Cronaca
Ematologia, al San Raffaele di Milano integrazione tra ricerca e cura
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2 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – L’Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano rappresenta un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la diagnosi e la cura delle principali malattie ematologiche ed emato-oncologiche.
L’attività clinica si integra alla ricerca avanzata con programmi sperimentali che spaziano dal trapianto di cellule staminali ematopoietiche alle terapie geniche e cellulari di ultima generazione, come le CAR-T. L’Unità segue pazienti affetti da leucemie, linfomi, mielomi, neoplasie mieloproliferative, talassemie, anemie falciformi e malattie autoimmuni severe, offrendo trattamenti personalizzati secondo le più moderne linee guida internazionali e garantendo un percorso completo che va dalla diagnosi, alla terapia, fino al follow-up.
Grande attenzione è riservata alla medicina traslazionale, grazie alla collaborazione con i laboratori dell’Istituto e alla partecipazione a protocolli clinici multicentrici, nazionali e internazionali. L’Unità è altresì accreditata dai principali organismi scientifici nazionali e internazionali e collabora con reti italiane ed europee, distinguendosi come polo d’eccellenza anche nella formazione universitaria e post-laurea di medici e infermieri.
“L’ematologia riflette la struttura integrata del sistema San Raffaele: assistenza clinica, educazione e ricerca”, spiega all’Italpress il professor Fabio Ciceri, direttore del Comprehensive Cancer Center, primario dell’Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e ordinario di Ematologia all’Università Vita-Salute San Raffaele. “L’Unità, in particolare, riassume questa triade in una realtà clinica che dispone: di un reparto integrato di trapianti di midollo e di ematologia intensiva, di un’area ambulatoriale di day hospital, e di un’attività di formazione per gli studenti delle scuole di specializzazione. Inoltre, la ricerca è altamente integrata nell’intero sistema di assistenza”. Il modello assistenziale si fonda infatti su una presa in carico multidisciplinare e longitudinale dei pazienti. “Per di più, l’ematologia del San Raffaele è anche integrata con il sistema di medicina trasfusionale che, insieme all’area di patologia non oncologica del settore, ne rappresenta una parte molto importante. L’intera Unità è organizzata secondo un principio di multidisciplinarietà e di presa in carico longitudinale dei pazienti, in linea con la first mission di tutto l’Ospedale San Raffaele. Longitudinale significa che del paziente noi ci prendiamo cura a partire dalla prevenzione, fino allo screening, alla diagnosi precoce e poi alla definizione di un piano terapeutico con il coinvolgimento di tutte le discipline possibili, a partire dalla radioterapia e da tutte le specialità che si occupano delle complicanze legate ai trattamenti e alla malattia.
Nell’insieme siamo organizzati in Aree di Patologia, le cosiddette Disease Unit, ovvero delle aree dedicate a settori specifici, in particolare alle leucemie acute, alla mielodisplasia, al mieloma, ai linfomi, alle malattie mieloproliferative e alle malattie non oncologiche, come le emoglobinopatie e altre malattie più rare.” Centrale anche la dimensione della ricerca, da sempre tratto distintivo dell’Ospedale. “L’Unità di Ematologia ha cercato di interpretare la mission fondamentale dell’Istituto, che è quella di produrre ricerca ed innovazione per curare il paziente. Ricerca significa mettere a disposizione dei nostri laboratori, in particolare in settori di tipo immunologico e di biologia molecolare, delle ipotesi interpretative basate sul materiale ricavato dei pazienti. Spesso queste ipotesi generano riscontri scientifici che, a loro volta, si traducono in nuove terapie e prospettive terapeutiche per i malati dando vita ad un circolo virtuoso tra la ricerca e la clinica che consideriamo parte intrinseca e caratteristica della nostra realtà.” Inoltre, è importante segnalare che, sul piano organizzativo, l’Ematologia ha avuto un ruolo determinante nel percorso che ha portato il San Raffaele ad essere riconosciuto come Comprehensive Cancer Center. “L’Ematologia del San Raffaele è stata promotrice, direi proprio coordinatrice, di un processo di riorganizzazione dell’intera attività oncologica dell’Ospedale nella prospettiva della standardizzazione delle attività secondo i criteri dell’organizzazione europea dei Cancer Institute. Oggi possiamo dire che il San Raffaele è diventato un Comprehensive Cancer Center e l’Ematologia al suo interno ricopre un ruolo fondamentale, sia nello sviluppo delle procedure e delle linee di multidisciplinarietà che le appartengono storicamente, sia e soprattutto attraverso la disponibilità di terapie avanzate come le CAR-T e le nuove terapie cellulari, le nuove immunoterapie a disposizione per tutti i malati e per tutte le diagnosi di cancro.” L’Unità prosegue dunque nella sua attività clinica e di ricerca con l’obiettivo di rendere sempre più integrato il rapporto tra laboratorio, formazione e cura, offrendo ai pazienti accesso a terapie innovative e a percorsi di trattamento sempre più personalizzati.
-foto IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Cina, studenti italiani a Chongqing con un programma di scambio culturale
Pubblicato
3 ore fa-
31 Marzo 2026di
Redazione
CHONGQING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – In un’aula inondata di luce di una scuola secondaria di Chongqing, una municipalità nella Cina sud-occidentale, dei nastri colorati volteggiavano in aria mentre un gruppo di ragazzi italiani seguiva i compagni cinesi imparando la tradizionale danza del ‘drago di nastrì. Quando per un attimo le strisce di seta si sono aggrovigliate, in classe è scoppiata una risata collettiva, prima che i nastri tornassero a sollevarsi in archi morbidi e sinuosi.
Per molti, è stato il primo incontro vivido e diretto con la cultura cinese.
“Non si tratta solo di imparare, ma di vivere la cultura”, ha affermato Jasreet Kaur, studentessa italiana all’ultimo anno delle superiori.
Questa scena ha segnato l’avvio dell’edizione 2026 di un programma di scambio culturale che ha portato oltre 20 studenti dell’Istituto di istruzione superiore ‘Cesare Balbò, in Italia, a Chongqing, ospiti della Chongqing Nankai Liangjiang Secondary School. Avviato nel 2025, il programma ha in genere una durata compresa tra i 10 e i 21 giorni.
Attraverso visite reciproche, gli studenti dei due Paesi imparano gli uni dagli altri, aspirando a diventare ambasciatori dell’amicizia tra Cina e Italia.
In un’altra aula, la musica è diventata il linguaggio comune: studenti cinesi e italiani si sono seduti insieme battendo le mani a ritmo mentre condividevano canzoni. Tra i banchi dell’aula è stata subito intonata ‘Bella Ciaò.
Oltre alla musica, gli studenti italiani si sono cimentati anche nella calligrafia, nella ceramica e in esercizi di base delle arti marziali, approfondendo così la propria conoscenza delle tradizioni cinesi. “E’ straordinario sperimentare la cultura e praticare sport con i nostri amici cinesi. Impariamo molto gli uni dagli altri”, ha affermato Alessio D’Ermilio, 17 anni.
A Chongqing, sempre più studenti locali scelgono l’italiano come seconda lingua straniera.
“L’obiettivo è fare in modo che gli studenti di entrambe le parti conoscano davvero la cultura dell’altro Paese e costruiscano amicizie più solide in futuro”, ha affermato Silvia Torchio, l’insegnante di italiano che ha guidato il gruppo, aggiungendo che “Educare oggi significa costruire ponti tra culture”.
Fuori dall’aula si staglia Chongqing, metropoli montuosa nota per il suo skyline suggestivo e il paesaggio urbano su più livelli, diventata essa stessa un’aula a cielo aperto. Passeggiando tra la storica area panoramica di Shibati e i sentieri che si inerpicano sulle colline, gli studenti hanno visto da vicino una città in cui i quartieri antichi convivono con gli imponenti grattacieli. Alla stazione di Liziba, hanno osservato con stupore un treno della metropolitana urbana attraversare un edificio residenziale.
“Su Internet Chongqing viene descritta come una città tridimensionale e futuristica, ed è vero. Mi ha colpito moltissimo”, ha affermato Sofia Marotta, 17 anni, aggiungendo che tornerà in Cina per visitare anche altre città.
A stupire molti studenti è stato soprattutto il connubio tra tradizione e modernità della città. “La Cina era un luogo che conoscevamo solo dai libri”, ha ammesso Kaur. “Essere qui e fare esperienze di vita reale è qualcosa di davvero bello”, ha aggiunto.
La loro esperienza si è estesa anche alla vita quotidiana grazie ai soggiorni presso alcune famiglie cinesi. Tra pasti condivisi, compreso l’hotpot di Chongqing, e fine settimana trascorsi insieme, gli studenti hanno stretto forti legami di amicizia.
“Sono andata in Italia nell’ambito di questo programma l’anno scorso. Lì ho stretto diverse amicizie e ho apprezzato molto la cultura italiana. Tornerò in Italia per conoscerla ancora meglio”, ha dichiarato la studentessa cinese Chen Xinyu.
Anche gli insegnanti cinesi hanno sottolineato il valore reciproco di questi scambi. “Siamo molto felici di avere qui i nostri amici italiani. Siamo molto orgogliosi di aver potuto fare da ponte tra la cultura cinese e quella italiana”, ha dichiarato Wu Li, direttrice del dipartimento Curriculum and Instructions della Chongqing Nankai Liangjiang Secondary School.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Poker anche alla Svezia, l’Under 21 resta in corsa per un posto agli Europei
Pubblicato
3 ore fa-
31 Marzo 2026di
Redazione
BORAS (SVEZIA) (ITALPRESS) – Tutto facile per l’Italia nell’ottava partita del girone di qualificazione agli Europei Under 21 del 2027, in programma tra Albania e Serbia. Dopo il poker alla Macedonia del Nord, gli azzurrini stendono per 4-0 anche la Svezia (stesso risultato dell’andata) grazie alla doppietta di Koleosho e alle reti di Ndour e Lipani. Una vittoria fondamentale per rispondere a quella della Polonia capolista, che rimane a +3 quando mancano due partite al termine della fase a gironi. Serve qualche minuto alla formazione di Baldini per prendere le misure sul sintetico di Boras, ma dopo una prima fase di studio e un intervento di Palmisani su Zatterstrom, gli ospiti prendono in mano la partita. Al 17′ Fini imbuca Lipani, atterrato in area dallo stesso Zatterstrom. Bourdeaud’hui indica il dischetto, sul quale si presenta Koleosho, che calcia alla sinistra di Bishesari e firma l’1-0. Il classe 2004 del Paris Fc si ripete al 22′, sfruttando una disattenzione di Skoglund, rubandogli palla ed entrando in area, prima di bucare per la seconda volta la porta svedese. Forte del doppio vantaggio, gli azzurrini rallentano, rendendosi però pericolosi al 32′, quando Ndour manca la deviazione sull’ennesima iniziativa di uno scatenato Koleosho.
Si va così all’intervallo sul risultato di 0-2. La ripresa comincia con il tris azzurro che nasce, guarda caso, da Koleosho, che salta un avversario e imbecca Ndour con un filtrante perfetto, il centrocampista della Fiorentina si presenta davanti a Bishesari e non sbaglia. L’Italia cala il poker a metà secondo tempo con un colpo di testa di Lipani, controllando senza alcun problema la gara negli ultimi 25 minuti, nei quali la Svezia può fare ben poco. Finisce 4-0 e la formazione di Baldini resta in corsa per la prima posizione, oltre a confermarsi come migliore seconda, condizione che le garantirebbe l’accesso diretto all’Europeo.
CLASSIFICA: Polonia 24 punti; Italia 21; Montenegro, Svezia 10; Macedonia del Nord 6; Armenia 0.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Cina, volo inaugurale per il drone Changying-8 per il trasporto merci
Pubblicato
3 ore fa-
31 Marzo 2026di
Redazione
ZHENGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il velivolo senza pilota (Uav) per il trasporto merci Changying-8 ha completato ieri con successo il suo volo inaugurale in un aeroporto di Zhengzhou, nella provincia centrale cinese dello Henan.
L’Uav ad ala fissa è stato sviluppato dalla Beijing Beifang Changying UAV Technology Co., Ltd., e rappresenta la prima piattaforma Uav per il trasporto merci della Cina nella categoria delle 7 tonnellate validata attraverso test di volo.
Il Changying-8 dispone di un vano di carico molto ampio, con un volume di 18 metri cubi, un peso massimo al decollo di 7 tonnellate e una capacità massima di carico utile di 3,5 tonnellate.
Il velivolo può rispondere a diverse esigenze di carico, comprese forniture convenzionali, merci fresche e della catena del freddo, e attrezzature di emergenza. Inoltre vanta un’autonomia massima superiore a 3.000 chilometri.
L’Uav presenta delle innovazioni in termini di trasporto efficiente, adattabilità flessibile e operazioni in tutti gli scenari, fornendo supporto in termini di equipaggiamento per lo sviluppo dell’economia a bassa quota e la costruzione di sistemi di risposta alle emergenze.
Può essere impiegato in scenari quali il trasporto logistico a lunga distanza, le consegne per i soccorsi d’emergenza, il rifornimento delle aree di confine e le operazioni su terreni complessi.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-


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