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Spalletti spinge la Juve “Sarà difficile ma ci proveremo fino alla fine”
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7 mesi fa-
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Redazione
TORINO (ITALPRESS) – “Serve la partecipazione di un intero ambiente, abbiamo bisogno degli occhi e del cuore della nostra gente. Più che con il gesto questa gara si risolve con il contesto. Sappiamo che è un momento difficile e delicato, chiediamo ai nostri tifosi di starci vicino, con loro al nostro fianco siamo più forti”. Alla vigilia della sfida di ritorno dei play-off di Champions League contro il Galatasaray, in programma domani alle 21 all’Allianz Stadium, l’allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa analizzando il momento della squadra e le difficoltà della partita. I bianconeri partono dal pesante 5-2 dell’andata, ma il tecnico ha chiesto compattezza e sostegno dell’ambiente.
“Se il gruppo crede nell’impresa? Dobbiamo essere noi stessi fino in fondo. Le nostre chance sono poche ma vogliamo giocarcele tutte”. A tenere banco anche Kenan Yildiz, del quale Spalletti ha sottolineato la crescita e il peso nello spogliatoio nonostante la giovane età: “Per noi è un leader. E’ un punto di riferimento, lo fa vedere nella serenità nei momenti difficili, quella facilità nell’andare ad esplorare cose nuove anche quando sembra tutto difficile. Caratterialmente ha fatto vedere la sua volontà nel rimanere qui. Sono segnali che lo portano ad innalzarlo in termini di personalità. Vuole esserci in tutti i modi a giocarsi questa sfida. Oggi ha fatto un allenamento parziale, ma lasciando il campo mi ha detto ‘mister ci sonò”.
Il tecnico bianconero ha poi affrontato anche il tema delle critiche rivolte alla squadra e al portiere Di Gregorio, ribadendo il concetto di responsabilità collettiva: “Noi dobbiamo accettare il fatto di essere disprezzati. Come gruppo non diamo in pasto nessuno alle considerazioni degli altri, dividiamo tutto in parti uguali. Di tutte le offese tutto il gruppo se ne assume un pò di percentuale, sia quando le cose sono belle che quando sono brutte. Così diventa un peso meno forte, più leggero da sopportare”.
Guardando alla gara, Spalletti ha spiegato come la squadra debba restare unita e concentrata, senza perdere identità anche nei momenti più difficili: “Le prossime due partite pesano allo stesso modo. Sono entrambe delle belle minacce, ma altrettanto delle belle sfide. Ora si pensa a questa gara. E’ difficile, ma assieme al nostro pubblico proveremo a fare di tutto. Fino alla fine proveremo a fare di tutto. Dobbiamo essere una versione più profonda e solida di noi stessi. Dobbiamo avere la capacita di restare squadra, quando sarebbe più facile diventare undici individui, ma noi questo non lo faremo. Sappiamo che valore abbiamo quando giochiamo tutti insieme. Dobbiamo entrare in campo con il pensiero di fare un gol, poi gli scenari, le energie e i modi di pensare cambiano”. Il tecnico ha confermato anche la disponibilità di Bremer: “Sarà convocato e può essere utilizzato nella partita. Lui, come Yildiz, è fatto di pasta bianconera”.
Sull’importanza della gara anche in prospettiva futura ha aggiunto: “Passa molto da questi risultati qui, siamo nelle condizioni di giocarci la partita al meglio. Abbiamo resettato con un giorno di recupero che ogni tanto ci vuole. Poi le difficoltà non ti tolgono il valore, ti costringono ad usarlo. Altri ragionamenti sul futuro verranno fatti dopo questa partita”. Spazio anche a una riflessione su Kostic: “Non gli ho dato tanto spazio e questo mi dispiace, però il ragazzo ha un valore importante come uomo, come professionista e ha grande appartenenza nei valori di questo club”.
Accanto all’allenatore ha parlato anche il difensore Lloyd Kelly, che ha sottolineato la consapevolezza del momento e la compattezza dello spogliatoio: “Quando giochiamo di fronte ai nostri tifosi abbiamo grande convinzione e fiducia, spetterà a noi giocatori. Sappiamo la posizione in cui siamo, non possiamo dimenticarlo. Sappiamo che abbiamo un compito arduo ma dobbiamo essere pronti“. Il centrale ha poi aggiunto: “Penso che in questo momento capiamo tutti quale sia lo stato attuale, anche in termini di emozioni. Quando giochiamo partite di questo genere sappiamo che è difficile, ma questo è un club che è come una famiglia. A prescindere dai momenti la squadre è sempre unita e compatta”. Kelly ha infine parlato anche dell’attaccante avversario Victor Osimhen, protagonista nella gara d’andata: “Sappiamo che abbiamo di fronte questo tipo di calciatore, loro hanno creato tante occasioni all’andata. In settimana abbiamo provato diverse cose. Servirà da subito essere in partita, personalmente spero di giocare ad alto livello. Sappiamo che sarà dura. Nella scorsa gara il modo in cui abbiamo subito i gol è qualcosa che qualsiasi giocatore non vuole vedere. Dobbiamo dimenticare la gara d’andata”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Coni-Figc, ipotesi Malagò commissario
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e il numero uno della Figc Giovanni Malagò si incontreranno domani mattina prima della riunione della Giunta Nazionale (in programma alle 13) che si esprimerà sul caso del mancato tesseramento del n.1 Figc. Lo apprende l’Italpress. Tra le ipotesi dell’ultima ora c’è la possibilità di proporre alla Giunta la figura dello stesso Malagò come commissario della Figc.
ABODI “DOMANI CONI SI INTERROGA AL SUO INTERNO, RISPETTO PER LE DECISIONI”
“Cosa mi aspetto per domani? No, io mi aspetto stasera, mi aspetto una serata azzurra, perché è l’unica cosa della quale ho voglia di interessarmi perché domani è il Coni che si interroga al suo interno e io ho rispetto per quello che comunque verrà deciso”. Lo ha detto il ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi, arrivando allo stadio Adriatico di Pescara dove sta assistendo alla gara valida per le qualificazioni ad Euro 2027 Under 21 fra Italia e Polonia. E a chi gli ha chiesto se abbia un auspicio per domani, Abodi ha risposto: “Che si esca decorosamente da una situazione che in questi giorni ha visto utilizzare parole inappropriate” quali “nemici, guerra, come se fossimo su un fronte che non può essere quello sportivo, pressioni, che vengono raccontate e che diventano leggenda, ma che testimoniano comunque un modo di voler incidere sulle decisioni che secondo me non è mai quello giusto, perché lo sport deve essere quello che dice di essere, e il comportamento sportivo non è non può essere soltanto richiesto agli altri, deve essere anche messo a disposizione da ognuno di noi, a partire dal sottoscritto che non fa parte del sistema sportivo. Io faccio parte del governo, ma devo essere il primo a comportarmi in un certo modo. E ripeto, comportamenti e linguaggi di questi giorni non sono coerenti con lo spirito dello sport”.
GRAVINA “NON UNA BELLA PAGINA PER SPORT ITALIANO”
Quello che sta avvenendo “sicuramente non è una pagina bella per tutto lo sport italiano. Nel momento in cui si stanno creando le condizioni per una splendida ripartenza, quando si vede la luce in fondo al tunnel, puntualmente scattano questi meccanismi che ti riportano indietro nel tempo”. Lo ha detto il vicepresidente della Uefa, ex presidente della Figc, Gabriele Gravina, a margine della gara fra Italia e Polonia, valida per le qualificazioni ad Euro 2027 Under 21, in svolgimento allo stadio Adriatico di Pescara. “E’ un’attività che ho vissuto, ahimè, per tanto tempo -ha aggiunto Gravina-. Questo non fa bene allo sport italiano, non fa bene al calcio italiano, quindi bisogna recuperare momenti di serenità, e credo che chi ha la responsabilità politica, ma quella politica non sportiva, dovrebbe evitare di creare sempre tensioni. Chi ha una responsabilità politica con la P maiuscola deve esercitare bene, nel senso che deve togliere tensioni, deve creare momenti di relazione, di confronto”, bisogna essere “tutti quanti un po’ più sereni”.
LEGA A “SUPPORTO A MALAGÒ, COMMISSARIAMENTO SAREBBE INOPPORTUNO”
“La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”. E’ quanto si legge in una nota della Lega A dopo la riunione svolta oggi tra le società, alla vigilia della Giunta del Coni chiamata a decidere sul commissariamento della Federcalcio
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Mancini “Nel 2023 Vialli mi avrebbe detto di non andare, Malagò? Andrà bene”
Pubblicato
10 ore fa-
5 Ottobre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Luca è qui con noi. Sempre”. Ai microfoni di Radio 1 Rai Roberto Mancini non nasconde la commozione. All’indomani della partita di Nations League con la Turchia il ct riceverà a Rimini il Premio Vialli, intitolato al campione scomparso nel gennaio 2023, suo grande amico di una vita, compagno di squadra alla Sampdoria dello scudetto e in Nazionale e poi capodelegazione azzurro all’Europeo vinto nel 2021. Mancini si abbandona a un ricordo emozionato. E risponde senza giri di parole alla domanda su quale consiglio gli avrebbe dato Vialli quando lui nel 2023 si dimise da commissario tecnico: “Mi avrebbe detto di non andare. E oggi sarebbe qui con la Nazionale. Eravamo come fratelli e a un fratello tu parli sempre, a un fratello sicuramente chiedi consigli, soprattutto quando la persona è speciale come Luca”.
Nelle stesse ore in cui Mancini sarà a Rimini, a Roma si deciderà se la Figc di Giovanni Malagò dovrà essere commissariata. Il ct non nasconde il proprio ottimismo sulla prosecuzione della presidenza Malagò: “Mi dispiace che ci sia questa situazione, in un momento così difficile anche per la Nazionale. Sarebbe stato meglio avere un po’ più di tranquillità, però io sono sicuro che le cose andranno bene”.
Intanto i risultati e il gioco dell’Italia cominciano a essere incoraggianti, anche in prospettiva dell’Europeo 2028 e del Mondiale 2030, anche se Mancini invita a concentrarsi sull’orizzonte più immediato: “Noi dobbiamo guardare anche a queste partite, perché sono importanti. Al di là dell’entrare nella fase finale della Nations League, sono importanti per il ranking, per crescere. Sono partite difficili, che soprattutto ai giocatori giovani fanno bene”.
La ricerca dei nuovi Chiellini e Bonucci, cioè dei nuovi difensori all’altezza della scuola italiana ma anche dei nuovi leader del gruppo, secondo il commissario tecnico procede nel migliore dei modi: “I giocatori un po’ più esperti, che hanno fatto gli Europei e altre partite importanti, ci sono. Sicuramente saranno molto utili con i più giovani”. Quanto allo specifico settore difensivo, l’allarme sembra rientrato: “Ci sono altri difensori, che questa volta non sono potuti venire per infortunio, e che potranno essere molto utili in futuro, come Dimarco e Leoni”.
Il nome del non ancora ventenne Leoni, centrale del Liverpool, frenato la scorsa stagione da un serio infortunio al ginocchio sinistro e osservato speciale di Inter e Juventus, richiama due questioni.
La prima è sui necessari miglioramenti della squadra, comunque più avanti del previsto: “Dobbiamo migliorare su tutto, perché abbiamo fatto veramente troppo poche partite. Ci vuole più tempo per migliorare sotto tutto gli aspetti, tattico, tecnico, di squadra. Però abbiamo già fatto un passo in avanti molto grande”.
La seconda questione riguarda la sempre più frequente scelta dei talenti italiani di andare a giocare all’estero, se non trovano spazio nei club della serie A: una tendenza che il ct approva e che trova l’esempio più concreto nella vicenda di Doumbia, centrocampista approdato allo Sporting Lisbona non per ragioni economiche ma per le garanzie tecniche offerte dalla dirigenza della squadra portoghese, che ha puntato su di lui. Per la Nazionale è un bene, anche se il rischio è che, se il trend proseguirà, si impoverisca la serie A: “Il campionato italiano già da un po’ si è impoverito. Per noi è importante il fatto che i nostri giovani vadano all’estero e giochino in campionati anche più faticosi e difficili, tipo la Premier League, e soprattutto che giochino, è importante per i ragazzi. Doumbia è andato in una grande squadra come lo Sporting Lisbona, che fa le coppe”.
Quella con la Turchia sarà proprio la vetrina per alcuni talenti delle nuove generazioni. Si profila l’innesto proprio di Doumbia a centrocampo, con Romano, nel terzetto completato dal rientrante Barella. Nel trio d’attacco, con Scamacca centravanti e Maldini favorito su Cambiaghi per il ruolo di esterno sinistro, Mancini dovrebbe lanciare dall’inizio Vergara, che il ct considera un’ala destra dal notevole potenziale, sfoggiato nell’1-1 di Parigi. In panchina sogna l’ingresso nella ripresa il diciottenne Samuele Inacio.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Conte “Ora studio, il futuro? Vorrei un club dove far risplendere la sua storia”
Pubblicato
10 ore fa-
5 Ottobre 2026di
Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Per ora si gode un po’ di riposo ma senza esagerare perchè nel suo lavoro bisogna sempre restare al passo. Archiviato il biennio di Napoli, Antonio Conte ha deciso di staccare la spina anche se non del tutto: il tecnico salentino studia, osserva, prende appunti. Perchè se dovesse arrivare la chiamata giusta, non vuole farsi trovare impreparato. “Quella di Napoli è stata un’esperienza meravigliosa – racconta in una lunga intervista a “The Athletic” – Ha richiesto molta energia e non è stata facile. Dover scendere in battaglia contro Inter, Juve e Milan non è una passeggiata per Napoli, Roma o Lazio. Ho speso molte energie. Ora sono in una fase in cui mi limito a osservare. Nei periodi tranquilli, quando non lavoro, la cosa bella è che puoi sederti e guardare le partite, studiare nuovi approcci ed essere ancora più calmo e lucido mentre cerchi di adattare gli sviluppi del calcio alle tue idee”.
Conte vede un calcio “in continua evoluzione e dobbiamo stare al passo con i tempi. Oggi tutti sono più coraggiosi. In passato, se affrontavi il City o il Liverpool, il divario di qualità era enorme e lasciavi a loro l’iniziativa. Questo non succede più. C’è una direzione, c’è una visione. Arteta sta stabilendo la direzione, proprio come hanno fatto Klopp e Guardiola”.
“A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro, deve essere importante. Se poi non sei contento, lo esoneri. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione e non puoi avere due visioni diverse, il club da una parte e l’allenatore dall’altra. Se queste due visioni coincidono e riesci a trovare il giusto equilibrio, allora progredisci”, avverte Conte, che cita vari esempi.
“Guardate il Como. Cesc ha voce in capitolo nelle questioni. Al Psg non hanno vinto la Champions con Mbappé, Messi e Neymar perchè devono esserci equilibrio e chimica. Non puoi semplicemente pensare di mettere insieme i migliori giocatori in una squadra e aspettarti di vincere. Non funziona così. Luis Enrique ha ottenuto grandi risultati, ma anche ciò che ha fatto il club è stato fondamentale: hanno sostenuto l’allenatore, cosa che non avevano fatto negli anni precedenti, hanno abbracciato quella visione. A mio avviso, Luis Enrique ha realizzato qualcosa di straordinario. È riuscito a fare in modo che il Psg seguisse la sua direzione”.
Conte rivela che gli piacerebbe visitare il Barcellona per vedere come lavorano a livello di settore giovanile e non esclude l’ipotesi di tornare a lavoro a stagione in corso “se ne valesse la pena”.
Anche in Inghilterra, dove la potenza di fuoco sul mercato è superiore rispetto al resto del mondo. “Oggi in Inghilterra usano i bazooka, mentre in tutti gli altri posti usano ancora una pistola. Ma dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi. È per questo che prima parlavamo della necessità di fare le valutazioni giuste, di avere una visione, perché puoi anche avere i soldi, ma devi spenderli con saggezza”.
Ad ogni modo, il 57enne allenatore salentino ha le idee chiare sul genere di squadra che vorrebbe allenare. “Se vai in un club in cui la storia parla da sola – una storia fatta di trofei, titoli di campionato e vittorie – puoi onorare quella storia in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club – se oggi non è lì – a lottare per quegli obiettivi. So perfettamente che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore – e instillare nel cuore dei tifosi, dei miei giocatori e dei miei dirigenti – quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: “Cazzo, possiamo vincere”. Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo – confessa Conte – Club dove c’è pressione, dove, in definitiva, sai perfettamente che non ci vai semplicemente per partecipare, ma per competere”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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