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Cronaca

Misiani “Italia si deindustrializza, Governo non aiuta lavoro e imprese”

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ROMA (ITALPRESS) – “Siamo preoccupati, la produzione industriale è calata per 26 mesi di seguito in questo Paese. L’Italia si sta deindustrializzando, ma le istituzioni e il Governo che a parole si proclamano vicini alle imprese stanno andando in una direzione opposta”. Lo afferma Antonio Misiani, responsabile Economia della Segreteria nazionale del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Siamo in una fase in cui mettono i dazi la mattina, li tolgono in parte il pomeriggio, c’è un’enorme incertezza che sta bloccando le nostre imprese. La presidente Meloni aveva promesso, non più tardi di inizio aprile, un piano da 25 miliardi per aiutare le imprese che devono fare i conti con i dazi, con le incertezze, con i costi dell’energia. Il piano è scomparso dai radar – sottolinea il parlamentare del Pd -. Bisogna decidere una volta per tutte una strategia, sapere che siamo in un mondo che cambia rapidamente, le imprese sono guidate in larghissima maggioranza da bravissimi imprenditori, se cerchiamo di dar loro una mano credo che possiamo fare buone cose”, aggiunge.
“Costruiremo un programma di politica economica, ci confronteremo con le altre forze progressiste. Se dovessi indicare alcuni punti partirei dalla qualità del lavoro. Bisogna introdurre il salario minimo, mettere fuori gioco i contratti pirata, investire sulle competenze e la formazione dei lavoratori – prosegue Misiani -. Quindi bisogna aiutare il sistema produttivo italiano a scommettere sul lavoro buono, quello stabile, i lavoratori formati, con le competenze adatte al XXI secolo. Secondo punto, le politiche industriali in senso ampio, per la transizione ecologica, per la digitalizzazione, a partire dalle piccole e medie imprese che devono essere messe in condizione di crescere. Terzo punto, il fisco. Noi abbiamo un sistema fiscale che incentiva la rendita del nostro paese e scoraggia chi vuole aprire un’attività, assumere delle persone, scommettere sul futuro. Bisogna fare in modo che il nostro sistema fiscale sia molto più favorevole per chi lavora e per chi fa impresa. Non è semplice, ci vuole un percorso graduale, bisogna recuperare l’evasione fiscale, ma o noi facciamo questa rivoluzione copernicana oppure il fisco rimane un ostacolo alla crescita e non un elemento di accelerazione”.
Sul piano della difesa, per il dirigente del Pd “il rafforzamento della sicurezza europea deve avvenire a livello europeo. Un piano di riarmo su base nazionale, andando in ordine sparso, spendendo ognuno di più senza collaborare, è una strada sbagliata, che ci porterà a buttare i soldi dalla finestra”.
Quanto alla Nato, “non è che gli alleati accettano supinamente quello che Trump ordina di fare – sottolinea -. Gli Stati Uniti spendono il 3,5%. Non il 5 per la difesa, l’Europa spende il 2. Deve assumersi un impegno maggiore perchè c’è il rischio che gli Stati Uniti si disimpegnino? Discutiamone, facciamo progetti comuni. Ma per l’Italia il salto dall’1,5%, perchè questa è la spesa oggi, al 5%, è una enormità che toglierà soldi alla sanità, alla scuola, ai servizi”.
Riguardo al Medio Oriente, Misiani ribadisce come quella di Gaza sia “una crisi umanitaria drammatica. Ogni giorno vengono uccise decine di persone, persone che sono in fila per cercare cibo che oggi manca, e vengono uccise dall’esercito israeliano. Noi siamo per il cessate il fuoco immediato, per la ripresa degli aiuti umanitari e naturalmente per l’immediata liberazione degli ostaggi che sono ancora in mano ai criminali di Hamas”.
Per quanto riguarda la crisi iraniana, “speriamo che la tregua regga. Ho molti dubbi che quello che è accaduto con l’uso della forza abbia definitivamente risolto il tema del programma nucleare iraniano. Io credo che la via più solida per impedire che l’Iran si doti della bomba atomica sia una via diversa dall’uso unilaterale della forza. E lo dico sapendo che non abbiamo nessun tipo di simpatia per un regime teocratico, autoritario, feudale come quello iraniano – conclude il dirigente dem -. Però credo che la comunità internazionale debba interrogarsi se la strada da seguire sia quella di Netanyahu e Trump”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Radio Pavia Breakfast News – 5 aprile 2026

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Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

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ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Parma. La formazione di Maurizio Sarri va sotto nel primo tempo con il secondo timbro in stagione di Delprato (15′) e riesce solo con le seconde linee a rendersi pericolosa dalle parti di Suzuki. E’ Noslin (77′) a salvare i biancocelesti dal ko interno, ritrovando un gol che mancava da quasi due mesi. Punto pesante in ottica salvezza per il Parma, che sale a quota 35 punti e allunga a +8 sulla zona retrocessione occupata dal Lecce. La Lazio resta in ottava piazza a 44 punti e si espone al sorpasso del Bologna, nono a quota 40 punti e impegnato a Cremona domani alle 15.
Buon avvio del Parma, che tiene in mano il pallino del gioco in avvio di frazione. Il primo squillo è di Bernabè, che all’11’ calcia da fuori senza impensierire Motta. Al 15′ è la squadra di Cuesta a portarsi in vantaggio grazie alle solite palle inattive. Punizione di Valeri dalla sinistra, mischia in area di rigore e il più lesto a ribadire in rete è Delprato. Sbloccato l’incontro, il Parma si chiude nella propria metà campo con due linee compatte a difendere i pali di Suzuki. Fraseggio sterile della Lazio, che rischia anche di trovarsi sotto di due reti al 44′ con un mancino in piena area di rigore di Valeri tolto dall’incrocio dei pali da un grande intervento di Motta. In apertura di secondo tempo i padroni di casa provano a cambiare spartito con i cross di Nuno Tavares, ma la retroguardia gialloblù non si fa impensierire dalle iniziative del terzino portoghese. Poco pericolosa la formazione di Sarri, che con i cambi riesce a dare vita alla manovra biancoceleste. Noslin subentra per uno spento Pedro e trova il gol del pareggio al 77′: l’olandese combina con Taylor, si accentra, colpisce di destro in precario equilibrio e trova la deviazione decisiva di Circati, che lascia fermo un incolpevole Suzuki. Nel finale proteste da una parte e dall’altra per dei potenziali rigori per un mani di Nuno Tavares e una spinta di Circati su Lazzari, ma all’Olimpico è 1-1 al triplice fischio di Marcenaro.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Fagioli stende il Verona e avvicina la Fiorentina alla salvezza

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VERONA (ITALPRESS) – La Fiorentina inizia lo scatto verso la salvezza, il Verona si avvia verso la retrocessione in Serie B. E’ questo il verdetto del Bentegodi, che assiste all’1-0 dei viola, messi costantemente sotto dai padroni di casa e vittoriosi dopo un episodio discusso e un finale incandescente. Inizia bene la Fiorentina con Fagioli, ma poi si assiste a un assolo gialloblù. Bernede e Orban impegnano De Gea e mettono a rischio l’imbattibilità (cinque gare) della Fiorentina, mentre Bowie spreca una buona chance. Oyegoke e Belghali sono due frecce sulle corsie laterali e l’Hellas gioca un’ottima gara, nella quale manca solo il gol. Si va così al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa, nonostante Vanoli inserisca Piccoli. Bowie impegna ancora De Gea e l’Hellas sembra poterla vincere, ma è imprecisa e non concretizza. Lo fa eccome, invece, la Fiorentina all’82’: Harrison pesca Fagioli, che buca Montipò con un perfetto rasoterra. Un autentico rigore in movimento manda avanti i toscani, ma è polemica. L’azione nasce da una decisione discutibile di Guida, che aveva fermato il gioco per verificare le condizioni di Fagioli nonostante non ci fosse stata un’azione fallosa. Protesta l’Hellas e fischia il Bentegodi, ma il risultato non cambia: è gol e il momento cambia la partita, con gli scaligeri molto nervosi. Gagliardini rischia il secondo giallo, mentre Suslov lascia i suoi in dieci: mini-rissa con Gudmundsson all’85’ con doppia espulsione. Entrambe le squadre quindi hanno chiuso il match in inferiorità numerica. Nel finale Sammarco e i suoi tentano l’assalto, senza esito, nei sette minuti di recupero. Un Verona nervosissimo va ko dopo aver tirato venti volte, venendo sconfitto 1-0 e restando ultimissimo. Scaligeri fermi a quota 18 punti, -9 (per ora) dalla quartultima a sette turni dal termine. Sorride la Fiorentina, per ora a +5 sulla zona rossa.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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