LA VOCE PAVESE – SICUREZZA A PAVIA, UN PROBLEMA PER TUTTI
L’Indice della Criminalità 2025 del Sole 24 Ore, basato sui dati del Viminale, colloca la provincia di Pavia tra le aree meno sicure d’Italia. La nostra provincia si posiziona infatti al 21° posto su 107, con 22.007 denunce complessive, equivalenti a 4.059,7 reati ogni 100mila abitanti. All’interno della Lombardia, solo Milano registra valori più elevati, sottolineando come il territorio pavese presenti criticità più marcate rispetto a molte altre realtà regionali.
A livello nazionale, il 2024 ha segnato un nuovo incremento dei reati denunciati, confermando un trend di crescita iniziato dopo la pandemia. I delitti sono stati circa 2,38 milioni, con un aumento dell’1,7% sul 2023. I furti rappresentano la fetta più consistente delle denunce, quasi il 44%, mentre crescono anche rapine, reati legati alla droga, lesioni e violenze sessuali. Una lieve inversione di tendenza si nota nei primi mesi del 2025, con un calo provvisorio del 4,9%.
Per quanto riguarda Pavia, il quadro locale evidenzia che i danneggiamenti restano la categoria più numerosa, con 3.596 denunce. Subito dopo compaiono i furti, che collocano la provincia al 18° posto nazionale, e le lesioni dolose, per le quali Pavia è 32ª. Le rapine registrate sono 180 nell’anno di riferimento, mentre le estorsioni rimangono su livelli contenuti con 72 casi. I reati legati agli stupefacenti ammontano a 205 episodi. Anche i fenomeni collegati alla prostituzione risultano limitati.
Nel confronto regionale, Milano guida la classifica con 225.786 denunce, seguita a grande distanza da Pavia con 22.007. Seguono poi Varese, Monza Brianza, Bergamo, Brescia ed altre province lombarde, mentre Sondrio chiude la graduatoria come una delle realtà più sicure dell’intero Paese.
Un capitolo a parte riguarda i reati commessi dai minori. Per la nostra provincia, la quota di denunce che coinvolge under 18 è pari al 5,5%, in linea con la media nazionale. A livello italiano, però, il fenomeno è in crescita: tra il 2020 e il 2024 i minori denunciati, fermati o arrestati sono aumentati del 30%, soprattutto per reati di strada come rapine e aggressioni.
Il quadro complessivo conferma che, pur non essendo tra le province più violente, Pavia presenta un livello di sicurezza che resta delicato, con indicatori che richiedono attenzione e monitoraggio costante.
L’incontro con Don Franco Tassone, parroco del SS.mo Salvatore e della Chiesa del Sacro Cuore a Pavia. Sacerdote da sempre a fianco degli ultimi, è responsabile della Caritas Pavese e per anni ha guidato la Casa del Giovane, allievo del venerabile Don Enzo Boschetti.
La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.
VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.
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