Cronaca
PERCHE’ NAPOLEONE E’ IMPORTANTE ALLA PROCURA DI PAVIA, NON SOLO PER IL CASO GARLASCO
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8 mesi fa-
di
Redazione
Tutti si stupiscono delle novità che emergono in questi giorni sul delitto di Garlasco, e che potrebbero riscrivere la storia di un processo che ha mandato in galera Alberto Stasi, basandosi non su certezze investigative. Io invece mi stupisco di come le persone, spesso “schiave” di certe trasmissioni tv in cui in primo piano compare ancora il plastico della casa della famiglia Poggi, oppure dei social sempre più presidiati da tuttologi (all’occorrenza anche inquirenti, criminologi, etc.), o ancor peggio dando retta a gente come Fabrizio Corona che arriva di fronte a Palazzo di Giustizia a Pavia nel giorno degli interrogatori e fa il suo show, non siano in grado di andare un minimo oltre il seminato e non facciano lo sforzo di ragionare sul perché accadono certe cose in questo Paese. Solo per chi vuole fare questo sforzo e ha tempo e voglia: oggi sul Giornale c’è un interessante articolo di Luca Fazzo che mette ben in luce tutto il marcio che circolava in Procura a Pavia e che oggi, grazie ad una persona dalla schiena dritta e con profondo senso della giustizia, come il nuovo procuratore Fabio Napoleone, insieme ai pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, emerge alla luce di recenti indagini. Fazzo scrive, tra le altre cose, in un articolo con un titolo ben chiaro “Pm, politici e salotti. Così il delitto di Garlasco svela il grumo di potere che avvelena Pavia”, e di cui molti sono a conoscenza, ma in pochi hanno il coraggio di denunciare: “Non si può capire la storia senza precedenti dell’inchiesta-bis per l’omicidio di Chiara Poggi se non andando a vedere cosa c’è dietro: il grumo di veleni e di affari che si è impadronito di Pavia, città un tempo gloriosa, oggi terra di conquista per barbari come quelli sbarcati davanti al Borromeo. Un grumo che non risparmia nessuno: la politica, le imprese, i carabinieri, la magistratura. La rilettura dell’inchiesta su Garlasco è solo la punta più ghiotta della rilettura a tappeto che il nuovo procuratore Fabio Napoleone sta compiendo di una intera stagione di intrighi e favori. Né Napoleone né il suo vice Stefano Civardi dormono a Pavia. Finito il lavoro tornano a Milano, a distanza di sicurezza dai salotti pavesi, dalle cene al Cassinino, col tartufo dispensato a etti, di cui nessuno si chiedeva chi pagasse il conto. O al Lino, il ristorante dei fratelli D’Arena, specializzati in intercettazioni per conto della Procura. Le prime vittime del repulisti di Napoleone sono note: il maggiore dei carabinieri Maurizio Pappalardo, il maresciallo Antonio Scoppetta, l’ex procuratore Mario Venditti, tutti indagati. Intorno a Pappalardo, che sarà processato dal 13 giugno, un vortice di donne, auto, soldi, rapporti politici, giocate al casinò. La passione per l’azzardo accomuna molti a Pavia. L’ex procuratore Venditti oggi è presidente del casinò di Campione. Prima di lui lo era stato il suo predecessore Gustavo Cioppa. Persino un prefetto di Pavia ha svolto la stessa funzione. Possibile? Pare di sì. Possibile persino che un assegno da centomila euro uscito dalle casse di Asm, la municipalizzata-salvadanaio, approdi al casinò di Campione passando dalle Bahamas. Napoleone e Civardi, chiusi nei loro uffici, rileggono tutto. Anche storie come quella di Massimo Adriatici, l’assessore di Voghera che uccise un immigrato, che ai tempi di Venditti la procura indagava per eccesso di legittima difesa, e che ora rischia l’ergastolo per omicidio volontario. Viene riletta la resistibile ascesa di Angelo Ciocca, già eurodeputato leghista, motore immobile di affari e relazioni con il Gotha pavese, con i signori delle costruzioni come Roberto Sclavi e Alberto Righini di Assimpredil. Ciocca è sotto processo e oggi nella Lega è in disgrazia, ma il suo pacchetto di voti non è disperso, ed è transitato sotto le bandiere del sindaco Pd di Belgioioso, Fabio Zucca. D’altronde le simpatie del Pd per Ciocca non sono nuove, quando il leghista alle provinciali sfidò il suo stesso partito, ad appoggiare il candidato ciocchiano arrivarono i voti del Pd grazie al segretario Alan Ferrari. Persero per una manciata di voti. L’incrocio tra affari e politica ha come strumento, nella rilettura che ne fa Napoleone, il controllo della Procura e dei carabinieri. Nell’Arma il personaggio centrale è Maurizio Pappalardo, ex maresciallo diventato ufficiale. Le disinvolture, il tenore di vita, le amicizie di Pappalardo erano sotto gli occhi di tutti: al punto che il colonnello Luigi Macchia, allora comandante della Guardia di finanza, si rifiutava di avere indagini comuni con lui. E adesso che il marcio è venuto tutto alla luce, si spiega come alcune indagini della Finanza sui poteri locali fermassero improvvisamente, perchè dalle microspie arrivava solo il silenzio: qualcuno in Procura avvisava i «bersagli». Così si rilegge anche il caso Garlasco, l’influenza del grumo di potere sulle indagini a senso unico che incastrarono Alberto Stasi. Quando Venditti si decide a indagare su Sempio, delega gli accertamenti a Scoppetta (che adesso è in carcere e sta cantando, ma per i pm non abbastanza). Sopra Scoppetta, a dirigere la sezione di polizia giudiziaria di Pavia, c’era il maresciallo Silvio Sapone, che abita proprio a Garlasco, in una villa ereditata dalla moglie, e che pare conosca bene i Sempio. L’indagine su Sempio viene archiviata per due volte di fila. Poi tutto accade per caso. Napoleone, bocciato dal Csm per la procura di Brescia, ripiega su Pavia. E si trova una realtà impestata di infiltrazioni calabresi, ma anche di malaffare generalizzato. Un malaffare che naviga sopra i partiti e li spacca: si spacca la Lega, si spacca Forza Italia, il costruttore Righini compra i pacchetti di tessere prima dei congressi, e aiuta a destra e manca i suoi amici: anche il ricorso del Pd sulle elezioni a Vigevano è pagato lui. Un disastro, insomma. C’è andato di mezzo Stasi, c’è andata di mezzo l’anima di una città”.
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Cronaca
Schlein “Meloni in difficoltà, la partita è aperta”
Pubblicato
41 minuti fa-
11 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Meloni è in difficoltà. Lo è da quando abbiamo riunito una coalizione progressista che per la prima volta dopo 20 anni si è presentata in tutte le regioni al voto e abbiamo avuto delle vittorie nette ed importanti. Che la partita fosse aperta non abbiamo bisogno che ce lo dica Giorgia Meloni, è già aperta. Quello che ci dice il suo intervento è che sta finalmente riconoscendo che la tanto sbandierata stabilità di questo governo è data semplicemente dal fatto che alle scorse elezioni politiche il nostro campo si sia presentato diviso, sbagliando. Oggi che abbiamo finalmente con fatica messo insieme le nostre differenze e riunito una coalizione hanno cominciato a dire che questa legge elettorale che li ha resi così stabili non rende più così stabili”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ospite della trasmissione “In Onda” su La7.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Cronaca
Tajani “Sostegno alle aspirazioni democratiche del popolo iraniano”
Pubblicato
3 ore fa-
11 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo italiano segue con grande preoccupazione quello che da giorni sta accadendo in Iran. Sostengo le aspirationi democratiche del popolo iraniano e chiedo alle Autorità di garantire i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i manifestanti, di rinunciare in ogni caso alla vergogna della pena di morte come misura repressiva. Il mio cordoglio è per chi ha perso la vita durante le manifestazioni”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Italia, insieme ai partner europei, è protagonista di una pressante azione diplomatica per portare rapidamente a una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano e della incolumità dei suoi cittadini” conclude il titolare della Farnesina.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Cronaca
Verona-Lazio 0-1, al Bentegodi decide l’autorete di Nelsson
Pubblicato
3 ore fa-
11 Gennaio 2026di
Redazione
VERONA (ITALPRESS) – Dopo quasi un mese dall’ultima volta, la Lazio torna a riassaporare il gusto della vittoria e lo fa di nuovo in trasferta, in casa del Verona: al Bentegodi termina 0-1 con un autogol di Nelsson al 79′. Una partita in cui i tre punti erano fondamentali per entrambe le squadre, con gli scaligeri a caccia del colpaccio dopo quello solo sfiorato contro il Napoli. Zanetti rilancia dal primo minuto Giovane per fare coppia con Orban, uscito galvanizzato dalla partita del Maradona. Sarri, invece, fa debuttare subito da titolare a centrocampo il nuovo arrivato Taylor, mentre in attacco spazio a un inedito tridente formato da Isaksen, Noslin e Cancellieri, vista l’assenza per squalifica di capitan Zaccagni. E il primo squillo della partita è proprio di marca biancoceleste, con Isaksen che vince il corpo a corpo con Valentini, ma il difensore si riscatta ribattendo il tiro del danese; sulla respinta, Noslin sbaglia il colpo di testa a botta sicura. L’avvio sprint è solo un’illusione, perchè la partita è sì combattuta ma poco spettacolare. Le due squadre, complici le buone prestazioni delle rispettive difese, non trovano spazi per costruire vere e proprie occasioni da rete. Per vedere il primo tiro in porta occorre aspettare il 41′, quando Bradaric impegna Provedel in una parata tutt’altro che difficile.
La Lazio risponde con la sponda di Marusic per la testa di Romagnoli, che manda alto.
Il secondo tempo è decisamente più divertente, con Bernede e Frese a costruire trame interessanti per i padroni di casa, mentre Noslin e Cancellieri provano a entrare in partita cercando il tiro, senza successo. E proprio l’olandese, al 55′, lascia spazio a Ratkov, l’altro neoacquisto dei capitolini. Al 77′ Bernede sposta palla su Lazzari, calcia sul primo palo ma non trova lo specchio. Il terzino della Lazio si riscatta per la copertura non perfetta diventando il protagonista del gol al 79′: è perfetta, infatti, la sua sovrapposizione alle spalle di Cancellieri, poi il suo cross viene deviato da Nelsson alle spalle di Montipò, che non può fare niente per evitare l’autogol del compagno. Nel finale proteste dei padroni di casa per un’azione confusa in area della Lazio con un contatto tra Provedel e Valentini, ma Guida non viene richiamato all’on-field review. Il Verona prova il forcing nel recupero ma senza successo, a festeggiare è la Lazio.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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