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Ponte sullo Stretto, Salvini “UE irritata con l’Italia perché non è stato ancora realizzato”

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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Queste giornate di studio, di ragionamento, proprio in un sabato in cui sull’altra sponda dello stretto ci saranno quelli del no, i no ponte e che poi a seconda delle settimane sono no TAV, no MOSE, no EXPO, no Olimpiadi, no Autostrada del Sole. Insomma, i signori no. Lo dico col massimo rispetto, siamo in democrazia. L’importante è che si dica sì o no in base a quello che la scienza, i numeri, la legge, l’utilità, l’interesse pubblico prevede. Noi stiamo facendo quello che abbiamo fatto per tre anni, stiamo lavorando”. Così Matteo Salvini , Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e Mobilità, in video-collegamento, durante il convegno “Connessioni mediterranee”, in corso di svolgimento al Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria.

“Stiamo studiando, stiamo ragionando, stiamo scrivendo – ha aggiunto Salvini -. Ho fatto sia ieri che l’altro ieri due riunioni prolungate con i tecnici del Ministero, con i giuristi. Ho incontrato il dottor Salini che lo realizzerà con una cordata di aziende, Eurolink che ha vinto una gara, non è stata estratta al lotto, ci sono… partner giapponesi, spagnoli, danesi, c’è il project management americano, quindi ci sono le migliori teste, le migliori aziende, le migliori energie che costruiscono ponti in tutto il mondo”.

Quindi “stiamo lavorando per rispondere alle obiezioni della Corte dei Conti – ha sottolineato Salvini -. Ovviamente non vogliamo pensare che ci sia un pregiudizio ideologico perché la Corte dei Conti valuta la legittimità degli atti. In questi anni noi abbiamo collaborato giorno e notte con la Commissione europea, con le istituzioni europee e questo faremo nelle prossime settimane, continuare il confronto con le istituzioni europee per rispondere alle obiezioni e per poi rispondere sistemando gli atti che andranno sistemati. Sono convinto che riusciremo ad aprire questi benedetti cantieri. Ricordo a quelli che dicono costa troppo, prima del ponte facciamo le strade, le scuole gli ospedali, le fognature, che i siciliani e in parte i calabresi non hanno dopo 50 anni di chiacchiere né il ponte, né in buona parte anche di tutto il resto che il ponte si porterà dietro. Abbiamo 230 miliardi di euro di opere pubbliche finanziate e cantierate in Italia, 22 miliardi in Calabria, 22 miliardi in Sicilia. Il ponte come manufatto è meno della metà dell’investimento totale dei 13 miliardi e mezzo, quindi stiamo parlando di 5-6 miliardi a fronte di più di 200 miliardi di opere pubbliche aperte in Italia. E restando alla Calabria e alla Sicilia da sole fanno 45 miliardi”.

“Se bisogna rifare la gara? La gara c’è stata. Ovviamente i costi del 2025, ma i costi dei materiali, i costi dell’acciaio, i costi del cemento, i costi dell’energia, non sono i costi di dieci anni fa. Ma questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo. “Forse qualcuno non si è accorto che c’è stato il Covid, ci sono delle guerre ancora in corso, quindi non è cambiato strutturalmente il progetto, anzi il progetto migliora e migliorerà ulteriormente, sono cambiati i costi dei materiali, dell’energia, delle materie prime – ha aggiunto Salvini -. Quindi, rifare un’altra gara vuol dire no al ponte, vuol dire che fra dieci anni si riorganizza il convegno e io mi ricollego da un’area di servizio di un’autostrada fra Roma e Firenze per dire come la penso”. E ancora: Che il ponte sia opera strategica è stato riconosciuto da tutti e la stessa Europa da decenni inserisce il ponte sullo stretto, dagli anni 80 nei corridoi strategici che l’Europa ci chiede. L’Europa è irritata con l’Italia perché dopo 40 anni non abbiamo ancora fatto il ponte sullo stretto, che è la chiusura del corridoio europeo Berlino-Palermo, quindi l’Europa aspetta questo benedetto ponte”. 

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Per quanto riguarda i passaggi tecnici “lunedì ci sarà una riunione tecnica con tutti i ministeri a Palazzo Chigi. Io sto incontrando anche docenti universitari e giuristi di primo livello che per passione, gratuitamente, stanno dando il loro contributo. La settimana prossima sarò a Bruxelles, ad esempio, il 4 dicembre ci sarà il Consiglio Europeo Trasporti, incontrerò il Commissario Europeo di Trasporti Apostolos Tzitzikostas, che è assolutamente un amico dello sviluppo delle infrastrutture e del ponte. Se Salvini sta antipatico a qualcuno, a qualche pseudo ambientalista, a Landini, a qualche giudice della Corte dei Conti, non ci vadano in mezzo siciliani, calabresi e italiani”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Riunione dei volenterosi, Meloni “Fermo sostegno all’Ucraina, favorire pace giusta e duratura”. Dall’Ue altri 6,1 miliardi a Kiev per la difesa aerea

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ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione dei Leader della Coalizione dei volenterosi, svoltasi in concomitanza con il 35esimo anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina. Lo fa sapere Palazzo Chigi. Nel suo intervento, il Presidente Meloni ha rinnovato al Presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano per la ricorrenza nazionale, ribadendo “il fermo sostegno dell’Italia alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina”. Ha inoltre espresso “profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili”. Il Presidente Meloni ha confermato “l’impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l’invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica”. Durante il Vertice, i leader hanno concordato sulla “necessità di rafforzare l’efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione”, al fine di “indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca”. In conclusione, il Presidente Meloni ha riaffermato “la determinazione dell’Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura”.

DALL’UE ALTRI 6,1 MILIARDI PER LA DIFESA AEREA

La Commissione europea ha approvato un nuovo finanziamento di 6,1 miliardi per l’acquisto di materiale bellico a favore dell’Ucraina. Questo finanziamento coprirà sistemi di difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar, riaffermando l’impegno dell’Europa a sostenere la difesa e la resilienza dell’Ucraina di fronte “alla continua aggressione russa”, si legge in una nota.

L’approvazione odierna si aggiunge ai 16 miliardi già previsti nei piani di approvvigionamento, di cui 8,35 miliardi sono già stati erogati, garantendo all’Ucraina la ricezione di forniture essenziali nei tempi e nelle quantità necessarie. La maggior parte degli appalti si rifornirà da aziende della difesa dell’UE. Dato l’intensificarsi dell’uso di missili balistici e droni a reazione da parte della Russia, la Commissione sottolinea “la necessità di un aumento significativo delle forniture dall’UE attraverso la riduzione delle scorte, la riorganizzazione degli ordini e l’incremento della produzione”.

Per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, “nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, l’Europa dimostra che il suo sostegno è incrollabile e concreto. Oggi abbiamo approvato uno stanziamento di 6,1 miliardi per i sistemi di difesa aerea e missilistica, i missili, le munizioni e i radar di cui l’Ucraina ha urgente bisogno. Mentre la Russia intensifica i suoi attacchi, stiamo intensificando il nostro impegno per aiutare l’Ucraina a proteggere il suo popolo e a difendere i suoi cieli. L’Europa è al fianco dell’Ucraina e le forniremo ciò di cui ha bisogno, quando ne avrà bisogno”.

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“Sono appena arrivato a Kiev per il 35mo anniversario del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina. Sono orgoglioso di essere qui in un giorno così significativo, a sottolineare l’incrollabile sostegno dell’UE. L’Ucraina è una nazione libera e coraggiosa. La sua lotta è anche la nostra lotta”. Così sui social, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.

BURNHAM RIBADISCE L’AIUTO DEL REGNO UNITO

 Il premier britannico, Andy Burnham, ha ribadito il sostegno del Regno Unito all’Ucraina. “Sono determinato, insieme con i (Paesi) Volenterosi, a darvi l’aiuto che vi serve”, ha dichiarato Burnham nel suo intervento alla cerimonia che si tiene oggi a Kiev nella giornata dell’indipendenza ucraina. Un aiuto, ha specificato il premier britannico, “per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili prima che vengano lanciati”. Il premier britannico ha poi fatto un paragone tra il Regno Unito, che nel XX secolo ha tenuto “viva la fiamma della democrazia” e l’Ucraina, che svolge oggi a suo avviso lo stesso compito.

CREMLINO “PIANO DI AIUTI BRITANNICO ALIMENTA CONFLITTO”

Il Cremlino valuta in modo “estremamente negativo” i piani di Londra per aiutare l’Ucraina dal punto di vista militare. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, interpellato dall’emittente britannica Sky News. “(Li consideriamo) estremamente negativi”, ha dichiarato il portavoce interrogato sui “piani” britannici. “La Gran Bretagna sta partecipando a questa guerra a fianco del regime di Kiev. La Gran Bretagna sta metodicamente e costantemente alimentando il conflitto e sta tramando metodicamente e costantemente per impedire un processo di soluzione pacifica”, ha proseguito Peskov. Le forze armate russe stanno individuando i siti di produzione dei missili Scalp e di altre attrezzature militari incluse nell’accordo e stanno “prendendo provvedimenti” per distruggere gli impianti, ha affermato Peskov secondo quanto riporta Sky News.

-Foto IPA Agency-
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Riunione dei volenterosi, Meloni “Fermo sostegno all’Ucraina, favorire pace giusta e duratura”. Dall’Ue altri 6,1 miliardi a Kiev per la difesa aerea

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ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione dei Leader della Coalizione dei volenterosi, svoltasi in concomitanza con il 35esimo anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina. Lo fa sapere Palazzo Chigi. Nel suo intervento, il Presidente Meloni ha rinnovato al Presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano per la ricorrenza nazionale, ribadendo “il fermo sostegno dell’Italia alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina”. Ha inoltre espresso “profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili”. Il Presidente Meloni ha confermato “l’impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l’invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica”. Durante il Vertice, i leader hanno concordato sulla “necessità di rafforzare l’efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione”, al fine di “indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca”. In conclusione, il Presidente Meloni ha riaffermato “la determinazione dell’Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura”.

DALL’UE ALTRI 6,1 MILIARDI PER LA DIFESA AEREA

La Commissione europea ha approvato un nuovo finanziamento di 6,1 miliardi per l’acquisto di materiale bellico a favore dell’Ucraina. Questo finanziamento coprirà sistemi di difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar, riaffermando l’impegno dell’Europa a sostenere la difesa e la resilienza dell’Ucraina di fronte “alla continua aggressione russa”, si legge in una nota.

L’approvazione odierna si aggiunge ai 16 miliardi già previsti nei piani di approvvigionamento, di cui 8,35 miliardi sono già stati erogati, garantendo all’Ucraina la ricezione di forniture essenziali nei tempi e nelle quantità necessarie. La maggior parte degli appalti si rifornirà da aziende della difesa dell’UE. Dato l’intensificarsi dell’uso di missili balistici e droni a reazione da parte della Russia, la Commissione sottolinea “la necessità di un aumento significativo delle forniture dall’UE attraverso la riduzione delle scorte, la riorganizzazione degli ordini e l’incremento della produzione”.

Per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, “nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, l’Europa dimostra che il suo sostegno è incrollabile e concreto. Oggi abbiamo approvato uno stanziamento di 6,1 miliardi per i sistemi di difesa aerea e missilistica, i missili, le munizioni e i radar di cui l’Ucraina ha urgente bisogno. Mentre la Russia intensifica i suoi attacchi, stiamo intensificando il nostro impegno per aiutare l’Ucraina a proteggere il suo popolo e a difendere i suoi cieli. L’Europa è al fianco dell’Ucraina e le forniremo ciò di cui ha bisogno, quando ne avrà bisogno”.

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“Sono appena arrivato a Kiev per il 35mo anniversario del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina. Sono orgoglioso di essere qui in un giorno così significativo, a sottolineare l’incrollabile sostegno dell’UE. L’Ucraina è una nazione libera e coraggiosa. La sua lotta è anche la nostra lotta”. Così sui social, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.

BURNHAM RIBADISCE L’AIUTO DEL REGNO UNITO

 Il premier britannico, Andy Burnham, ha ribadito il sostegno del Regno Unito all’Ucraina. “Sono determinato, insieme con i (Paesi) Volenterosi, a darvi l’aiuto che vi serve”, ha dichiarato Burnham nel suo intervento alla cerimonia che si tiene oggi a Kiev nella giornata dell’indipendenza ucraina. Un aiuto, ha specificato il premier britannico, “per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili prima che vengano lanciati”. Il premier britannico ha poi fatto un paragone tra il Regno Unito, che nel XX secolo ha tenuto “viva la fiamma della democrazia” e l’Ucraina, che svolge oggi a suo avviso lo stesso compito.

CREMLINO “PIANO DI AIUTI BRITANNICO ALIMENTA CONFLITTO”

Il Cremlino valuta in modo “estremamente negativo” i piani di Londra per aiutare l’Ucraina dal punto di vista militare. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, interpellato dall’emittente britannica Sky News. “(Li consideriamo) estremamente negativi”, ha dichiarato il portavoce interrogato sui “piani” britannici. “La Gran Bretagna sta partecipando a questa guerra a fianco del regime di Kiev. La Gran Bretagna sta metodicamente e costantemente alimentando il conflitto e sta tramando metodicamente e costantemente per impedire un processo di soluzione pacifica”, ha proseguito Peskov. Le forze armate russe stanno individuando i siti di produzione dei missili Scalp e di altre attrezzature militari incluse nell’accordo e stanno “prendendo provvedimenti” per distruggere gli impianti, ha affermato Peskov secondo quanto riporta Sky News.

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Politica

10 anni fa il sisma nel Centro Italia, oggi la messa ad Amatrice. Mattarella “Ultimare il risanamento nel più breve tempo possibile”

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ROMA (ITALPRESS) – “La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto – delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo – costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro territorio”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“I volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato inizio a un processo di ricostruzione. Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza”, aggiunge.

“Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia. In questo giorno di memoria, mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati improvvisamente in condizioni di grande difficoltà”, conclude il capo dello Stato.

MELONI “MOLTO E’ STATO FATTO, MOLTO RESTA DA FARE”

“Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione”. Così, sui social, la premier Giorgia Meloni.

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“In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata”, aggiunge.

 “In questo cammino – osserva Meloni – sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale”, conclude la premier.

ZUPPI “RINASCITA NON SOLO CON CANTIERI, SERVE RICOSTRUIRE COMUNITÀ”

“Questa celebrazione ci aiuta a tessere di nuovo la comunità e l’unità tra di noi, perché ricostruire non è solo una questione di edifici ma soprattutto di relazioni, comunità, fiducia, solidarietà. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone, dalle relazioni e dalla speranza condivisa”. Così il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, durante l’omelia della messa celebrata questa mattina a Pescara del Tronto. “Sappiamo che non sono senza conseguenze il tempo perduto e le risposte non date. Quanti anziani speravano di vedere di nuovo quello che il terremoto aveva distrutto e hanno sperimentato l’amarezza di chiudere gli occhi lontano dalle proprie case? Quanti non hanno la forza per aspettare e sono andati altrove? Ecco perché rinascere. L’amore accende nei cuori quella luce alla fine del tunnel che sembra non arrivare mai”, conclude Zuppi.

CASTELLI “RICOSTRUZIONE È LEVA PER IMMAGINARE FUTURO”

“Dobbiamo utilizzare la ricostruzione come leva per disegnare un nuovo futuro”. Così il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Guido Castelli, a “Non Stop News” su RTL 102.5. “Anche prima del 2016, i luoghi dell’Appennino centrale erano piuttosto malconci dal punto di vista demografico, sociale ed economico. Sappiamo che lo spopolamento è stato aggravato dal terremoto, però, da questo punto di vista, noi abbiamo messo in campo una strategia. L’abbiamo chiamata NextAppennino, proprio per far sì che la ricostruzione fosse uno strumento per poter rilanciare e riordinare le mappe in alcune zone”, spiega. “NextAppennino è uno strumento che abbiamo messo in campo, circa 2 miliardi di euro, proprio perché, a ragione, noi dobbiamo curare la seconda gamba della ricostruzione. Per farlo abbiamo pensato di migliorare innanzitutto la viabilità, perché per vivere in un luogo del Centro Italia è necessario che sia meno impossibile e difficile raggiungerlo. Poi abbiamo attivato tanti investimenti sul piano del digitale: connessioni con infrastrutture, ma anche data center. Cioè, l’idea è che nell’entroterra appenninico ciò che la geografia penalizza debba essere reso possibile da un ecosistema digitale che può essere un motivo di grande riscatto e anche di occasione di lavoro”, ricorda.

“Poi investimenti con le università, perché una delle ragioni per le quali i ragazzi vanno via dal Centro Italia e dal Sud è proprio la scelta universitaria. Quindi quattro centri di ricerca e, soprattutto, tanti stimoli alle imprese per cercare di agganciare le matrici dell’innovazione anche lì, nel Centro Italia, dove c’è una buona, anzi ottima, tradizione manifatturiera”, continua Castelli. “Tutto il modello marchigiano si sviluppa proprio lungo l’asse, la dorsale, tra Fabriano, Macerata e Ascoli Piceno. Questo per dire che dobbiamo anche riattivare competenze che fanno parte della nostra cultura, ma che la crisi demografica, che picchia forte non solo nel Centro Italia, ma in tutta Italia, rischia di mettere a rischio”, conclude.

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