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PIÙ SICUREZZA AL PRONTO SOCCORSO DEL SAN MATTEO
Pubblicato
1 anno fa-
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Redazione
PIÙ SICUREZZA AL PRONTO SOCCORSO DEL SAN MATTEO
Il Policlinico San Matteo di Pavia ha potenziato il sistema di sicurezza nel Pronto Soccorso, introducendo un servizio di guardiania non armata per proteggere pazienti e operatori sanitari. La misura, attiva da circa due mesi, si inserisce in un piano più ampio volto a garantire un ambiente più sicuro in una delle aree più critiche dell’ospedale.
UN PRESIDIO COSTANTE CONTRO LE AGGRESSIONI
Il servizio di guardiania non armata, operativo tutti i giorni dalle 6 alle 22, è stato affidato a una ditta esterna con il compito di prevenire situazioni di tensione e intervenire in caso di necessità. Se la situazione lo richiede, gli operatori possono allertare la guardiania armata attiva 24 ore su 24 o coinvolgere direttamente le Forze dell’Ordine.
PIÙ PERSONALE E CONTROLLI INTENSIFICATI
Oltre alla guardiania, il San Matteo ha avviato un piano di rafforzamento della sicurezza interna, che include controlli sistematici nelle aree più esposte e l’assunzione di sette nuovi agenti di sicurezza. Cinque di loro sono già in servizio, mentre due completeranno l’iter autorizzativo entro aprile, portando a 15 il numero complessivo di guardie armate in servizio.
SUPPORTO PSICOLOGICO E PROTOCOLLI DI SICUREZZA
Per tutelare il personale sanitario, il Policlinico ha potenziato il protocollo di sicurezza sottoscritto con la Prefettura, introducendo un sistema di segnalazione più efficace e garantendo supporto psicologico e legale agli operatori vittime di aggressioni.
FORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE
Accanto alle misure operative, l’ospedale ha avviato un programma di formazione e sensibilizzazione per il personale, promuovendo la tolleranza zero verso ogni forma di violenza. L’obiettivo è costruire un ambiente di lavoro più sicuro, in cui la protezione degli operatori e la serenità dei pazienti siano una priorità assoluta.
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Quando il territorio diventa solo una passerella
Pubblicato
9 ore fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.
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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Pubblicato
9 ore fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.


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