Politica
Crosetto “Situazione in Medio Oriente preoccupa, lavoreremo per ripristinare tregua”
Pubblicato
11 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’attacco di questa notte è stato abbastanza pesante, le vittime lo evidenziano chiaramente, ma è l’indicatore di un’evoluzione non positiva della situazione nella zona”. La situazione in Medio Oriente “ci preoccupa molto, anche se nei giorni scorsi era evidente che c’era un innalzamento dei toni da parte di Israele: è una conseguenza di un atteggiamento di Hamas sul rientro degli ostaggi”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a “Non stop news” su Rtl 102.5. “Tra l’altro questa scelta di Israele è fortemente criticata dalle famiglie degli ostaggi perché in questo modo si interrompe non solo la tregua, ma anche quel percorso che era iniziato perché gli ostaggi ritornassero tutti a casa. Non è sicuramente un elemento positivo anche perché rischia di poter prolungarsi nel tempo”.
“Questa presa di posizione dell’Iran, gli attacchi degli Houthi verso la portaerei americana e l’attacco israeliano sono tutti collegati e speriamo di riuscire a ripristinare una tregua” ma “in questo momento non sono ottimista – ha proseguito Crosetto – “È una constatazione alla riflessione fatta a caldo, stiamo parlando dei fatti di questa notte” e la situazione “è sempre in continua evoluzione. Vedremo e lavoreremo per ripristinare questa tregua, ma adesso non vedo una situazione particolarmente positiva”.
Quanto peserebbe un possibile disimpegno degli Stati Uniti nella Nato, più volte paventato da Trump? “Per noi moltissimo, perché l’alleanza atlantica è il nostro ombrello di difesa. L’ultima cosa che accetterò è un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato, dobbiamo far di tutto perché la Nato non solo non si smembri, ma si rafforzi ancora di più – ha aggiunto il ministro della Difesa – “Dobbiamo far di tutto perché la Nato mantenga la sua presenza e mantenga la capacità di difesa e deterrenza, altrimenti non avremmo ombrelli difensivi”.
Cosa si aspetta realisticamente dalla telefonata tra Trump e Putin? “Una sola cosa: che per un giorno smettano di cadere le bombe, una cosa che non succede da oltre 1000 giorni. Vorrà dire che c’è la possibilità di costruire una tregua e che quella tregua poi, in qualche modo, può diventare pace. Questa telefonata può servire a far trovare attorno a un tavolo almeno quei tre interlocutori che decidono quali sono le condizioni di partenza e poi, dopo, tutto il resto della comunità internazionale potrà dare una mano sulle basi delle scelte e delle regole che daranno a questa tregua e a questa pace”.
La posizione italiana sul Rearm Eu “non esiste”, perché “anche all’interno dei partiti non si riesce ad avere una posizione politica su questo tema” che “secondo me è stato affrontato in modo più ideologico che razionale. Non ha aiutato la scelta delle parole individuate da von der Leyen che ha parlato di riarmo europeo: è il modo per prestare il fianco a chiunque voglia attaccare” il piano “in nome di un presunto pacifismo. Il tema non è riarmare l’Europa”, ma “l’Europa vuole dotarsi di una propria difesa? Questa è la domanda che dobbiamo porci, poi come costruire la difesa è un tema tecnico, non politico”, ha concluso Crosetto.
-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).
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Politica
Piantedosi: “Serve il fermo preventivo, i violenti vanno isolati”. Via libera dal Senato alla risoluzione di maggioranza
Pubblicato
3 ore fa-
4 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato, con 88 voti favorevoli 56 contrari e nessuna astensione, ha espresso voto favorevole alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi sugli incidenti di Torino.
“Tutti abbiamo interesse a impedire il più possibile che pochi violenti trasformino una manifestazione in un pretesto per il caos, ma per fermare preventivamente chi è determinato a creare disordini, le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”, aveva detto Piantedosi nell’informativa sul corteo di Askatasuna.
“L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso – ha aggiunto Piantedosi – È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Stretta sulla sicurezza, Piantedosi al Senato: “Serve una norma che consenta un intervento preventivo”
Pubblicato
5 ore fa-
4 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Tutti abbiamo interesse a impedire il più possibile che pochi violenti trasformino una manifestazione in un pretesto per il caos, ma per fermare preventivamente chi è determinato a creare disordini, le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni in Senato sugli scontri a Torino durante il corteo di Askatasuna.
“L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso – ha aggiunto Piantedosi – È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”.
SU ICE POLEMICA COMPLETAMENTE INFONDATA
“Gli investigatori di HSI che verranno in Italia a supporto del personale già presente nelle sedi diplomatiche statunitensi, non sono agenti operativi e non hanno alcuna funzione esecutiva. Inoltre, opereranno all’interno degli uffici diplomatici statunitensi e quindi non saranno neanche tecnicamente su suolo italiano. Sulla base di quell’accordo, svolgono sempre lo stesso tipo di attività di natura investigativa, senza che il governo abbia mai disposto o anche soltanto ipotizzato alcuna modifica al loro perimetro di azione né per le Olimpiadi né in vista di altri possibili scenari. E non è mai arrivata alcuna proposta o richiesta di modificare queste attività dalle autorità americane. Stiamo parlando dunque di una polemica completamente infondata”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’informativa urgente sulla presenza degli agenti dell’ICE a Milano-Cortina.
“L’ICE non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale. La sicurezza e l’ordine pubblico infatti sono assicurate esclusivamente dalle nostre Forze di Polizia. E tale principio non viene contraddetto dalle pur proficue collaborazioni investigative che, usualmente, vengono attivate a livello internazionale in circostanze del genere” ha aggiunto Piantedosi.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Politica
Papa Leone “Fare di tutto per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia la pace”
Pubblicato
7 ore fa-
4 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Domani giunge a scadenza il Trattato New START sottoscritto nel 2010 dai presidente degli Stati Uniti e della Federazione Russia, che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari. Nel rinnovare l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto ed efficace”. Così Papa Leone XIV al termine dell’udienza generale. “La situazione attuale esige di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le nazioni – ha sottolineato -. È quanto mai urgente sostituire la logica della paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti”, ha concluso.
“Esorto tutti a sostenere con la preghiera i nostri fratelli e sorelle dell’Ucraina duramente provati dalle conseguenze dei bombardamenti che hanno ripreso a colpire anche le infrastrutture energetiche. Esprimo la mia gratitudine per le iniziative di solidarietà promosse nelle diocesi cattoliche della Polonia e di altri Paesi – ha aggiunto -, che si adoperano per aiutare la popolazione a resistere in questo tempo di grande freddo”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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