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Cronaca

Santa in Giallo: pubblicato il vincitore della sezione Romanzi inediti 2025. E’ il pavese Michele Nosei, con il romanzo “Il settimo violino”

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È stato pubblicato Il settimo violino di Michele Nosei, romanzo vincitore della sezione Romanzi inediti della prima edizione di Santa in Giallo 2025, il festival-concorso letterario nato a Santa Margherita Ligure. Il volume è uscito per Aporema Edizioni, dando così concreta attuazione a uno degli elementi qualificanti del premio: trasformare il riconoscimento ottenuto dall’opera vincitrice in una reale opportunità editoriale.

La pubblicazione rappresenta infatti il completamento del percorso avviato all’interno della prima edizione di Santa in Giallo e conferma la volontà della manifestazione di non limitarsi alla premiazione finale, ma di accompagnare gli autori selezionati verso una prospettiva concreta di diffusione e valorizzazione. In questo senso, l’uscita del romanzo di Michele Nosei costituisce uno dei risultati più significativi emersi dall’edizione inaugurale del festival.

Il settimo violino è un thriller costruito attorno alla morte del celebre violinista Dario Sarri, trovato strangolato nella sua villa alle porte di Pavia con quattro corde di violino. Attorno al corpo, uno spartito di Paganini, una stanza con sette teche, sei strumenti custoditi e una settima custodia vuota: quella del leggendario Guarneri del Gesù noto come “Il settimo di Mayer”. A indagare è Alessio Nardi, chiamato a muoversi in una vicenda dove musica, ossessione, mistero e tensione psicologica si intrecciano in una trama dal forte impianto simbolico.

Marisa Mulazzi, madrina di Santa in Giallo

La prima presentazione pubblica del libro si terrà a Pavia sabato 14 marzo alle ore 16.30 presso la galleria L2ARTE, in viale della Libertà 2B, in collaborazione con Libreria Vittoria. Insieme all’autore interverranno Aioria Fontana, autore della copertina del volume, e Marisa Mulazzi, madrina e presentatrice del premio Santa in Giallo. L’incontro sarà seguito da un momento conviviale.

Michele Nosei, vincitore della sezione Romanzi inediti 2025, si è imposto all’attenzione della giuria con un testo capace di coniugare costruzione narrativa, atmosfera e identità stilistica, qualità che hanno portato il suo romanzo dalla selezione concorsuale alla pubblicazione editoriale.

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La prima edizione di Santa in Giallo, svoltasi nel 2025, ha fatto registrare risultati di assoluto rilievo: 332 opere iscritte56 case editrici coinvolteoltre 400 studenti partecipanti alle attività Junior, 38 ospiti tra nomi nazionali e regionali, più di 70 uscite stampa tra carta, web, radio e televisioni, oltre a 15 giorni di anteprima e tre giornate finali di festival in sette location cittadine. Numeri che hanno confermato la forza di un progetto capace di unire concorso letterario, festival culturale, promozione della lettura e coinvolgimento del territorio.

Intanto Santa in Giallo 2026 è già partito: il nuovo concorso è aperto e il bando ufficiale è disponibile sul sito www.santaingiallo.it, mentre sono già in corso i lavori per la seconda edizione del festival.

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Cronaca

La Voce Pavese – Pavia aspetta la Milano Sanremo, la classicissima

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La provincia di Pavia aspetta la Milano Sanremo. Lo fa anche l’amministrazione comunale di Pavia del sindaco Michele Lissia, con tanti eventi a cornice aspettando la classicissima. A parlarne sono gli assessori allo Sport, Angela Gregorini, e al Commercio, Rodolfo Faldini.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

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Cronaca

Voghera, dal 14 marzo all’Ex Casino Sociale: in mostra L’Aquila «sospesa» di Ermanno Barchiesi

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Il reportage del fotografo milanese rivive nelle sale del Teatro Valentino Garavani fino al 4 aprile: un viaggio in bianco e nero tra le architetture ferite dal sisma.

di Emanuele Bottiroli

VOGHERA – C’è un istante preciso, una terra di mezzo tra la polvere del trauma e il rumore della rinascita, che sfugge spesso alle cronache ma non all’occhio attento della grande fotografia d’autore. È in questo “limbo temporale” che si muove la ricerca di Ermanno Barchiesi, protagonista della mostra “L’Aquila 2015: uno sguardo sulla città sospesa”, ospitata dal 14 marzo al 4 aprile 2026 nelle sale dell’Ex Casino Sociale di Voghera.

In un’epoca di immagini digitali ed effimere, consumate con voracità sui display dei nostri smartphone, il lavoro di Barchiesi, fotografo marchigiano di nascita e milanese di adozione, si impone come un rigoroso esercizio di memoria collettiva. Il suo sguardo sulla città abruzzese non cerca il clamore dell’emergenza immediata — quella delle macerie ancora calde del 2009 — né celebra la ricostruzione ormai giunta a una fase di consolidamento nel 2025. Al contrario, l’obiettivo si sofferma sul 2015: l’anno dei puntelli, delle impalcature e dei tiranti che, come complessi bendaggi metallici, sorreggono facciate ferite e palazzi storici.

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Le opere esposte, realizzate in un bianco e nero di classica precisione, richiamano esplicitamente la lezione dei maestri della fotografia documentaria italiana, da Paolo Monti a Gabriele Basilico. Barchiesi elimina la “distrazione” del colore per concentrarsi sulla “pelle” degli edifici. Le texture delle pietre, i volumi geometrici delle strutture di contenimento e le piazze spettralmente silenziose diventano i soggetti di un’estetica involontaria dell’attesa. È una dialettica potente tra la fragilità dell’architettura secolare e la resistenza ferrea di un territorio che ha scelto la via della conservazione metodica per non arrendersi all’oblio.

Ciò che colpisce nella visione di Barchiesi è la capacità di trasformare l’elemento tecnico — il ferro dei tubi Innocenti, il legno delle puntellature — in una metafora della cura. Come sottolineato dal critico Gianni Maffi, in queste immagini si legge una tensione emotiva contenuta, mai esibita: c’è qualcosa di profondamente umano in queste vedute urbane prive di figure, dove la città-paziente attende con dignità la sua guarigione, protetta da esoscheletri che la rendono a tratti irriconoscibile ma ancora viva.

Il fotografo, che cura personalmente ogni fase del processo, applica al supporto digitale l’esperienza espressiva maturata con il banco ottico e la pellicola analogica, ottenendo una gamma di grigi che restituisce profondità e anima al granito e al travertino. Il reportage diventa così una riflessione sul tempo: non quello accelerato della cronaca, ma quello lento della sedimentazione e della rigenerazione.

L’esposizione, organizzata da Spazio 53 in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, si inserisce nel solco delle celebrazioni che vedranno l’Abruzzo protagonista con “L’Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura”. Rappresenta un’occasione preziosa per il pubblico per confrontarsi con un lavoro che trascende la pura documentazione architettonica per toccare le corde dell’identità. Visitare questa mostra significa immergersi in un silenzio contemplativo, un invito a guardare oltre la superficie delle cose per scorgere, nel reticolo dei tiranti, la volontà incrollabile di una comunità di restare aggrappata alla propria storia.


TACCUINO

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  • Mostra: L’Aquila 2015: uno sguardo sulla città sospesa
  • Dove: Ex Casino Sociale del Teatro Valentino Garavani, Via Gioacchino Dell’Isola 2, Voghera (PV).
  • Date: Dal 14 marzo al 4 aprile 2026.
  • Inaugurazione: Sabato 14 marzo, ore 16:00. Sarà presente l’autore.
  • Orari: Martedì e venerdì ore 10-12; sabato ore 10-12 e 16-18. Ingresso libero.
  • Organizzazione: Spazio53.
  • Patrocini: Comune di Voghera – Assessorato alla Cultura.

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Cronaca

Terzo settore, al Senato il convegno “Oltre le appartenenze”

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ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della rappresentanza del Terzo Settore e il suo ruolo nella tenuta sociale dell’Italia al centro del convegno “Oltre le appartenenze: il Terzo Settore come pilastro della coesione sociale”. L’incontro, promosso dal senatore Lucio Malan e svolto presso Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica, ha riunito alcune tra le principali organizzazioni del mondo associativo italiano per avviare una riflessione sul ruolo pubblico del Terzo Settore in una fase segnata da profonde trasformazioni sociali ed economiche. Al centro del confronto la necessità di rafforzare il Terzo Settore come soggetto autonomo, pluralista e capace di rappresentare in modo autentico le istanze delle comunità e dei territori. “Come governo riteniamo il terzo settore una leva strategica di coesione sociale, di aiuto ai più fragili e di sostenibilità del welfare. Favoriamo una pari dignità tra pubblico e privato sociale in modo da soddisfare i bisogni di tutti i cittadini. Agiamo in nome della trasparenza così che le organizzazioni possano gestire la burocrazia con la giusta misura e promuoveremo riforme del codice del Terzo Settore per far sì che sia un asset strategico che sia attenzionato dal Governo”, le parole di Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega al Terzo Settore. Una parte importante del dibattito è stata dedicata al rilancio della rappresentanza del Terzo settore come spazio di confronto democratico e luogo di sintesi capace di superare logiche di appartenenza e schieramenti precostituiti, restituendo al sistema associativo una rappresentanza più autorevole e condivisa. “L’importanza del Terzo Settore per l’Italia è davvero grande ed è utile che il Senato e il Governo ascoltino quali sono le necessità. Molti interventi sono stati già fatti con dei finanziamenti e delle agevolazioni, ma occorre anche tagliare la burocrazia per sottrarre da oneri irragionevoli chi lavora per gli altri e avere la miglior interazione possibile tra le realtà del Terzo Settore e le istituzioni”, ha sottolineato il senatore Lucio Malan. Nel corso dell’incontro è stata presentata la proposta di istituire un Osservatorio permanente sul Terzo Settore, realizzato in collaborazione con il mondo universitario, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche del settore, analizzarne criticità e potenzialità e rafforzarne la capacità di dialogo con istituzioni e comunità. Tra gli enti aderenti all’iniziativa figurano Fictus, Asi e Opes, rappresentata dal presidente nazionale Juri Morico: “Abbiamo ragionato nell’ecosistema delle infrastrutture del Terzo Settore che devono mettere in condizione i dipendenti di adempiere il loro compito, ovvero creare valore. Stiamo cercando di passare a una sussidiarietà orizzontale nel privato-sociale, cercando di facilitare lo scambio di competenze”, ha detto il numero uno di Opes. “La sfida oggi? Trasformare la pluralità del Terzo Settore – aggiunge Morico – in una ricchezza il più possibile condivisa, aumentarne la capacità di generare cooperazione e sviluppo sociale. E’ in questo senso che la sussidiarietà orizzontale del privato sociale diventa una leva strategica: un modo per rafforzare la capacità delle organizzazioni di sostenersi reciprocamente, di crescere insieme e di moltiplicare l’impatto positivo delle loro attività sui territori. La nostra posizione resta improntata alla responsabilità e al dialogo, favorendo una rappresentanza più ampia, più partecipata e più capace di interpretare la ricchezza del Terzo Settore italiano”. In un contesto in cui il sistema del welfare affronta nuove sfide e crescenti fragilità sociali, le organizzazioni della società civile sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più decisivo nel promuovere solidarietà, partecipazione e coesione sociale, in modo da poter rendere più concreta la rappresentanza del Terzo Settore nel Paese.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

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