contributo sempre più rilevante delle attività internazionali. In miglioramento anche i principali indicatori economici, con un Ebitda in aumento e una struttura patrimoniale e finanziaria che si conferma solida ed equilibrata, a supporto di un piano di investimenti di lungo periodo. Il Gruppo continua, inoltre, a contribuire in modo significativo allo sviluppo economico e occupazionale del Paese, con oltre 8.500 nuove assunzioni nel corso dell’anno, confermando il proprio ruolo di grande piattaforma industriale al servizio della mobilità e delle infrastrutture. Si consolidano – ha concluso l’Ad – i risultati in ambito ESG, con un impegno concreto nella riduzione delle emissioni, nell’efficienza delle risorse e nella promozione dell’inclusione, in coerenza con una visione di crescita sostenibile e di lungo periodo”.

– Foto ufficio stampa Gruppo FS –
(ITALPRESS).

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Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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