Seguici sui social

Politica

Pascale “FI non somiglia più a Berlusconi, sogno i suoi eredi in campo”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Mi dispiace dirlo, ma Forza Italia così com’è non mi piace, perché non è liberale e non somiglia più a Silvio Berlusconi”. Così Francesca Pascale, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.

Compagna di Silvio Berlusconi per 15 anni, da qualche anno è attivista LGBTQIA+ e impegnata per i diritti civili. Un tema che “è sempre stato monopolizzato dalla sinistra: in realtà avere rispetto per le individualità di ciascuno non è di sinistra, è semplicemente buonsenso”, sottolinea. Per la destra, però, si tratta di un tema divisivo ma, su questo e su altre questioni “Forza Italia è sempre stata trasgressiva: Berlusconi ha sempre dato libertà di coscienza, soprattutto sui diritti civili”.

Secondo Pascale, però, il partito è profondamente mutato. “Dicono di essere al 9%: per me è ridicolo, Berlusconi puntava al 51%. Oggi chi vota il centrodestra vota il partito più forte, quello di Meloni, o, se appartiene al nord, vota Salvini“, spiega. “Perché votare Tajani? Gli elettori sono sempre più lontani” dal partito, perché votarlo “se non per la tradizione nostalgica e i valori che ha tramandato Berlusconi?”, si chiede Pascale.

Tajani “lo rispetto: la sua è stata l’ultima nomina di Berlusconi, ha fatto il presidente del Parlamento europeo in maniera nobile”, ma “difficilmente un elettore si identifica in lui” che adesso “gioca la sua partita personale per diventare presidente della Repubblica. Glielo auguro, ma non mi piacerebbe: al suo posto avrei voluto Berlusconi”, sottolinea.

Advertisement

I quarant’anni compiuti recentemente sono l’occasione anche per fare un bilancio di vita. Oggi non è legata a nessuno. “Dopo una storia di 15 anni e una di 5 (con Paola Turci, ndr) mi concentro su di me”. Dal punto di vista professionale, “Berlusconi mi ha insegnato tutto, mi ha trasmesso la passione per gli immobili e da 5 anni ho una società immobiliare”, mentre dal punto di vista personale “mi ha lasciato forse l’insegnamento più importante: la costanza di cercare il punto di accordo tra le situazioni. Oggi capisco che quell’insegnamento è fondamentale nella vita”.

Alla notizia della sua morte “mi è mancata la terra sotto ai piedi”, ha ricordato. “È stata la cosa più brutta della mia vita dopo la scomparsa di mia madre. Non c’è giorno in cui non pensi a lui”. Probabilmente “c’entra anche il fatto di non averlo salutato prima della sua dipartita: è come se non fosse mai finito, quasi non voglio sciogliere questo dolore, perché in questo modo andrebbe via”, conclude.

-Foto screenshot video Italpress-
(ITALPRESS).

Advertisement

Politica

Cinque anni dall’omicidio Attanasio, Mattarella: “Il ricordo dell’Ambasciatore e della sua missione resta esemplare”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “L’iniziativa per commemorare il quinto anniversario della cruenta scomparsa dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo richiama a riaffermare, con profonda commozione, la più sentita vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e all’intera comunità. Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del Congo, il ricordo dell’Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai esemplare. La sua dedizione incarna i nobili ideali dell’Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità. Il valore dell’impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli, si ripropone nella figura di Luca Attanasio e di quanti erano con lui. Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano un giusto tributo a chi è caduto nell’adempimento del dovere. Nell’esprimere gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti, sono certo che il sacrificio dell’Ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Sindaco del Comune di Limbiate, Antonio Domenico Romeo, e alla famiglia dell’Ambasciatore Luca Attanasio.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Politica

Cinque anni dall’omicidio Attanasio, Mattarella: “Il ricordo dell’Ambasciatore e della sua missione resta esemplare”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “L’iniziativa per commemorare il quinto anniversario della cruenta scomparsa dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo richiama a riaffermare, con profonda commozione, la più sentita vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e all’intera comunità. Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del Congo, il ricordo dell’Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai esemplare. La sua dedizione incarna i nobili ideali dell’Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità. Il valore dell’impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli, si ripropone nella figura di Luca Attanasio e di quanti erano con lui. Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano un giusto tributo a chi è caduto nell’adempimento del dovere. Nell’esprimere gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti, sono certo che il sacrificio dell’Ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Sindaco del Comune di Limbiate, Antonio Domenico Romeo, e alla famiglia dell’Ambasciatore Luca Attanasio.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Politica

Referendum, Piantedosi “No tensioni, se vince il sì i magistrati continueranno ad avere le stesse garanzie di autonomia e indipendenza”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “La campagna referendaria entra nel vivo. Io voterò sì alla riforma della giustizia perché ritengo il testo corrispondente allo spirito dell’articolo 111 della Costituzione sulla terzietà del giudice. Ma quello che voto io, così come l’intenzione di questa o quell’altra personalità politica, non rappresenta il punto fondamentale. Gli Italiani in fatti sono perfettamente in grado di orientarsi autonomamente purché il confronto possa svolgersi senza preconcetti ideologici”. Così il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, in un’intervista al quotidiano “Il Tempo”.

“Io oggi sono nella mia amata Bologna non tanto per dare una indicazione di voto – prosegue -, ma per partecipare democraticamente a una discussione su un tema importante e per invitare a una riflessione sulla necessità di ritrovare una modalità civile di confronto nel merito della riforma evitando esasperazioni. Siamo di fronte a una riforma che è stata legittimamente proposta e che sarà sottoposta al popolo italiano nel rispetto delle regole. Vediamo come va, senza sensazionalismi su quello che accadrà dal giorno dopo”. Ma cosa accadrà in caso di vittoria del Sì?

“In caso di vittoria dei Sì, i magistrati avranno le stesse garanzie di autonomia e indipendenza di cui godono oggi – sottolinea -. E sarebbe un infondato processo alle intenzioni sostenere il contrario. Sono testimone del fatto che nessuno pensa di spostare il pm sotto l’Esecutivo. Né questa ipotesi è rinvenibile nemmeno lontanamente in nessuna delle parti della riforma. Sostenere il contrario significa sostenere deliberatamente il falso”.

E in caso di una vittoria del ‘No’, assicura Piantendosi, “l’Italia rimarrebbe con un governo pienamente solido e assolutamente legittimato sul piano politico e costituzionale ad andare avanti. Non mi pare che Landini e la Schlein si siano dimessi dopo la sconfitta referendaria dello scorso giugno su temi importantissimi come la cittadinanza e il lavoro. Peraltro in passato in analoghe occasioni fu contestato a personalità di precedenti governi di aver commesso l’errore di politicizzare un referendum costituzionale. Per questo motivo oggi tutti dovremmo apprezzare l’atteggiamento del presidente Meloni che chiede di evitare la polarizzazione e di guardare al testo della riforma e non allo scenario politico”, conclude.

Advertisement

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.