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Economia

Aci, ad agosto in lieve calo il mercato italiano dei veicoli di seconda mano

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ROMA (ITALPRESS) – Il mercato italiano dei veicoli di seconda mano frena leggermente ad agosto. I passaggi di proprietà delle quattro ruote, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno registrato una variazione negativa dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2024, anche a causa di una giornata lavorativa in meno. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute ben 261 usate (201 nei primi otto mesi dell’anno), ovvero oltre il doppio rispetto alle prime immatricolazioni. Un dato che conferma le difficoltà che attraversa il mercato dell’auto in Italia e la propensione dei consumatori all’acquisto di auto di seconda mano.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA. Bilancio maggiormente in rosso per i passaggi di proprietà dei motocicli che, sempre al netto delle minivolture, hanno chiuso il mese con una variazione negativa del 2,3% a confronto con l’analogo mese del 2024. Nei primi otto mesi del 2025 – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si legge in una nota – i trasferimenti netti di proprietà “hanno archiviato incrementi dell’1,9% per le autovetture, del 2,7% per i motocicli e del 2% per tutti i veicoli”.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, sul mercato dell’usato, a occupare la vetta della classifica sono sempre le alimentazioni tradizionali (gasolio e benzina). Prosegue, tuttavia, la costante crescita delle vetture ibride a benzina, che hanno messo a segno un aumento mensile del 28,1%, raggiungendo una fetta di mercato del 9,2%. Fatica ancora a decollare il settore delle elettriche di seconda mano che, nonostante una salita in agosto del 28,1%, tocca appena la quota dell’1,1%. Nel comparto delle minivolture, “si conferma il primato del diesel (49% di quota questo mese), mentre l’incidenza delle ibride a benzina sale all’8,7%, superando nuovamente le alimentazioni a GPL, che si attestano al 7,2%”. Si conferma, “per l’ennesima volta, la crescita del parco circolante italiano”, causata anche “dalla frenata delle radiazioni registrate in agosto, -18,9%, rispetto allo stesso periodo 2024”. Il tasso unitario di sostituzione è a 0,92 in agosto (0,72 nei primi otto mesi del 2025), quindi ogni 100 auto nuove ne sono state rottamate 92. Calo anche per le radiazioni di motocicli, che archiviano negli ultimi trenta giorni un cedimento del 4,9%. Rispetto allo stesso periodo del 2024, tra gennaio e agosto 2025, le radiazioni hanno registrato contrazioni dell’8,1% per le autovetture, del 3,5% per i motocicli e del 7,5% per tutti i veicoli.

– foto d’archivio IPA Agency –

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

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Panetta “Crescita mondiale superiore alle attese, ma i rischi restano”

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VENEZIA (ITALPRESS) – “Nel 2025 la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti tensioni geopolitiche e commerciali: il PIL mondiale è aumentato del 3,3 per cento, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento a Venezia al 32° Congresso Assiom Forex. A sostenere l’attività produttiva, ha spiegato il governatore, “ha contribuito innanzitutto il dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale – in particolare la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto”. Di questa spinta stanno beneficiando “con particolare intensità gli Stati Uniti”, che registrano “una crescita media del PIL del 3,2 per cento”.

“L’attività globale ha inoltre tratto impulso, non senza sorpresa, dal rapido e persistente aumento del commercio internazionale ha spiegato Panetta -. In Cina, la capacità delle imprese esportatrici di riorientare l’eccesso di produzione manifatturiera verso altri mercati, in risposta alle barriere commerciali statunitensi, ha consentito di conseguire l’obiettivo governativo di crescita del 5 per cento”. Per il 2026, l’FMI prevede una crescita mondiale stabile al 3,3 per cento, “con rischi al ribasso legati a una possibile correzione dei mercati finanziari e a un ulteriore deterioramento del clima geopolitico”. Sull’area dell’euro, Panetta ha sottolineato che anche l’economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un’inflazione tornata sotto controllo”. La dinamica del PIL, intorno all’1,5 per cento, “è stata sostenuta dal recupero dei redditi reali e dal graduale allentamento delle condizioni monetarie”, ma i consumi restano “ancora frenati dall’incertezza globale”.

Il commercio internazionale ha resistito ai dazi meglio di quanto atteso.Nonostante l’introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese”, ha affermato Panetta. A spiegare questo risultato ha contribuito “l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate”. Oltre la metà dell’espansione, ha precisato, “è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale”. L’elemento più significativo, secondo il governatore, è “la profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali”. Le importazioni statunitensi dalla Cina si sono contratte di oltre il 25 per cento, mentre sono aumentati gli acquisti da Messico, Vietnam e Taiwan.

“La triangolazione degli scambi attraverso paesi con regimi doganali più favorevoli suggerisce che il disaccoppiamento effettivo tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere inferiore a quanto suggerito dal calo dei flussi bilaterali”. Quanto all’incidenza dei dazi, Panetta ha evidenziato che “l’onere sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense”, con un impatto sull’inflazione di “più di mezzo punto percentuale”. Gli esportatori stranieri ne avrebbero “sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento”.

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– Foto IPA Agency –
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