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Politica

Tajani “Pronti a valutare sanzioni commerciali a Israele. La pace a Gaza si raggiunge col dialogo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Forse per la prima volta si intravede oggi un concreto spiraglio di pace, ma non dobbiamo nutrire illusioni premature”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle Comunicazioni alla Camera. “Il percorso per la pace non sarà facile, ma se tutti i protagonisti avranno la forza di percorrerlo fino in fondo potrebbe essere la svolta che cambia la storia del Medio Oriente”, aggiunge.

“Gaza non è Hamas, i palestinesi non sono Hamas ma sono le prime vittime di Hamas, gli abitanti di Gaza sono usati come scudi e hanno subito in modo drammatico gli effetti delle operazioni di Israele andate ben al di là il diritto alla difesa”, ha sottolineato. “La crisi umanitaria a Gaza è inaccettabile, questa carneficina deve finire. Come saremo sempre amici del popolo palestinese lo saremo con il popolo israeliano. Noi condanniamo con forza le parole sconsiderate di alcuni ministri israeliani e i coloni in Cisgiordania, abbiamo ribadito che siamo favorevoli a sanzioni nei loro confronti”.

“Il governo è pronto a valutare insieme ad altri Paesi, a cominciare dalla Germania, le proposte di sanzioni commerciali avanzate dalla Commissione. Con la consapevolezza che non debbano esserci ricadute negative sulla popolazione israeliana che ha carattere multietnico”, ha spiegato.

“La nostra risposta sono i bambini – rivendica il ministro – ormai quasi 200 che possono curarsi negli ospedali italiani, sono 15 le operazioni umanitarie svolte. Ho nel cuore gli sguardi dei bambini, spaventati ma grati. Voglio ringraziare i parlamentari, anche di opposizione, che hanno sostenuto queste operazioni umanitarie. La nostra risposta è anche l’accoglienza di studenti e ricercatori palestinesi”.

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“Noi scommettiamo sulla pace e la pace si raggiunge con il dialogo. Un dialogo paziente per riannodare i fili troppe volte strappati, un dialogo che non fa notizia e che non emoziona ma a cui vogliamo dare il nostro contributo”, ha spiegato.

“Il 7 novembre siamo pronti ad accogliere qui a Roma il presidente dell’Anp, Abbas, per proseguire nel dialogo e lavorare insieme per rafforzare l’Autorità Palestinese”, ha rivelato Tajani.

“Il governo continuerà a lavorare con pazienza per la pace e per la costruzione dello Stato palestinese, crediamo da sempre nei due popoli e due Stati. L’Italia sostiene fermamente il sogno di questo popolo di avere uno Stato, la deportazione sulla Striscia di Gaza ci ha visti sempre contrari. Il governo è pronto al riconoscimento dello Stato di Palestina con alcune condizioni irrinunciabili: rilascio degli ostaggi, disarmo di Hamas e la sua esclusione da ruolo politici. In nessun modo Hamas potrà avere un ruolo in quei territori, il terrorismo deve essere bandito per sempre”. “Israele e l’Anp hanno accolto il piano di pace americano. Tutto ora dipende da Hamas, dalla risposta che darà, la salvezza o la tragedia della popolazione di Gaza dipende dalle loro scelte. Ma i primi segnali che arrivano ci lasciano ben sperare”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Papa Leone si trasferisce nel Palazzo Apostolico

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CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Papa Leone XIV prende possesso dell’appartamento nel Palazzo Apostolico, trasferendosi, con i suoi più stretti collaboratori, negli spazi a disposizione dei suoi predecessori. Lo rende noto la Sala stampa vaticana.

Finora il Santo Padre abitava nel Palazzo del Sant’Uffizio, il suo alloggio quando era prefetto del Dicastero per i Vescovi.

L’ultimo Pontefice a vivere nel Palazzo Apostolico era stato Benedetto XVI. Papa Francesco, invece, aveva scelto di vivere a Casa Santa Marta.

– foto Ipa Agency –

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Politica

Referendum, Tajani “Necessario adeguare il sistema giudiziario ai tempi della democrazia”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Siamo riuniti dal sud al nord d’Italia per presentare le ragioni del sì in mezzo alla gente: stiamo combattendo insieme una grande battaglia di libertà”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento con Noi votiamo sì, organizzato da Forza Italia a Villa Malfitano a Palermo.

I magistrati che dicono di votare sì rischiano di farsi qualche nemico all’interno delle correnti – prosegue Tajani, – Al contrario di quanto dice Gratteri, noi non dobbiamo fare i conti con nessuno. Dobbiamo adeguare il sistema giudiziario del nostro paese ai tempi della democrazia: non vogliamo assolutamente i pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo, ma l’esatto contrario. Chi amministra la giustizia deve farla nel supremo interesse di ogni singolo cittadino: noi vogliamo ridare sacralità alla toga, perché se viene tirata da una parte e dall’altra da interessi di corrente non è più al di sopra delle parti. Al contempo vogliamo che ogni magistrato, al pari dei cittadini, sia sottoposto a un giudizio quando commette errori: ognuno di noi sbaglia e se lo fa viene sanzionato, non si capisce perché se lo fa un magistrato non venga sanzionato; la legge deve essere uguale per tutti, ma chi giudica un magistrato non può essere lo stesso che lo promuove”, ha aggiunto Tajani.

“Se il colpevole sta fuori e l’innocente sta in galera c’è qualcosa che non va – sottilinea il leader di Forza Italia -: questa riforma deve mettere chi sbaglia in condizione di assumersi le proprie responsabilità; chiunque entri in un’aula di tribunale deve sentirsi non intimorito ma libero di essere giudicato. Votare sì significa dare un messaggio positivo: in questa campagna è capitato che siano stati usati toni più forti, ma mai nella mia vita ho detto a qualcuno ‘facciamo i conti dopo il risultato elettorale’, né mi faccio intimorire da chi dice ciò e mi dispiace che a dirlo sia un magistrato anti camorra. Il popolo deve giudicare questa riforma, il governo verrà giudicato l’anno prossimo”.

– Foto IPA Agency –

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Politica

Iran, Conte “Non mi siedo a Palazzo Chigi se Meloni non rispetta la costituzione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quando si tratta dell’interessa dell’Italia non ci dev’essere maggioranza e opposizione. Per questo abbiamo chiamato la premier in Parlamento subito. Il confronto però deve essere in Parlamento. Oggi per andare a Chigi ci dovrebbe essere la condivisione politica su almeno alcuni punti cardine. Ma quale può essere la condivisione quando Meloni dice di non avere una posizione chiara sull’attacco all’Iran e non condanna. Ancora oggi lei continua a difendere e sostenere l’amico genocida Netanyahu. Io mi siedo a Chigi se l’Italia decide di rispettare la Costituzione e di condannare le azioni di Trump e Netanyahu, solo con questo presupposto si può costruire un contesto di corresponsabilità”. Così il leader M5s, Giuseppe Conte ospite a Sky Tg24.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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