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Economia

Dazi, Urso “Occorre insistere per vino, acciaio e alluminio consapevoli delle nostre buone ragioni”

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ROMA (ITALPRESS) – Per dazi sui vini e alcuni prodotti alimentari, così come per l’acciaio e l’alluminiooccorre insistere, consapevoli delle nostre buone ragioni. È comunque importante aver scongiurato la “guerra commerciale”, che avrebbe avuto effetti devastanti per tutti”. Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervistato dal Corriere della Sera.

“Stiamo lavorando con il ministro Tajani a un piano di promozione sui nuovi mercati e di consolidamento negli Usa, i cui consumatori non intendono rinunciare alla qualità dei prodotti italiani. La crescita registrata negli ultimi mesi in alcuni mercati extra-Ue è di buon auspicio. Per questo insistiamo affinché la Commissione finalizzi alcuni accordi di libero scambio con il Consiglio di cooperazione del Golfo e, in prospettiva, India, Malesia, Indonesia, Filippine. Ovviamente anche con il Mercosur, tutelando la produzione agricola” aggiunge Urso.

E sull’automotive “L’indicazione è chiara e credo sia raggiungibile in tempi brevi. Però il dazio maggiore è quello interno, imposto dalle folli regole del Green Deal, che hanno portato alla crisi del comparto in tutta Europa, con la chiusura di interi stabilimenti e il licenziamento di decine di migliaia di operai. Occorre procedere in fretta sulla revisione del Regolamento sulla CO2, applicando il principio della piena neutralità tecnologica. L’intesa che abbiamo raggiunto con il ministero dell’Economia tedesco sulle flotte commerciali afferma finalmente una posizione pragmatica e flessibile, che deve muoverci in ogni contesto”.

Sull’ex Ilva, Urso risponde “Le procedure della gara premiano l’offerta presentata per l’intero compendio. Sono valutati favorevolmente gli investimenti funzionali a rendere autonomi gli impianti del Nord solo nel caso di offerte più convenienti sul piano produttivo e occupazionale. Il nodo di fondo resta la possibilità di realizzare il polo del Dri a Taranto, subordinato alle decisioni del Comune sulla nave rigassificatrice. La tecnologia green si alimenta con il gas”.

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Infine un messaggio a Confindustria: “Il governo continuerà a sostenere le imprese. Il Piano Transizione 5.0, dopo le difficoltà iniziali, grazie alle semplificazioni introdotte con l’ultima legge di Bilancio incontra oggi il favore delle imprese. Adesso occorre dare continuità e stabilità, nel rispetto delle disponibilità di bilancio, alle agevolazioni e, laddove possibile, renderle ancora più facilmente fruibili ed efficaci, con una misura strutturale, pluriennale”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Mimit, 32 milioni per valorizzare la proprietà industriale delle Pmi

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ROMA (ITALPRESS) – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto direttoriale che dispone la riapertura, per l’annualità 2026, delle misure Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, con una dotazione complessiva di 32 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese italiane nella tutela e nella valorizzazione della proprietà industriale, favorendo l’innovazione, il design e la protezione dei marchi e rafforzandone la capacità competitiva sui mercati.

Lo rende noto il Mimit che, “con queste ulteriori risorse dà continuità ai tre strumenti – secondo gli indirizzi definiti per il triennio 2024-2026 dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – accompagnando le imprese nello sviluppo e nello sfruttamento economico dei propri asset immateriali e trasformandoli in concrete opportunità di crescita”.

Per la misura Brevetti+ sono previsti 20 milioni, a sostegno della valorizzazione economica dei brevetti e del loro utilizzo nei processi produttivi e sul mercato. Per Disegni+ sono destinati 10 milioni, per accompagnare le imprese nella valorizzazione di disegni e modelli, dalla messa in produzione alla commercializzazione. Per Marchi+, infine, sono previsti 2 milioni, destinati a sostenere la tutela dei marchi italiani nell’Unione europea e sui mercati internazionali. I nuovi bandi, la cui emanazione da parte della DGIAI del Mimit è prevista entro i prossimi 30 giorni, definiranno i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Carburanti, prezzi medi in assestamento

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ROMA (ITALPRESS) – Quotazioni internazionali dei raffinati venerdì in forte aumento. In avvio di settimana il Brent è in salita a 90 $/b e il Wti intorno agli 85 $/b con la ripresa degli attacchi Usa contro l’Iran nello Stretto di Hormuz e la risposta di Teheran contro basi americane in Giordania.

Sulla rete carburanti italiana i prezzi praticati alla pompa risultano per ora stabili dopo una lieve crescita della benzina durante il fine settimana. Nello specifico, in base ai dati del Mimit aggiornati al 31 agosto, il prezzo medio nazionale della benzina self è 2,017 euro/litro (rispetto a 2,014 euro/litro di venerdì 28 agosto) e quello del diesel self è 2,130 euro/litro (contro 2,131 del 28 agosto).

Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 di ieri 30 agosto, i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono tra 2,009 e 2,032 euro/litro (no logo 2,015). Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,123 e 2,146 euro/litro (no logo 2,128).

Sul servito per la benzina gli impianti colorati presentano prezzi medi tra 2,092 e 2,226 euro/litro (no logo 2,068). Sul diesel servito i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,208 e 2,340 euro/litro (no logo 2,183). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,760 e 0,785 euro/litro (no logo 0,750). Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,660 a 1,740 euro/kg (no logo 1,672).

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– Foto Ipa Agency –

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Bollette, tra giugno e agosto stangata da 870 milioni sulle imprese del commercio e del turismo

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ROMA (ITALPRESS) – Una stangata energetica da circa 870 milioni di euro sulle imprese del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza. A stimarla è Confesercenti, in collaborazione con il Gruppo Innova, sulla base dell’aumento della spesa per le forniture tra giugno e agosto 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025: circa 700 milioni di maggiori costi per l’elettricità e altri 170 milioni per il gas, con aumenti delle bollette elettriche superiori al 40% e punte vicine al 50% per ristoranti e alberghi. Ma ci sono anche imprese che hanno registrato aumenti vicini al 90%.

A spingere verso l’alto la bolletta energetica sono stati sia l’aumento dei consumi, legato alle temperature eccezionalmente elevate e al maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione, sia la crescita del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso: tra giugno e agosto il PUN è aumentato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A incidere in modo particolare sulle attività della somministrazione e dell’accoglienza sono stati inoltre i picchi dei prezzi nelle ore serali, proprio quelle in cui alberghi, ristoranti, bar e pubblici esercizi concentrano una parte rilevante della propria attività e dei propri consumi.

L’impatto sui bilanci è significativo, soprattutto per le attività legate al turismo. Per un albergo medio da 45 camere, la bolletta elettrica dei tre mesi estivi passa da circa 8.250 a 12.250 euro: 4mila euro in più, pari al +48,5%. Per un ristorante la spesa sale da 2.100 a 3.100 euro, con un aggravio di mille euro (+47,6%); per un bar da 1.250 a 1.800 euro, 550 euro in più (+44%). Rincari consistenti anche per il commercio: +41,3% per un esercizio alimentare e +40,9% per un negozio non alimentare.

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E dopo l’emergenza elettricità dell’estate, l’attenzione si sposta già sulle prossime settimane. A preoccupare è soprattutto il gas, il cui prezzo nei tre mesi estivi è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche considerando il solo effetto tariffario, a consumi sostanzialmente invariati, il maggiore esborso per le imprese è stimato in circa 170 milioni di euro. In vista della stagione fredda, il livello delle scorte e le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di ulteriori aumenti.

“In questo scenario, un intervento sulle componenti ASOS della bolletta non è più rinviabile”, commenta il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Per molte attività del commercio e del turismo l’energia non è una spesa comprimibile, ma una condizione essenziale per lavorare e garantire continuità e qualità del servizio. L’allarme sulle bollette si somma a quello che abbiamo già lanciato nei giorni scorsi sul caro-carburanti, mentre cresce la preoccupazione per il gas: la pressione energetica si sta allargando su tre fronti contemporaneamente. L’aumento di questi costi sta comprimendo margini già ridotti e rischia inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali. Stiamo entrando in una nuova era dell’energia, in cui il suo costo avrà un peso sempre maggiore sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Anche la fiscalità dovrà tenerne conto: non possiamo continuare a caricare sull’energia un peso fiscale che rischia di amplificare gli aumenti e trasferirli sull’intera economia. Altrimenti, dopo aver infiammato bollette e carburanti, il caro degli energetici finirà per alimentare anche l’inflazione”.

-Foto IPA Agency-
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