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Economia

Pier Silvio Berlusconi saldo in vetta alla Top Manager Reputation davanti a Descalzi, Orcel sale in terza posizione

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MILANO (ITALPRESS) – A settembre, mese di ripartenza, Pier Silvio Berlusconi (86,13) si conferma in vetta alla Top Manager Reputation, stilata da Reputation Manager. Il passo avanti nel progetto per un polo tv paneuropeo con ProSieben e gli ottimi ascolti tv ne consolidano la leadership. Alle sue spalle si conferma al secondo posto l’ad di Eni, Claudio Descalzi (84,00), che incontra il Presidente dell’Angola e una delegazione Usa di alto livello per fare il punto sugli investimenti e a Gastech rivendica la scelta di scorporare asset e attrarre partner globali. Sale di uno al terzo Andrea Orcel (83,23), con UniCredit che si spinge al 26% in Commerzbank e si consolida in Alpha Bank. Dal 2020, la vetta della classifica è stata occupata prevalentemente da manager dei settori finanza, energia e moda: la conferma di Berlusconi al primo posto rappresenta dunque un risultato di rilievo per il mondo dei media. Un primato che si inserisce in un percorso ormai consolidato: da due anni consecutivi guida il comparto media e da 26 mesi figura stabilmente nella top ten generale. Un riconoscimento che riflette la continuità della sua leadership e il posizionamento di MFE-MediaForEurope, impegnata in un ambizioso progetto industriale di crescita internazionale e di rafforzamento nel mercato italiano ed europeo. Quarto Renato Mazzoncini (81,98) che a Cernobbio presenta lo studio di A2A-Teha sui datacenter delineando un futuro energetico fatto di nuove possibilità di recupero sostenibile.

L’ad di Intesa Carlo Messina (81,81) scivola al quinto posto, seguito da Luca de Meo (81,79), ora al timone di Kering: la governance rinnovata e il piano di riduzione del debito lo fanno salire di uno. Settimo Alessandro Benetton (78,78), che sale di due con il docufilm ‘Benetton Formula’. Stabile Urbano Cairo (78,38), che celebra vent’anni al Torino. Più uno al nono per l’ad di Ferrovie Stefano Donnarumma (76,30), con investimenti a quota 15 miliardi. Decimo Matteo Del Fante (76,12) di Poste Italiane. Stabili l’ad di Illycaffè Cristina Scocchia (72,74) e Giuseppina Di Foggia di Terna (70,35). Più uno per Luca Dal Fabbro di Iren (69,14), che a Cernobbio invoca ‘un piano Marshall dell’acqua’ per rendere più competitiva l’industria, e per l’ad di Enel Flavio Cattaneo (68,92), che all’ONU parla della sua vision di transizione energetica. L’ad di Fincantieri Pierroberto Folgiero è quindicesimo con 68,81, davanti a Giuseppe Castagna di Banco BPM (68,69). Seguono Gian Maria Mossa di Banca Generali (+1 con 67,69) – forte di una raccolta netta ad agosto pari a 471 milioni -, l’ad di Tim Pietro Labriola (67,45) e Francesco Milleri (66,88, +1), con Essilux che corre sugli smart glasses. Entra in Top 20 Luigi Lovaglio (64,13), che sale di quattro con Mps sotto i riflettori per l’Opas su Mediobanca. In crescita: Pietro Salini (21°,+7), Fabrizio Palermo (27°,+6), Claudio Andrea Gemme (42°,+8), Stefano Azzi (72°,+10), Elena Goitini (83°,+10), Andrea Duilio (85°,+23) e Giorgio Busnelli (103°,+22).

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

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Panetta “Crescita mondiale superiore alle attese, ma i rischi restano”

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VENEZIA (ITALPRESS) – “Nel 2025 la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti tensioni geopolitiche e commerciali: il PIL mondiale è aumentato del 3,3 per cento, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento a Venezia al 32° Congresso Assiom Forex. A sostenere l’attività produttiva, ha spiegato il governatore, “ha contribuito innanzitutto il dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale – in particolare la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto”. Di questa spinta stanno beneficiando “con particolare intensità gli Stati Uniti”, che registrano “una crescita media del PIL del 3,2 per cento”.

“L’attività globale ha inoltre tratto impulso, non senza sorpresa, dal rapido e persistente aumento del commercio internazionale ha spiegato Panetta -. In Cina, la capacità delle imprese esportatrici di riorientare l’eccesso di produzione manifatturiera verso altri mercati, in risposta alle barriere commerciali statunitensi, ha consentito di conseguire l’obiettivo governativo di crescita del 5 per cento”. Per il 2026, l’FMI prevede una crescita mondiale stabile al 3,3 per cento, “con rischi al ribasso legati a una possibile correzione dei mercati finanziari e a un ulteriore deterioramento del clima geopolitico”. Sull’area dell’euro, Panetta ha sottolineato che anche l’economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un’inflazione tornata sotto controllo”. La dinamica del PIL, intorno all’1,5 per cento, “è stata sostenuta dal recupero dei redditi reali e dal graduale allentamento delle condizioni monetarie”, ma i consumi restano “ancora frenati dall’incertezza globale”.

Il commercio internazionale ha resistito ai dazi meglio di quanto atteso.Nonostante l’introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese”, ha affermato Panetta. A spiegare questo risultato ha contribuito “l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate”. Oltre la metà dell’espansione, ha precisato, “è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale”. L’elemento più significativo, secondo il governatore, è “la profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali”. Le importazioni statunitensi dalla Cina si sono contratte di oltre il 25 per cento, mentre sono aumentati gli acquisti da Messico, Vietnam e Taiwan.

“La triangolazione degli scambi attraverso paesi con regimi doganali più favorevoli suggerisce che il disaccoppiamento effettivo tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere inferiore a quanto suggerito dal calo dei flussi bilaterali”. Quanto all’incidenza dei dazi, Panetta ha evidenziato che “l’onere sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense”, con un impatto sull’inflazione di “più di mezzo punto percentuale”. Gli esportatori stranieri ne avrebbero “sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento”.

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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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