Politica
Centrosinistra, Schlein “Pronti al voto in qualsiasi momento”
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5 minuti fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ nostro dovere farci trovare pronti in qualsiasi momento, con tutta l’alleanza progressista da settembre inizieremo a costruire il programma dell’alternativa, ma non partiamo da zero”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Sky Tg24 Live In. “Non l’ho mai chiamato ‘campo largò perchè quello che ci serve è una proposta definita da quello che vogliamo fare insieme. L’alleanza c’è già ed è già più larga di così perchè l’abbiamo fatta insieme in 7 regioni e in tante città, dove governiamo bene. L’alleanza progressista sta già governando bene. Da lì non si torna indietro: non si restringe, al massimo si allarga”, ricorda la segretaria dem.
Sulle parole di Donald Trump a Giorgia Meloni, “non possiamo accettare minacce o insulti da parte di capi di governo stranieri. Ma da quando si è insediato Trump c’è stato un atteggiamento molto schiacciato di questo governo verso l’amministrazione Usa, avevano promesso di fare da ponte ma questo ponte è crollato, il punto è che il governo non è stato in grado di scegliere fino in fondo l’Ue”.
– foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Tajani “Firmata intesa con il Consiglio di Cooperazione del Golfo”
Pubblicato
5 minuti fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ho incontrato il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jasim AlBudaiwi. Un confronto approfondito sugli scenari regionali e un passo concreto per rafforzare la nostra collaborazione sia a livello politico che economico. Abbiamo firmato un Memorandum d’Intesa che consolida il dialogo a 360 gradi tra l’Italia e il Consiglio di Cooperazione del Golfo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su X.
“Il Golfo è un partner strategico per la sicurezza, la crescita economica e la stabilità del Mediterraneo allargato. Vogliamo intensificare il partenariato tra l’Europa e i Paesi del Golfo, promuovere corridoi strategici come IMEC, tutelare la libertà della navigazione e delle rotte commerciali, a partire da Hormuz, e sostenere le iniziative diplomatiche capaci di favorire pace, sicurezza e stabilità in Medio Oriente. L’Italia conferma il proprio ruolo di interlocutore privilegiato tra Europa e Golfo. Organizzeremo presto anche un business forum tra le imprese dei nostri Paesi per promuovere ulteriore crescita e spazi per le nostre imprese che esportano”, conclude Tajani.
– Foto Profilo X Antonio Tajani –
(ITALPRESS).
Politica
Governance Poll 2026, Decaro, Stefani e Fedriga guidano la classifica dei Governatori
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4 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ha cambiato ruolo, Antonio Decaro. Ma non ha cambiato la propria posizione nel Governance Poll. Nella sua nuova veste di presidente della Regione Puglia, Decaro apre infatti la classifica dei Governatori, tornando al primato che aveva già raggiunto in sei edizioni nel corso dei suoi 10 anni da sindaco. Lo rileva la nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, oggi in edicola con il quotidiano.
Il Governance Poll 2026 non rappresenta una simulazione elettorale, ma misura il rapporto tra sindaci e cittadini, influenzato da scelte amministrative, capacità comunicativa e condizioni socioeconomiche locali. L’edizione 2026 segnala un lieve calo del consenso complessivo: il 50% e’ raggiunto da 74 sindaci su 92, pari all’80%, contro l’85% dello scorso anno.
I numeri del censimento annuale confermano quella caratteristica di Decaro come macchina da consenso, decisiva nelle complicate settimane che nell’autunno scorso avevano portato alla sua candidatura dopo un travagliato confronto con Michele Emiliano, suo predecessore sia alla guida della Regione sia al Comune di Bari. Il trasloco in Puglia sposta dopo molti anni la medaglia d’oro nella graduatoria dei presidenti di Regione dal NordEst, che comunque rimane protagonista.
Con il 65% di cittadini che si dicono disposti a rivotarlo se le elezioni fossero oggi, il Veneto Alberto Stefani arriva al secondo posto, a un solo punto dal primatista, e offre una conferma non scontata di quell’adesione dai tratti plebiscitari che ha a lungo contraddistinto il rapporto fra i veneti e il suo predecessore Luca Zaia, sempre oscillante fra primo e secondo posto nel Governance Poll nei tanti anni dei suoi mandati a Venezia. L’altra conferma arriva da Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, anche lui ospite abituale del podio. Il duo nordestino non esaurisce però il quadro delle ottime prestazioni dei presidenti leghisti del Nord, che si completa con il dato di Attilio Fontana in Lombardia. Con il 57% di consensi, Fontana si piazza al sesto posto e soprattutto registra un aumento di cinque punti rispetto all’edizione 2025, aggiudicandosi la più forte accelerazione annuale fra i Governatori.
Non è facile indicare un legame di causa-effetto fra i numeri macinati dagli esponenti nordisti del Carroccio e il loro ritrovato protagonismo nel dibattito interno alla Lega, percorso dall’ipotesi di creazione di una replica in salsa padana del modello bavarese della Csu che al momento pare congelato dopo la secca opposizione di molti fra gli esponenti del partito più vicini al vicepremier Matteo Salvini. Le ragioni del favore diffuso fra i cittadini sono forse da cercare nei fondamentali di una macchina politico-amministrativa ormai più che rodata, in territori in cui il centrosinistra da sempre fatica ad affermarsi fuori dai confini delle città. Come del resto accade anche in Piemonte, dove Alberto Cirio (Fi) arriva quarto con un 60% di consensi proseguendo il suo costante consolidamento registrato negli anni scorsi.
L’origine del vento nelle vele dei presidenti settentrionali di centrodestra non può essere invece individuata nei progressi dell’autonomia differenziata. Che al momento non ci sono.
Certo, il Governo ha avviato le preintese con Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto (Fedriga, alla guida di una Regione a Statuto speciale, non è ovviamente interessato). Ma i loro contenuti, peraltro uguali per tutte le Regioni, sono fortemente limitati dall’illegittimità costituzionale sancita dalla Consulta per la prima legge attuativa dell’autonomia.
In gioco al momento ci sono protezione civile, professioni e previdenza complementare, oltre a un rafforzamento dell’autonomia già esistente in campo sanitario. Ma il percorso è solo agli inizi, e dopo l’esame parlamentare delle preintese dovrebbe tradursi nei disegni di legge attuativi; che però difficilmente arriverebbero al traguardo in caso di elezioni anticipate in primavera, come ha avvertito un paio di settimane fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Negli scalini di testa della graduatoria, comunque, il Nord domina ma non ha il monopolio. Dalla Calabria il vicesegretario di Forza Italia Roberto Occhiuto si conferma l’eccezione meridionale, con il quarto posto in condivisione con Cirio grazie a un 60% che segna un miglioramento di due punti rispetto all’anno scorso e di 2,7 punti nel confronto con il responso delle urne.
Renato Schifani in Sicilia si piazza all’ottavo posto. E raggiunge anche un primato. Schifani è il governatore il cui consenso è cresciuto di più in assoluto tra tutti dalla data delle elezioni. Unico in doppia cifra, +13,9%.
All’ottavo posto insieme al governatore siciliano c’è anche il lucano Vito Bardi fino a Roberto Fico (Campania) in decima posizione con il marchigiano Francesco Acquaroli, il Mezzogiorno si concentra nelle parti medio basse della classifica. Chiusa quest’anno da un ex aequo tra Francesco Roberti (Molise), ultimo anche lo scorso anno, e Francesco Rocca (Lazio).
Michele De Pascale (Emilia Romagna) si piazza al 12esimo posto, seguito da Marco Marsilio (Abruzzo) al 13esimo posto.
Sotto la ”sufficienza” rappresentata dal 50% di consensi si incontrano Marco Bucci, l’ex sindaco di Genova ora presidente della Liguria, al al sedicesimo posto; Stefania Proietti in Umbria, al quattordicesimo posto insieme ad Alessandra Todde in Sardegna, che pure migliora di 2,5 punti il risultato dell’edizione scorsa.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Papa Leone XIV “Sotto il flagello della guerra Cristo è speranza”
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1 giorno fa-
5 Luglio 2026di
Redazione
CITTÀ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Il Vangelo della liturgia odierna ci invita a condividere la lode che Gesù eleva al Padre, ‘Signore del cielo e della terra’. Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie”. Così Papa Leone XIV all’Angelus in Piazza San Pietro.
“La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso – sottolinea – corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi ‘ai piccoli’, mentre resta nascosto ‘ai sapienti e ai dotti’. Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: ‘Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi’, dice il Signore. Andare da Gesù significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: ‘Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua’. Proprio il dono di sé per amore è il ‘giogo’ di Gesù, cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti”. “Fratelli e sorelle – aggiunge il Papa -, come può essere ‘leggero’ e ‘dolce’ il peso della croce? Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri. Difatti, solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto. Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché ‘nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo’”.
“Carissimi, mentre ringraziamo il Signore per questa sua confidenza piena d’amore, chiediamo l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero”, conclude il Pontefice, rivolgendo un saluto “con affetto” a tutti i presenti in Piazza San Pietro.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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