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Doppietta McLaren a Silverstone, Norris vince su Piastri. Primo podio per Hulkenberg, 4° Hamilton

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SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – E’ doppietta McLaren a Silverstone. Lando Norris vince il Gran premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento stagionale del Mondiale di Formula Uno, precedendo il compagno di squadra e leader della classifica piloti Oscar Piastri. Ottava vittoria per Norris, la quarta stagionale dopo Melbourne, Montecarlo e Spielberg e la prima assoluta davanti al suo pubblico. Completa il podio un sorprendente Nico Hulkenberg su Kick Sauber: per il 37enne tedesco è la prima Top3 della carriera.

Quarto posto per Lewis Hamilton con la Ferrari, davanti al poleman Max Verstappen, solo quinto con la Red Bull. Male Charles Leclerc, che con l’altra Rossa chiude al 14esimo posto pagando la scelta di montare le slick partendo dalla pit-lane. Disastro Mercedes: George Russell termina decimo, mentre Andrea Kimi Antonelli esce di scena. Buona prova delle Aston Martin, con Lance Stroll e Fernando Alonso che centrano rispettivamente la settima e nona piazza.

L’ORDINE DI ARRIVO

  1. Lando Norris (McLaren)
  2. Oscar Piastri (McLaren)
  3. Nico Hulkenberg (Kick Sauber)
  4. Lewis Hamilton (Ferrari)
  5. Max Verstappen (Red Bull)
  6. Pierre Gasly (Alpine)
  7. Lance Stroll (Aston Martin)
  8. Alexander Albon (Williams)
  9. Fernando Alonso (Aston Martin)
  10. George Russell (Mercedes)
  11. Oliver Bearman (Haas)
  12. Carlos Sainz (Williams)
  13. Esteban Ocon (Haas)
  14. Charles Leclerc (Ferrari)
  15. Yuki Tsunoda (Red Bull)

DNF Kimi Antonelli (Mercedes)
DNF Isack Hadjar (Racing Bulls)
DNF Gabriel Bortoleto (Kick Sauber)
DNF Liam Lawson (Racing Bulls)
DNF Franco Colapinto (Alpine)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Raul Fernandez vince a Silverstone, Martin e Bezzecchi sul podio

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SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse) vince il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Lo spagnolo riscatta la caduta nella Sprint Race e domina dal primo all’ultimo giro, precedendo al traguardo il leader della classifica piloti Jorge Martin (Aprilia). Completa il podio uno stoico Marco Bezzecchi (Aprilia), terzo nonostante una condizione fisica tutt’altro che ottimale. Quarto Alex Marquez (Ducati Gresini) su Pedro Acosta (Ktm), bravo a difendersi all’ultimo giro dagli attacchi di Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46). Si chiude un weekend difficilissimo per le Ducati ufficiali: caduta per Francesco Bagnaia, mentre Marc Marquez è solamente settimo a quasi dieci secondi dalla vetta.

LE CLASSIFICHE AGGIORNATE

PILOTI
1. Jorge Martin (Esp) 240 punti
2. Marco Bezzecchi (Ita) 209
3. Ai Ogura (Jpn) 203
4. Marc Marquez (Esp) 200
5. Fabio Di Giannantonio (Ita) 199
6. Raul Fernandez (Esp) 184
7. Pedro Acosta (Esp) 163
8. Francesco Bagnaia (Ita) 143
9. Alex Marquez (Esp) 106
10. Luca Marini (Ita) 86

COSTRUTTORI
1. Aprilia 367 punti
2. Ducati 338
3. Ktm 205
4. Honda 119
5. Yamaha 73

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– foto IPA Agency –

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Italia verso gli Europei di atletica, Jacobs e Battocletti a Birmingham per difendere gli ori di Roma

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BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Una settimana per confermarsi ai vertici dell’atletica europea. L’Italia si presenta ai Campionati Europei di Birmingham, in programma da lunedì 10 a domenica 16 agosto, con una squadra da record e numerose possibilità di medaglia. Sono 130 gli azzurri convocati dal direttore tecnico Antonio La Torre, 69 uomini e 61 donne: il contingente più numeroso di sempre, superiore anche ai 116 qualificati dell’edizione di Roma 2024. La Nazionale riparte proprio dai protagonisti della rassegna casalinga. Marcell Jacobs nei 100 metri e Nadia Battocletti nei 5000 e 10.000, Yeman Crippa nella mezza maratona (ma correrà i 10.000), Antonella Palmisano nella 20km di marcia, Gianmarco Tamberi nel salto in alto, Leonardo Fabbri nel peso e Sara Fantini nel martello, tutti campioni europei in carica a Roma 2024, saranno tra le principali speranze di medaglia. Tamberi punta al quarto oro continentale dopo quelli conquistati ad Amsterdam, Monaco di Baviera e Roma. Jacobs e Crippa, entrambi vincitori nelle ultime due edizioni, proveranno invece a completare il tris. Battocletti affronterà ancora una volta la doppia sfida del mezzofondo, mentre Fabbri e Fantini partiranno con l’obiettivo di confermare la propria superiorità nelle rispettive pedane.

Attesa anche per Palmisano, chiamata a riportare l’Italia sul podio della marcia. Il livello del gruppo azzurro è impreziosito da altri atleti abituati ai grandi appuntamenti. Massimo Stano, campione olimpico a Tokyo, guiderà il settore della marcia; Mattia Furlani, campione del mondo del salto in lungo, e il due volte iridato indoor del triplo Andy Diaz saranno tra gli uomini più attesi dei concorsi. Nel triplo ci sarà anche Andrea Dallavalle, argento mondiale, mentre al femminile spiccano Zaynab Dosso, campionessa mondiale indoor dei 60 metri, e Larissa Iapichino, campionessa europea indoor del lungo. Torna agli Europei anche Chituru Ali, già medagliato individuale nei 100 metri a Roma. Sarà dunque un’Italia di altissimo livello nonostante due assenze pesanti: Filippo Tortu – prossimo portabandiera ai Giochi del Mediterraneo di Taranto – non correrà i 200 metri perché le “condizioni attuali non avrebbero consentito di gareggiare al meglio”, mentre nei 110 ostacoli mancherà Lorenzo Simonelli. Le prime opportunità arriveranno già nella giornata inaugurale di lunedì 10 agosto. Fabbri nel peso e Dosso nei 100 metri rappresentano le principali speranze azzurre per rompere subito il ghiaccio e aprire il medagliere. Riflettori anche sulla staffetta 4×400 mista, una specialità nella quale l’Italia può recitare un ruolo da protagonista.

Replicare o migliorare le 24 apparizioni sul podio (11 ori, 9 argenti e 4 bronzi) di Roma 2022 sarà difficile, ma gli azzurri si giocheranno le loro carte per chiudere al primo posto del medagliere della 27esima edizione degli Europei di atletica leggera, con un occhio ai Mondiali di Pechino 2027 e ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

– foto IPA Agency –

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