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Economia

Educazione finanziaria, all’Italia l’European Money Quiz 2025

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il team italiano, composto da Cuth Razvan Martini e Alessio Prendi, si è aggiudicato la vittoria dell’European Money Quiz 2025, la più grande competizione europea di educazione finanziaria per studenti tra i 13 e i 15 anni, promossa dalla Federazione Bancaria Europea (EBF) e, in Italia da FEduF (ABI). Alla finale, svoltasi a Bruxelles, hanno partecipato i vincitori nazionali provenienti da 30 Paesi. Il secondo posto è andato al team della Nord Macedonia, mentre il terzo è stato conquistato dalla Svezia.

“Siamo orgogliosi di celebrare l’eccellente performance degli studenti italiani che hanno rappresentato il nostro Paese all’European Money Quiz 2025 – ha dichiarato Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF, la Fondazione creata da ABI che promuove l’educazione finanziaria e ha curato l’organizzazione della competizione a livello nazionale – lo European Money Quiz è la principale competizione europea dedicata all’educazione finanziaria dei giovani tra i 13 e i 15 anni, promossa dalla Federazione Bancaria Europea (EBF). La squadra italiana ha dimostrato una preparazione eccellente e competenze solide su temi cruciali come il risparmio, la pianificazione finanziaria, la cybersicurezza e gli investimenti. Il risultato ottenuto è motivo di grande soddisfazione e conferma quanto sia fondamentale investire nella formazione economico-finanziaria delle nuove generazioni, affinché possano affrontare con consapevolezza e responsabilità le sfide del futuro. Un ringraziamento speciale va anche agli insegnanti che ci affiancano con passione e dedizione. In particolare, la Professoressa Raffaella Perfumo rappresenta un esempio virtuoso: il suo impegno costante nella promozione dell’educazione finanziaria è un punto di riferimento essenziale per la diffusione di competenze economiche tra i giovani”.

I Paesi partecipanti sono: Albania, Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica di Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia e Ucraina.

L’edizione 2025 ha coinvolto 73.054 studenti di 2.877 scuole in tutta Europa. Sessanta finalisti si sono ritrovati a Bruxelles per una due giorni ricca di attività: la finale del quiz, una visita al Wikifin Lab dell’Autorità belga per i servizi e i mercati finanziari, una cerimonia di apertura del mercato presso la Borsa Euronext e un tour al Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento Europeo. Il quiz ha testato le conoscenze degli studenti su temi finanziari cruciali per la loro età: pianificazione a lungo termine, risparmio, criptovalute, cybersicurezza e gestione responsabile del credito.

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“Siamo estremamente orgogliosi di ospitare la nona edizione dell’European Money Quiz – ha commentato Wim Mijs, CEO della Federazione Bancaria Europeauna chiara dimostrazione dell’impegno del settore bancario, insieme alle scuole partecipanti, nel rafforzare le competenze finanziarie. La competizione continua a crescere, con Bulgaria e Cipro che si uniscono per la prima volta quest’anno. L’entusiasmo e la preparazione dei partecipanti sono stati davvero impressionanti. L’educazione finanziaria è una chiave per un futuro sicuro: è fondamentale che i giovani europei sviluppino fin da piccoli le giuste competenze e attitudini”.

L’iniziativa si inserisce in un contesto europeo sempre più attento all’educazione finanziaria. La Commissione Europea ha annunciato una Strategia Europea per l’Educazione Finanziaria, attesa entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di coordinare e rafforzare le numerose iniziative già esistenti a livello nazionale, nel settore privato e tra le ONG. L’EBF, da sempre attiva in questo ambito, è pronta a contribuire a questo importante progetto.

– Foto Ufficio stampa FEduF –

(ITALPRESS)

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Economia

Patuelli “Contro il rischio inflazione prevedere degli interventi d’emergenza”

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ROMA (ITALPRESS) – “Oggi servono interventi di emergenza. Abbiamo una serie di rischi importanti: il primo è l’inflazione che colpisce famiglie e aziende, di fronte alla quale le banche centrali possono essere le prime a muoversi alzando i tassi, mentre gli Stati possono fare manovre di carattere fiscale”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, intervenendo al convegno promosso da Confartigianato Imprese presso la Camera di Commercio di Ferrara Ravenna.

Patuelli ha poi analizzato gli andamenti dei mercati finanziari che “hanno visto ieri i titoli di Stato italiani a dieci anni crescere al 3,78% per l’Italia rispetto al 3,52% di giovedì con un aumento di 26 punti base, ovvero 26 centesimi, in un solo giorno. I Paesi dell’euro hanno visto aumentare il costo dei titoli a dieci anni, il Regno Unito ha avuto un aumento di 26 punti base passando al 4,82%. Gli Stati Uniti ieri quotavano il titolo a dieci anni al 4,28%, una cinquantina di punti base di più dell’Italia. La Bce ha oggi di fronte non l’interrogativo di qualche settimana fa, che era quanto e quando ridurre il tasso di sconto: oggi la Bce si interroga se, quando e quanto aumentare il tasso di sconto”.

“Nell’emergenza le regole bancarie devono essere ripensate: noi abbiamo innanzitutto le regole internazionali di Basilea, che riguardano tutto l’Occidente, ma gli Stati Uniti hanno scelto una strada diversa, di minore applicazione, sviluppando una concorrenza impropria agli altri sottoscrittori dell’accordo. Noi non dobbiamo seguire l’America nelle logiche di deregulation, perché questa ha portato ad effetti nefasti come il caso Lehman sui mercati internazionali. Dobbiamo pensare a procedure di semplificazione che servono alle banche e alle imprese, e quindi l’appello che oggi insieme alle imprese artigiane possiamo fare alle istituzioni europee e nazionali è di accelerare in misura emergenziale le iniziative di semplificazione che sono da mesi all’esame delle istituzioni europee”, ha concluso Patuelli.

– foto IPA Agency –

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Economia

A febbraio crescono i prestiti a famiglie e imprese, +2,1% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A febbraio, secondo i dati del Rapporto mensile Abi, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo 2025. In dettaglio, per le famiglie è il quattordicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è l’ottavo mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti, infatti, a gennaio 2026 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5% e quelli alle imprese dell’1,7%. Il tasso medio sul totale dei prestiti è stato il 3,99% (come nel mese precedente); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,45% (3,53% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023); il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,42% (3,45% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).

– Foto IPA Agency –

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Economia

Confcommercio, il caro energia mette in ginocchio le imprese del terziario

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ROMA (ITALPRESS) – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il rischio di un deterioramento dei flussi energetici internazionali riportano l’energia tra le principali preoccupazioni delle imprese del terziario di mercato. Secondo Confcommercio, rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia e della crisi energetica, le imprese del terziario registrano un costo dell’energia elettrica più alto del 28,8% e del gas superiore del 70,4%. Un eventuale aggravarsi delle tensioni nell’area del Golfo e possibili restrizioni nei transiti energetici attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero determinare ulteriori rincari. In uno scenario prudenziale, le bollette potrebbero aumentare mediamente del 4,3% per l’energia elettrica e del 3% per il gas, mentre nello scenario più critico gli aumenti potrebbero superare il 13% per l’elettricità e il 43% per il gas.

In quest’ultimo caso, per gli alberghi l’incremento della spesa mensile sarebbe pari a 900 euro per l’energia elettrica e a 1000 euro per il gas, per i grandi supermercati a 700 euro per l’energia elettrica e a 400 per il gas, mentre per bar, ristoranti e negozi, alimentari e non, i rincari potrebbero variare dai 100 ai 300 euro per l’energia elettrica e dai 200 ai 500 euro per il gas.

Per Confcommercio è, dunque, necessario rafforzare il presidio pubblico contro la volatilità dei mercati energetici e i fenomeni speculativi, dando piena attuazione alle misure previste dal decreto bollette e affiancandole ad ulteriori interventi di carattere emergenziale in grado di produrre effetti rapidi sui costi per le imprese. In particolare, tra le priorità indicate dalla Confederazione c’è la necessità di attenuare l’impatto dei rincari energetici, sostenendo in particolare le micro, piccole e medie imprese più esposte alla volatilità dei prezzi.

E occorre rendere pienamente operativi gli strumenti previsti dal decreto bollette, favorendo i meccanismi di aggregazione della domanda per consentire anche alle imprese di minori dimensioni di accedere a contratti di lungo periodo per l’energia da fonti rinnovabili e proseguendo nella semplificazione delle procedure per gli investimenti in efficienza energetica e per la diffusione delle fonti rinnovabili distribuite.

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Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, afferma: “Di fronte all’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente è prioritario evitare al nostro sistema imprenditoriale un nuovo shock energetico. In particolare alle micro, piccole e medie imprese che sono le più esposte alla volatilità dei prezzi. Servono, dunque, misure rapide per contenere i costi dell’energia, a partire, subito, dall’ulteriore riduzione degli oneri generali di sistema”.

– Foto ufficio stampa Confcommercio –

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