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Cobolli e Bellucci al secondo turno degli Us Open, avanti anche Alcaraz in attesa di Sinner

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nella seconda giornata di tabellone principale della 145^ edizione degli Us Open successi per Cobolli e Bellucci nei rispettivi match di primo turno. Non sbagliano all’esordio i big: avanti Alcaraz, Draper, Tiafoe e Rune. Martedì in prima serata scenderà in campo Sinner contro Kopriva, nel secondo match dalle 17.30 sul centrale, mentre in apertura di programma (ore 17.00) toccherà a Musetti.

Flavio Cobolli al secondo turno soffrendo. Il tennista romano batte al quinto set il qualificato Francesco Passaro nel derby azzurro di primo turno. 7-5 4-6 6-4 3-6 6-3, in tre ore e 46 minuti di gioco, il punteggio in favore della testa di serie numero 24. “Sono molto contento di aver portato la partita a casa. Si era messa male. Faccio complimenti a Passaro. Ha il livello per partire dal main draw in tornei così. Alla fine forse meritava qualcosa di più lui. Non è mai facile giocare con un amico e un compagno di viaggio. Ho alzato il livello, sia tennistico che mentale e questo mi permette di vincere anche partite che si mettono male. Devo lavorare perché oggi potevo tranquillamente perdere”, le parole, ai microfoni di SuperTennis di Cobolli, che al prossimo turno affronterà per la seconda volta in carriera Jenson Brooksby. L’unico precedente è in favore dello statunitense, che sconfisse il laziale al secondo turno degli Internazionali d’Italia 2022.

Successo per Mattia Bellucci, che accede al secondo turno in seguito al ritiro nel corso dell’incontro, per un problema al piede, di Juncheng Shang. 7-6(0) 1-6 6-3 3-0 il punteggio al momento del forfait del cinese con il lombardo che per il secondo anno consecutivo ottiene una vittoria nel tabellone principale dello Slam americano. Nel 2024 si fermò al secondo turno con O’Connell, ora avrà una sfida durissima con Carlos Alcaraz. “Non è il modo in cui speravo di vincere. È stata una bella partita, ma sono dispiaciuto per come è finita. L’angolo mi sta aiutando molto nel corso delle partite. Devo ancora migliorare sotto questo aspetto perché in alcune situazioni difficili tendo a chiudermi. È stato bello avere il calore del pubblico italiano anche a New York”, le parole, a SuperTennis, di Bellucci, che giovedì 28 agosto entrerà sull’Arthur Ashe Stadium senza pressioni e con tutto da guadagnare.

Buona la prima di Carlos Alcaraz. Il vincitore dell’edizione del 2022 sconfigge in tre set (6-4 7-5 6-4) l’insidioso big server Reilly Opelka ed eguaglia il risultato ottenuto lo scorso anno, quando si fermò al secondo turno con l’olandese Botic van De Zandschulp. Tutti i big non sbagliano all’esordio. Il britannico Jack Draper (n.5), semifinalista uscente, elimina in quattro set il qualificato Federico Agustin Gomez, mentre il danese Holger Rune (n.11) e lo statunitense Frances Tiafoe (n.17), semifinalista nel 2024, battono 3-0 van De Zandschulp e Yoshihito Nishioka.

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Al secondo turno anche i russi Karen Khachanov (3-1 a Basavareddy) e Andrey Rublev (3-0 a Prizmic), il danese Casper Ruud (3-0 a Ofner), il canadese Gabriel Diallo (3-1 a Dzumhur), lo spagnolo Jaume Munar (3-1 a Faria) e il tedesco Jan Lennard Struff (3-1 a McDonald). Al femminile, sorride Mirra Andreeva (n.5), che lascia un solo game alla statunitense Parks.

Fuori a sorpresa la testa di serie numero 6, e campionessa in carica degli Australian Open, Madison Keys, che cede al terzo set alla messicana Zarazua (6-7 7-6 7-5). Avanti la greca Maria Sakkari (2-0 a Maria) e la kazaka Elena Rybakina (2-0 a Pareja). Subito out Elisabetta Cocciaretto (2-0 da Putinseva) e la wild card 45enne Venus Williams (2-1 da Muchova). Tutto pronto per l’esordio di Jannik Sinner.

Il campione in carica in prima serata inizierà la difesa del titolo contro Vit Kopriva. Il numero uno del mondo e il tennista ceco scenderanno in campo nel secondo match dalle 17.30 sull’Arthur Ashe Stadium, a seguire della sfida tra Iga Swiatek ed Emiliana Arango. Alle 17.00 Lorenzo Musetti affronterà il francese Giovanni Mpetshi Perricard sul Louis Armstrong e Matteo Arnaldi incontrerà l’argentino Francisco Cerundolo. Lorenzo Sonego impegnato nel con l’australiano Tristan Schoolkate nel terzo match dalle 17.00 sul Campo 12.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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Storica doppietta azzurra nello skicross, Deromedis oro davanti a Tomasoni. Italia a quota 29 medaglie

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LIVIGNO (ITALPRESS) – Salgono a 29 le medaglie per l’Italia, dopo una finale da sogno nello ski cross maschile: Simone Deromedis domina e conquista la medaglia d’oro, argento invece per Federico Tomasoni che chiude alle spalle del compagno. La gara inizia subito col piede giusto per gli azzurri, visto che Deromedis scappa via e si costruisce quasi un secondo di vantaggio, salvo poi doversi difendere dal rientro dello svizzero Alex Fiva. Quest’ultimo insegue a lungo l’azzurro, poi però arriva il debordante rientro di Tomasoni: l’azzurro rimonta e chiude secondo al fotofinish, dedicando un risultato storico alla compianta fidanzata Matilde Lorenzi, scomparsa nell’ottobre 2024. Oro Deromedis e argento Tomasoni, l’Italia conquista un doppio podio e sale a 29 medaglie: dieci d’oro, sei d’argento e tredici di bronzo, consolidando il terzo posto nel medagliere.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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Abodi “Squalifica Kalulu? Rispetto la decisione di non revocarla, ma non la comprendo. C’è stato un errore evidente” / Video

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MILANO (ITALPRESS) – La mancata revoca della squalifica di Kalulu? La rispetto, ma non la comprendo perché nel momento in cui diventa evidente, chiaro, che c’è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno”. Lo ha dichiarato Andrea Abodi, ministro per lo Sport e per i Giovani, intervenuto a Casa Italia, a Milano, in merito alla mancata squalifica di Pierre Kalulu dopo il caso Bastoni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Mornati “Forti non per caso, sport a scuola e impianti per restare al top”

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di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Un’Olimpiade da record figlia di un lavoro che parte da lontano, ma per restare al top in futuro serve anche altro. Milano-Cortina si avvia verso la conclusione ed è già tempo di primi bilanci e riflessioni. Siamo andati a medaglia in 10 discipline su 16, 94 finalisti complessivi. Dietro questi numeri c’è il lavoro delle Federazioni, del Comitato olimpico, degli atleti – sottolinea in conferenza stampa da Casa Italia a Livigno il segretario generale del Coni e capo missione ai Giochi, Carlo MornatiDopo Parigi ho commissionato al Censis uno studio sul vero valore sociale di questi numeri e sono venuti fuori dei dati eccezionali: per l’89% degli italiani fra i 15 e gli 85-90 anni è importantissimo vincere delle medaglie perchè da prestigio al Paese, dà aggregazione, e per l’87% le medaglie sono importanti perchè inducono a fare sport. Lo avevamo già visto con l’effetto Sinner o l’effetto Luna Rossa. Per noi è un fattore determinante”. Quando ancora ci sono delle cartucce da sparare, l’Italia ha abbondantemente superato il record delle 20 medaglie che risaliva addirittura a Lillehammer ’94. Avevo detto che avevamo la squadra più forte di sempre che andava alle Olimpiadi e oggi possiamo dire che era così: su 106 gare, in 70 c’era almeno un finalista dell’Italia Team. Una forza che è stata capitalizzata col numero delle medaglie”. “Ci siamo presentati con 63 gare potenzialmente da podio, quindi non c’è nessuna delle 27 medaglie che non era prevista. Sono tutte medaglie all’interno di un perimetro ben definito, sia numerico che prestativo”.

Fin qui il Coni ha messo in conto 1.120.000 euro di borse di studio (destinati a chi arriva fra i top4) e 6.240.000 di premi per i medagliati, a Milano-Cortina sono stati portati 196 atleti ma anche “268 officials, 50 del Comitato olimpico e 218 delle Federazioni. Numeri sui quali il Coni è campione olimpico indiscusso. L’incidenza di officials è superiore agli atleti e succede solo a noi: la media sarebbe dovuta essere attorno ai 100, la parte tecnica di supporto è superiore ai nostri competitor. L’organizzazione non è banale, c’è una pianificazione a monte, abbiamo creato dei villaggi paralleli in ogni cluster”.

C’è anche il contributo dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, col Coni che ha seguito direttamente 104 dei 196 atleti presenti, “il che significa che le Federazioni hanno grande fiducia in noi e nei nostri strumenti”. Dietro questi numeri c’è un lavoro e una programmazione che partono da lontano. “La finalizzazione alle Olimpiadi però è estremamente difficile, richiede uno spirito di adattabilità superiore rispetto alla media a cui sono abituati a questi ragazzi”.

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E giocare in casa è stato utile. Tanti risultati arrivano anche dalle scelte delle venue fatte sette anni fa. Giocarsi una medaglia sullo Stelvio, sull’Olympia delle Tofane o ad Anterselva è come portare un tennista a Wimbledon. I risultati sono legati anche alle strutture tecnico-agonistiche che hanno trovato. Se sei abituato a gareggiare a Kitzbuehel, a Wengen o a Bormio e poi ti ritrovi in una pista sperduta della Cina non è detto che vinca il migliore”. È stata anche un’Olimpiade a forti tinte rosa. “Le donne hanno fatto risultati pazzeschi come a Parigi ma in realtà abbiamo 19 donne medagliate e 25 uomini. Non c’è un livello di attenzione tecnica maggiore o minore, il nostro è un sistema estremamente valido perchè spesso uomini e donne si allenano insieme e sono seguiti allo stesso modo. Poi ci sono i momenti storici e in questo momento le donne hanno un beneficio maggiore. Poi i risultati dipendono dal contesto che vivi, dagli avversari”.

Fin qui le buone notizie. Ma guardando alla prossima edizione in Francia bisogna fare i conti con un’età media dei medagliati che supera i 29 anni. “E’ lo specchio della nostra società – sottolinea Mornati – L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dietro il Giappone e la prima vittima è il mondo dello sport”.

“Oggi facciamo risultati nettamente migliori con un campione umano più ridotto rispetto al passato: rispetto al 1996 abbiamo 4,5 milioni di giovani in meno fra i 18 e i 30 anni. C’è un approccio tecnico superiore alla media, il nostro è un artigianato di eccellenza – prosegue Mornati – Noi oggi lavoriamo nel brevissimo termine ma serve un cambio di mentalità, lo sport bisogna iniziare a farlo a scuola, all’interno dei piani didattici come nei Paesi anglosassoni. La scuola deve capire il grande beneficio che deve dare al sistema sportivo altrimenti diventa complicato e prima o poi questi risultati andranno a ridursi. Negli ultimi 12 anni abbiamo spinto molto a investire nei settori giovanili, il decremento demografico si fa sentire ma i risultati sono dalla nostra parte: aver vinto il medagliere dei Giochi Giovanili Invernali di Gangwon di due anni fa significa che c’è del fieno in cascina. È chiaro che sostituire dei mostri sacri è difficile ma ci sono le premesse per continuare con un alto livello competitivo in tutte le discipline”.

E poi c’è la questione infrastrutturale. “L’impiantistica è un vulnus ma il governo ha preso coscienza della reale situazione di cosa si possa fare. È importante che le Olimpiadi sollevino il problema e mi pare che sia successo: si sta facendo una riflessione su come fare in modo di continuare ad avere le piste di ghiaccio. Lato Coni ci sarà sempre questo sprone a investire sull’impiantistica”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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