Cronaca
Per il 2026 e per gli anni a venire la Cina punta a “crescita di qualità”
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3 settimane fa-
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Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha fissato un obiettivo di crescita economica del 4,5-5 % per il 2026, puntando a un buon avvio del nuovo piano quinquennale che traccia il percorso per uno sviluppo di alta qualità e offre una certezza quanto mai necessaria a un’economia mondiale in difficoltà.
L’obiettivo di crescita del PIL è ben allineato con gli obiettivi di lungo periodo della Cina fino al 2035, ed è nel complesso coerente con il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia cinese, riporta un rapporto di lavoro del governo presentato al massimo organo legislativo del Paese per la deliberazione.
L’obiettivo di crescita economica della Cina per il 2026 è proattivo e pragmatico, e riflette una valutazione complessiva delle condizioni interne e dei cambiamenti del contesto esterno, ha dichiarato Shen Danyang, a capo del gruppo responsabile della stesura del rapporto di lavoro del governo di quest’anno.
Il ritmo previsto sarebbe inoltre tra i più elevati a livello globale tra le principali economie, ha dichiarato Shen.
‘Il segnale che questo obiettivo invia alla comunità internazionale è chiaro: la Cina non si limita più a perseguire la velocità della crescità, ha riferito a Xinhua Zhang Ying, preside associato della Guanghua School of Management della Peking University. ‘L’obiettivo di quest’anno riflette il fermo impegno della Cina per uno sviluppo di alta qualità’.
Il Paese ha chiarito che si impegnerà a migliorare nella pratica per quanto riguarda l’obiettivo di crescita di quest’anno, e che esistono condizioni favorevoli per raggiungerlo, secondo il rapporto.
Il rapporto di lavoro del governo ha delineato i principali compiti di quest’anno, tra cui la costruzione di un mercato interno solido, la promozione di nuovi motori di crescita a un ritmo più rapido e l’accelerazione nel raggiungimento di una maggiore autosufficienza e forza in campo scientifico e tecnologico.
Per raggiungere questi obiettivi, la Cina continuerà ad attuare una politica fiscale più proattiva e ad applicare una politica monetaria adeguatamente accomodante. Questi orientamenti sottolineano la continuità delle politiche e offrono un’ulteriore garanzia a un’economia globale turbata dalle tensioni commerciali e geopolitiche.
Il peso economico globale della Cina fa sì che le sue mosse di politica economica siano decisive per l’economia mondiale. Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), il Paese ha visto la propria economia crescere a un ritmo medio annuo del 5,4 %, ben al di sopra della media globale, contribuendo per circa il 30% alla crescita mondiale.
Il Paese è rimasto il secondo maggiore importatore mondiale per 16 anni consecutivi, consolidando la sua posizione di maggiore commerciante mondiale di beni e diventando un importante partner commerciale per oltre 160 Paesi e regioni.
Il peso di questo ruolo può solo aumentare. Secondo una previsione della Banca mondiale, la crescita globale dovrebbe rallentare al 2,6 % nel 2026. Se la previsione sarà confermata, gli anni ’20 del Duemila saranno sulla buona strada per diventare il decennio più debole per la crescita globale dagli anni ’60.
‘Quanto abbiamo ottenuto nel 2025 è stato conquistato davvero con faticà, si legge nel rapporto di lavoro del governo. ‘Raramente in molti anni abbiamo incontrato uno scenario tanto grave e complesso, in cui shock e sfide esterni si intrecciavano con difficoltà interne e dure scelte politichè.
In un segnale di rassicurazione di più lungo periodo per l’economia globale in difficoltà, la Cina giovedì ha presentato una serie di priorità di sviluppo per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030).
Il 15esimo Piano quinquennale fissa un chiaro caposaldo: raddoppiare entro il 2035 il PIL pro capite della Cina del 2020, così da raggiungere il livello di un Paese moderatamente sviluppato. Per arrivarci, sarà necessario attraversare una fase intermedia che la Cina ha scelto di non prescrivere in modo eccessivo, poichè gli obiettivi annuali di crescita saranno fissati anno per anno, una flessibilità che riflette sia fiducia nella traiettoria sia consapevolezza delle incertezze che ci attendono.
Il 15esimo Piano quinquennale segna una fase cruciale nella spinta cinese alla modernizzazione, e le sue ambizioni vanno ben oltre gli indicatori della crescita interna. Convogliando capitali verso tecnologie di frontiera, approfondendo i legami commerciali e di investimento e promuovendo lo sviluppo verde, questo piano è destinato a incidere sull’economia globale su più livelli, dal ritmo della transizione energetica alla geografia della manifattura avanzata nel mondo.
Simon Smith, presidente e direttore generale di Taikoo Engine Services (Xiamen) Co., Ltd., ramo ingegneristico della multinazionale Swire, ha affermato che la chiarezza delle politiche di lungo periodo cambia il calcolo per le multinazionali che operano in Cina.
‘Il piano quinquennale trasforma le decisioni di investimento da scommesse probabilistiche a un posizionamento strategico calcolatò, ha riferito Smith a Xinhua in un’intervista. ‘Senza il piano, l’azienda potrebbe esitare su una specifica espansione di capacità o su un determinato investimento, incerta sul fatto che si concretizzeranno o meno sostegno normativo, disponibilità di manodopera qualificata o domanda della clientelà.
Questo posizionamento strategico si accompagna a una tabella di marcia concreta. Secondo l’agenda tecnologica della Cina, il Paese coltiverà settori emergenti e industrie del futuro. Nel periodo 2026-2030, la Cina favorirà nuovi motori di crescita economica come la tecnologia quantistica, la biomanifattura, l’idrogeno e l’energia da fusione nucleare, le interfacce cervello-computer, l’intelligenza artificiale incarnata e le comunicazioni mobili 6G.
Hu Jinbo, consigliere politico nazionale e responsabile dello Shanghai Institute of Organic Chemistry, ha affermato che i prossimi cinque anni rappresentano una finestra cruciale per la transizione economica della Cina da una crescita ad alta velocità a uno sviluppo di alta qualità, e che l’innovazione scientifica e tecnologica fungerà da motore centrale di questa trasformazione.
Mentre la Cina continua a compiere progressi nell’innovazione scientifica e tecnologica, i Paesi in via di sviluppo possono attingere all’esperienza cinese per accelerare la propria industrializzazione, mentre anche i Paesi sviluppati godranno di opportunità più ampie di collaborazione nella manifattura avanzata e nelle tecnologie di frontiera, ha dichiarato Hu.
Per il resto del mondo, nel più lungo periodo ciò che potrebbe contare maggiormente non è il ritmo della crescita, ma la sua struttura. La Cina ha fissato l’obiettivo esplicito di aumentare nei prossimi cinque anni il peso dei consumi delle famiglie sul PIL.
Per un’economia globale affaticata dal peso delle tensioni commerciali, della frammentazione geopolitica e della debole crescita, i due impegni della Cina – sostenere una propria espansione stabile e aprire ulteriormente il suo vasto mercato al mondo – offrono una rara dose di prevedibilità.
Un’economia cinese più equilibrata, sostenuta da una domanda interna più forte, produrrebbe effetti di ricaduta di vasta portata a livello globale, secondo un recente articolo di Bloomberg che cita Robin Xing, capo economista per l’area Cina presso Morgan Stanley.
‘Sia le aziende cinesi che quelle estere beneficerebbero della profondità e della portata del mercato cinese, due fattori che contribuirebbero ad attutire le sfide geopolitiche di oggì, riporta l’articolo citando Xing.
Secondo il rapporto di lavoro del governo, la Cina quest’anno approfondirà la riforma del quadro istituzionale per la promozione degli investimenti esteri. Si aprirà maggiormente al mondo esterno, compiendo sforzi per ampliare l’accesso al mercato e aprire più settori, in particolare nel settore dei servizi.
Zhang Ying ha evidenziato tre aspetti delle opportunità offerte dalla Cina agli investitori globali: un enorme mercato unificato con crescente potere d’acquisto dei cittadini, catene di fornitura altamente efficienti e convenienti, e un contesto normativo sempre più aperto e favorevole agli investimenti.
‘In un contesto di volatilità globale e venti macroeconomici contrari, questi fondamentali offrono un’attrattiva significativa per investitori internazionali e impresè, ha dichiarato Zhang.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
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Per l’Università degli Studi di Milano bilancio 2025 tra didattica, ricerca e aumento delle immatricolazioni
Pubblicato
1 ora fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Trainati dalle lauree magistrali e dalle lauree a ciclo unico, che crescono rispettivamente del 10,2% e del 6,3%, l’Università degli Studi di Milano ha chiuso le immatricolazioni dell’anno accademico 2025/2026 segnando un +2,6% (18.464 immatricolati quest’anno rispetto ai 17.990 dell’anno accademico 2024/2025). Tra le facoltà che hanno registrato un aumento significativo rispetto all’a.a. 2024/2025 si segnalano Giurisprudenza (+9,6%), e Scienze Motorie (+8,7%). Aumento anche per Scienze del Farmaco (17,4%), corso affine del semestre aperto, Medicina Veterinaria (+13,5%) e Medicina e Chirurgia (+12,5%), che per il prossimo anno accademico aveva aumentato i posti secondo indicazioni ministeriali. Rimangono stabili Scienze e Tecnologie (+1,7%), Scienze Politiche, Economiche e Sociali (+1,6%), Biotecnologie (+0,9%), altro corso affine del semestre aperto. I dati sulle immatricolazioni hanno aperto questa mattina “NoiStatale”, l’appuntamento annuale di restituzione dei dati di avanzamento del piano strategico, introdotto dai saluti istituzionali della Rettrice Marina Brambilla e seguito dagli interventi dei prorettori, che hanno sottolineato gli obiettivi raggiunti ciascuno nella propria area di competenza.
“Per affrontare uno scenario sempre più competitivo sarà necessario investire con decisione nelle core facilities e nelle infrastrutture tecnologiche avanzate, trasversali a più discipline, così da sostenere e accrescere la nostra capacità competitiva a livello internazionale: il Campus Mind segna su questo fronte un’opportunità unica per sperimentare un modo del tutto nuovo di fare ricerca. Anche la programmazione della nostra offerta formativa – premiata da un ottimo risultato in termini di iscrizioni – dovrà avviarsi su nuovi binari, legati alla didattica online pur mantenendo centrali i corsi in presenza, dilatandosi su nuove fasi di vita delle persone, intercettando nuovi segmenti di utenza e applicando nuove metodologie di apprendimento”, ha aperto Marina Brambilla.
La ricerca ha mantenuto il suo ruolo fondamentale, guidato dal concetto del network. La forza e la cifra distintiva dell’Ateneo risiedono infatti nella capacità, costruita negli anni di promuovere un approccio trasversale alla ricerca fondato sul lavoro in rete: internamente, attraverso azioni previste nel Piano Strategico per rafforzare la rete dei referenti di supporto alla ricerca nei dipartimenti e per censire e mettere in connessione le attrezzature scientifiche; esternamente, collaborando con enti finanziatori, con altri atenei in Italia e in Europa per condividere best practice, con le imprese per sviluppare progetti pubblico-privati, e con IRCCS e ospedali per potenziare l’integrazione tra ricerca e clinica. Dal 2018 al 2024 la Statale ha ricevuto finanziamenti per quasi 400milioni di euro (Bandi Eu: 105.521.733Ç, Bandi nazionali: 150.363.583Ç, Bandi PNRR: 139.054.164Ç), che testimoniano un impegno che richiede una macchina organizzativa solida e un coordinamento continuo tra principal investigator, dipartimenti, uffici centrali, governance e partner. Rispetto alla didattica, la Statale sta attualizzando la propria offerta per rispondere alle nuove esigenze formative, integrando tecnologie, metodologie attive e un approccio interdisciplinare, pur mantenendo la “presenza” come cardine della sua formazione.
In quest’ottica verrà avviata a breve la prima laurea totalmente online in Economia aziendale, pensata proprio per rispondere a un’esigenza legata alla trasformazione del mercato e all’esigenza di formazione permanente e continua (lifelong learning) di lavoratori, adulti e studenti che non possono frequentare in aula. La crescita strutturale dell’ateneo è invece testimoniata dai numerosi progetti in cantiere, primo tra tutti MIND, il nuovo campus scientifico, che punta a integrare ricerca avanzata, imprese e istituzioni in un ecosistema che favorisca progetti congiunti, coinvolgimento degli studenti e nascita di startup. I cantieri procedono attualmente secondo il cronoprogramma del costruttore: la consegna di un primo edificio a fine 2027, per concludere poi tra il 2028 e il 2029 la macropiattaforma scientifica di 15.000 mq che potrà ospitare 300 ricercatori. Inoltre, tra le ipotesi a cui la Statale sta lavorando in ottica di condivisione e razionalizzazione, c’è la realizzazione di un unico Dipartimento di Medicina sperimentale e traslazionale, che permetterà di ottimizzare il grande potenziale scientifico e di cura che abbiamo in questi ambiti.
Più latamente, l’avanzamento dei cantieri nel 2025 ha compiuto significativi passi avanti: si sono conclusi i lavori di via Mercalli 23, destinato ad aule e uffici, è stato aperto lo studentato di Santa Sofia con 147 posti letto, dove attualmente risiedono gli studenti palestinesi arrivati in Italia col progetto IUPALS, rinnovato l’Auditorium da 450 posti in Valvassori Peroni, che ha ospitato in presenza gli studenti del semestre aperto, inaugurata una nuova sala studio in Piazza Sant’Alessandro con 87 nuovi posti a sedere, e confermata la sede di Sesto San Giovanni.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Governo, Tajani “Nessuno pensa a elezioni anticipate”
Pubblicato
2 ore fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
MANDURIA (TARANTO) (ITALPRESS) – “E’ chiaro che quando c’è un risultato negativo ci siano del contraccolpi”, ma “nessuno pensa ad andare a elezioni anticipate. Forse si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti” sul dopo referendum. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un videocollegamento con il primo “Forum della Cucina italiana”, l’evento promosso da Bruno Vespa in collaborazione con l’agenzia ICE e organizzato da Comin & Partners presso Masseria Li Reni. “Ora dobbiamo lavorare per fare crescere la nostra economia, per impedire che una crisi energetica possa riverberarsi sulle imprese, per ridurre la pressione fiscale e favorire la crescita”, spiega. Esiste il rischio che tutto quello che sta succedendo possa mettere in pericolo il nostro 3% che ci consentirebbe di uscire dalla procedura di infrazione? “Mi auguro che questo non succeda: abbiamo tante spese per la difesa o legate all’energia” ma “continuiamo a lavorare”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
Cronaca
U21, Baldini “Ai club non interessa ma la Nazionale valorizza i ragazzi”
Pubblicato
2 ore fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ai club non interessa della Nazionale, altrimenti manderebbero i ragazzi senza problemi. Se Palestra e Pisilli giocano domani sera lo spareggio e vanno ai Mondiali, il loro valore si triplica. L’Italia è la squadra alla quale nessuno deve rinunciare, come è possibile che un club non lo capisca?“. E’ la riflessione di Silvio Baldini, ct dell’Under 21, alla vigilia del match contro la Svezia, valevole per le qualificazioni agli Europei di categoria.
“E’ fondamentale far capire ai ragazzi che la Nazionale è di tutti i tifosi e che quando giocano con la maglia azzurra sono visti da tutti gli italiani e la responsabilità è maggiore”, ha aggiunto Baldini. “Faccio un esempio senza polemica. Al raduno di ottobre non avevo avuto Venturino (all’epoca al Genoa, ndr) perchè aveva avuto un problema fisico. Non ce lo hanno mandato, poi quando abbiamo giocato contro la Svezia, lui ha fatto un’amichevole e ha fatto anche gol contro l’Entella. Poi il ragazzo mi ha chiamato e mi ha spiegato che c’erano stati dei fraintendimenti, cose che capitano”.
Per quanto riguarda la partita di domani, “sfideremo una squadra con un livello superiore rispetto alla Macedonia del Nord, quindi dovremo migliorare ed essere ancora più intensi e fare ancora più possesso palla in avanti, dando meno possibilità agli avversari di fare la partita su di noi. Quando si alza il livello tecnico e fisico, bisogna adeguarsi. I ragazzi si sono comportati bene e sono fiducioso”.
Anche dal punto di vista atletico, la condizione è buona. “I ragazzi sono stati eccezionali nel recuperare il prima possibile, dedicando un paio di ore ad esercizi in palestra. La Svezia è una squadra che è molto prestante dal punto di vista fisico. Penso si schiereranno con un 4-4-2 in fase di possesso e con un 4-3-1-2 in non possesso”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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