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Economia

Prima Comunicazione, il mondo dell’informazione al centro del nuovo numero

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MILANO (ITALPRESS) – Il numero di luglio-agosto di Prima Comunicazione è un campionario di storie che restituiscono la sensazione di un mondo dell’informazione e dei media in piena ebollizione. Quanto più si aggravano la crisi della pubblicità, delle vendite e degli ascolti, mentre gli ott continuano a crescere, tanto più gli editori reagiscono. Ci occupiamo di questo settore da oltre cinquant’anni e non ricordiamo una stagione così intensa: nuovi progetti editoriali, acquisizioni, riorganizzazioni e imprenditori, persino inattesi, che scelgono di investire nei media. È il caso di Leonardo Maria Del Vecchio che, con l’acquisizione di QN Media, ha deciso di rilanciare il gruppo puntando anche sull’arrivo di un direttore editoriale del calibro di Mario Orfeo. Oppure di Theodore Kyriakou, l’imprenditore greco, che ha deciso di investire in Italia acquistando GEDI. Un gruppo editoriale che aveva urgente bisogno di essere ripensato e sul quale il nuovo azionista sta impostando una profonda riorganizzazione: conti da risanare, Repubblica da rilanciare, sviluppo del digitale, video, eventi, nuove sinergie con Antenna e una squadra di uomini di fiducia a presidiare la governance.

Pier Silvio Berlusconi, sempre più impegnato nello sviluppo internazionale di MFE, di cui ha ridisegnato gli organigrammi piazzando i suoi manager di fiducia nei posti più strategici, non perde però mai di vista la televisione italiana. E ne ha motivo: Mediaset vuole dominare il mercato nazionale, mentre accelera il progetto di una piattaforma europea capace di competere con i grandi operatori tecnologici americani. Un’ambizione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata irrealistica.

“Prima” è andato poi a vedere come vanno le cose alla Stampa di Torino, dove l’arrivo del nuovo editore Alberto Leonardis e del direttore Antonio Di Rosa sembra aver riportato fiducia in una redazione che, negli ultimi anni, aveva vissuto una stagione infelice. A Genova, invece, si è chiusa la lunga e complessa convivenza tra Michele Brambilla e l’editore Pier Francesco Vago. Il gruppo Blue Media, controllato da Msc, ha ora davanti a sé il compito di costruire una vera strategia editoriale, dopo aver avviato il rilancio con un nuovo e ambizioso sito digitale, puntando sui business collaterali della blue economy.

Se c’è un tratto comune a tutte queste vicende è che nessuno, oggi, pensa più di poter difendere l’esistente. Tutti, in modi diversi, stanno cercando di reinventare il proprio futuro. La storia forse più significativa è però quella di Mondadori Digital. In pochi anni il Gruppo Mondadori ha costruito uno dei principali ecosistemi digitali italiani, capace di raggiungere complessivamente 137 milioni di follower. Nella lunga intervista a Prima, l’amministratore delegato Andrea Santagata racconta una strategia che integra contenuti, creator economy, tecnologie pubblicitarie e crescita per acquisizioni, ricordando che la vera sfida “non è inseguire la tecnologia, ma mettere l’innovazione al servizio di un patrimonio costruito in oltre cent’anni di storia del gruppo”.

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Ma il digitale non è solo innovazione e nuove opportunità. Ha anche un lato più inquietante, che attraversa il modo stesso in cui si forma l’informazione. Lo racconta l’esperienza di Marco Gregoretti, veterano del giornalismo, che aveva scelto YouTube per continuare a fare informazione. Dopo una rapida crescita del pubblico e delle visualizzazioni, ha deciso di chiudere il suo canale, denunciando un sistema nel quale gli algoritmi tendono a premiare polemiche, aggressività e conflitti a discapito dell’approfondimento e del buon giornalismo. Una scelta poi rivista, con la riapertura del canale, ma che resta una testimonianza significativa delle tensioni che attraversano oggi le piattaforme.

Su un piano ancora più strategico si colloca l’intervista a Stefano Amoroso, direttore della comunicazione di Leonardo, che introduce il tema della guerra cognitiva: nei conflitti contemporanei, spiega, non si attaccano soltanto infrastrutture e reti, ma anche la capacità dei cittadini di formarsi un’opinione libera e consapevole. Un tema che apre interrogativi nuovi sul rapporto tra tecnologia, informazione e democrazia.

Dall’informazione digitale il racconto si sposta poi sul mondo della televisione, dove broadcaster tradizionali e nuovi operatori stanno ridisegnando palinsesti, strategie e modelli di sviluppo in un mercato sempre più competitivo, con gli ott sullo sfondo come principale fattore di cambiamento. Dopo aver raccontato i programmi di MFE e le nuove responsabilità affidate da Pier Silvio Berlusconi ai suoi manager, Prima analizza i palinsesti dei principali broadcaster. Sky Italia, sotto la guida sempre più riconoscibile di Giuseppe De Bellis, rafforza il proprio posizionamento integrando informazione, sport, intrattenimento e cinema; Warner Bros. Discovery rilancia il Nove, raddoppiando la presenza di Fabio Fazio e consolidando le alleanze distributive; La7 continua a crescere facendo leva sulla forza dell’informazione e guardando allo sviluppo digitale. Un viaggio che mostra come i palinsesti siano sempre meno una semplice offerta televisiva e sempre più il risultato di strategie industriali, tecnologiche e editoriali. Chiude il focus televisivo l’analisi della nuova narrazione manageriale con cui l’amministratore delegato Giampaolo Rossi prova a riposizionare la Rai e, insieme, la propria leadership. Un’ambizione non da poco.

Ampio spazio anche allo sport e alla comunicazione. La voce di Antonio Rossi, campione olimpico e punto di riferimento del canottaggio italiano, riporta il dibattito sul terreno delle persone e dei valori dello sport, ricordando come la comunicazione resti prima di tutto una questione di credibilità, esempio e capacità di creare legami. Mentre il Giro d’Italia diventa il racconto di un brand: l’esperienza di Banca Mediolanum dimostra come una grande sponsorizzazione possa trasformarsi in una leva di relazione, reputazione e coinvolgimento, ben oltre la semplice visibilità.

Nella sezione Comunicazione, infine, analizziamo il percorso di Ferrovie dello Stato nel costruire una nuova identità del gruppo, e proponiamo l’intervista al ceo e chairman di Wpp Media Italia, Massimo Beduschi, che riflette sulle sfide del nuovo mercato pubblicitario globale, sul ruolo delle piattaforme e sulla trasformazione delle agenzie media nell’era dell’intelligenza artificiale. E poi la svolta di Audicom, chiamata a costruire nuovi criteri di misurazione delle audience in un ecosistema in cui televisione, digitale e piattaforme sono ormai parte dello stesso mercato.

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– Foto ufficio stampa Prima Comunicazione –
(ITALPRESS).

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L’Oréal Italia, Piermarco Luzzatto-Giuliani nominato nuovo Direttore Corporate Affairs & Engagement

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ROMA (ITALPRESS) – L’Oréal Italia annuncia la nomina di Piermarco Luzzatto-Giuliani a Direttore Corporate Affairs & Engagement, a partire dal 1° novembre 2026. Piermarco farà parte, inoltre, del Comitato Esecutivo di L’Oréal Italia. Entrato in L’Oréal nel 1998, Piermarco ha costruito un percorso internazionale ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Ha iniziato in Francia nella Divisione Dermatological Beauty con Vichy. Ha poi sviluppato la sua carriera in Spagna e nel 2003, è diventato Brand General Manager di La Roche-Posay in Italia. Ha successivamente ricoperto ruoli dirigenziali in Canada e nell’area Asia-Pacifico. Dal 2014 al 2021 ha guidato lo sviluppo del Travel Retail per le Divisioni Dermatological Beauty e Prodotti Professionali. Nel 2021 è stato nominato Global Public Affairs Director, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni istituzionali del Gruppo.

Nel suo ruolo ha contribuito a sviluppare la funzione Global Public Affairs di L’Oréal e a rafforzare le relazioni istituzionali del Gruppo guidando iniziative e incontri tra stakeholder istituzionali di vari paesi e i membri del Comitato Esecutivo di L’Oréal. Ha inoltre ampliato il suo perimetro includendo attività legate agli accordi commerciali internazionali. Infine, ha guidato l’organizzazione della partecipazione di L’Oréal al World Economic Forum di Davos e le attività di Public Affairs del Gruppo a VivaTech. Piermarco porta con sé una profonda conoscenza del Gruppo, una solida esperienza nel Public Affairs e relazioni consolidate con i principali stakeholder. Nel nuovo ruolo contribuirà a rafforzare e strutturare l’approccio di L’Oréal Italia nel Public Affairs.

– Foto ufficio stampa L’Oréal –

(ITALPRESS).

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Gianluca Spallotta è il nuovo presidente di RetImpresa per il quadriennio 2026-2030

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ROMA (ITALPRESS) – Gianluca Spallotta è il nuovo Presidente di RetImpresa, l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e le reti d’impresa. Eletto all’unanimità dall’Assemblea degli Associati, resterà in carica per il quadriennio 2026-2030. Succede a Fabrizio Landi, alla guida dell’Agenzia negli ultimi sei anni, durante i quali Spallotta ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente. Legale rappresentante di QUARK Srl, azienda specializzata nei servizi per la salubrità degli ambienti, Spallotta è Presidente della rete d’imprese Horeca Group e componente di diversi organismi del Sistema Confindustria, tra cui il Consiglio Generale di Confindustria Ancona, il Gruppo Tecnico Economia del mare e il Consiglio per le Rappresentanze portuali di Confindustria.

“Vogliamo rendere le reti d’impresa uno strumento sempre più concreto di crescita e innovazione, favorendo la collaborazione tra startup, PMI e grandi imprese e lo sviluppo di progetti di filiera – ha dichiarato il neoeletto Presidente -. Proseguiremo il lavoro svolto da Fabrizio Landi, puntando sull’open Innovation, lavorando insieme alla Piccola Industria e alle Associazioni del Sistema Confindustria e coinvolgendo gli Associati. Continueremo, inoltre, a investire su progetti come ROCK, sulla codatorialità e sulle attività dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa”.

Ad affiancare Spallotta ci saranno tre Vice Presidenti: John Bertazzi, Presidente di Ance Lombardia; Anna Del Sorbo, Vice Presidente di Piccola Industria Confindustria; Giuseppe Maiellare, componente del Consiglio Generale di Unindustria Lazio, che avrà la delega ai Rapporti con le grandi imprese. Al Past President Fabrizio Landi va, invece, la delega a Open Innovation e Startup.

-Foto logo Retimpresa-
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Intesa Sanpaolo presenta “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale

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ROMA (ITALPRESS) – Una catena di mani che attraversa l’Italia per raccontare le storie vere di clienti e persone della Banca nei luoghi della vita quotidiana, dell’impresa e della cultura. E’ “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo, presentata oggi a Roma, che ha scelto di raccontare che cos’è la banca e fa vedere gli effetti concreti del proprio lavoro accanto ai clienti e al Paese: in una casa, in un’impresa, in una biblioteca, in un museo, in una sala di controllo. Storie diverse, con un punto in comune: la vicinanza di Intesa Sanpaolo. La campagna partirà domenica 18 ottobre e prevede una pianificazione continuativa di circa tre settimane, con una copertura nazionale. La comunicazione utilizzerà un impianto multicanale con TV, stampa, radio, digital, affissione e cinema.

“La campagna vuole sottolineare il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo: il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura. Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese che portano il talento italiano nel mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi. Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi”, ha affermato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo.

La storia è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia e i protagonisti sono clienti e persone della Banca. Una giovane coppia nella prima casa, accanto a chi in filiale ha firmato il loro mutuo. Un produttore di vino e un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni, clienti della Banca, con chi contribuisce alla realizzazione dei loro progetti. Una studentessa che ha potuto proseguire gli studi grazie al prestito d’onore, insieme a chi gestisce il programma.

Francesco “Ciccio” Graziani con i ragazzi della società sportiva “Olmoponte Santa Firmina” di Arezzo, il progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto dalla Banca. Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, ambassador di Intesa Sanpaolo, ritratto nelle sale di Galleria Borghese a Roma per il capitolo dedicato all’arte e alla cultura. Un ingegnere di Terna, il gestore della Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica in alta e altissima tensione con cui Intesa Sanpaolo lavora, accanto a chi in Banca finanzia le grandi opere e le grandi infrastrutture.

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Un nonno che investe i risparmi di una vita, per sé e per il nipote, con la consulente che lo affianca nelle scelte di finanza personale e familiare. Ogni protagonista si presenta con poche parole scritte a mano: i clienti raccontano la propria storia, le persone della Banca indicano i numeri che quella storia ha reso possibile. Le cifre danno la misura dei progetti di chi li ha realizzati e dei servizi che Intesa Sanpaolo contribuisce a garantire al Paese. Il filo del racconto è affidato a Sergio e Pietro Castellitto, per la prima volta insieme nella regia.

La complicità è uno degli elementi centrali della campagna e ne incarna l’idea di fondo: insieme si costruisce qualcosa di concreto. Tra i due c’è un affetto scanzonato, vivace, fatto di gesti, battute e sguardi che chiunque riconosce nella propria famiglia, ed è attraverso questo legame che lo spettatore entra nel racconto. Con loro emergono i frutti di un lavoro comune che costituiscono l’essenza del nostro Paese: il sostegno incondizionato allo studio e alle nuove generazioni, un’impresa che cresce, una comunità radicata nei territori e che non lascia indietro nessuno, la tutela del patrimonio culturale.

Il film non ha voce narrante: a parlare è solo la musica. “A mano a mano”, scritta nel 1978 da Riccardo Cocciante e Marco Luberti e resa celebre dall’interpretazione di Rino Gaetano, è per l’occasione reinterpretata da Mina. Più che accompagnare le immagini, la canzone fa da raccordo tra una storia e l’altra, fino a tornare al punto di partenza: la finanza si vede nella vita quotidiana di ciascuno e Sergio e Pietro ne sono i testimoni. Ed in chiusura sarà proprio Mina a rivolgersi direttamente allo spettatore.

“È un piacere prendere parte a questa campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo e contribuire, attraverso la mia presenza, a rappresentare il valore della cultura, dell’arte e della bellezza, e il patrimonio di valori che esse portano con sé – ha dichiarato Roberto Bolle -. Da molti anni sono impegnato in progetti educativi e formativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni e nella diffusione della danza e dei suoi valori, attraverso OnDance e la Fondazione Roberto Bolle. In questo percorso ho potuto constatare quanto il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo sia fondamentale: senza il loro contributo, molti progetti capaci di creare opportunità, trasmettere conoscenza e avvicinare le persone all’arte non potrebbero diventare realtà. Il mio è un piccolo cameo all’interno della campagna, ma vuole essere anche una testimonianza del valore di un’alleanza importante, quella tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, capace di generare valore per la società e costruire opportunità per il futuro”.

Francesco “Ciccio” Graziani ha evidenziato che “aver avuto la possibilità, grazie allo spot di Intesa Sanpaolo, di raccontare la realtà dell’associazione che rappresento e dare visibilità ai ragazzi con disabilità che ne fanno parte è stato prezioso. Ringrazio Intesa Sanpaolo per l’opportunità”.

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L’idea creativa è di MEP – Meta Europe Production MEP, Luca Josi, produttore televisivo e Allegra Scattaglia. La produzione è stata affidata a Think Cattleya. Il contributo di Esclapon & Co., Marco Fanfani e Fabrizio Paschina.

-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
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