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Al via il nuovo Mondiale per Club con Inter e Juventus, montepremi da 1 miliardo

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MILANO (ITALPRESS) – Trentadue squadre pronte a contendersi il titolo di campione del mondo. Partirà nella notte tra sabato e domenica il nuovo mondiale per club, prima edizione a 32 squadre che vedrà coinvolte Inter e Juventus, un nuovo format varato dalla Fifa tra mugugni e qualche polemica per l’ennesima competizione che andrà a ingolfare il calendario internazionale.

Ad inaugurare il torneo saranno Al Ahly FC e l’Inter Miami di Lionel Messi (domenica 15 giugno, ore 2.00 italiane), coi padroni di casa che cercheranno i primi tre punti all’Hard Rock Stadium. Saranno 8 i gironi formati ciascuno da quattro squadre, ogni squadra affronterà tre partite, al termine della prima fase verrà stilata una classifica – 3 punti per la vittoria, uno per il pari, 0 per le sconfitte -, le prime due classificate si qualificheranno agli ottavi di finale.

Due le squadre italiane, ovvero Inter e Juventus, non sono mancate le polemiche per l’assegnazione dei restanti posti: Conmebol (Sudamerica) e Uefa (Europa) hanno ricevuto l’accesso per le vincitrici della principale competizione per club confederale nel periodo 2021-2024, con le squadre aggiuntive determinate da un ranking per club basato sullo stesso periodo di quattro anni.

Afc (Asia), Caf (Africa) e Concacaf (Centroamerica) hanno ricevuto l’accesso per le vincitrici della principale competizione per club confederale nel periodo 2021-2024, mentre l’Ofc (Oceania) ha avuto accesso per il club con il ranking più alto tra le vincitrici della principale competizione per club confederale nel periodo 2021-2024. Nei giorni scorsi sono stati resi noti anche i premi.

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Il montepremi complessivo sarà pari a 1 miliardo di dollari (circa 930 milioni di euro al cambio attuale), suddiviso tra performance sportiva (475 milioni di dollari, 440 milioni di euro circa) e la partecipazione da 525 milioni di dollari (485 milioni di euro circa), da dividere chiaramente per tutte le squadre. La squadra vincitrice avrà la possibilità di vincere circa 125 milioni di dollari, ovvero 100 milioni di euro. Un’occasione per l’Inter, sorteggiata nel gruppo E con River Plate (Argentina), Urawa Red Diamonds (Giappone) e Monterrey (Messico), e per la Juventus, nel gruppo G insieme a Manchester City (Inghilterra), Wydad (Marocco) e Al-Ain (UAE).

I bianconeri, reduci dalla conferma in panchina di Igor Tudor, esordiranno all’Audi Field di Washington giovedì 19 giugno alle ore 03.00 contro l’Al-Ain. I nerazzurri, guidati da Cristian Chivu, scenderanno in campo mercoledì 18 contro il Monterrey, sempre alle ore 3.00 (al Rose Bowl Stadium, dove l’Italia nel 1994 perse la finale mondiale contro il Brasile). Sarà un test interessante per i nerazzurri, reduci dalla clamorosa sconfitta in finale di Champions League contro il Psg e orfani di Simone Inzaghi, presente alla competizione alla guida dell’Al Hilal.

La squadra di Chivu cercherà riscatto dopo aver chiuso una stagione iniziata in maniera trionfale è chiusa con zero titoli in bacheca. Ma il mondiale negli Stati Uniti sarà una vetrina anche per tanti campioni, da Kylian Mbappè a Erling Haaland, da Ousmane Dembele ad Antoine Griezmann. Non ci sarà invece Cristiano Ronaldo, il portoghese – dopo la vittoria della Nations League con la propria nazionale – ha deciso di restare all’Al Nassr.

Non sono mancate le polemiche sulla vendita dei biglietti – ad oggi molte partite hanno ancora tanti tagliandi a disposizione -, inoltre le squadre escluse, considerando l’alto montepremi, avrebbero chiesto di allargare il format a 48 squadre in vista della prossima edizione in programma nel 2029. Si attende dunque l’inizio della fase a gironi, la finale sarà invece il 13 luglio, al MetLife Stadium di New York.

– foto IPA Agency –

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Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma1960

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ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport piange la scomparsa di Livio Berruti. Campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 nei 200 metri, il velocità piemontese è deceduto all’età di 87 anni. “Primo atleta europeo a vincere il titolo olimpico nei 200 metri – sottolinea il Coni – Berruti è stato primatista mondiale della specialità tra il 1960 e il 1963. Studente di chimica all’università di Padova, ad appena 21 anni sorprese il mondo e interruppe la supremazia nordamericana ai Giochi di Roma. Dopo aver uguagliato il record mondiale correndo in 20″5 la semifinale, Berruti si ripetè in finale conquistando uno storico oro a cinque cerchi. In carriera conquistò anche quattro medaglie ai Giochi del Mediterraneo (due ori e altrettanti argenti) e sei podi alle Universiadi, tra cui quattro vittorie, oltre a diversi titoli italiani”.
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Sinner salta anche Cincinnati per un problema al ginocchio destro: “Mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”

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ROMA (ITALPRESS) – “Jannik Sinner si è ritirato dal ‘Cincinnati Open’ a causa di un infortunio al ginocchio destro”. Così, su X, gli organizzatori del Masters 1000 statunitense. “In bocca al lupo al nostro campione del 2024, non vediamo l’ora di rivederti l’anno prossimo”, hanno aggiunto gli organizzatori del torneo di Cincinnati.

Il numero uno del mondo, già assente in questi giorni del Masters 1000 in scena sul cemento di Montreal, è alle prese da un po’ di tempo con un problema fisico. Dopo la visita presso il reparto di ortopedia della Physioclinic di Milano, l’altoatesino è stato ieri e dovrebbe tornare in queste giornate al JMedical di Torino per ultimare il percorso di recupero intrapreso e per provare a guarire del tutto da un’infiammazione al ginocchio destro che sembra “disturbarlo” e “limitarlo”.

Sinner salterà di certo, al pari di Carlos Alcaraz, dunque, il “Cincinnati Open”, in scena dal 13 al 23 agosto, con sorteggio del tabellone principale in programma mercoledì alle 20 italiane. A ruota il campione azzurro dovrebbe prender parte agli Us Open, la quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, in programma sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto.

“Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare”. Così Jannik Sinner. “Sono molto deluso di non poter giocare a Cincinnati e auguro a Bob Moran e a tutto il suo team un evento fantastico e ricco di successi. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo. Ora mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”, ha aggiunto l’azzurro.

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– foto IPA Agency –

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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

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