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Cronaca

Allevamento dei bufali, la Cina auspica maggiore collaborazione con l’Italia

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NANNING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – “Cina e Italia continuano ad approfondire gli scambi tecnici e di talenti e a promuovere sforzi congiunti per ottenere progressi e traguardi nei campi tecnici chiave legati all’allevamento e alla nutrizione dei bufali”. Lo ha dichiarato in una recente intervista Liao Yuying, direttrice del Guangxi Buffalo Research Institute.

Liao ha espresso la speranza di valorizzare ulteriormente il ruolo della ricerca scientifica nel rafforzare gli scambi e la cooperazione nel settore, portando così la cooperazione agricola bilaterale a un livello più profondo e a una portata più ampia.

Come esperta del settore che segue da lungo tempo lo sviluppo di questa industria, Liao si è detta fortemente ottimista sulle prospettive della cooperazione sino-italiana, che mira a superare le difficoltà dello sviluppo interno e ad accrescere l’influenza e il prestigio della Cina nel settore della scienza zootecnica di livello globale.

“L’Italia possiede competenze di livello mondiale nell’allevamento, nella tecnologia riproduttiva e nella trasformazione lattiero-casearia legata ai bufali”, ha affermato Liao. “Approfondire questo legame è vitale per diversificare le nostre risorse del germoplasma e promuovere l’innovazione nell’industria della Cina”.

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La ricerca cinese di prodotti lattiero-caseari di alta qualità ha raggiunto traguardi significativi attraverso questo partenariato. Nel 2007 e nel 2022, la Cina ha importato con successo liquido seminale congelato di bufali mediterranei italiani. Queste risorse genetiche sono state integrate nei programmi nazionali di incroci tra razze, migliorando significativamente la produzione di latte e il profilo nutrizionale delle mandrie locali.

Il Centro congiunto di ricerca scientifica e tecnologica sui bufali tra Cina e Italia funge inoltre da piattaforma, collegando il Guangxi Buffalo Research Institute con istituzioni di primo piano come l’Università di Torino e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA).

Cina e Italia si stanno attualmente coordinando con l’International Buffalo Federation per sostenere la candidatura del Guangxi come regione ospitante della 15esima edizione del World Buffalo Congress nel 2029.

Foto: Xinhua

(ITALPRESS).

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Cronaca

Casellati “La semplificazione normativa è una scelta di campo”

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TORINO (ITALPRESS) – “La semplificazione normativa non è un concetto astratto e neppure una questione meramente tecnica. E’ una scelta di campo, con effetti concreti sulla vita di cittadini e imprese: intraprenderla significa stare dalla loro parte, e non dalla parte della burocrazia che si autoalimenta. La vostra Regione ha scelto di stare dalla parte dei suoi cittadini e delle sue imprese. ‘Semplifica Piemontè è una legge importante e coraggiosa perchè traduce in azione l’obiettivo di un quadro normativo più efficace, prevede a tal fine strumenti ad hoc, affida compiti e responsabilità a strutture dedicate, stabilisce criteri per misurare i risultati. E’, nello stesso tempo, un cambio di passo strutturale e culturale”. Così il ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa, Elisabetta Casellati, alla cerimonia di presentazione del disegno di legge ‘Semplifica Piemontè. Casellati ha poi sottolineato come “la complessità normativa costa. E’ stato calcolato che i costi annui sostenuti dalle imprese per adempimenti burocratici oscillano tra 57,2 e 80 miliardi, mentre i ritardi nell’erogazione di prestazioni amministrative pesano complessivamente per 225 miliardi su famiglie e aziende. E’ una tassa invisibile che pesa sulle imprese, scoraggia gli investimenti, rallenta la crescita. E colpisce soprattuto chi non ha gli uffici legali per affrontarla”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Cronaca

Illumina, la prima scintilla a Cologno Monzese

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COLOGNO MONZESE (ITALPRESS) – Un’Italia in cui lo sport non è più un privilegio, ma un diritto. Dove piazze, quartieri e città diventano luoghi di energia, inclusione e partecipazione. E’ questa la visione di Sport Illumina, il progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, con un finanziamento di 31,8 milioni di euro, ideato da Sport e Salute.
Illumina punta a rigenerare spazi urbani e trasformarli in luoghi vivi, aperti e accessibili, dove lo sport diventa occasione di incontro e crescita per le comunità. Non un’idea astratta, ma opportunità concrete: spazi ispirati ai grandi palcoscenici dello sport internazionale, tornei serali, attività scelte e vissute direttamente dai cittadini. La prima scintilla si accende a Cologno Monzese, da cui prende avvio un progetto che prevede la realizzazione di 85 spazi in tutta Italia. Qui, nel parco di via Neruda, un campetto da basket che per anni è stato punto di ritrovo spontaneo per i ragazzi del quartiere rinasce oggi come area sportiva rinnovata e aperta a tutti: uno spazio multifunzionale con campo da basket 3×3, area calisthenics e parete per l’arrampicata. Un risultato reso possibile anche dalla visione dell’amministrazione comunale, che ha creduto nel progetto e nel valore dello sport come strumento di aggregazione e benessere per la comunità. All’inaugurazione hanno partecipato studenti delle scuole, associazioni sportive locali e cittadini, insieme agli Ambassador del Team Illumina: i campioni Filippo Magnini e Giacomo Galanda, l’artista Silvia Salemi, gli atleti Sara e Paolo Vargetto e il freestyler Swan Ritossa. La giornata è stata arricchita da uno spettacolo musicale curato da Warner Music Italy, media partner del progetto, con l’esibizione del vincitore di Sanremo Giovani Nicolò Filippucci.
“Il nostro Progetto Sport Illumina ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria, perchè abbiamo il dovere di intervenire tanto più dove emergono o hanno addirittura il sopravvento disagi sociali e fenomeni criminali, come abbiamo fatto a Caivano, non solo con il ricostruito centro sportivo Pino Daniele, ma anche con il playground che abbiamo realizzato e dedicato a Fortuna e Antonio, bambini lanciati da due balconi tredici anni fa, applicando il principio dello sport come indispensabile difesa immunitaria sociale. Con questo spirito e con queste consapevolezze il Governo Meloni sta investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica, mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche, a partire dai 1.543 spazi attrezzati nei Comuni del Sud sotto i 10.000 abitanti, ai quali si aggiungono ora le 85 progettualità di Sport Illumina, come questa di Cologno Monzese, con un investimento finanziario complessivo di quasi 32 milioni” le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Per Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute, “questa è la risposta concreta ad una domanda sempre crescente di spazi e luoghi dove poter svolgere attività fisica e sportiva in maniera libera, gratuita e accessibile. Abbattiamo così alcune delle barriere d’accesso allo sport. Un impegno concreto che non si conclude al taglio del nastro ma si consolida nella gestione quotidiana di questi spazi”. “Illumina nasce da un’idea semplice ma dirompente: il buio si deve trasformare in opportunità e il silenzio nel battito di una comunità. La nostra missione è generare valore sociale. Accendiamo i territori con l’arma più potente che abbiamo: la bellezza dello sport praticato, libero e accessibile a tutti, perchè lo sport è vita e illumina tutto!” il commento di Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute. Infine, per il sindaco di Cologno Monzese Stefano Zanelli, “il progetto Sport Illumina ci ha permesso non soltanto di riqualificare un’area sportiva nel nostro territorio, nel contempo è una opportunità per un percorso di condivisione sportiva con la popolazione cittadina ed in particolare i nostri giovani. Siamo certi che il coinvolgimento delle associazioni sportive e la presenza di tutor faranno di questo playground un punto di riferimento importante per tutti, con la consapevolezza che lo sport, soprattutto quello praticato all’aperto, è fonte di benessere, amicizia e vita”.
– foto ufficio stampa Sport e Salute –
(ITALPRESS).

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Tumore al seno, il Sud fa rete: nasce il primo modello interregionale di cura

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POTENZA (ITALPRESS) – Curarsi senza lasciare la propria regione. Per migliaia di donne del Sud affette da tumore al seno potrebbe presto diventare una realtà. Dalla Basilicata, Campania e Puglia parte, infatti, un nuovo modello di collaborazione sanitaria che punta a ridurre le disuguaglianze territoriali e la migrazione sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti.
Il progetto si chiama BEACON (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e nasce da un protocollo di intesa tra l’Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete (A.M.O.Re.) che coinvolge tre poli di eccellenza oncologica del Mezzogiorno – l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli e l’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari – e Novartis, con il supporto di IQVIA.
L’obiettivo è migliorare la presa in carico delle persone con patologie oncoematologiche, incluso il tumore al seno, attraverso un modello innovativo orientato agli esiti. L’iniziativa si inserisce nell’impegno di Novartis a lavorare al fianco di tutti gli attori del Sistema Paese per contribuire all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, favorendo equità e tempestività di accesso all’innovazione. “Siamo di fronte a un importante passo avanti per rafforzare la qualità dei percorsi oncologici nel Mezzogiorno, in un’ottica di equità di accesso alla cura – spiega Roberta Rondena, Country Value & Access Head di Novartis Italia. Il nuovo modello BEACON rappresenta un esempio innovativo di medicina basata sul valore e ci auguriamo che la sua introduzione all’interno della rete A.M.O.Re possa offrire un esempio replicabile anche in altre realtà sanitarie su tutto il territorio nazionale”.
L’obiettivo è affrontare uno dei nodi più critici della sanità italiana: la mobilità sanitaria. Ogni anno oltre 67 mila ricoveri oncologici 1 vengono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti, un fenomeno che riflette significative disparità territoriali e costringe molte persone ad affrontare spostamenti lunghi e spesso onerosi. Il nuovo modello punta invece a rafforzare la collaborazione tra centri, condividere competenze e dati clinici e utilizzare strumenti digitali e telemedicina per garantire percorsi terapeutici più fluidi e integrati.
“La collaborazione strutturata tra i Centri di trattamento è il primo pilastro del modello BEACON e permette la condivisione delle competenze mediche e sanitarie a beneficio delle pazienti. – commenta Massimo De Fino, Direttore Generale del CROB di Rionero – Questa collaborazione richiede, per realizzarsi pienamente, la creazione di gruppi multidisciplinari intraospedalieri e la condivisione tempestiva e sicura di dati, referti e documentazione clinica attraverso piattaforme digitali. Nei tre IRCCS sono già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati, che rappresentano modelli applicabili per supportare la collaborazione tra Centri”.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui si valutano i percorsi diagnostico-terapeutici. Ispirato ai principi della Value Based Healthcare, BEACON introduce indicatori che non misurano solo tempi e volumi di attività sanitaria, ma anche gli esiti clinici, la qualità della vita e l’esperienza delle pazienti lungo tutto il percorso di cura. Una sfida decisiva se si considera l’impatto della malattia: in Italia oltre 925 mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno e ogni anno si registrano più di 53 mila nuovi casi.
“La valutazione dei risultati raggiunti dai percorsi oncologici, finora, si basa su parametri quali i tempi e i volumi dell’attività sanitaria – spiega Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’Istituto Tumori di Bari (IRCCS) – Il modello BEACON introduce un cambio di prospettiva, mettendo al centro della misurazione la prospettiva delle pazienti, la loro qualità di vita, la loro esperienza umana di pazienti. La misurazione di questi elementi richiederà un efficace monitoraggio, il rafforzamento dei sistemi informativi e anche un aggiornamento dell’organizzazione interna ma, ne sono sicuro, ci permetterà di avere una più efficace misurazione degli esiti terapeutici”.
Il modello si fonda su quattro pilastri: collaborazione strutturata tra i centri, multidisciplinarietà, innovazione digitale e la figura del case manager, che accompagnerà le pazienti coordinando visite, terapie e specialisti. Un punto di riferimento capace di rendere il percorso di cura più semplice e continuo. La prossima tappa sarà la sperimentazione operativa nella rete A.M.O.Re. Se il modello dimostrerà la sua efficacia, potrà diventare un riferimento per altre regioni italiane.
“Curare il tumore al seno oggi significa molto più che scegliere la terapia giusta: significa accompagnare la paziente lungo un percorso complesso, misurando non solo i risultati clinici ma anche la qualità della vita. E’ un modello che integra competenze diverse e strumenti digitali, e che può cambiare davvero la vita di molte donne. Su questi presupposti nasce il progetto BEACON con un obiettivo fondamentale: la qualità delle cure non può dipendere dalla geografia. Mettere in rete tre centri di eccellenza del Mezzogiorno significa costruire un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa, senza dover affrontare i costi umani ed economici dei viaggi della speranza” afferma Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale di Napoli.
-foto ufficio stampa Novartis –
(ITALPRESS).

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