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Economia

Reputation Index, Messina, Orcel e Descalzi guidano la classifica nel trimestre maggio-luglio

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ROMA (ITALPRESS) – Carlo Messina, Andrea Orcel e Claudio Descalzi sono i profili che emergono con maggiore forza nella quarta rilevazione del Reputation Index (www.reputationindex.it), l’osservatorio del Gruppo The Skill che misura la reputazione di manager e organizzazioni attraverso la loro presenza nel racconto mediatico, relativa al trimestre maggio-luglio 2026.

Il trimestre premia i manager capaci di associare risultati economici, iniziativa strategica e capacità di incidere sugli equilibri di comparto. Guidano dunque Carlo Messina (93,5 punti), Andrea Orcel (91,1 punti) e Claudio Descalzi (90,3 punti). Oltre a loro, si distinguono Lorenzo Mariani, sostenuto dalla nomina alla guida di Leonardo e dai risultati del Gruppo, e Gian Luca Artizzu, protagonista della crescente centralità assunta da Sogin nel dibattito sul nucleare. In forte contrazione Stefano Antonio Donnarumma, dopo l’uscita anticipata da Ferrovie dello Stato, Leonardo Maria Del Vecchio, investito dalle tensioni sulla governance di Delfin e da vicende private divenute di rilievo nazionale, e Giovanni Malagò, penalizzato dalle difficoltà emerse nella gestione della nuova struttura tecnica della Nazionale.

Nel settore Economia e Impresa, Carlo Messina (Intesa Sanpaolo, 93,5 punti) consolida la propria centralità attraverso l’offerta su Monte dei Paschi di Siena e il miglior primo semestre nella storia del gruppo. Andrea Orcel (UniCredit, 91,1 punti) conferma la dimensione europea del proprio profilo, associando l’avanzata su Commerzbank ai risultati record della banca. Seguono Pier Silvio Berlusconi (MFE-MediaForEurope, 82,4 punti), Carlo Cimbri (Unipol, 75,2 punti) ed Emanuele Orsini (Confindustria, 73,8 punti). In arretramento, tra gli altri, Giovanni Malagò (FIGC, 59,4 punti), Luigi Lovaglio (Mps, 55,7) e Leonardo Maria Del Vecchio (LMDV Capital e Delfin, 48,6 punti).

In Industria e Innovazione, Lorenzo Mariani (Leonardo, 84,7 punti) emerge grazie alla nomina alla guida del gruppo e alla forte crescita di ordini, ricavi, redditività. Matteo Del Fante (Gruppo Poste Italiane, 87,5 punti) beneficia dei risultati record e della crescente centralità di Poste nel dossier Tim, mentre Pierroberto Folgiero (Fincantieri, 85,1 punti) consolida la trasformazione industriale del gruppo. Seguono Antonio Filosa (Stellantis, 75,3 punti), Giuseppe Cossiga (AIAD, 70,9 punti) e si affaccia nelle rilevazioni l’ad di MBDA Italia, Renzo Tosini (61,8 punti). Tra i nuovi ingressi, in lieve ma progressiva crescita, anche Cristiano Rufini (Olidata, 50,6 punti). In contrazione John Elkann (Stellantis e Ferrari, 53 punti).

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Nel comparto Ambiente ed Energia, Claudio Descalzi (Eni, 90,3 punti) abbina la conferma per il quinto mandato a risultati economici nettamente superiori all’anno precedente, consolidando una reputazione fondata sulla continuità industriale e sul peso internazionale. Flavio Cattaneo (Enel, 85 punti) si conferma tra i profili più solidi, mentre Paolo Gallo (Italgas, 78,2 punti) cresce grazie ai risultati e alle sinergie operative. Si distingue Gian Luca Artizzu (Sogin, 76,4 punti), sostenuto dall’accelerazione del decommissioning e dal nuovo peso assunto dalla società nel dibattito sul nucleare. Seguono Renato Mazzoncini (A2A, 69,1 punti), Agostino Scornajenchi (Snam, 63,2 punti) e Pasqualino Monti (Terna, 60,8 punti). Chiude in contrazione Giuseppina Di Foggia (Eni, 45,6 punti).

In Infrastrutture e Trasporti, Pietro Salini (Webuild, 80,6 punti) mantiene il profilo più forte grazie alla continuità dei grandi cantieri, all’espansione internazionale e ai risultati del gruppo. Marco Troncone (Aeroporti di Roma, 72,4 punti) consolida la crescita di Fiumicino, mentre Gianpiero Strisciuglio (Ferrovie dello Stato, 69,5 punti) entra nella rilevazione dopo la nomina alla guida del gruppo. Segue Giuseppe Pavoncelli (CEO Ferrotramviaria, 58,9 punti). In discesa Stefano Antonio Donnarumma (ex Ferrovie dello Stato, 30,8 punti), penalizzato da ritardi e disfunzioni della rete e dall’uscita anticipata dal gruppo. In Salute e Scienze della Vita, Lucia Aleotti (Menarini, 82,4 punti) emerge grazie a un posizionamento che unisce risultati aziendali, competitività europea e politica farmaceutica. Marcello Cattani (Farmindustria, 80,9 punti) consolida la propria rappresentatività con la conferma alla presidenza e con la presenza sui temi dell’export, della ricerca e degli investimenti. Seguono Diana Bracco (Gruppo Bracco, 74,1 punti), Nicoletta Luppi (MSD Italia, 72,8 punti) e Michele Nicchio (AIOP Lombardia, 67,4 punti).

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Electrolux, raggiunta intesa su piano industriale. Urso “tutelati lavoratori”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, annunciando il raggiungimento di un’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux, al termine di 30 ore di confronto serrato al Mimit con l’azienda e le organizzazioni sindacali, iniziato ieri e proseguito senza sosta anche durante la notte. L’intesa prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali. Sul piano produttivo, a Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. Per Cerreto d’Esi è previsto il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori. Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale. L’intesa è anche il frutto della battaglia condotta dal Governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l’Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti. La disponibilità della Commissione ad agire su queste proposte ha contribuito a riaprire il confronto con Electrolux su nuove basi e a creare le condizioni per la revisione del piano industriale.
“Difendere il lavoro significa creare le condizioni perchè le imprese continuino a produrre e investire in Italia. E’ quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato Urso.
“Sono soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux. La mediazione trovata dopo mesi di trattative è molto buona perchè il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale”, ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. “Dopo una lunga maratona di 30 ore, la firma dell’accordo sulla vertenza Electrolux segna un passaggio significativo ed è un risultato importante per tutte le parti coinvolte. Il risultato nasce da un lavoro intenso e da uno sforzo comune di mediazione, nel quale il Governo si è impegnato a favorire il dialogo tra le parti. La nostra priorità è stata e resta la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani.
Lavoriamo tutti in questa direzione”, ha dichiarato il sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto.(ITALPRESS).

Foto: Mimit

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Economia

Bollette del gas, a ottobre rincaro del 9,1% per i vulnerabili

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ROMA (ITALPRESS) – Per il mese di ottobre 2026, il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 176,80 centesimi di euro per metro cubo (+9,1% su settembre). Lo rende noto Arera, che spiega: “Per il mese di ottobre 2026 le quotazioni all’ingrosso hanno subito un deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo aumenta del 9,1% rispetto al mese precedente. Pertanto, per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m) è pari a 88,36 euro/MWh”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Intesa Sanpaolo, nei primi nove mesi utile netto in crescita dell’8,1% a 8,2 miliardi. Messina “Miglior risultato di sempre”

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MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto consolidato di 8,2 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il gruppo migliora la prospettiva per l’intero esercizio, ora indicata “ben oltre” i 10 miliardi. Il risultato corrente lordo sale del 9,4% e il risultato della gestione operativa del 9%. I proventi operativi netti crescono del 5%, con interessi netti a +2,3%, commissioni nette a +5,2% e risultato dell’attività assicurativa a +5,8%, mentre il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value registra una forte crescita. I costi operativi calano dell’1,3%. Il Common Equity Tier 1 ratio è al 13,1%, dopo aver dedotto dal capitale la distribuzione maturata. Sale al 13,8% considerando circa 70 centesimi di punto di beneficio dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA). Il livello è largamente superiore ai requisiti normativi. La distribuzione maturata nei nove mesi ammonta a 7,8 miliardi: 6,1 miliardi di dividendi, di cui 3,8 miliardi in pagamento come acconto questo mese, e 2,3 miliardi di buyback, concluso a ottobre.

L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale è dello 0,8% al netto delle rettifiche e dell’1,6% al lordo, secondo la metodologia EBA. Il costo del rischio annualizzato è di 19 punti base. L’esposizione verso la Russia è quasi azzerata. Nei nove mesi il gruppo ha erogato circa 37 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane. Circa 1.900 aziende sono state riportate in bonis (circa 148.600 dal 2014), preservando rispettivamente circa 9.500 e 743.000 posti di lavoro. Il gruppo ha generato 5,2 miliardi di imposte, cui si aggiungono 0,9 miliardi di impatto dovuto alla Legge di Bilancio italiana per il 2026. Il social lending erogato nei nove mesi è di 4,4 miliardi, mentre gli investimenti per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze superano 1,2 miliardi tra il 2023 e i nove mesi 2026.

“Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro. Il terzo trimestre, con un utile netto di oltre 2,6 miliardi, è stato il migliore terzo trimestre di sempre. Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029”. Così in una nota il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. “Abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business. Le attività finanziarie della clientela hanno superato 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale del Gruppo – prosegue -. Il ROE annualizzato si attesta al 21% e il ROTE annualizzato al 26%, confermandoci ai vertici del settore bancario europeo per redditività. L’utile per azione è cresciuto del 10% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Grazie ai risultati conseguiti nei primi nove mesi, possiamo rivedere al rialzo la guidance di utile netto per il 2026, portandola a ben oltre 10 miliardi di euro, nonostante l’impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026″.

MESSINA “SUA SOLIDITÀ È CONTRIBUTO CONCRETO AL PAESE”

“Intesa Sanpaolo continua a offrire uno dei rendimenti da dividendo più elevati e sostenibili nel settore bancario europeo. Nel 2026 distribuiremo agli azionisti 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback, incluso un acconto sul dividendo di 3,8 miliardi di euro, che sarà pagato nelle prossime settimane – afferma ancora il Ceo -. Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo erogato 66,4 miliardi di euro di nuovo credito a famiglie e imprese, di cui circa 15,1 miliardi destinati a finanziamenti a medio-lungo termine per la transizione sostenibile e 4,4 miliardi a nuovo credito sociale. I prestiti alla clientela sono cresciuti del 4% su base annua. La rigorosa disciplina nell’esecuzione del Piano d’Impresa e nel controllo dei costi continua a sostenere l’efficienza del nostro modello di business. Il cost/income ratio si è attestato al 36,7% al 30 settembre 2026, il livello più basso di sempre per i primi nove mesi e tra i migliori in Europa, grazie a un’ulteriore riduzione dei costi operativi. La nostra posizione di Banca “Zero-NPL” continua a rafforzarsi. Il net NPL ratio, pari allo 0,8%, e i flussi di nuovi crediti deteriorati si mantengono ai minimi storici; la copertura dei crediti deteriorati è aumentata in misura significativa. La qualità del portafoglio, ampiamente diversificato, si conferma ai vertici del settore, senza segnali di deterioramento. Il costo del rischio annualizzato è pari a 19 punti base – conclude Messina -. La nostra posizione patrimoniale si conferma estremamente solida, con un CET1 ratio pari a circa il 13,1%”.

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“La solidità di Intesa Sanpaolo si traduce in un contributo concreto al Paese. Nei primi nove mesi del 2026 il Gruppo ha generato 5,2 miliardi di euro di imposte e ha registrato un impatto di 900 milioni riconducibile agli effetti della Legge di Bilancio per il 2026, in base agli accordi triennali sottoscritti lo scorso anno, sostenendo al tempo stesso l’occupazione e il finanziamento di famiglie e imprese. Il settore finanziario italiano contribuisce inoltre in misura significativa al finanziamento del debito pubblico. Le banche, le compagnie assicurative e gli altri intermediari finanziari italiani detengono complessivamente quasi 780 miliardi di euro di titoli di Stato italiani – prosegue -. La nostra leadership si conferma anche nell’impatto sociale. Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo destinato oltre 210 milioni di euro a iniziative e progetti a favore delle comunità, per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze. Continuiamo inoltre a sostenere la transizione sostenibile, accompagnando famiglie e imprese negli investimenti necessari per l’evoluzione dell’economia”.

“La qualità delle nostre persone rappresenta il fondamento dei risultati che continuiamo a conseguire e della nostra capacità di creare valore sostenibile nel tempo. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il contributo eccellente con cui, ogni giorno, rendono possibile il successo di Intesa Sanpaolo”, conclude Messina.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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