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Cronaca

Voghera, 3 candidati sindaci, 14 liste, 307 nomi: la città si prepara al voto

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La macchina elettorale si è messa in moto anche nell’Oltrepò Pavese. Il 24 e 25 maggio i vogheresi sceglieranno il nuovo sindaco tra Paola Garlaschelli, Marcello Bergonzi Perrone e Francesca Miracca. Un confronto che attraversa l’intero arco politico e coinvolge centinaia di aspiranti consiglieri

di Emanuele Bottiroli

Il quadro politico per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Voghera è diventato definitivo: saranno tre i candidati a contendersi la carica di primo cittadino, sostenuti da un’imponente mobilitazione di 14 liste per un totale di 307 aspiranti consiglieri comunali. Un numero considerevole di candidati che si contenderanno le preferenze di circa 31mila vogheresi aventi diritto al voto, in una tornata elettorale che deciderà il volto della città per i prossimi cinque anni. Le urne saranno aperte domenica 24 maggio dalle 8 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Il giorno del silenzio è fissato per il 23 maggio.


IL CENTRODESTRA: PAOLA GARLASCHELLI PUNTA ALLA RICONFERMA

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La sindaca uscente, Paola Garlaschelli, si presenta ai blocchi di partenza con la forza e il peso dell’esperienza amministrativa già maturata a Palazzo Gounela. Esponente di Fratelli d’Italia, Garlaschelli guida una coalizione di centrodestra che vede schierati, oltre al proprio partito, i simboli della Lega, di Forza Italia e dell’Unione di Centro. A sostegno della sua candidatura si aggiungono due formazioni civiche: «Noi Cittadini», guidata da Daniele Salerno e la lista «Giovani per Voghera», nata per dare voce alle istanze delle nuove generazioni e coinvolgerle attivamente nella gestione della cosa pubblica.

Per Fratelli d’Italia scendono in campo: Vincenzo Giugliano, Federico Taverna, Gloria Chindamo, Matteo Giovanetti, Alessandro Beccaria, Matteo Bemini, Adolfo Antonio Bonforte, Beatrice Boveri, Davide Cagnoni, Roberta Carrara, Isabella Cerutti, Chiara Cervone, Achille Cester, Giulia Gasparini, Stefania Landini, Massimo Lessio, Corinna Maggi, Maurizio Manera, Alberto Marini, Cecilia Palli, Simone Romano, Marco Sartori, Luigi Scognamiglio e Samuele Silva.

La Lega presenta: Elena Lucchini, Giampiero Acciaioli, Christian Achille, Ilaria Amici, Claudio Bianchi, Andrea Bovone, Angelo Brignoli, Daniele Bruno, Domenico Buscone, Michele Calabrò, Ilaria Carbone, Giancarlo Gabba, Alessandro Giacalone, Giorgio Grandi, Alessandra Grassi, Lorenzo Maiola, Maria Cristina Malvicini, Bianca Marinetti, Matteo Musti, Elisa Rossi, Cristiana Schiavi, Fulvio Tartara, William Tura e Giancarlo Zelaschi.

Forza Italia schiera: Carlo Barbieri, Sara Pilastro, Federico Aguzzi, Fabio Aquilini, Marina Azzaretti, Walter Bossi, Giuseppe Carbone, Paolo Casaschi, Martina Fariseo, Daniela Maria Galloni, Vincenzo Giardina, Giovanni La Bua, Paola La Fauci, Benedetta Lodigiani, Matilde Maiocchi, Giacomo Marcinò, Alessandro F. Molino, Giuseppe Moscariello, Edoardo Orsi, Maria Grazia Pastore, Elena Ratto, Yuma Luca Masotino, Gianluigi Vanutelli e Simona Virgilio.

L’Unione di Centro candida: Nicola Affronti, Ilaria Balduzzi, Antonio Califano, Erica Achille, Cleto Bettaglio, Vitalba Bianco, Giampiero Bissacco, Elisa Cortello, Nicole Dono, Stefania Falciano, Giansisto Garavelli, Vincenzo Gigliotti, Federica Grasso, Aferdita Halitari, Rosa Liuzzo, Paola Michielin, Lorenzo Mingari, Marisa Mulazzi, Carmelo Pagnotta, Teresa Pirro, Mihaela Roman, Katia Santoro, Roberta Tambussi e Valeria Vitale.

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Noi Cittadini presenta: Daniele Salerno, Luigi Bassanese, Marcello Foresta, Laura Anselmi, Andrea Ravera, Elena Nonna, Anna Ricci, Laura Nicorelli, Anna Perocchio, Emanuele Torlasco, Serafino D’Aria, Riccardo Rizzo, Eleonore Romann, Federica Marenzi, Luna Lambri, Concettina Smedile, Marco Cigalini, Davide Marzi, Massimo Trafi, Marta Palermo, Ileana Passadore, Maurizio Bina, Christian Merli e Jessica Bonetti.

Giovani per Voghera schiera: Francesco De Salvo, Giacomo Moscato, Chiara Ferrari, Marvellous Belcastro, Davide Tempesta, Bianca Sassi, Alberto Pignoli, Sara De Paoli, Arianna Longo, Dragos Constantin Antochi, Martina Magnani, Jacopo Soncin, Samuele Savini, Lucas Santos Laino, Davide Occhiuzzi, Luca Motti, Gabriel Passarella, Gabriele Hussein, Glenda Orlandi, Alessia Giorfando, Marco Zoccarato, Simone Corduana, Ilaria Camporotondo e Veronica Motti.


IL CENTROSINISTRA: MARCELLO BERGONZI PERRONE E LA COALIZIONE LARGA

Sul fronte opposto si è costruita, attorno alla figura di Marcello Bergonzi Perrone, una coalizione ampia e composita che spazia dall’area moderata fino alla sinistra più radicale. Il candidato sindaco del centrosinistra può contare sul sostegno del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, dell’Alleanza Verdi e Sinistra, di Rifondazione Comunista e di Casa Riformista, lista collegata direttamente a Italia Viva. A queste si aggiunge la lista civica «Civici per Voghera», guidata da Pier Ezio Ghezzi.

Il Partito Democratico presenta: Alessandra Bazardi, Umberto Baccolo, Patrizia Brancaleone, Fabiola Calabretta, Roberto Cristalli, Michele Di Napoli, Giulia Fossati, Giovanni Paolo Foio, Enzo Garofoli, Luisa Gennari, Luigi Giudice, Adrian Harabagiu, Marco La Cognata, Paola Lugli, Carlo Mangiarotti, Gianluca Nicotra, Sabina Romeri, Fabiano Rosa, Michele Santagata, Federica Scarrione, Antonella Sicbaldi, Maria Sorce, Davide Tirro e Lorenzo Todeschini.

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Civici per Voghera schiera: Pier Ezio Ghezzi, Alessandro Traversa, Barbara Barone, Luca Elettrini, Maddalena F. Avogadro, Marco Delbò, Bruna Gabba, Giampaolo Canevari, Sabrina Frassini, Matteo Coperchini, Rosita Baldo, Riccardo Canevari, Claudia Lasagna, Alfredo Gatti, Vilma Piera Biggi, Sandro Grandi, Mirella Valle, Roberta Bariani, Giorgio Silvani, Carlo Piero Tassisto, Federica Bucci, Bruno Vittorio Torti, Carmelo Nigro e Riccardo Voltan.

Il Movimento 5 Stelle candida: Antonio Marfi, Pietro Aliotta, Federico Baggini, Fabio Bonello, Serafino Centenaro, Mara Corona, Santina Clelia De Marco, Maria Letizia A. Dinarello, Omar Fascella, Daniele Fornaro, Alessio Ghigliani, Gianluca Giove, Fabrizio Girani, Giovanni Gullotti, Patrizia Lanfranchi, Alessandra Molinari, Valentina Sturia, Raffaele Tesoro, Elena Varasi e Simone Verni.

Alleanza Verdi e Sinistra presenta: Souckaina Diatta detta Natu, Raoul Bina detto Raoul, Emanuele Crociani, Filippo Bina, Barbara Formentin, Angelo D’Avenio, Sara Roccisano, Guido Grandi, Valentina Anna Maja, Paolo Vittorio Giglielmi, Maria Assunta Vitiello, Enrico Lupo Maria Caprara, Valentina Bove, Lorenzo Paolo Schembri, Ambra Gallo, Stefano Villa e Andrea Genovizzi.

Casa Riformista schiera: Angela Caracciolo, Remo Rapetti, Nadia Pasqualetti, Roberto Signorelli, Albertina Piccinini, Andrea Quaglini, Rosa Audino, Salvatore Pizzo, Carla Brega, Guido Quaglini, Rosaria Marano, Claudia Paola Lucotti, Luca Nardiello, Daniela Angela Bianchi, Rosemary C. H. Bruins, Roberto Pizzo, Rita Ubertini, Angela Marano e Federico Lantero.

Rifondazione Comunista candida: Giuseppe «Joseph» Esposito, Nicolò Dassi, Edoardo Domenico Achilli, Diana Scotto di Minico, Mauro Nobile, Marta Canevari, Andrea Gancia, Paolo Walter Cattaneo, Antonella Bruschi, Simona Ghisolfi, Oliviero Giorgi, Antonietta Bottini, Francesco Casali, Gina Amoroso, Rebecca Dondi, Lino Fagioli, Dario Minotti e Angela Rozzi.

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IL TERZO POLO: FRANCESCA MIRACCA E LA SFIDA CHE SA DI RIVALSA

Il terzo polo della contesa è rappresentato da Francesca Miracca, già assessore al commercio nella prima fase della giunta Garlaschelli in quota Lega, che ha deciso di correre in autonomia puntando su una proposta civica che si pone come alternativa ai due blocchi principali. La sua campagna è sostenuta dalla lista personale «Miracca Sindaco» e dal «Patto per Voghera», con l’obiettivo dichiarato di intercettare quell’elettorato che cerca una rottura rispetto agli schemi politici tradizionali.

La lista Miracca Sindaco presenta: Pierfelice Albini, Stefano Bascapè, Sara Battezzato, Maria Cristina Bellini, Ezechel-Claudiu Chiorean, Debora Corso, Nadia Dellagiovanna, Vincenzo D’Errico, Daniela Dondena, Stefano Fusi, Elena Gazulli, Santa Giorgio, Manuela Gruppo, Giuseppe Mascaro, Valerio Merlini, Natale Mogni, Sofia Musarò, Alessandro Muzio, Lino Narese, Lorena Negri, Stefano Panigazzi, Barbara Pisanu, Salvatore Scaglione e Maurizia Setti.

Il Patto per Voghera schiera: Etra Lanata, Alberto Vigo, Fabio Carlone, Valentina Corso, Mahmoud Balegh, Barbara Cignoli, Flavio Binda, Vanessa Bonello, Samuel Brocherio, Luca Mossolani, Mirela Postolache, Manuel Pesciatini, Cinzia Simone, Monia Munari, Ilaria Armini, Valentina Guagnini e Franca Brocchetta.


UNA CITTÀ CHE SI MISURA

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La fotografia che emerge dalle liste depositate restituisce una città politicamente viva e affollata di protagonisti: 307 nomi distribuiti su 14 simboli raccontano una partecipazione civica che raramente si registra in centri di queste dimensioni. La sfida è aperta su più fronti. Garlaschelli parte con il vantaggio del governante uscente e di una coalizione strutturata e radicata sul territorio. Bergonzi Perrone può contare su un campo largo capace di coprire tutto l’arco progressista e centrista. Miracca, invece, gioca la carta della discontinuità e dell’autonomia. I vogheresi avranno l’ultima parola domenica 24 maggio e lunedì 25 maggio.

L’articolo Voghera, 3 candidati sindaci, 14 liste, 307 nomi: la città si prepara al voto proviene da Pavia Uno TV.

Cronaca

FederlegnoArredo, Vismara nuovo presidente “Sostenere competitività della filiera”

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MILANO (ITALPRESS) – In un contesto internazionale in cui tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi ridisegnano le opportunità per le imprese, l’internazionalizzazione rappresenta una sfida sempre più complessa per la filiera italiana del legno-arredo. E’ questo il tema al centro dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo, che si è tenuta oggi al Salone d’Onore della Triennale Milano, nel giorno del passaggio di consegne da Claudio Feltrin al nuovo presidente, Elia Vismara, eletto per il quadriennio 2026-2030.
“L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perchè possano raggiungerli e competere ad armi pari. Questo significa lavorare perchè l’Europa contrasti la concorrenza sleale, garantisca un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconosca il valore degli investimenti che le aziende realizzano. Occorre accompagnare le imprese nell’apertura di nuove opportunità, senza perdere di vista i mercati consolidati – ha dichiarato Elia Vismara, presidente di FederlegnoArredo -. Per affrontare le trasformazioni in corso è necessario anche investire nelle competenze e nella formazione delle nuove generazioni. E’ su queste condizioni concrete che si gioca la competitività della filiera e su cui dobbiamo continuare a lavorare come sistema”.
Le difficoltà richiamate dal presidente trovano riscontro nelle elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat. Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni della filiera hanno registrato una flessione del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A pesare sono soprattutto i risultati dei tre principali mercati di destinazione: Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%), Germania (-7,4%), che insieme determinano oltre 288 milioni di euro di export in meno rispetto al 2025.
Nei primi sette mesi del 2026 il 69,1% delle esportazioni della Filiera Legno-Arredo italiana è diretto verso il continente europeo (UE27 ed Europa extra UE), con la sola UE27 che assorbe il 53% del totale.
La contrazione più marcata delle vendite nel resto del mondo (-7,9%), rispetto a quella registrata sui mercati europei (-2%), determina un aumento del peso dell’Europa sul totale export, dal 67,7% al 69,1%. All’interno del continente europeo, è soprattutto l’UE27 a evidenziare le maggiori difficoltà (-2,4%).
Più contenuta la flessione dell’Europa extra UE27 (-0,6%). Il Medio Oriente è una delle aree più penalizzate (-10,8%), con il forte ridimensionamento dell’Arabia Saudita (- 23,3%) e la flessione degli Emirati Arabi Uniti (-8,3%).
In un quadro complessivamente negativo, alcuni mercati continuano a crescere e ad offrire opportunità interessanti. Spagna (+5,4%) e Svizzera (+4,7%) consolidano la propria posizione tra le principali destinazioni della filiera, mentre Turchia (+13,9%), e Grecia (+9,8%) registrano incrementi più dinamici, pur con volumi più contenuti.
La geografia dei mercati è dunque sempre meno prevedibile e la diversificazione delle destinazioni è una necessità strategica.
Nel corso dell’Assemblea sono intervenuti Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con un videomessaggio, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, intervistato da Andrea Cabrini, e Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.
La capacità di competere sui mercati internazionali passa anche dalla forza del sistema produttivo nel suo complesso. Un tema che coinvolge il rapporto tra imprese, promozione, manifattura e politica industriale, e sul quale il Salone del Mobile.Milano rappresenta una piattaforma strategica per la filiera.
“La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale. Il Salone del Mobile.Milano è, in questo senso, molto più di un evento fieristico: è un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese, capace di attrarre in Italia i protagonisti della domanda globale, generare opportunità di business e offrire alle nostre imprese una forza di proiezione internazionale che nessuna potrebbe costruire da sola – ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano -. Il nostro vantaggio competitivo nasce da qualcosa di difficilmente replicabile: la capacità di trasformare cultura progettuale, manifattura e innovazione in un sistema produttivo riconoscibile e desiderato nel mondo. Questo primato richiede investimenti, visione e soprattutto la capacità di muoversi come sistema, anticipando le trasformazioni. E’ questa l’ambizione che condividiamo con FederlegnoArredo. Ringrazio Claudio Feltrin per il lavoro costruito insieme e per aver creduto nel valore di questa alleanza. A Elia Vismara rivolgo i miei migliori auguri: abbiamo davanti una sfida che va oltre il nostro settore, fare del design italiano non solo un’eccellenza da esportare, ma una leva strutturale di crescita e di leadership industriale e culturale per il Paese”.
“Auguro a Vismara buon lavoro e sono certo che saprà guidare FederlegnoArredo con competenza, visione e attenzione alle esigenze del nostro tessuto produttivo. Ringrazio tutti coloro che hanno condiviso con me e con il Consiglio di presidenza un percorso complesso e sfidante al tempo stesso”, dichiara il presidente uscente Claudio Feltrin.
Elia Vismara arriva alla presidenza di FederlegnoArredo con una consolidata esperienza ai vertici del sistema associativo: dal 2015 fa parte del Consiglio Generale di FederlegnoArredo, dal 2017 è nel Consiglio di Presidenza di Assobagno, di cui è stato presidente dal 2020 ad oggi, e dal 2021 siede nel Cda di Federlegno Arredo Eventi. Dal 2025 è membro del consiglio direttivo dell’Ente Italiano di Normazione (UNI) di cui la Federazione è socio di rappresentanza. E’ inoltre presidente del Cda di Vismaravetro, azienda di famiglia attiva nel settore dell’arredobagno.

– Foto ufficio stampa FederlegnoArredo –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Artelia Italia, Scicolone “25 anni di progetti al servizio della Nazione”

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ROMA (ITALPRESS) – Si è celebrato il 27 ottobre, a Villa Miani a Roma, il 25° anniversario della presenza in Italia di Artelia, tra i principali gruppi di ingegneria a livello mondiale. L’iniziativa, patrocinata da Remind, è un’occasione per ripercorrere un quarto di secolo di progetti e investimenti al servizio dello sviluppo della Nazione e per riflettere, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, sulle sfide future della progettazione, delle infrastrutture, dell’immobiliare allargato e della valorizzazione dei territori.

Ad aprire i lavori è stato Gabriele Scicolone, Amministratore Delegato di Artelia Italia, che ha ripercorso i 25 anni di presenza del Gruppo in Italia: «Siamo entrati in Italia nel 2001, e abbiamo attraversato questo quarto di secolo contribuendo allo sviluppo di innumerevoli progetti immobiliari ed infrastrutturali, sia in ambito pubblico sia privatò, ha commentato l’AD di Artelia Italia, Gabriele Scicolone. E ancora: ‘Da subito il nostro Gruppo ha creduto nel Paese Italia e ne abbiamo fatto uno dei punti di forza a livello internazionale, mettendo radici solide che oggi danno lavoro a oltre 700 collaboratori, ingegneri e architetti e consulenti tecnici che operano sui nostri progetti per lo sviluppo sostenibile e la messa in sicurezza della Nazione».

E’ intervenuto successivamente Cyril Blondel, Vice Capo Missione dell’Ambasciata di Francia in Italia, che ha sottolineato il valore della cooperazione franco-italiana: «Questi accordi hanno senso solo se si realizzano in progetti concreti – ed è ciò che Artelia dimostra, attraverso la cooperazione quotidiana tra
italiani e francesi, dagli studi di progettazione ai cantieri, in una cultura comune dell’eccellenza».

Benoit Clocheret, CEO del Gruppo Artelia, ha quindi evidenziato il contributo delle persone alla crescita della società: «Desidero innanzitutto ringraziare l’Amministratore Delegato Gabriele Scicolone e il Management di Artelia Italia per l’organizzazione di questo evento, che rappresenta un modo per
testimoniare l’importanza e la continuità della nostra presenza nella Nazione e, soprattutto, per avere l’opportunità di ringraziare tutti i nostri collaboratori e dipendenti italiani, la cui dedizione e il cui impegno quotidiano sono la chiave del nostro successo in Italia».

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Filippo Rean, Presidente di RX France, ha sottolineato il valore della collaborazione tra Italia e Francia e la crescita del settore dell’ingegneria: «Da italiano che vive in Francia, mi fa piacere poter testimoniare del successo di una società francese nella nostra Nazione. Questi ultimi tre anni abbiamo visto il PNRR, nuovi investimenti e una attrattività dell’Italia non pensabile fino a poco tempo fa. E anche l’ingegneria ne ha beneficiato. Società come Artelia Italia che hanno attraversato gli anni difficili, si sono trovate pronte a raccogliere le sfide del mercato».

Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di Remind, ha sottolineato: «La capacità di Artelia di coniugare l’ottimo con il buono rappresenta un valore distintivo. L’ottimo è l’eccellenza delle performance, la qualità della progettazione e dei risultati; il buono è l’attenzione alle persone, alle
comunità e ai territori. E’ nell’equilibrio tra queste due dimensioni che l’attività d’impresa assume un significato più profondo, contribuendo non soltanto alla crescita economica, ma anche al benessere della Nazione».

Vittorio De Pedys, Presidente di SIMEST, ha evidenziato il valore della collaborazione internazionale per la competitività del sistema produttivo: «I 25 anni di Artelia in Italia rappresentano una testimonianza concreta del valore che le competenze, l’innovazione e la collaborazione internazionale possono
generare per la crescita del nostro Paese. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare queste sinergie in nuove occasioni di crescita, facendo della qualità dei progetti e della capacità di operare sui mercati internazionali due leve strategiche per il futuro delle nostre imprese e del Sistema Italia».

Paolo Grasso, Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha richiamato l’importanza di tradurre gli investimenti in risultati concreti: «Le infrastrutture, i trasporti e l’immobiliare allargato rappresentano una leva fondamentale per la crescita e la competitività dell’Italia, ma soprattutto uno strumento per migliorare concretamente la vita dei cittadini. La sfida che abbiamo davanti è trasformare le opportunità offerte dal PNRR in risultati tangibili e duraturi, attraverso una maggiore capacità di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere».

Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio, ha posto l’accento sulla centralità della persona e sul valore strategico della progettazione: «L’esperienza internazionale di Artelia dimostra come il progettista sia oggi chiamato ad accompagnare l’intero ciclo di vita delle opere, coniugando innovazione, sostenibilità e responsabilità verso i territori. Celebrare questo anniversario significa quindi riconoscere il valore di una collaborazione capace di unire competenze, Nazioni e visioni nella consapevolezza che ogni grande progetto debba partire dalle persone e tornare alle persone».

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Hanno fatto seguito testimonianze di esperienze e competenze imprenditoriali e associative.
Alessandro Cambi, Founder Partner IT’S Vision, ha evidenziato il valore della collaborazione con Artelia e l’importanza di un approccio multidisciplinare alla trasformazione urbana: «Lavoriamo con Artelia in una traiettoria europea, tra Italia e Francia, condividiamo lo stesso viaggio. E’ da lì che nasce il valore: qualità, innovazione ed evoluzione per tutto il nostro settore e per la società in cui viviamo. Una città, la
nostra società, è troppo complessa per essere letta da un solo sguardo».

Marco Mansueti, Direttore Operations di Artelia Italia, ha ripercorso i 25 anni di crescita della società, sottolineando il ruolo centrale delle persone e delle competenze: «In questi anni è cambiato profondamente il ruolo dell’ingegneria. Oggi non siamo chiamati soltanto a progettare e realizzare opere, ma ad accompagnare i nostri clienti lungo l’intero ciclo di vita degli investimenti, integrando competenze tecniche, capacità di gestione, innovazione e sostenibilità».

Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, ha ripercorso le trasformazioni del mercato immobiliare italiano negli ultimi 25 anni, soffermandosi sulle prospettive future: «Cosa ci riservano i prossimi venticinque anni? Sicuramente un Paese invecchiato e con pochi giovani. Il passaggio
generazionale della ricchezza sarà uno dei temi centrali dei prossimi anni». Guardando all’evoluzione del patrimonio immobiliare e delle infrastrutture, ha inoltre evidenziato la prospettiva di una nuova stagione di sostituzione delle strutture non più adeguate alle esigenze contemporanee e di forte
sviluppo della rigenerazione urbana.

Francesca De Sanctis, Presidente di ANCE Roma – ACER, ha richiamato la necessità di un quadro normativo adeguato per favorire la trasformazione delle città: «La rigenerazione urbana è una grande opportunità per Roma, ma per trasformarla in realtà servono regole aggiornate, competenze chiare e tempi certi. Occorre una riforma organica, insieme a investimenti pubblici e privati, per migliorare la qualità urbana, rispondere alla domanda abitativa e rendere le nostre città più sostenibili e inclusive».

Lorenzo Felici, Direttore dello Sviluppo Commerciale di Artelia Italia, ha evidenziato la progressiva diversificazione delle attività della società: «Negli anni passati siamo entrati nei settori più disparati dell’ingegneria, e su alcuni siamo diventati presto leader del mercato, come nei settori dell’edilizia turistico-ricettiva, ospedaliero, dell’industria e dell’hi-tech innovativo e, con il PNRR, nei settori
infrastrutturali».

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Alfredo Ingletti, Presidente di FIDIC, ha sottolineato il valore strategico della progettazione per lo sviluppo delle infrastrutture: «Come FIDIC, siamo convinti che l’ingegneria debba essere riconosciuta come un investimento strategico e non semplicemente come una fase preliminare alla realizzazione
delle opere. Il futuro delle infrastrutture dipenderà sempre più dalla nostra capacità di realizzare non soltanto opere migliori, ma soluzioni capaci di rispondere ai bisogni delle persone e delle generazioni future».

All’iniziativa hanno preso parte anche Giorgio Pieralli, Direttore Immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti,
e Moreno Maggi, fotografo, evidenziando l’importanza della centralità delle persone all’interno della cultura dell’abitare.I lavori sono stati coordinati da Alessandro Galimberti con una narrazione coinvolgente ed efficace. La celebrazione è stata inoltre impreziosita dall’esecuzione degli inni nazionali di Francia e Italia, interpretati dal soprano Lucia Rubedo. Nel corso dell’evento, Mons.Joshtrom Kureethadam ha presentato il volume ‘Dieci comandamenti verdi «Laudato sì»’, patrocinato
da Remind, e ha impartito la benedizione ai partecipanti.

A conclusione dell’evento, Paola Martinoni, Fondatrice della Fondazione Libellule Insieme, ha conferito ad Artelia Italia la pergamena di ‘Ambasciatrice per la Prevenzione dei Tumori Femminili, la Cura e la Rinascità, a testimonianza dell’importanza di coniugare l’eccellenza professionale con l’attenzione alla salute, alla prevenzione e alla centralità della persona.
-news in collaborazione con Remind –
-foto ufficio stampa Remind-
(ITALPRESS).

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Piano Mattei, Webuild preferred bidder per una nuova ferrovia di 517 km in Zambia

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MILANO (ITALPRESS) – Una nuova ferrovia di circa 517 chilometri per favorire l’integrazione infrastrutturale dell’Africa australe, in una regione strategica per lo sviluppo delle catene del valore dei minerali critici. Webuild è stata nominata preferred bidder per il Lotto 1B del Lobito Corridor Railway Project in Zambia. L’imponente infrastruttura è inserita tra le iniziative strategiche sostenute dal Piano Mattei per l’Africa promosso dal Governo italiano. L’intera opera è destinata a rivoluzionare i collegamenti commerciali e logistici dell’Africa Australe con i mercati internazionali: una volta completata, ridurrà i tempi di trasporto delle merci dal Copperbelt ai mercati internazionali da 16 a 7 giorni, generando benefici economici stimati in circa USD 3 miliardi per Zambia e Angola. Il progetto potrà inoltre rappresentare un’importante opportunità per il coinvolgimento della filiera italiana delle costruzioni, favorendone la partecipazione allo sviluppo di una delle principali infrastrutture strategiche del continente africano.
Il progetto è promosso e sviluppato da Africa Finance Corporation (AFC), istituzione finanziaria multilaterale africana, che ha collaborato a stretto contatto con i governi di Angola e Zambia per coordinare le principali autorizzazioni, allineare le priorità e far avanzare il progetto verso la fase di attuazione. Il progetto è supportato da partner internazionali per lo sviluppo. Il lotto prevede la progettazione e la realizzazione di una linea ferroviaria che correrà dal confine con l’Angola fino a Chingola, nel cuore della provincia di Copperbelt.
Il tracciato attraversa territori ancora privi di infrastrutture su larga scala e comprende 22 ponti e viadotti, 8 stazioni e 3 depositi di manutenzione progettati per sostenere grandi volumi di traffico merci. Nel consorzio internazionale guidato da Webuild figurano la turca Içtas (30%) e la portoghese Mota-Engil (30%). La selezione del preferred bidder è subordinata alla conclusione delle negoziazioni tecniche, commerciali e legali, il cui avvio è previsto per novembre 2026.
Il Lobito Corridor favorirà l’integrazione regionale, sosterrà la crescita delle economie locali e migliorerà la connettività tra aree produttive, centri industriali e rotte commerciali globali, ridisegnando la geografia economica dell’Africa australe e creando una direttrice est-ovest alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano. Il progetto collega il porto angolano di Lobito, sull’Atlantico, ai principali distretti minerari della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia, dove si concentrano grandi risorse di rame, cobalto e altri minerali strategici per la transizione energetica.
Per questo il corridoio è considerato prioritario da Italia, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, nonchè da Stati Uniti, Unione Europea e Paesi del G7, che lo hanno inserito tra i progetti di punta della Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII) e del Global Gateway europeo, come infrastruttura chiave per l’integrazione infrastrutturale e lo sviluppo sostenibile, nonchè per per diversificare e rendere più sicure le catene di approvvigionamento dei minerali critici.
Il Lotto 1B costituisce la tratta zambiana del progetto Zambia Lobito Railway, che prevede circa 831 km di nuova linea tra Zambia e Angola.
Attraverso la tratta angolana, si raccorderà a Luacano alla ferrovia di Benguela, parte del Lobito Corridor esistente, già operativo e oggetto di importanti investimenti di riabilitazione e potenziamento.
“In occasione del Vertice G7 di Borgo Egnazia nel 2024, il Governo italiano, nell’ambito del Piano Mattei, ha aderito al memorandum d’intesa che lo ha avviato, insieme ad Angola, Zambia, Unione Europea, Stati Uniti e Banca Africana di Sviluppo. Il risultato di oggi nasce dal lavoro di squadra del sistema Italia: il Governo ha lavorato insieme a CDP e SACE per sostenere la partecipazione delle imprese italiane, accanto alle principali istituzioni finanziarie africane e internazionali”, commenta Palazzo Chigi in una nota, sottolineando che “il progetto apre una grande occasione per la filiera italiana delle piccole e medie imprese. E’ lo schema che il Piano Mattei vuole rendere sistematico dal settore agricolo a quello delle costruzioni, dal settore dei minerali critici alla logistica”.
“Il Corridoio di Lobito è un’opera di punta del Piano Mattei e un progetto prioritario per il G7, per la Partnership for Global Infrastructure and Investment e per il Global Gateway europeo. E’ il modello di cooperazione “da pari a pari” che il Piano Mattei propone all’Africa. Non un approccio predatorio o assistenziale, ma investimenti che creano infrastrutture, lavoro, integrazione regionale e valore aggiunto sul posto. Il corridoio – conclude Palazzo Chigi – aiuterà le economie locali a sviluppare filiere del rame, del cobalto e dei prodotti agricoli e ridurrà i costi della logistica. Aprirà inoltre una via verso ovest, alternativa ai tradizionali sbocchi sull’Oceano Indiano”.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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