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Balogun e la squalifica sospesa, il caso che incrina l’autonomia del calcio

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È vero, ho chiamato la Fifa. Ma non ho detto che cosa dovevano fare. Ho solo chiesto la revisione di una decisione sbagliata. Non si possono togliere dalla competizione i migliori per un errore evidente”. Confermando di essere stato lui a chiedere che venisse sospesa la squalifica di una giornata all’attaccante statunitense Florian Balogun, richiesta accolta, Donald Trump ha segnato un punto di non ritorno sull’autonomia dello sport dalla politica e sulla certezza delle regole.

Secondo l’Uefa, “sono stati superati limiti invalicabili”. Di sicuro niente potrà più essere come prima, dopo questo Mondiale americano: lo scontro pesantissimo Uefa-Fifa, le accuse al presidente della Fifa Gianni Infantino di obbedire al presidente degli Stati Uniti Trump e l’indignazione di molti dirigenti, allenatori e calciatori sono le conseguenze più evidenti della decisione dell’ente di governo del calcio mondiale di sospendere la squalifica di Balogun, espulso al 64′ di Usa-Bosnia dei sedicesimi di finale dopo un contrasto col difensore del Sassuolo Tarik Muharemovic, “in base all’articolo 27 del codice disciplinare Fifa”, che permette di congelare la sanzione e di subordinarla a un periodo di prova di un anno.

La vicenda non resterà confinata al mero regolamento e alle sue pieghe interpretative, ma segna già un solco tra il calcio al quale siamo stati sempre abituati e quello, inedito, disegnato dal dietro-front disciplinare. Che sta sconvolgendo tutto il mondo del pallone, a cominciare dai ritiri delle Nazionali impegnate nel torneo e in particolare da quello del Belgio, avversario degli Usa nell’ottavo di finale di Seattle: la federcalcio belga ha presentato ricorso, ma al momento Balogun, migliore marcatore della sua Nazionale con 3 gol, sarà regolarmente in campo.

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Il premier Maxime Prévot ha parlato di “decisione incomprensibile”. Immediate e globali sono state le reazioni, non solo tra gli addetti ai lavori e tra i media di tutto il mondo, ma soprattutto nel grande pubblico, quantificato nei cinque miliardi di persone che seguono il Mondiale davanti al video. Il caso, scoppiato negli Usa, è stato amplificato subito dall’autorevolezza della testata che ha rivelato il retroscena della telefonata tra Trump e Infantino, il New York Times. Lo sconcerto della Nazionale belga è stato espresso con sarcasmo dal ct, il francese Rudi Garcia, ex allenatore della Roma: “Credevo che il pesce d’aprile non fosse a luglio”.

L’Uefa dello sloveno Aleksander Ceferin, non di rado in attrito con lo svizzero Infantino, è stata particolarmente dura: “Il limite che è stato superato è quello della squalifica automatica per il cartellino rosso, sancita dal regolamento. Quando la certezza delle regole non è garantita, l’integrità del sistema è a rischio e la credibilità del movimento viene compromessa. In questo torneo diversi altri giocatori, nella stessa situazione, hanno regolarmente scontato la squalifica. Una simile decisione crea un precedente nell’attuale torneo, nel quale situazioni analoghe richiederanno ora un trattamento identico, con conseguenze dannose per la competizione. Esprimiamo tutto il nostro sconcerto”.

Durante Turchia-Paraguay, nei minuti di recupero del primo tempo, il paraguaiano Almirón aveva ricevuto un cartellino rosso per essersi coperto la bocca con la mano, mentre parlava con un avversario. Mauricio Pochettino, il ct argentino degli Usa, ha difeso il diritto di Balogun a essere in campo. Sempre la federcalcio belga ha comunicato “di non avere ricevuto alcuna spiegazione dalla Fifa”.

Trump ha aggiunto considerazioni da tifoso: “Sono un amante dello sport e quello non era fallo, non era nemmeno un’infrazione. Erano due giocatori che correvano e si sono scontrati”. Il presidente degli Usa ha chiuso con un’allusione alla severità dell’arbitro, il brasiliano Raphael Claus, internazionale dal 2015, la cui tendenza a distribuire cartellini gialli e rossi è nota. Claus è stato prosciolto in un’indagine in Brasile sul calcioscommesse:

“Un arbitro un po’ sospetto, se si guarda al suo passato”, ha detto comunque Trump. Tra le repliche più immediate alle sue parole spicca quella della Commissione Ue, col commissario allo sport, il maltese Glenn Micallef: “Si tratta di un’ingerenza nell’autonomia dello sport, una strumentalizzazione. Anch’io, da appassionato, posso pensare che l’espulsione fosse sbagliata. Ciò detto, però, le decisioni sportive spettano agli organi sportivi, non alla politica”.

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Giovanni Malagò, neopresidente della Figc, ha difeso lo stesso principio: “Questa storia mi è sembrata un’assurdità. Ho guardato questo articolo 27, che non è replicabile, meno male, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l’Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione dall’evidente sapore politico”.

I precedenti in materia risalgono a nomi illustri, come il brasiliano Garrincha e il portoghese Cristiano Ronaldo. Il primo, nella fase finale del Mondiale 1962, venne espulso in semifinale contro il Cile per fallo di reazione, ma fu graziato con un semplice ammonimento. Cristiano Ronaldo, invece, venne espulso nel novembre scorso sempre per fallo di reazione (gomitata) durante la partita con l’Irlanda per le qualificazioni al Mondiale: squalifica ridotta da 3 a 1 giornata, con l’applicazione del “periodo di prova”.

Ora arriva il caso Balogun. L’accusa a Infantino era quella di avere plasmato un Mondiale a immagine e somiglianza di Trump, ad esempio con le pause per l’idratazione che consentono le interruzioni del gioco e due spazi supplementari per gli spot pubblicitari. Adesso la critica è ben più pesante e una vignetta sui social sta spopolando. Vi si vede Trump al telefono, che chiede un nuovo regolamento: “Vogliamo giocare in 15, che le nostre porte siano più piccole e che la Nazionale Usa possa usare le mani”.

Infantino è infine intervenuto sulla questione: “Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e questo deve sempre essere rispettato”.

La dichiarazione è sta pubblicata sui canali Fifa: “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo Fifa con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento opportuno dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre. Leggo le decisioni del Comitato di Disciplina della Fifa quando vengono emesse. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo con esse, e a volte no. Quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della Fifa in ogni momento”.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Sinner resiste ancora in vetta alla classifica Atp, Cobolli eguaglia il suo best ranking ed è 6°

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ROMA (ITALPRESS) – La sconfitta di Alexander Zverev in semifinale a Shanghai rimanda ancora il sorpasso, comunque matematicamente certo, su Jannik Sinner in vetta alla classifica Atp. L’altoatesino, che tornerà in campo solo nella prossima stagione, resiste ancora al primo posto ma se Zverev dovesse arrivare in semifinale a Vienna lo scavalcherà nel ranking del 2 novembre. L’Italia ha comunque molti motivi per sorridere. Flavio Cobolli eguaglia il best ranking, alla posizione numero 6. Migliora il suo best ranking anche Federico Cinà (numero 135, +12), che ha superato le qualificazioni ed è entrato in main draw all’Atp 250 di Bruxelles.

Significativi i progressi per gli altri due protagonisti della domenica da record nel circuito Challenger: Mattia Bellucci, campione a Jinan in finale sullo spagnolo Martin Landaluce, guadagna 18 posizioni e rientra in Top 70 (numero 68). Francesco Passaro, che ha vinto a Maia il secondo titolo Challenger consecutivo, risale di ben 83 posizioni e torna in Top 150 (n.146). Tornando alla Top 10, esce Novak Djokovic che scivola al dodicesimo posto, permettendo a De Minaur, Tiafoe e Fils di guadagnare una posizione. Davanti a Cobolli è distante appena 20 punti c’è Medvedev, risalito in quinta piazza alle spalle di Alcaraz e Shelton.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Jannik Sinner (Ita) 10.950 (–)
2. Alexander Zverev (Ger) 10.070 (–)
3. Carlos Alcaraz (Esp) 5.610 (–)
4. Ben Shelton (Usa) 4.720 (–)
5. Daniil Medvedev (Rus) 3.660 (+1)
6. Flavio Cobolli (Ita) 3.640 (+1)
7. Felix Auger-Aliassime (Can) 3.590 (-2)
8. Alex De Minaur (Aus) 3.430 (+1)
9. Frances Tiafoe (Usa) 3.380 (+1)
10. Arthur Fils (Fra) 3.325 (+1)

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Così gli altri italiani:

23. Luciano Darderi 2.160 (-2)
26. Lorenzo Musetti 1.870 (-1)
36. Matteo Arnaldi 1.386 (+2)
43. Matteo Berrettini 1.173 (+3)
68. Mattia Bellucci 812 (+18)
89. Lorenzo Sonego 658 (-2)
135. Federico Cinà 413 (+12)
144. Andrea Pellegrino 390 (+1)
146. Francesco Passaro 385 (+83)
164. Marco Cecchinato 353 (-1)
166. Andrea Guerrieri 351 (-1)

RYBAKINA REGINA WTA, PAOLINI E COCCIARETTO UNICHE AZZURRE IN TOP 100

Tutto invariato nella top ten mondiale femminile. In vetta, grazie al trionfo newyorkese, terzo trofeo Major per lei, c’è sempre Elena Rybakina. La kazaka precede Aryna Sabalenka, mentre sul terzo gradino del podio c’è sempre Mirra Andreeva, che precede le statunitensi Jessica Pegula, quarta, e Coco Gauff, quinta davanti all’ucraina Elina Svitolina, sesta. Stabile anche la ceca Karolina Muchova, settima, sempre ad un paso dal primato personale, davanti alla connazionale Linda Noskova, ottava. Alle spalle della campionessa di Wimbledon, ci sono la polacca Iga Swiatek, sempre nona ed eliminata in semifinale a Wuhan, mentre a chiudere l’élite mondiale si conferma l’ucraina Marta Kostyuk, che ribadisce il “best ranking”.

Poche e piccole variazioni in chiave tricolore. Questa settimana sono sempre due le azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 30enne di Bagni di Lucca, uscita a fine maggio dalla top ten (dove era rimasta ininterrottamente dal 7 giugno 2024, dopo la finale raggiunta al Roland Garros), perde altre due posizioni e scende al numero 35. Stabile al numero 65 Elisabetta Cocciaretto, che si è nuovamente operata al ginocchio sinistro e ha dato appuntamento al 2027. Fa un passo indietro Lucrezia Stefanini, ora al numero 107, mentre grazie agli ottavi nel Wta 125 di Rovereto ne fa uno avanti Lisa Pigato, ora numero 108, che ritocca il primato personale.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

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1. Elena Rybakina (Kaz) 9.196 (–)
2. Aryna Sabalenka (Blr) 7.550 (–)
3. Mirra Andreeva (Rus) 6.306 (–)
4. Jessica Pegula (Usa) 6.235 (–)
5. Coco Gauff (Usa) 5.974 (–)
6. Elina Svitolina (Ukr) 5.229 (–)
7. Karolina Muchova (Cze) 4.833 (–)
8. Linda Noskova (Cze) 4.678 (–)
9. Iga Swiatek (Pol) 4.389 (–)
10. Marta Kostuyk (Ukr) 3.920 (–)

Così le italiane:

35. Jasmine Paolini 1.453 (-2)
65. Elisabetta Cocciaretto 975 (–)
107. Lucrezia Stefanini 723 (-1)
108. Lisa Pigato 719 (+1)
135. Lucia Bronzetti 560 (–)
152. Tyra Caterina Grant 492 (-1)
188. Samira De Stefano 411 (-3)
227. Nuria Brancaccio 334 (+5)
244. Noemi Basiletti 310 (-3)
252. Jennifer Ruggeri 293 (–)

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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La Juventus crolla in casa, un’ottima Lazio vince 3-0 a Torino

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TORINO (ITALPRESS) – La Lazio torna a vincere a Torino contro la Juventus dopo quasi 10 anni. A oltre nove anni dal 2-1 del 14 ottobre 2017, i biancocelesti sbancano l’Allianz Stadium al termine di una partita decisa sulle poche occasioni create da entrambe le squadre, ma meritatamente vinta dagli ospiti. Finisce 3-0 per la squadra di Gattuso, trascinata dal duo danese Provstgaard-Isaksen. Nel primo tempo (37′) il centrale inzucca su cross di Zaccagni, mentre l’esterno mette il sigillo sul match al 66′ con un bel mancino a giro su invito di Nuno Tavares. Il 3-0 porta la firma di Dele-Bashiru, che punisce i bianconeri in contropiede al 90′. Una vittoria che permette ai biancocelesti di mantenere la vetta della classifica in compagnia dell’Inter e che mette nei guai la Signora di Spalletti, sonoramente fischiata dal proprio pubblico. La squadra bianconera resta ferma a 11 punti e occupa l’ottava posizione, a -4 dal quarto posto del Milan.
Avvio di partita di personalità della Lazio, che prova a imporre il proprio gioco e mette in apprensione la fascia sinistra della Juventus, con Alajbegovic e Celik non perfettamente coordinati. Tanto palleggio, ma nessuno spunto degli ospiti, mentre la squadra di Spalletti inizia a uscire dal guscio e a prendere in mano il gioco a centro frazione.
Molto attivo Kolo Muani, a cui viene annullato un gol per fuorigioco, che non riesce però a essere incisivo in fase di rifinitura, con qualche sbavatura di troppo a livello tecnico. Il match si sblocca su palla da fermo: corner corto della Lazio, Zaccagni raccoglie al limite dell’area e scodella in mezzo per Provstgaard, che salta tra Bremer e Lucumì battendo Vicario per l’1-0 al 37′. La Juventus non riesce a reagire e si va all’intervallo con i biancocelesti avanti di un gol.
Nel secondo tempo subito dentro Woltemade per un insufficiente Alajbegovic e la Lazio va in difficoltà nel contenere Kolo Muani sull’esterno. Al 55′ il francese scappa via a Floriani, mette in mezzo per Woltemade, che di piatto destro non centra la porta dal limite dell’area di rigore. Nel momento migliore della Juventus arriva il raddoppio della Lazio. Lancio a tutto campo di Tavares per Isaksen, il danese punta Celik, si accentra firma il 2-0 al 66′ con un sinistro a giro imprendibile per Vicario. La Juventus si mette in assetto ultra offensivo, ma non riesce a scalfire una Lazio concreta e ben messa in campo. Tanto possesso nella metà campo avversaria per i bianconeri, ma poca decisione e precisione nell’ultimo passaggio e al momento della conclusione a rete. Nel finale l’11 di Gattuso gestisce e si riprende con merito il primato in classifica, completando l’opera con il 3-0 in contropiede di Dele-Bashiru.
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Il Como vince a Firenze nel segno di Liberali e Nico Paz, altro ko per i viola

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FIRENZE (ITALPRESS) – Il Como rilancia le proprie quotazioni di alta classifica espugnando per il secondo anno consecutivo il Franchi di Firenze: 3-1 il finale. I lariani, pur privi di Kean e Diao, trovano una delle giornate migliori del proprio talento, Nico Paz, che fa gol e assist e spalanca le porte al successo della squadra di Fabregas. Di contro la Fiorentina cade nuovamente fra le mura amiche, dove non vince da oltre sei mesi. I gigliati si devono mangiare le mani per i tanti gol sbagliati, ma soprattutto continuano a palesare errori difensivi e limiti enormi. La classifica fa sempre più paura e all’orizzonte ci sono i campioni d’Italia dell’Inter.

Sono proprio i padroni di casa, schierati a sorpresa con Pedro Goncalves dal 1′, a fare la partita, ma gli ospiti non rinunciano a rispondere colpo su colpo. Il difetto dei viola è che pur collezionando in mezz’ora almeno tre palle gol nitide, di cui una clamorosa con Fagioli, non segnano. La chance del centrocampista gigliato ha veramente tutte le caratteristiche del gol sbagliato visto che solo davanti a Buthez, con porta sguarnita, si fa deviare in angolo la conclusione da un tocco fortuito della difesa del Como. E’ azzeccata la scelta di Vanoli di puntare sull’ex Sporting Lisbona che manda in porta oltre a Fagioli, anche Njie, ma pure lo svedese Under 21 fallisce malamente.

Prima del vantaggio lariano Pellegrino si unisce al festival delle reti sbagliate non sfruttando un assist di Jimenez. E’ Liberali ad aprire la partita con un sinistro chirurgico a giro al 32′. Il Como aveva fatto le prove generali dello 0-1 con Da Cunha e Douvikas, su cui De Gea si era prodotto in due ottimi interventi. Nulla può il portiere gigliato però sulla conclusione del numero 30 ospite, così come, quattro minuti più tardi, sul colpo di testa di Nico Paz su cross da sinistra di Valle. Male in entrambe le circostanze gli esterni difensivi viola. Pongracic riapre la partita al 41′ su azione susseguente a calcio d’angolo dopo un rinvio sbagliato di Ramon. Poco dopo un tiro cross di Mastantuono non viene chiuso in porta da Goncalves.

Prima dell’intervallo il possibile 2-2 di Pongracic viene annullato per fuorigioco. Il Como torna davanti di due reti prima dell’ora di gioco con Nico Paz che in verticale, dopo 30 metri palla al piede, serve al bacio Douvikas che fa 3-1 per i suoi. La Fiorentina accusa il colpo e Kaiki Bruno cicca clamorosamente il quarto gol per i suoi a metà ripresa.

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Le speranze di rimonta per i viola si spengono al 75′ quando Njie centra un palo a porta spalancata davanti a sé. Nel quarto d’ora finale il Como controlla e alla fine festeggia, per i gigliati un solo punto nelle ultime 3 partite, la svolta con Vanoli in panchina ancora non c’è.

IL TABELLINO

FIORENTINA (4-2-3-1): De Gea 6; Jimenez 5.5 (24’st Dodo 6), Dragusin 5, Pongracic 5.5, Viery 5 (19’st Valdepenas 5.5); Ndour 5 (34′ st Beto sv), Fagioli 5; Mastantuono 5.5 (24′ st Brescianini 5.5), Pedro Goncalves 5 (19’st Gnonto 5.5), Njie 5; Pellegrino 5 In panchina: Christensens, Lezzereni, Ademi, Joao Mario, Oulai, Pirro, Mazzeo. Allenatore: Vanoli 5

COMO (4-2-3-1): Butez 6; Smolcic 6, Kempf 6, Chalobah sv (13′ pt Ramon 6), Valle 6.5 (1’st’ Da Silva 6); Liberali 7 (38’st Kambwala sv), Da Cunha 6.5; (38’st S.Ricci sv) Caqueret 6.5, Nico Paz 7 (16’st Perrone 6), Milla 6.5; Douvikas 6.5 In panchina: Vigorito, Sanchez, Ramon, Dossena, Lahdo, Rodriguez, Goldaniga, Baturina, Addai. Allenatore: Fabregas 6.5

ARBITRO: Di Bello di Brindisi 5.5
RETI: 32′ pt Liberali, 36′ Nico Paz, 41’pt Pongracic, 11′ st Douvikas
NOTE: Pomeriggio umido, terreno in ottime condizioni.
Spettatori: 21.873. Incasso: 630.906,46.
Ammoniti: Valle, Nico Paz, Ramon, Ndour, Mastantuono.
Angoli: 8-4.
Recupero: 3′ pt, 4’st.

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