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Politica

Leone XIV “Si arrivi alla piena comunione tra i cristiani”

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ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – “La mia visita è naturalmente l’opportunità per celebrare il Credo Niceno. È da questa fede apostolica comune che dobbiamo attingere per recuperare l’unità che esisteva nei primi secoli tra la Chiesa di Roma e le antiche Chiese Orientali. Dobbiamo anche trarre ispirazione dall’esperienza della Chiesa nascente per ripristinare la piena comunione, una comunione che non implica assorbimento o dominio, ma piuttosto uno scambio dei doni che le nostre Chiese hanno ricevuto dallo Spirito Santo per la gloria di Dio Padre e l’edificazione del corpo di Cristo. Auspico che la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali possa riprendere prontamente il suo fecondo lavoro, alla ricerca di un modello di piena comunione ‘insieme, naturalmente’, come auspicava Papa Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Ut unum sint”. Così Papa Leone XIV durante la visita di preghiera alla cattedrale armena apostolica di Istanbul, rivolgendosi al patriarca armeno Sahak II.

“Nel ringraziare vostra beatitudine per la cordiale accoglienza, le assicuro la mia piena dedizione alla santa causa dell’unità dei cristiani. Che possiamo accogliere questo dono dall’alto con cuore aperto, per essere testimoni sempre più convincenti della verità del Vangelo e poter meglio servire la missione dell’unica Chiesa di Cristo”, ha aggiunto il Santo Padre.

“MOLTI MALINTESI E CONFLITTI TRA CRISTIANI, UNITÀ VADA AVANTI”

“Ci sono stati molti malintesi e persino conflitti tra cristiani di Chiese diverse in passato, e ci sono ancora ostacoli che ci impediscono di essere in piena comunione, ma non dobbiamo tornare indietro nell’impegno per l’unità e non possiamo smettere di considerarci fratelli e sorelle in Cristo e di amarci come tali”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel discorso al termine della divina liturgia nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio a Istanbul insieme al patriarca Bartolomeo I. “Molti sono stati i passi compiuti anche a livello ecclesiologico e canonico e, oggi, siamo interpellati a impegnarci maggiormente verso il ripristino della piena comunione”, ha aggiunto. I Santo Padre ha quindi espresso “la gratitudine dell’intera Chiesa cattolica e il profondo ringraziamento personale per il continuo sostegno di Sua Santità e del Patriarcato ecumenico al lavoro della Commissione mista internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa”. 

“Vi chiedo di continuare a compiere ogni sforzo affinché tutte le Chiese ortodosse autocefale tornino a partecipare attivamente a tale impegno. Da parte mia, desidero confermare che, in continuità con quanto insegnato dal Concilio Vaticano II e dai miei predecessori, perseguire la piena comunione tra tutti coloro che sono battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nel rispetto delle legittime differenze, è una delle priorità della Chiesa cattolica e in modo particolare del mio ministero di Vescovo di Roma, il cui ruolo specifico a livello di Chiesa universale consiste nell’essere al servizio di tutti per costruire e preservare la comunione e l’unità”, ha sottolineato. Per il Papa “in questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace”.

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“Un’altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato. Una terza sfida che vorrei menzionare è l’uso delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all’umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un’accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati. Nel rispondere a queste sfide, sono fiducioso che tutti i cristiani, i membri di altre tradizioni religiose e molte donne e uomini di buona volontà possano cooperare in armonia e lavorare al bene comune”, ha concluso.

-Foto: Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Politica

Torna a Roma il Festival della Diplomazia, riflettori sulle emergenze globali / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Guerre, carestie e insicurezza alimentare, 130 eventi, 38 location: il Festival della Diplomazia accende i riflettori sulle emergenze globali. La XVII edizione, “What’s next? Running on the Edge”, in programma dal 22-30 ottobre, mette insieme mondi istituzionali, scientifici, accademici, culturali per mantenere spazi aperti di confronto.

“Sarà l’edizione più bella e ricca di sempre, circa 120 eventi in 38 location della città di Roma, 8 università che partecipano ai nostri lavori, abbiamo tantissime residenze e ambasciate che aprono al pubblico e soprattutto avremo dei dibattiti che hanno una forte connotazione su quello che è il futuro” ha detto Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia “che cosa succederà, cosa ci aspetta, e noi speriamo che dai dibattiti possano arrivare degli scenari che poi la politica potrà interpretare per decidere come muoversi”.

Il Festival si conferma, anche quest’anno, come una piattaforma autorevole attraverso la quale discutere non soltanto del futuro della nostra nazione e dell’Europa, ma anche degli equilibri internazionali. “Questo Festival, nel tempo, è diventato una straordinaria piattaforma di ambasciate, di aziende, di università, di istituzioni, di giovani” ha spiegato l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente del Comitato Scientifico “il titolo di questa edizione è ‘cosa viene dopo’, e’ quello che ci chiediamo tutti, viviamo in un’epoca turbolenta, mancano i riferimenti, è normale chiedersi e riflettere e cosa c’è di meglio riflettere in un contesto che vede tra i partecipanti diplomatici, politici, giovani, mondo dell’accademia, delle aziende. La riflessione deve essere corale”.

Il Festival mira a costruire momenti di confronto per condividere idee e organizzare sessioni utili ad affrontare, tra gli altri, i seguenti assi strategici: Energia come strumento di stabilità geopolitica; Sicurezza delle infrastrutture nel nuovo contesto internazionale; America Latina, Africa e Mediterraneo come spazi di cooperazione; Difesa comune europea; Tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale applicate ai sistemi globali.

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“In un mondo sempre più polarizzato tra autocrazia e democrazie liberali, con le autocrazie che minacciano la solidità delle nostre democrazie è importante avere una Unione Europea sempre più forte, sempre meno ricattabile, quindi autonoma e indipendente” ha concluso Carlo Corazza, capo dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia.

Il console Pietro De Martin, capo Uap-Maeci ha ricordato che “Il Festival della Diplomazia è un luogo prezioso di confronto sulle grandi sfide globali e coinvolge attivamente l’ampia comunità diplomatica di Roma ed anche la grande platea di esperti e studenti dell’articolato mondo accademico e di ricerca della città. UAP è orgogliosa di essere al suo fianco, perché crede che il dialogo, da coltivare sempre con pazienza, inclusivita’ ed acume, sia la prima risorsa per costruire il futuro”.

– Foto xc3/Italpress –

(ITALPRESS).

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Il “Documento di Taormina” definisce le priorità del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura

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TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Dalla competitività alla sicurezza, dalla semplificazione burocratica alla sovranità energetica, fino alla difesa della coesione, dell’agricoltura e della pesca. Il “Documento di Taormina”, discusso in questi giorni, traccia la rotta del Gruppo del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura, indicando le priorità politiche da realizzare entro il 2029.

“Gli Study Days di Taormina – dichiara l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia nel PPE e promotore dell’iniziativa in Sicilia – hanno rappresentato un passaggio decisivo per fare spogliatoio, definire una visione comune e tradurla in obiettivi concreti. La partecipazione di Manfred Weber, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Antonio Tajani e dei leader popolari europei ha dato forza a un confronto che guarda direttamente alle sfide da vincere nei prossimi anni nell’interesse dei cittadini. Con il capo delegazione Fulvio Martusciello e i colleghi di Forza Italia a Bruxelles porteremo avanti questi impegni”.

Tra le priorità indicate dal Gruppo PPE il rilancio della competitività europea, la riduzione degli oneri amministrativi per imprese e agricoltori, l’abbassamento dei costi energetici, il rafforzamento della difesa e del controllo delle frontiere, gli investimenti nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale.

Centrale anche il prossimo Quadro finanziario pluriennale, con la tutela della coesione territoriale e un sostegno adeguato ad agricoltura, pesca e regioni insulari. “Per la Sicilia, ospitare questo appuntamento è un’opportunità di prestigio e di responsabilità. Ora dobbiamo saper cogliere la sfida: innovazione, capacità di attrarre investimenti e soprattutto una pubblica amministrazione più moderna, rapida ed efficiente. La nostra Isola può essere protagonista delle politiche europee se saprà trasformare questa centralità in progetti, sviluppo e opportunità per cittadini e imprese”, conclude Falcone.

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– Foto ufficio stampa Marco Falcone, europarlamentare di Forza Italia –

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Tajani “La scelta Usa sul diesel non aiuta a portare Putin al tavolo della pace”

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ROMA (ITALPRESS) – La scelta degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sul diesel russo “non agevola” gli sforzi in corso per portare Putin al tavolo della pace. E’ quanto osservato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo alle domande dei giornalisti in un punto stampa congiunto con il presidente della Repubblica Dominicana Luis Abinader.

“Credo che l’unità dell’Occidente sia fondamentale. L’Europa ieri ha deciso di infliggere nuove sanzioni a oltre 1.500 appartenenti alla rete della difesa russa. Non credo che la scelta americana agevoli in questa situazione, che punta a portare Putin al tavolo della pace”, ha dichiarato Tajani.

Il titolare della Farnesina ha poi detto di condividere le parole del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito “molto rischiosa” la scelta dell’amministrazione Trump. “Quindi condivido le parole del presidente del Consiglio, è una decisione che abbiamo preso in comune. Mi aveva consultato ieri su questa posizione e naturalmente ha trovato il mio pieno sostegno”, ha concluso Tajani.

(ITALPRESS).
-Foto screenshot da video ufficio stampa Farnesina-

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