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Cronaca

Inaugurato a Milano il nuovo Istituto Tecnico ‘Carlo Acutis’, Valditara “Un esempio virtuoso”

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MILANO (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato oggi a Milano, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il nuovo Istituto Tecnico “Carlo Acutis”. Un innovativo modello educativo di scuola che porta il nome del giovane canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre e riconosciuto dalla Chiesa Cattolica come il “patrono di internet” per la sua volontà di annunciare il Vangelo attraverso le nuove tecnologie. “Ai giovani, ai loro docenti e a tutta l’amministrazione di questa bellissima realtà intendo fare i miei complimenti per aver pensato e progettato questo modello di scuolaè intervenuto il ministro Valditara – . Nelle aule ho visto macchinari all’avanguardia, spazi luminosi e colto la serenità e la voglia di apprendere insieme: questi i sentimenti positivi che ritengo elementi qualificanti di un bel modello di scuola. È in questo tipo di istituti che si costruisce il futuro personale e professionale di tanti giovani che, ispirati dalla testimonianza virtuosa e moderna del Santo Carlo Acutis, potranno avere qui l’opportunità di individuare il proprio talento straordinario e valorizzare la propria originalità”

Gestito dalla Fondazione Edutecne, l’Istituto Tecnico nasce per iniziativa di tre scuole paritarie di Milano di ispirazione cristiana, la Cooperativa la Zolla, la Fondazione Grossman e la Fondazione Mandelli Rodari, un centro di formazione professionale, la Cooperativa sociale ASLAM, e due aziende, MR Digital e Beta 80, che hanno deciso di investire in questo progetto per rispondere all’esigenza di una educazione di qualità in ambito tecnologico, con l’obiettivo di formare giovani studenti e studentesse alle sfide dell’innovazione del mondo contemporaneo. La scuola ha sede all’interno del Gi Group Training Hub, uno spazio di dove già sono attivi corsi e attività di formazione tecnica e professionale destinate a ragazzi e adulti, in stretta collaborazione con le esigenze di competenze espresse dalle aziende.

Progettato per sviluppare competenze tecnologiche all’avanguardia insieme ad una solida cultura umanistica di base, l’Istituto ambisce a fornire agli studenti e alle studentesse gli strumenti per comprendere a fondo la complessità di oggi e diventare protagonisti responsabili del progresso tecnologico e sociale di domani. Due gli indirizzi con cui prende avvio la scuola: un primo indirizzo informatico con un focus principale sulle competenze legate allo sviluppo e all’utilizzo consapevole dell’Intelligenza Artificiale, e uno orientato al mondo della grafica e della comunicazione, con una inclinazione legata al design e alla digital communication.

Il tempo scuola si articola in cinque giorni con orario prolungato fino alle ore 16:00 e otto moduli da cinquanta minuti ciascuno. Inoltre prevede un ampiamento dei giorni di scuola a settembre e a giugno per le attività di recupero e approfondimento dei contenuti svolti durante l’anno. Anche gli spazi sono pensati all’insegna della innovazione della didattica: le aule, infatti, sono state progettate per prevedere la compresenza di spazi di apprendimento frontale e spazi per il lavoro individuale o di gruppo. Grande attenzione sarà prestata anche ai laboratori, soprattutto per i corsi specifici di grafica e informatica. La presenza di un FabLab, una speciale aula dotata di tecnologie di didattica sperimentale, completa l’approccio esperienziale dell’offerta formativa.

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La didattica prevede una contaminazione tra un approccio tecnico e uno umanistico, con una forte presenza delle materie di base (italiano, inglese e matematica), insegnate con approcci esperienziali, e l’introduzione di alcune materie umanistiche aggiuntive, quali filosofia e storia dell’arte, declinate secondo l’approccio laboratoriale e tecnologico. Un ulteriore elemento di novità proviene dal virtuoso rapporto con le aziende e i diversi partner che hanno contribuito alla nascita della scuola e ne garantiscono la messa in rete con il mondo del lavoro tanto attraverso la realizzazione di moduli didattici specifici, quanto attraverso un importante numero di ore di PCTO, realizzate a scuola attraverso project work e casi aziendali e in azienda con stage e attività specifiche.

Diversi i partner che hanno già aderito al progetto attraverso la messa a disposizione di tecnologie e materiali per la didattica, il finanziamento di borse di studio per gli studenti e lo sviluppo di progetti che favoriscano l’inclusione contro la dispersione scolastica, tra cui Fondazione Deloitte, Intel, Lenovo, Google, Samsung e Vastarredo. “È ancora forte l’emozione che ha suscitato la recente canonizzazione di Carlo Acutis: intitolare a un giovane santo questo istituto rappresenta l’impegno a coniugare la conoscenza degli strumenti tecnologici e digitali con un loro uso consapevole ed etico – ha sottolineato la vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo – . È importante dare vita a esperienze scolastiche e formative in cui ragazzi e ragazze imparino a usare la tecnologia come strumento orientato al bene, al bello e all’utile. Il mondo del lavoro è sempre in evoluzione e la scuola risponde al bisogno costante di poter contare su strumenti adeguati per affrontarlo. Buon lavoro agli studenti e alle studentesse, e un augurio di buon lavoro a tutto il personale, a partire dai docenti: avete un compito sfidante e insieme meraviglioso”.

“Siamo partiti dalla constatazione di un bisogno che vedevamo sia negli studenti che finivano la scuola secondaria di primo grado sia nelle aziende: quella di trovare un’offerta di formazione secondaria di qualità legata alle nuove tecnologie – ha spiegato Mario Salerno, presidente della Fondazione Edutecne, ente gestore dell’Istituto Tecnico – La sfida di costruire una scuola da zero è davvero importante, sia dal punto di vista organizzativo che dei contenuti. L’esperienza dei nostri soci, la generosità dei partner ci ha aiutato in questo primo passo.”

“Progettare una scuola dall’inizio consente di sperimentare forme e modi di insegnamento innovativi – ha aggiunto Nicola Terenzi, preside dell’Istituto – . Abbiamo cercato di modellare una scuola coniugando le esigenze dei ragazzi di modalità nuove di apprendimento, la volontà di costruire una scuola di qualità e la richiesta delle aziende, che chiedono non solo specializzazione ma anche solida conoscenza di base”.

– foto xm4/Italpress –

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(ITALPRESS).

Cronaca

Il “Bosco dei Piloti” di Monza cresce con 22 nuovi alberi grazie all’iniziativa “Ogni Pilota, un Albero”

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MONZA (ITALPRESS) – Il verde è sempre più protagonista all’Autodromo Nazionale Monza con “Ogni pilota, un albero”, il progetto che per il quarto anno unisce la passione per il motorsport all’impegno per la tutela dell’ambiente, la sostenibilità e la valorizzazione della biodiversità. In occasione del Gran Premio d’Italia 2026, l’area “Bosco Bello” del Parco di Monza, all’altezza della Variante Ascari, si arricchisce di 22 nuove piante, una per ciascun pilota partecipante al Gran Premio d’Italia, ampliando ancora di più il “Bosco dei Piloti” che lega simbolicamente i protagonisti della Formula 1 al territorio e alla sua vocazione ambientale.

L’iniziativa è promossa dall‘Automobile Club d’Italia e dall’Autodromo Nazionale Monza, con il contributo del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, e si inserisce nel progetto “Un albero per il futuro”, il programma nazionale di educazione ambientale dell’Arma dei Carabinieri. Le 22 nuove piante del “Bosco dei Piloti” sono state fornite dal Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano.

“Gli investimenti continui nel rinnovo dell’Autodromo sono puntati anche sulla valorizzazione della biodiversità del Parco di Monza e sulla sostenibilità delle manifestazioni ospitate – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russaperché il patrimonio naturalistico della più grande area verde urbana d’Europa non va solo tutelato, ma anche promosso e incrementato nel tempo”.

“La sostenibilità è al centro della missione della Formula 1 – sottolinea Stefano Domenicali, presidente e CEO di Formula 1 e siamo davvero lieti di vedere crescere, anno dopo anno, questa iniziativa, che guarda al futuro con continuità e responsabilità. Sapere che, ancora una volta, il Gran Premio d’Italia contribuisce a lasciare un segno concreto sul territorio è motivo di grande soddisfazione”.

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-Foto ufficio stampa Aci-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Voghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia

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Questa mattina la conferenza stampa della settima edizione. Dal 12 al 27 settembre il Castello Visconteo ospiterà esposizioni, workshop, talk e incontri. “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi” sarà il filo conduttore di un Festival che, nel bicentenario della fotografia, guarda anche alle sfide poste dall’intelligenza artificiale

VOGHERA – Duecento anni dopo la nascita della fotografia, il confine tra immagine e realtà è diventato uno dei grandi temi del nostro tempo. È da questa riflessione che prende le mosse la settima edizione di Voghera Fotografia, il Festival Nazionale promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, presentato questa mattina alla città e in programma dal 12 al 27 settembre al Castello Visconteo.

Sette mostre, circa duecento immagini, workshop, talk, incontri, presentazioni e momenti di approfondimento comporranno il programma di un’edizione particolarmente significativa, dedicata ai 200 anni dalla nascita della fotografia e costruita attorno a un interrogativo sempre più centrale: che cosa significa oggi fotografare, documentare e testimoniare la realtà quando l’intelligenza artificiale può produrre immagini perfettamente credibili di mondi, persone ed eventi che non sono mai esistiti?

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, Simona Virgilio, assessore alla Cultura, Arnaldo Calanca, direttore del Festival, e Michele Dalla Palma, direttore artistico e curatore delle mostre.

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L’incontro ha permesso di illustrare non soltanto il calendario della manifestazione, ma anche il progetto culturale che accompagnerà Voghera Fotografia in un anno simbolico per la storia dell’immagine.

Dal 1826 all’intelligenza artificiale: due secoli che hanno cambiato il modo di vedere il mondo

Era il 1826 quando il francese Nicéphore Niépce realizzò quella che viene considerata la più antica fotografia conosciuta. Un’immagine destinata ad aprire una rivoluzione culturale e tecnologica che avrebbe modificato per sempre il modo di osservare, raccontare e conservare la memoria del mondo.

Due secoli dopo, la fotografia vive una nuova trasformazione radicale. Ogni giorno vengono prodotte miliardi di immagini e, attraverso l’intelligenza artificiale generativa, diventa possibile creare rappresentazioni fotografiche estremamente realistiche anche in assenza di un soggetto reale davanti all’obiettivo.

Voghera Fotografia ha scelto quindi di affrontare il bicentenario senza nostalgia, trasformandolo in un’occasione per mettere in relazione la storia dell’immagine con le grandi questioni del presente.

Il Festival vuole inoltre rappresentare il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire oltre la chiusura delle esposizioni del 27 settembre, con ulteriori appuntamenti dedicati ai duecento anni della fotografia e al rapporto tra memoria, cultura visiva, tecnologia e nuovi linguaggi.

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Un itinerario ideale che, all’interno dello stesso Castello Visconteo, mette in comunicazione la camera obscura, simbolo delle origini tecniche della fotografia, con le immagini contemporanee generate attraverso gli algoritmi.

Garlaschelli: «Un Festival che rafforza l’attrattività culturale di Voghera»

Nel corso della presentazione il sindaco Paola Garlaschelli ha sottolineato il ruolo assunto negli anni dalla manifestazione all’interno della programmazione culturale cittadina.

«Voghera Fotografia è ormai uno degli appuntamenti culturali che qualificano l’offerta della nostra città e ne rafforzano la capacità di attrarre pubblico anche da fuori territorio. L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché celebra i 200 anni dalla nascita della fotografia, ripercorrendone la storia ma soprattutto interrogandosi sulle trasformazioni del presente e sul futuro dell’immagine. Siamo orgogliosi che Voghera possa essere protagonista di questa riflessione attraverso un Festival cresciuto, anno dopo anno, per qualità e autorevolezza. Ringrazio l’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS per il lavoro svolto e tutti i fotografi che partecipano a questa edizione, contribuendo con il loro talento e la loro sensibilità a rendere Voghera un luogo di incontro, cultura e bellezza».

Virgilio: «Educare lo sguardo anche nell’era dell’intelligenza artificiale»

Per l’assessore alla Cultura Simona Virgilio, il bicentenario rappresenta soprattutto l’occasione per mettere in dialogo passato e presente.

«Il bicentenario della nascita della fotografia offre l’occasione per costruire un ponte tra le origini dell’immagine fotografica e le grandi trasformazioni che stiamo vivendo oggi, che non devono farci dimenticare la bellezza reale pur nell’era dell’intelligenza artificiale. Con “Universi Paralleli” vogliamo inoltre invitare il pubblico a riscoprire la bellezza e la capacità di osservare. Mostre, workshop, incontri e approfondimenti trasformeranno il Castello Visconteo in un luogo vivo di cultura, confronto e partecipazione».

“Universi Paralleli”: sette mostre per riscoprire ciò che spesso non vediamo più

Il tema scelto per la settima edizione è “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”.

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In un tempo dominato da una comunicazione che porta quotidianamente davanti agli occhi immagini di guerre, conflitti, violenza e paura, il Festival propone un cambio di prospettiva: recuperare la capacità di osservare ciò che esiste accanto all’uomo e che spesso, proprio per la sovrabbondanza di immagini, finisce per diventare invisibile.

Saranno circa duecento le fotografie esposte nelle sale del Castello Visconteo, lungo un percorso che attraverserà realtà molto differenti: dai micromondi agli spazi sconfinati, dalla natura agli oceani, dai ghiacci alle montagne, fino agli universi più lontani.

Protagonisti delle sette esposizioni saranno Alberto Ghizzi Panizza, Luca Fornaciari, Milko Marchetti, Francesco Turano, Davide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi.

Un viaggio nel quale la fotografia torna alla sua funzione più immediata e, forse, più importante: costringere l’occhio a fermarsi e insegnare nuovamente a guardare.

Fotografia, giornalismo e IA: quando un’immagine può non essere più una prova

Tra gli appuntamenti di maggiore attualità figura il talk in programma domenica 13 settembre, dedicato al rapporto tra fotografia e giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Parteciperanno Claudio Pastrone, presidente d’onore FIAF; Luca Pianigiani, giornalista e fotografo; Luigi Erba, storico della fotografia e autore; Luisa Bondoni, storica dell’arte e critica della fotografia; e Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese.

Il punto di partenza sarà una questione destinata ad avere conseguenze sempre più profonde nel mondo dell’informazione: quale valore conserva una fotografia come testimonianza del reale quando è tecnicamente possibile creare immagini convincenti di qualcosa che non è mai avvenuto?

Per quasi due secoli la fotografia è stata considerata documento, memoria e prova. L’intelligenza artificiale generativa introduce oggi nuovi problemi legati all’autenticità delle immagini, alle procedure di verifica, alla responsabilità di chi le produce e le pubblica e, soprattutto, alla fiducia del pubblico nei mezzi di informazione.

Tre fine settimana di mostre, workshop e incontri

Voghera Fotografia non sarà però soltanto un percorso espositivo.

Durante i tre fine settimana della manifestazione, il Castello Visconteo diventerà un luogo di incontro tra pubblico, fotografi e protagonisti della cultura dell’immagine. Il calendario prevede workshop, talk, presentazioni di libri, dimostrazioni tecniche, videoproiezioni e visite guidate.

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Tra gli appuntamenti formativi figurano il workshop di Massimo Sestini, dedicato all’impiego del drone come nuovo strumento del fotografo; quello di Renato Marcialis, incentrato sulla costruzione della luce nella fotografia di food; il laboratorio di Roberto Cifarelli, dedicato all’arte dell’improvvisazione nel ritratto; e lo shooting editoriale di moda condotto da Fabio Salmoirago.

Dalla camera obscura all’intelligenza artificiale, saranno così duecento anni di immagini ad attraversare idealmente il Castello Visconteo.

Non soltanto per celebrare quello che la fotografia è stata, ma per continuare a porre la domanda che l’accompagna fin dalle sue origini: quanto possiamo fidarci di ciò che vediamo e quanto un’immagine può ancora aiutarci a comprendere il mondo?

L’articolo Voghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia proviene da Pavia Uno TV.

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Voghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia

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Questa mattina la conferenza stampa della settima edizione. Dal 12 al 27 settembre il Castello Visconteo ospiterà esposizioni, workshop, talk e incontri. “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi” sarà il filo conduttore di un Festival che, nel bicentenario della fotografia, guarda anche alle sfide poste dall’intelligenza artificiale

VOGHERA – Duecento anni dopo la nascita della fotografia, il confine tra immagine e realtà è diventato uno dei grandi temi del nostro tempo. È da questa riflessione che prende le mosse la settima edizione di Voghera Fotografia, il Festival Nazionale promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, presentato questa mattina alla città e in programma dal 12 al 27 settembre al Castello Visconteo.

Sette mostre, circa duecento immagini, workshop, talk, incontri, presentazioni e momenti di approfondimento comporranno il programma di un’edizione particolarmente significativa, dedicata ai 200 anni dalla nascita della fotografia e costruita attorno a un interrogativo sempre più centrale: che cosa significa oggi fotografare, documentare e testimoniare la realtà quando l’intelligenza artificiale può produrre immagini perfettamente credibili di mondi, persone ed eventi che non sono mai esistiti?

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, Simona Virgilio, assessore alla Cultura, Arnaldo Calanca, direttore del Festival, e Michele Dalla Palma, direttore artistico e curatore delle mostre.

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L’incontro ha permesso di illustrare non soltanto il calendario della manifestazione, ma anche il progetto culturale che accompagnerà Voghera Fotografia in un anno simbolico per la storia dell’immagine.

Dal 1826 all’intelligenza artificiale: due secoli che hanno cambiato il modo di vedere il mondo

Era il 1826 quando il francese Nicéphore Niépce realizzò quella che viene considerata la più antica fotografia conosciuta. Un’immagine destinata ad aprire una rivoluzione culturale e tecnologica che avrebbe modificato per sempre il modo di osservare, raccontare e conservare la memoria del mondo.

Due secoli dopo, la fotografia vive una nuova trasformazione radicale. Ogni giorno vengono prodotte miliardi di immagini e, attraverso l’intelligenza artificiale generativa, diventa possibile creare rappresentazioni fotografiche estremamente realistiche anche in assenza di un soggetto reale davanti all’obiettivo.

Voghera Fotografia ha scelto quindi di affrontare il bicentenario senza nostalgia, trasformandolo in un’occasione per mettere in relazione la storia dell’immagine con le grandi questioni del presente.

Il Festival vuole inoltre rappresentare il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire oltre la chiusura delle esposizioni del 27 settembre, con ulteriori appuntamenti dedicati ai duecento anni della fotografia e al rapporto tra memoria, cultura visiva, tecnologia e nuovi linguaggi.

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Garlaschelli: «Un Festival che rafforza l’attrattività culturale di Voghera»

Nel corso della presentazione il sindaco Paola Garlaschelli ha sottolineato il ruolo assunto negli anni dalla manifestazione all’interno della programmazione culturale cittadina.

«Voghera Fotografia è ormai uno degli appuntamenti culturali che qualificano l’offerta della nostra città e ne rafforzano la capacità di attrarre pubblico anche da fuori territorio. L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché celebra i 200 anni dalla nascita della fotografia, ripercorrendone la storia ma soprattutto interrogandosi sulle trasformazioni del presente e sul futuro dell’immagine. Siamo orgogliosi che Voghera possa essere protagonista di questa riflessione attraverso un Festival cresciuto, anno dopo anno, per qualità e autorevolezza. Ringrazio l’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS per il lavoro svolto e tutti i fotografi che partecipano a questa edizione, contribuendo con il loro talento e la loro sensibilità a rendere Voghera un luogo di incontro, cultura e bellezza».

Virgilio: «Educare lo sguardo anche nell’era dell’intelligenza artificiale»

Per l’assessore alla Cultura Simona Virgilio, il bicentenario rappresenta soprattutto l’occasione per mettere in dialogo passato e presente.

«Il bicentenario della nascita della fotografia offre l’occasione per costruire un ponte tra le origini dell’immagine fotografica e le grandi trasformazioni che stiamo vivendo oggi, che non devono farci dimenticare la bellezza reale pur nell’era dell’intelligenza artificiale. Con “Universi Paralleli” vogliamo inoltre invitare il pubblico a riscoprire la bellezza e la capacità di osservare. Mostre, workshop, incontri e approfondimenti trasformeranno il Castello Visconteo in un luogo vivo di cultura, confronto e partecipazione».

“Universi Paralleli”: sette mostre per riscoprire ciò che spesso non vediamo più

Il tema scelto per la settima edizione è “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”.

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Saranno circa duecento le fotografie esposte nelle sale del Castello Visconteo, lungo un percorso che attraverserà realtà molto differenti: dai micromondi agli spazi sconfinati, dalla natura agli oceani, dai ghiacci alle montagne, fino agli universi più lontani.

Protagonisti delle sette esposizioni saranno Alberto Ghizzi Panizza, Luca Fornaciari, Milko Marchetti, Francesco Turano, Davide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi.

Un viaggio nel quale la fotografia torna alla sua funzione più immediata e, forse, più importante: costringere l’occhio a fermarsi e insegnare nuovamente a guardare.

Fotografia, giornalismo e IA: quando un’immagine può non essere più una prova

Tra gli appuntamenti di maggiore attualità figura il talk in programma domenica 13 settembre, dedicato al rapporto tra fotografia e giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Parteciperanno Claudio Pastrone, presidente d’onore FIAF; Luca Pianigiani, giornalista e fotografo; Luigi Erba, storico della fotografia e autore; Luisa Bondoni, storica dell’arte e critica della fotografia; e Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese.

Il punto di partenza sarà una questione destinata ad avere conseguenze sempre più profonde nel mondo dell’informazione: quale valore conserva una fotografia come testimonianza del reale quando è tecnicamente possibile creare immagini convincenti di qualcosa che non è mai avvenuto?

Per quasi due secoli la fotografia è stata considerata documento, memoria e prova. L’intelligenza artificiale generativa introduce oggi nuovi problemi legati all’autenticità delle immagini, alle procedure di verifica, alla responsabilità di chi le produce e le pubblica e, soprattutto, alla fiducia del pubblico nei mezzi di informazione.

Tre fine settimana di mostre, workshop e incontri

Voghera Fotografia non sarà però soltanto un percorso espositivo.

Durante i tre fine settimana della manifestazione, il Castello Visconteo diventerà un luogo di incontro tra pubblico, fotografi e protagonisti della cultura dell’immagine. Il calendario prevede workshop, talk, presentazioni di libri, dimostrazioni tecniche, videoproiezioni e visite guidate.

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Tra gli appuntamenti formativi figurano il workshop di Massimo Sestini, dedicato all’impiego del drone come nuovo strumento del fotografo; quello di Renato Marcialis, incentrato sulla costruzione della luce nella fotografia di food; il laboratorio di Roberto Cifarelli, dedicato all’arte dell’improvvisazione nel ritratto; e lo shooting editoriale di moda condotto da Fabio Salmoirago.

Dalla camera obscura all’intelligenza artificiale, saranno così duecento anni di immagini ad attraversare idealmente il Castello Visconteo.

Non soltanto per celebrare quello che la fotografia è stata, ma per continuare a porre la domanda che l’accompagna fin dalle sue origini: quanto possiamo fidarci di ciò che vediamo e quanto un’immagine può ancora aiutarci a comprendere il mondo?

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