Economia
Economy Group presenta “Ricerca Circolare”, nuova rivista semestrale dedicata al valore della ricerca
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3 settimane fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Economy Group amplia la propria offerta editoriale e lancia “Ricerca Circolare”, nuova rivista semestrale dedicata al racconto della ricerca scientifica come leva strategica per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del Sistema Paese, promossa da Roche Italia.
“Ricerca Circolare” nasce come laboratorio editoriale partecipativo, pensato per dare
voce a chi la ricerca la fa ogni giorno – ricercatori, scienziati, clinici, imprese, istituzioni – e
a chi ne beneficia nella cura, nella formazione e nello sviluppo industriale. L’obiettivo è
rendere visibile un processo spesso percepito come distante o estraneo, ma che genera
valore concreto per tutti e non solo per la salute dei cittadini e per l’economia.
Ogni numero sarà come un reportage a più voci: dallo sguardo ravvicinato alle scoperte
scientifiche che ridisegnano la salute pubblica e l’innovazione terapeutica, fino alle
implicazioni economiche e sociali che muovono il Sistema Paese, tra sfide di competitività
globale e occasioni di inclusione per giovani talenti. Espressione di una circolarità
concreta che abbraccia ricercatori e investitori, pazienti e associazioni, policymaker e
startup, con un approccio che rifiuta la cronaca scontata e cerca il significato profondo dei
cambiamenti.
La rivista si inserisce nel più ampio progetto “Ricerca Circolare”, campagna di
informazione lanciata da Roche Italia per rafforzare la consapevolezza sulla ricerca
scientifica come bene comune e come fattore chiave di crescita. Un tema particolarmente
rilevante nel nostro Paese, che pur contando su eccellenze riconosciute a livello
internazionale sta perdendo attrattività negli investimenti in ricerca clinica, con possibili
ricadute sull’accesso dei pazienti all’innovazione terapeutica.
Edita da Economy Group, “Ricerca Circolare” è diretta da Marina Marinetti, condirettrice
del mensile Economy, e propone un’analisi approfondita delle nuove frontiere della ricerca
– dall’intelligenza artificiale alla medicina personalizzata – con un focus sulle ricadute
sociali, economiche, industriali, culturali degli investimenti scientifici che a loro volta
stimolano nuova ricerca scientifica e quindi ulteriori effetti benefici a diversi livelli. Ogni numero affronta il tema della ricerca in una prospettiva sistemica, mettendo in relazione
salute, sviluppo economico, sostenibilità e competitività.
“La nascita della rivista porta con sé un sostegno dichiarato: quello di Roche, impegnata
da anni a difendere l’autonomia della ricerca, ad accelerare l’ingresso di terapie innovative
e a rafforzare la rete delle comunità di cura. Questa alleanza trasforma la missione di
Ricerca Circolare in una sfida culturale: offrire strumenti di lettura e storie emblematiche
capaci di raccontare un ecosistema complesso, dove l’impatto della scienza si misura nei
gesti quotidiani di medici, pazienti, imprenditori e ricercatori – commenta Marina
Marinetti, direttrice responsabile di Ricerca Circolare – Una sfida che muove su due
fronti: documentare gli effetti concreti della ricerca sul territorio e stimolare la cultura della
collaborazione aperta, capace di unire pubblico e privato sotto la stessa responsabilità. A
chi vede nella ricerca un patrimonio di progresso, Ricerca Circolare promette conoscenza,
connessioni e strumenti per assumere un ruolo attivo in una nuova stagione di crescita e
consapevolezza, insieme a Roche e all’intero ecosistema della scienza italiana”.
Il primo numero di “Ricerca Circolare” sarà disponibile dal 10 febbraio, in
edicola allegato al mensile Economy, e potrà essere richiesto gratuitamente anche
online attraverso il sito www.ricercacircolare.it.
– foto ufficio stampa Economy Group –
(ITALPRESS).
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Economia
Nel 2025 la produzione metalmeccanica è diminuita dello 0,9%
Pubblicato
3 ore fa-
5 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 l’attività industriale ha continuato a essere condizionata dal complesso scenario internazionale con riflessi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di export. La dinamica produttiva è stata instabile e senza capacità di effettivo recupero rispetto al passato, evidenziando, sulla base dei dati grezzi, una contrazione tendenziale media dell’1%. Anche nel settore metalmeccanico, la produzione è mediamente diminuita dello 0,9% nel confronto con l’anno precedente. Nel corso dell’intero 2025, la dinamica produttiva è stata alquanto altalenante in termini sia congiunturali sia tendenziali. E’ quanto emerge dai dati della 177ma edizione dell’indagine congiunturale di Federmeccanica sull’industria metalmeccanica – meccatronica italiana. Il peggioramento settoriale è stato condizionato in particolar modo dalla ridotta fabbricazione di autoveicoli e rimorchi che si è registrata rispetto al 2024 (-11,1%) cui si sono accompagnate le contrazioni registrate nelle produzioni di prodotti in metallo (-1,1%), di macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e di macchine e apparecchi meccanici (-0,5%).
All’opposto, hanno aumentato la produzione le attività della metallurgia (+3,0%) e i comparti dei computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e degli altri mezzi di trasporto (+1,6%).
“Le nostre imprese hanno bisogno di acciaio italiano – dichiara Simone Bettini, presidente di Federmeccanica – L’Italia ha bisogno dell’ex Ilva. Il messaggio dell’industria metalmeccanica che arriva dalla nostra indagine è forte e chiaro. Ed è un messaggio che giriamo a chi può attivare le giuste leve per tradurre un grave problema in una grande opportunità per l’Italia. Il nostro Paese deve evitare qualsiasi forma di dipendenza tattica e deve realizzare una piena autonomia strategica che è fondamentale per riprendere un sano percorso di crescita”.
Nel 2025 le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute in valore del 2,9%, rispetto al 2024. Un tasso di crescita ancora lontana dalla doppia cifra che ha tradizionalmente caratterizzato l’export del settore.
Le forti tensioni geopolitiche e la politica commerciale degli Stati Uniti, tra annunci, introduzione ma anche smentite e modifiche dei dazi costituisce un grandissimo ostacolo per ritornare a un adeguato livello di crescita dell’export. Sono cresciute anche le importazioni, determinando un saldo positivo della bilancia commerciale di 52,1 miliardi. Gli incrementi dell’interscambio in valore sono stati influenzati da una forte crescita dei valori medi unitari. Nel 2025, nell’ambito dell’Unione europea l’export settoriale ha registrato una variazione negativa soltanto verso la Francia (-0,2%), mentre con riferimento ai flussi diretti sui mercati esterni all’area comunitaria si nota come verso gli Stati Uniti che, con una quota dell’10,4% del totale settore, rappresentano il secondo mercato di sbocco dei nostri prodotti metalmeccanici, l’incremento, in media annua, è stato dell’1,8% principalmente grazie alle vendite dei mezzi di trasporto ma con l’esclusione degli autoveicoli che, al contrario, hanno segnato un forte calo pari al -18,5%.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Aumentano le vendite al dettaglio (+0,6% in valore e +0,4% in volume), i dati Istat
Pubblicato
5 ore fa-
5 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il 2026 si apre con un aumento congiunturale delle vendite al dettaglio, sia su base mensile sia su base trimestrale, esteso a entrambi i settori merceologici, ma più marcato per il comparto alimentare. Anche rispetto a gennaio dello scorso anno si osserva una dinamica positiva, sia in valore sia in volume, con incrementi più ampi per le vendite dei beni alimentari rispetto a quelli non alimentari.
Sempre su base annua, la crescita riguarda soprattutto le vendite della grande distribuzione e del commercio online, quelle delle piccole superfici vedono un lieve incremento, mentre le vendite fuori dai negozi diminuiscono. E’ quanto emerge dai dati Istat sul commercio al dettaglio per il mese di gennaio del 2026. In particolare, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio registrano, rispetto al mese precedente, una crescita sia in valore sia in volume (rispettivamente +0,6% e +0,4%).
L’aumento riguarda soprattutto i beni alimentari (+1,1% in valore e +0,9% in volume), mentre è modesto per quelli non alimentari (+0,2% in valore e +0,1% in volume). Nel trimestre novembre 2025 – gennaio 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio registrano un incremento in valore (+0,5%) e in volume (+0,2%).
Gli aumenti riguardano sia i beni alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume), sia i beni non alimentari (+0,3% in valore e in volume). Su base tendenziale, a gennaio 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita del 2,3% in valore e dello 0,9% in volume.
L’incremento è più consistente per i beni alimentari (+3,9% in valore e +1,5% in volume), meno marcato per i non alimentari (+1,2% in valore e +0,4% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda le Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (+3,9%), mentre il calo più consistente si osserva per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-2,2%).
Rispetto a gennaio 2025, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento consistente per la grande distribuzione (+4,1%) e il commercio elettronico (+4,6%), mentre cresce in misura modesta per le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%); in calo, infine, le vendite al di fuori dei negozi (-1,7%).
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Panetta “L’occupazione è il pilastro della stabilità economica e della coesione sociale”
Pubblicato
21 ore fa-
4 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il mondo non si trova ad affrontare una carenza di giovani pronti a lavorare. Si trova ad affrontare una carenza di posti di lavoro pronti ad assorbirli. Nel prossimo decennio, circa 1,2 miliardi di giovani entreranno nel mondo del lavoro nei paesi in via di sviluppo, superando di gran lunga l’attuale tasso di creazione di posti di lavoro. La sola Africa ospiterà un quarto della popolazione giovanile mondiale entro il 2050. Se questa trasformazione demografica diventerà un dividendo o una fonte di instabilità dipenderà dalla nostra capacità di creare posti di lavoro sufficienti”. Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione di un convegno organizzato dalla Banca Mondiale e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. “L’occupazione – ha aggiunto – non è solo una priorità di sviluppo. È un pilastro della stabilità economica e della coesione sociale”.
“Negli ultimi tre decenni, la globalizzazione ha contribuito a ridurre la povertà ampliando le opportunità economiche e creando posti di lavoro in ampie parti del mondo. Tuttavia, questo progresso si è rivelato fragile”, ha osservato.
Secondo Panetta “in primo luogo i Paesi devono rafforzare le basi stesse della crescita, in particolare infrastrutture e capitale umano. Nelle economie in via di sviluppo, il divario di finanziamento delle infrastrutture supera il 4% del Pil annuo, con energia e trasporti tra i vincoli più vincolanti. In secondo luogo, la qualità della regolamentazione plasma il comportamento del settore privato: una migliore regolamentazione delle imprese stimola l’ingresso delle imprese, gli investimenti e la crescita dell’occupazione. Questi due pilastri sono complementari. Gli investimenti infrastrutturali senza certezza normativa faticano ad attrarre finanziamenti a lungo termine; allo stesso tempo, una riforma della regolamentazione senza un adeguato capitale fisico e umano produce solo limitati guadagni occupazionali. Allineare i due è essenziale per costruire una crescita resiliente e inclusiva”, ha concluso.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

BREAKING NEWS LOMBARDIA 5/3/2026
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