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Paolini saluta gli Australian Open, sconfitta da Jovic in due set. Alcaraz vola agli ottavi, Sabalenka a fatica

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Jasmine Paolini si ferma al terzo turno degli Australian Open 2026. La toscana, condizionata da qualche problema allo stomaco, si arrende in due set alla classe 2007 Iva Jovic: 6-2 7-6(3), in un’ora e 46 minuti in campo, il punteggio in favore della statunitense, testa di serie numero 29, che si giocherà un posto nei quarti di finale con Yulia Putintseva. La kazaka interrompe il cammino da sogno della qualificata turca Zeynep Sonmez, ko per 6-3 6-7(3) 6-3. Abbandona Melbourne Paolini, settima testa di serie e numero 8 del mondo, che non riesce ad eguagliare il miglior risultato ottenuto in terra Down Under (ottavi nel 2024).

“È stata molto dura: lei ha giocato bene, ha fatto pochi errori, ha spostato bene la palla ed è stata aggressiva per tutto il match. Ha giocato meglio di me e ha meritato”. Così, al termine della sconfitta con la statunitense Iva Jovic, Jasmine Paolini commenta l’eliminazione al terzo turno degli Australian Open. La 18enne statunitense si è imposta in due set, ottenendo la prima vittoria in carriera su una Top 10, ma contro un’avversaria non al top della forma. “Oggi non riuscivo a muovermi al meglio – ha spiegato Paolini nella conferenza stampa post-match riportata da Supertennis –, ho cercato di restare lì punto dopo punto, di giocare profondo e arrivare al terzo set. Sapevo che col passare del tempo mi sarei sentita meglio però non è stato sufficiente per ribaltare la partita. Onestamente, il fatto di essermi sdraiata sul divano dopo pranzo non credo sia stata una buona idea per il mio stomaco. Poi forse anche un po’ la tensione…già all’inizio di un match il respiro è un po’ più affannato, ma oggi lo era particolarmente. Sentivo che mi era rimasto sullo stomaco qualcosa: non è stata colpa del cibo, è stata colpa del fatto che mi sono sdraiata negli spogliatoi, c’era l’aria condizionata e a un certo punto ho sentito freddo. Forse quello era il segnale che qualcosa non andava…”.

La tennista toscana ha chiuso il match con un bilancio di 12 winners 35 errori gratuiti; dall’altra parte della rete, invece, la sua avversaria ha affrontato il match con grande personalità, commettendo pochi errori: “L’avevo già detto – ha aggiunto Paolini – anche se è molto giovane, è già una rivale tosta e molto matura. Fa pochi errori, gioca bene praticamente tutti i colpi. Penso che abbia davvero un futuro molto brillante davanti a sé”. Alla vigilia del secondo turno del torneo di doppio – che sabato la vedrà impegnata insieme a Sara Errani contro la coppia di casa Birrell e Gibson – l’azzurra fa un primo mini bilancio di questo inizio stagionale e fissa gli obiettivi tecnici per i prossimi mesi: “Non penso di aver giocato male in questo torneo – conclude -. Oggi è stata dura, ma ci sono state anche delle cose positive e altre su cui devo ancora migliorare. Sul servizio, ad esempio, ci sarà da trovare un po’ di continuità; mi era piaciuto molto come avevo servito nel primo match, mentre negli altri due match ho fatto un po’ più fatica. Bisogna trovare continuità lì, è un’arma che mi può aiutare tanto anche in momenti difficili, nei momenti di maggiore tensione o, come oggi, quando non ti senti proprio al 100% fisicamente”. 

ALCARAZ A GONFIE VELE, RIMONTA MEDVEDEV

Carlos Alcaraz accede agli ottavi di finale degli Australian Open 2026. Il numero uno del mondo si sbarazza in tre set di Corentin Moutet e si guadagna un posto nei migliori 16 giocatori a Melbourne: 6-2 6-4 6-1, in due ore e 7 minuti in campo, il punteggio in favore dello spagnolo.

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“Non è mai facile giocare contro Moutet, non sai mai quello che può fare, non è scontato preparare la partita contro di lui, sono felice di come ho gestito”, le parole, nell’intervista in campo, di Alcaraz, che si giocherà un posto nei quarti con Tommy Paul. Lo statunitense approfitta del ritiro dopo due set (6-1 6-1) di Alejandro Davidovich Fokina per risparmiare energie in vista del match con il murciano sei volte campione Slam.

Daniil Medvedev si salva al quinto set contro Fabian Marozsan. Il russo, testa di serie numero 11, rimonta uno svantaggio di due set e piega la resistenza dell’ungherese dopo tre ore e 46 minuti di gioco: 6-7(5) 4-6 7-5 6-0 6-3 lo score che premia l’ex numero 1 del mondo, che agli ottavi troverà lo statunitense Learner Tien, autore di una prova solida con il portoghese Nuno Borges, ko per 7-6(9) 6-4 6-2.

Avanzano agli ottavi anche Alex de Minaur e Alexander Zverev. L’australiano domina uno scarico Frances Tiafoe (6-3 6-4 7-5), mentre il finalista della passata edizione elimina in quattro parziali il britannico Cameron Norrie (7-5 4-6 6-3 6-1).

SABALENKA AVANTI A FATICA, GAUFF RIMONTA

Aryna Sabalenka fatica ma conquista gli ottavi degli Australian Open 2026. Successo sofferto per la numero uno del mondo, che piega in due tie-break l’austriaca Anastasia Potapova, numero 55 Wta. 7-6(4) 7-6(7) lo score in favore della bielorussa, attesa agli ottavi da una sfida ostica con Victoria Mboko. La canadese classe 2006, testa di serie numero 17, elimina la danese Clara Tauson in tre set (7-6 5-7 6-3) e raggiunge per la prima volta in carriera la seconda settimana di uno Slam.

Vittoria in rimonta per Coco Gauff. La numero 3 del mondo batte la connazionale Hailey Baptiste: 3-6 6-0 6-3, in un’ora e 50 minuti di gioco, il punteggio che premia la 21enne statunitense. Gauff si giocherà un posto nei quarti di finale con Karolina Muchova. La ceca, 19esima forza del seeding, domina Magda Linette e lascia soli due game alla polacca (6-1 6-1). Si ferma la corsa di Zeynep Sonmez. La turca, in tabellone attraverso le qualificazioni, va ko con la kazaka Yulia Putinseva con il punteggio di 6-3 6-7(3) 6-3.

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ERRANI E VAVASSORI ELIMINATI NEL DOPPIO MISTO

Si ferma già al primo turno la corsa di Sara Errani e Andrea Vavassori nel tabellone del doppio misto agli Australian Open, dove partivano come teste di serie numero uno. La coppia azzurra è stata infatti sconfitta con il punteggio di 6-4 6-2 dal duo composto dalla tedesca Laura Siegemund e dal francese Edouard Roger-Vasselin.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Oro Lollo, Bormio azzurra: partenza super per l’Italia a Milano-Cortina

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di Giorgio La Bruzzo

CORTINA (ITALPRESS) – Diciamoci la verità: una partenza così forse nemmeno i più ottimisti se l’aspettavano. Milano-Cortina si tinge subito d’azzurro: Francesca Lollobrigida si prende l’oro sui 3000 di pattinaggio di velocità, a Bormio in discesa Giovanni Franzoni è argento, mentre Dominik Paris si mette al collo il bronzo.

Nel giorno del suo 35esimo compleanno, la “Lollo” si fa il miglior regalo possibile, sovvertendo ogni pronostico e dominando sul ghiaccio dello Speed Skating Stadium di Milano, con tanto di record olimpico (3’54″28) e lasciando le briciole alle rivali. “Essere mamma-atleta e vincere davanti a proprio figlio è il massimo – esulta la skater originaria dei Castelli Romani, che quattro anni fa si era presa l’argento, oltre al bronzo della mass start – Io non ho voluto scegliere fra il fare la mamma e il dedicarmi allo sport. Mi sono presa una pausa, poi sono ripartita subito per il raduno”. Eppure era arrivata ai Giochi fra lo scetticismo generale. “Quest’anno volevo una stagione perfetta, invece è stata la peggiore della mia vita: ho pianto, volevo ritirarmi perché non volevo arrivare a Milano in quelle condizioni dopo un virus che mi aveva prostrato. Mio marito, la mia famiglia e la Federazione mi hanno chiesto di non mollare e non smettere, e ci sono riusciti”. Per fortuna: primo storico trionfo al femminile per il pattinaggio su pista lunga alle Olimpiadi, firmato dall’atleta della Aeronautica Militare.

In mattinata, invece, era stata la pista Stelvio a inaugurare il medagliere italiano: Giovanni Franzoni e Dominik Paris si presentavano al cancelletto con aspettative alte e non hanno deluso, arrendendosi solo allo svizzero Von Allmen, che rifila rispettivamente 20 e 50 centesimi ai due azzurri. “A inizio stagione non avrei mai immaginato di vincere a Kitzbuehel e di fare podio alle Olimpiadi, devo ringraziare chi mi è stato vicino”, ammette il 24enne finanziere, la cui dedica non poteva che essere per l’amico perduto Matteo Franzoso, scomparso lo scorso settembre dopo una caduta in allenamento in Cile. “Sono riuscito a trasformare questo evento tragico in un’energia incredibile che mi spinge in ogni gara a dare il massimo”. Se Franzoni era alla sua prima Olimpiade, Paris sapeva di avere l’ultima occasione per conquistare finalmente una medaglia e quale miglior posto di Bormio, dove ha vinto 7 volte in Coppa del Mondo, di cui sei in discesa: “Ci avevo provato così tante volte, è una bella medaglia, sono riuscito a realizzare un bel sogno”, le parole del 36enne carabiniere meranese.

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Peccato per Ian Matteoli nel big air: fatale l’errore nella prima run e quinto posto finale. Il doppio misto del curling composto da Amos Mosaner e Stefania Constantini incassa un’altra sconfitta (4-9 con la Svezia) ma in serata riesce a spuntarla sulla Norvegia (6-5) e resta in corsa per le medaglie. Maria Gassliter acciuffa l’ultimo posto disponibile nella finale dello slopestyle (fuori invece Miro Tabanelli) mentre alle azzurre dell’hockey non riesce il bis e si arrendono 6-1 alla Svezia, in finale nel team event l’Italia del pattinaggio di figura.

Ma siamo solo alla prima giornata e la domenica può regalare altre gioie: a Cortina c’è la discesa femminile con Goggia e Brignone, la staffetta mista del biathlon composta da Giacomel, Hofer, Wierer e Vittozzi punta al bersaglio grosso, mentre l’Italia dello snowboard ha tante carte da giocarsi nello slalom gigante parallelo. E occhio anche allo slittino, dove Dominik Fischnaller – già bronzo tre anni fa – è terzo dopo le prime due run, e alla skiathlon di fondo col debutto olimpico di Federico Pellegrino.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Fiorentina beffata nel recupero da Maripan, finisce 2-2 contro il Torino

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FIRENZE (ITALPRESS) – Fiorentina e Torino si dividono la posta in palio pareggiando 2-2 ma entrambe alla fine si rammaricano per l’occasione persa di portare a casa i tre punti, anche se sono soprattutto i padroni di casa a mangiarsi le mani, visto che subiscono la rete di Maripan in pieno recupero dopo aver ribaltato con Solomon e Kean l’iniziale gol di Casadei.

La partita è divertente ma ricca di errori, gli ospiti, seppur privi di Prati e Vlasi squalificati, dimostrano fin dai primi minuti di non essere venuti a Firenze in gita e collezionano due palle gol con Kulenovic e Lazaro, che sfiora la traversa. Il 3-5-2 mandato in campo da Baroni manda in tilt gli esterni gigliati, in particolar modo Dodo: non è un caso sia lui a perdere, in compartecipazione con Comuzzo, l’inserimento in area di Casadei, che servito da un assist di Ilkhan porta in vantaggio i granata al 26′. Segni viola nella parte iniziale di gara solo con un lancio per Kean che l’attaccante numero 20 spreca mettendo sopra la traversa solo davanti a Paleari. Proprio quest’ultimo è il protagonista fino all’intervallo con una parata di piedi su due colpi mancini di Brescianini e Mandragora. La Fiorentina sbatte troppe volte contro il muro ospite e alla fine Gudmundsson e compagni collezionano solo un alto numero di calci d’angolo.

L’islandese deve lasciare il campo dopo neanche 1′ della ripresa per un duro colpo subito alla caviglia, al suo posto Harrison che si sistema a destra, con Solomon che cambia fascia. Proprio l’israeliano sfrutta al meglio una palla recuperata sulla trequarti granata da Mandragora e fa 1-1 al 51′. I padroni di casa ribaltano il risultato 6′ dopo con Kean, perfetto a sfruttare un assist dell’ex Leeds. La risposta di Baroni è l’immediato inserimento di Simeone e Anjorin per Kulenovic e Ilkhan. Il Toro sembra però accusare il doppio colpo subito, tanto che arrivano tre ammonizioni ravvicinate, mentre Vanoli decide di inserire Fabbian e Ndour modificando le mezzali e dando vivacità a centrocampo. Un altro subentrato, Zapata, ha la grande chance di pareggiare per gli ospiti, ma De Gea dice no. Al 93′, però, su una punizione da sinistra Maripan svetta su tutti e fa 2-2. Per la Fiorentina l’ennesima beffa di una stagione di troppe amarezze, per i granata un mezzo sorriso.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea 6.5; Dodo 4.5, Comuzzo 5.5, Pongracic 6, Parisi 6; Fagioli 6.5; Solomon 6.5 (38’st Ranieri sv.), Mandragora 6 (28’st Fabbian 6), Brescianini 6 (28’st Ndour 6), Gudmundsson 6 (3’st Harrison 7); Kean 6.5 (38’st Piccoli sv.) In panchina: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Fortini, Balbo, Gosens, Fazzini. Allenatore: Vanoli 5.5.

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TORINO (3-5-2): Paleari 7; Marianucci 6, Maripan 6.5, Coco 5.5; Lazaro 6.5 (23’st Aboukhal 6), Gineitis 6, Casadei 7, Ilkhan 6.5 (13′ st Anjorin 5.5), Obrador 5.5 (1’st Pedersen 5.5); Kulenovic 5,.5 (13′ st Simeone 5.5), Adams 5.5 (37′ st Zapata sv.). In panchina: Israel, Siviero, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Ebosse, Perciun, Nije, Allenatore: Baroni 6.

ARBITRO: Colombo di Como 6.
RETI: 26′ pt Casadei; 6′ st Solomon, 12’st Kean, 48’st Maripan.
NOTE: serata fredda, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 19178. Incasso: 408.454 euro. Ammoniti: Dodo, Comuzzo, Vanoli, Lazaro, Maripan, Marianucci, Aboukhal. Angoli: 7-4 per la Fiorentina. Recupero: 1′; 6′.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli, tre punti d’oro a Genova in 10 contro 11: decide Hojlund su rigore al 95′

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GENOVA (ITALPRESS) – Vittoria al cardiopalma e di vitale importanza per il Napoli. I campioni d’Italia di Antonio Conte superano 3-2 il Genoa in pieno recupero nella trasferta del Ferraris: decidono la doppietta di Rasmus Hojlund (suo il rigore decisivo al 95° e con gli azzurri in 10 al 76° per l’espulsione di Juan Jesus) e un gol di Scott McTominay (suona l’allarme per il suo infortunio, l’ennesimo per la squadra). Una partita piena di emozioni con il botta e risposta che inizia con il vantaggio del Grifone arrivato dagli 11 metri con Malinovskyi, mentre il momentaneo 2-2, dopo la rimonta partenopea, era stato di Colombo.

Pronti via e Buongiorno sbaglia un retropassaggio per Meret, che stende Vitinha in area di rigore: Massa, dopo una revisione Var, conferma la decisione di assegnare il penalty. Ruslan Malinovskyi si presenta sul dischetto e spiazza Meret, portando in vantaggio i rossoblù di mister De Rossi. I campioni d’Italia provano a riorganizzarsi e, dopo una fase di studio, al 20′ agguantano il pareggio con Rasmus Hojlund, abile nel realizzare il tap-in vincente dopo la corta respinta di Bijlow. Neanche il tempo di metabolizzare l’1-1 per i padroni di casa, che il Napoli firma la rete del sorpasso pochi secondi più tardi: Scott McTominay scarica uno splendido destro dalla distanza, che non lascia scampo al portiere avversario.

Dopo uno spettacolare avvio di gara, i ritmi di gioco si abbassano e non si registrano occasioni degne di nota. A pochi minuti dal termine del primo tempo Norton-Cuffy tenta un’insidiosa conclusione dalla distanza, che però termina di poco alta sopra la traversa. Si va a riposo sul parziale di 1-2. Nella ripresa McTominay è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un problema fisico accusato già nel primo tempo, al suo posto entra Giovane. La partita sembra vivere una fase di stallo, ma a spezzarla è un altro gravissimo errore di Buongiorno, che si fa rubare palla da Lorenzo Colombo: l’ex Milan si presenta davanti a Meret e deposita in rete per il 2-2 del Genoa. Al 63′ gli ospiti hanno una doppia occasione per tornare avanti, prima con un tiro di Gutierrez che viene murato, e poi con una conclusione di Lobotka. Il match per il Napoli si fa ancora più in salita al 76′, quando Juan Jesus commette una clamorosa ingenuità e si fa espellere per doppia ammonizione pochi secondi prima del cambio.

Nel finale i gli azzurri, nonostante l’inferiorità numerica, ottengono un calcio di rigore per fallo di Cornet su Vergara: dagli 11 metri va Rasmus Hojlund che, con un brivido, supera Bijlow. L’assedio rossoblù degli ultimi secondi non paga, i campioni d’Italia portano a casa una soffertissima seconda vittoria consecutiva e restano al terzo posto.

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IL TABELLINO DELLA PARTITA

GENOA (3-5-2): Bijlow 6; Marcandalli 6.5, Ostigard 6, Vasquez 6; Norton-Cuffy 6, Frendrup 6.5, Malinovskyi 7 (29’st Masini 6), Ellertsson 6, Martin 6 (29’st Messias 5.5); Vitinha 5.5 (44’st Cornet 5), Colombo 6.5 (19’st Ekuban 5.5). In panchina: Leali, Sommariva, Amorim, Zatterstrom, Onana, Sabelli, Ekhator, Otoa. Allenatore: De Rossi 6.

NAPOLI (3-4-2-1): Meret 5.5; Rrahmani 6.5, Buongiorno 4.5 (14’st Beukema 6), Juan Jesus 5; Gutierrez 5, Lobotka 6.5, McTominay 7 (1’st Giovane 5, 32’st Olivera 6), Spinazzola 6; Vergara 5.5, Elmas 5.5; Hojlund 7. In panchina: Contini, Milinkovic-Savic, Lukaku, Alisson, Prisco, De Chiara. Allenatore: Conte 6.

ARBITRO: Massa di Imperia 5.
RETI: 3’pt (rig) Malinovskyi, 20’pt e 50’st (rig) Hojlund, 21’pt McTominay, 12’st Colombo. NOTE: Serata piovosa, terreno di gioco appesantito dalla pioggia. 31’st Juan Jesus espulso per doppia ammonizione. Ammoniti: Meret, Vasquez, Juan Jesus, Marcandalli, Spinazzola. Angoli: 4-3. Recupero: 2′, 4′.

– Foto IPA Agency –
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