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Coulibaly-Banda gol, Falcone para un rigore al 90′: il Lecce sorprende 2-1 il Torino

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LECCE (ITALPRESS) – Il Lecce torna al successo dopo quasi un mese (e per la prima volta in casa in questa stagione), il Torino parte malissimo e sprofonda. Gli uomini di Eusebio Di Francesco superano 2-1 i granata nel match del Via del Mare, valevole per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026, e si allontanano dalla zona retrocessione: decidono i gol di Lassana Coulibaly e Lameck Banda. I granata, dopo una prima parte horror, si svegliano e vanno anche in gol con Adams, ma vengono condannati dall‘errore dal dischetto al 90’ di Asllani: Falcone para comodamente il destro dell’ex Inter.

Reduce dalla cinquina subita con il Como, il Torino corre subito un grosso rischio con un retropassaggio sbagliato di Nkounkou, che regala agli avversari il primo calcio d’angolo della gara. Al 13′ arriva il primo squillo dei piemontesi con Adams che, vedendo Falcone fuori dai pali, prova a sorprenderlo dalla distanza ma non centra la porta. Due minuti più tardi lo scozzese tenta un colpo di testa da posizione ravvicinata, ma Falcone blocca senza problemi. Al 17′ anche il Lecce cerca di scaldare i guantoni di Israel con un tiro di Berisha, che viene disinnescato dal portiere. I tempi sono maturi per il gol del vantaggio, infatti, i salentini al 20′ vanno a segno con un colpo di testa di Lassana Coulibaly su corner battuto da Berisha. Quest’ultimo disegna una traiettoria perfetta anche due minuti più tardi, servendo un cioccolatino per Lameck Banda, che non può sbagliare sotto porta e torna a segnare in Serie A dopo due anni. Doppio colpo durissimo per il Toro. Baroni prova a scuotere i suoi con Duvan Zapata al posto di Gineitis. La scossa arriva e il Torino chiude il primo tempo in crescendo con due occasioni create dal colombiano e da Nkounkou, ma in entrambi i casi la retroguardia giallorossa riesce ad opporsi.

Nella ripresa i padroni di casa appaiono inizialmente più intraprendenti, soprattutto con Banda che resta tra i più attivi. A colpire, però, è il Torino che al 57′ accorcia le distanze grazie alla rete siglata da Che Adams: Vlasic recupera palla e serve lo scozzese che lascia partire un destro potente che, complice la deviazione di Tiago Gabriel, beffa Falcone. Il Lecce sembra amministrare mentre il Torino gira a vuoto. Ma al 90′, dopo un lungo check del Var, Mariani assegna un calcio di rigore ai piemontesi per fallo di Morente su Coco: sul dischetto si presenta Asllani, che però si fa ipnotizzare da uno strepitoso Falcone. I guantoni del portiere mettono il punto esclamativo sulla prima vittoria stagionale in casa dei giallorossi, per i granata è la seconda sconfitta di fila. Il Lecce sale a 13 punti, uno in meno del Torino.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

LECCE (4-2-3-1): Falcone 7; Danilo Veiga 6, Gaspar 6.5, Tiago Gabriel 6.5, Gallo 6; Ramadani 6, Coulibaly 7; Pierotti 5.5 (20’st Morente 5), Berisha 7 (37’st Drame sv), Banda 7 (20’st Sottil 5.5); Stulic 5 (47’st Ndaba sv). In panchina: Fruchtl, Samooja, Siebert, Sala, N’Dri, Perez, Helgason, Kouassi, Camarda, Gorter, Maleh. Allenatore: Di Francesco 6.5.

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TORINO (3-5-1-1): Israel 6; Tameze 5 (15’st Ngonge 5), Maripan 5.5, Coco 6; Pedersen 6 (25’st Masina 6), Casadei 6, Asllani 5, Gineitis 5.5 (37’st Zapata 5.5), Nkounkou 5.5 (25’st Lazaro 6); Vlasic 5 (25’st Aboukhlal 5.5); Adams 6.5. In panchina: Paleari, Popa, Ilkhan, Anjorin, Dembele. Allenatore: Baroni 5.5.

ARBITRO: Mariani di Aprilia 5.5.
RETI: 20’pt Coulibaly, 22’pt Banda; 12’st Adams.
NOTE: Giornata serena, terreno di gioco in buone condizioni. Al 45’st Falcone ha parato un calcio di rigore ad Asllani. Ammoniti: Casadei, Ramadani, Danilo Veiga, Coco, Ngonge. Angoli: 5-5. Recupero: 2′; 5′

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Raul Fernandez vince a Silverstone, Martin e Bezzecchi sul podio

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SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse) vince il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Lo spagnolo riscatta la caduta nella Sprint Race e domina dal primo all’ultimo giro, precedendo al traguardo il leader della classifica piloti Jorge Martin (Aprilia). Completa il podio uno stoico Marco Bezzecchi (Aprilia), terzo nonostante una condizione fisica tutt’altro che ottimale. Quarto Alex Marquez (Ducati Gresini) su Pedro Acosta (Ktm), bravo a difendersi all’ultimo giro dagli attacchi di Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46). Si chiude un weekend difficilissimo per le Ducati ufficiali: caduta per Francesco Bagnaia, mentre Marc Marquez è solamente settimo a quasi dieci secondi dalla vetta.

LE CLASSIFICHE AGGIORNATE

PILOTI
1. Jorge Martin (Esp) 240 punti
2. Marco Bezzecchi (Ita) 209
3. Ai Ogura (Jpn) 203
4. Marc Marquez (Esp) 200
5. Fabio Di Giannantonio (Ita) 199
6. Raul Fernandez (Esp) 184
7. Pedro Acosta (Esp) 163
8. Francesco Bagnaia (Ita) 143
9. Alex Marquez (Esp) 106
10. Luca Marini (Ita) 86

COSTRUTTORI
1. Aprilia 367 punti
2. Ducati 338
3. Ktm 205
4. Honda 119
5. Yamaha 73

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– foto IPA Agency –

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Italia verso gli Europei di atletica, Jacobs e Battocletti a Birmingham per difendere gli ori di Roma

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BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Una settimana per confermarsi ai vertici dell’atletica europea. L’Italia si presenta ai Campionati Europei di Birmingham, in programma da lunedì 10 a domenica 16 agosto, con una squadra da record e numerose possibilità di medaglia. Sono 130 gli azzurri convocati dal direttore tecnico Antonio La Torre, 69 uomini e 61 donne: il contingente più numeroso di sempre, superiore anche ai 116 qualificati dell’edizione di Roma 2024. La Nazionale riparte proprio dai protagonisti della rassegna casalinga. Marcell Jacobs nei 100 metri e Nadia Battocletti nei 5000 e 10.000, Yeman Crippa nella mezza maratona (ma correrà i 10.000), Antonella Palmisano nella 20km di marcia, Gianmarco Tamberi nel salto in alto, Leonardo Fabbri nel peso e Sara Fantini nel martello, tutti campioni europei in carica a Roma 2024, saranno tra le principali speranze di medaglia. Tamberi punta al quarto oro continentale dopo quelli conquistati ad Amsterdam, Monaco di Baviera e Roma. Jacobs e Crippa, entrambi vincitori nelle ultime due edizioni, proveranno invece a completare il tris. Battocletti affronterà ancora una volta la doppia sfida del mezzofondo, mentre Fabbri e Fantini partiranno con l’obiettivo di confermare la propria superiorità nelle rispettive pedane.

Attesa anche per Palmisano, chiamata a riportare l’Italia sul podio della marcia. Il livello del gruppo azzurro è impreziosito da altri atleti abituati ai grandi appuntamenti. Massimo Stano, campione olimpico a Tokyo, guiderà il settore della marcia; Mattia Furlani, campione del mondo del salto in lungo, e il due volte iridato indoor del triplo Andy Diaz saranno tra gli uomini più attesi dei concorsi. Nel triplo ci sarà anche Andrea Dallavalle, argento mondiale, mentre al femminile spiccano Zaynab Dosso, campionessa mondiale indoor dei 60 metri, e Larissa Iapichino, campionessa europea indoor del lungo. Torna agli Europei anche Chituru Ali, già medagliato individuale nei 100 metri a Roma. Sarà dunque un’Italia di altissimo livello nonostante due assenze pesanti: Filippo Tortu – prossimo portabandiera ai Giochi del Mediterraneo di Taranto – non correrà i 200 metri perché le “condizioni attuali non avrebbero consentito di gareggiare al meglio”, mentre nei 110 ostacoli mancherà Lorenzo Simonelli. Le prime opportunità arriveranno già nella giornata inaugurale di lunedì 10 agosto. Fabbri nel peso e Dosso nei 100 metri rappresentano le principali speranze azzurre per rompere subito il ghiaccio e aprire il medagliere. Riflettori anche sulla staffetta 4×400 mista, una specialità nella quale l’Italia può recitare un ruolo da protagonista.

Replicare o migliorare le 24 apparizioni sul podio (11 ori, 9 argenti e 4 bronzi) di Roma 2022 sarà difficile, ma gli azzurri si giocheranno le loro carte per chiudere al primo posto del medagliere della 27esima edizione degli Europei di atletica leggera, con un occhio ai Mondiali di Pechino 2027 e ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

– foto IPA Agency –

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