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Economia

ABI, Patuelli “La tassazione è fondamentale rispetto al risparmio”

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ROMA (ITALPRESS) – “La tassazione in ambito bancario non riguarda solo le banche, riguarda innanzitutto i risparmiatori” e “uno dei fattori che interessa molto i risparmiatori è il livello di tassazione degli investimenti e delle giacenze dei propri risparmi”. Così il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, in un videomessaggio alla conferenza “La tassazione nell’ambito del sistema bancario e il nuovo Testo Unico della Finanza”, organizzata dall’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo. “Un tempo, quando gli Stati nazionali erano con economie e mercati chiusi, la tassazione in ciascun Paese era una variabile sostanzialmente indipendente. Man mano che i mercati si sono aperti” e che “la globalizzazione si è sviluppata, l’attenzione dei risparmiatori si è sempre più rivolta verso i rendimenti netti e quindi alle possibilità sostanziali di guadagno rispetto, da un lato, al rischio e, dall’altro, alla tassazione. Quindi la tassazione è un elemento fondamentale rispetto al risparmio”, spiega. “Non essendo più da tempo una variabile indipendente rispetto agli andamenti di mercato, è molto importante essere competitivi nazionalmente soprattutto in ambito europeo nei livelli di tassazione. Purtroppo l’Unione Europea non ha ancora un’uniformità di tassazione per gli investimenti e per i risparmi ma, fin quando non la avrà – e io spero non troppo a lungo – bisognerà che gli Stati nazionali si avvicinino progressivamente a una omogeneizzazione per atti unilaterali di ciascuno”.

Il tema del risparmio sarà un tema cruciale nel switch tra paese e paese o nel richiamare risorse da una parte all’altra per finanziare questi sviluppi” ed “è fondamentale che le banche abbiano una solidità”, ha detto invece il direttore generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni. “Nella manovra di quest’anno credo che sia stato un senso di responsabilità condivisa sul fatto che le banche contribuiscano”, per poter “credere in un futuro di benessere e di crescita. Credo che il senso sia quello di dare stabilità e di creare delle opportunità per gli investimenti, che secondo noi sono la parte più importante”. Per questo “abbiamo trovato una convergenza su alcune tematiche. Plaudo alla responsabilità oggettiva da parte del sistema che ha trovato una quadra, attraverso le interlocuzioni che ci sono state quest’anno. Abbiamo fatto una manovra per cui abbiamo coperto bisogni di tre anni, ci consideriamo ‘completati’ con questa legge di bilancio“, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
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Economia

Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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