Politica
Referendum sulla riforma della giustizia, riaperti i seggi: si vota fino alle 15, poi lo spoglio. Affluenza al 46,07% nella prima giornata
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6 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Urne riaperte alle 7 per il referendum confermativo della legge costituzionale su “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi rimarranno aperti fino alle 15, poi partirà lo spoglio. Nella giornata di ieri l’affluenza alle 23 è stata del 46,07%.
PER COSA SI VOTA
Si vota per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia voluta dal governo Meloni e approvata dal Parlamento lo scorso ottobre. 51,4 milioni di cittadini sono chiamati alle urne. Non è previsto quorum e l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi: votare “sì” significa confermare la riforma e consentirne l’entrata in vigore, votare “no” significa respingerla e mantenere l’attuale assetto della magistratura.
Il cuore della riforma della giustizia è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, oggi appartenenti allo stesso ordine. Chi entra come giudice, resterà giudice per tutta la carriera; chi sceglie di fare il pm non potrà mai diventare giudice (e viceversa).
Oltre due percorsi professionali distinti fin dall’inizio, questo comporta una distinzione più marcata tra chi accusa e chi giudica nel processo penale: secondo i sostenitori della riforma, in questo modo si rafforza il principio del “giudice terzo”. Per i critici, invece, la separazione delle carriere rompe l’unità della magistratura. Tra le principali novità della riforma c’è anche la creazione di due Consigli superiori della magistratura separati, uno per i giudici e uno per i pm: entrambi continueranno a occuparsi di assunzioni, promozioni, trasferimenti e valutazioni professionali.
Una novità molto discussa riguarda la selezione dei componenti dei due Csm che avverrà, almeno in parte, con il sorteggio. L’obiettivo dichiarato della riforma è ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura, ma i contrari sottolineano il rischio di una minore rappresentatività. Un altro cambiamento importante riguarda la disciplina dei magistrati.
Oggi le sanzioni disciplinari sono gestite dal CSM. Con la riforma, questa funzione viene tolta al CSM e viene creata una nuova Alta Corte disciplinare che giudica i magistrati in materia disciplinare, opera come organo autonomo e decide sia in primo che in secondo grado, senza ricorso in Cassazione.
Inoltre l’azione disciplinare viene attribuita al ministro della Giustizia: si tratta di uno dei punti più contestati dal fronte del “no” perché tocca l’equilibrio tra poteri dello Stato. Nel complesso, la riforma non interviene direttamente sui processi o sulla loro durata, ma ridisegna l’architettura interna della magistratura e i rapporti tra i suoi organi, modificando equilibri consolidati da decenni.
Secondo la maggioranza, che sostiene il “sì”, la separazione delle carriere rafforza l’imparzialità del giudice e limita possibili commistioni tra chi accusa e chi giudica.
Inoltre, la riforma viene presentata come uno strumento per ridurre l’influenza delle correnti nella magistratura e garantire maggiore trasparenza.
Per la premier Giorgia Meloni, la riforma è necessaria per modernizzare il sistema giudiziario, sostenendo che respingerla significherebbe “rischiare di restare con una giustizia che non funziona”. Sul fronte opposto si collocano i partiti di opposizione, gran parte della magistratura associata e diversi costituzionalisti secondo cui la riforma rischia di indebolire l’indipendenza della magistratura.
Secondo i sostenitori del “no”, la separazione delle carriere e il nuovo sistema di governance potrebbero rendere i pubblici ministeri più esposti al potere politico e compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Per la segretaria del PD, Elly Schlein, la riforma “serve a chi sta al potere per sfuggire a ogni controllo”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Carburanti, Urso “È possibile aumentare la produzione, abbiamo preservato le nostre raffinerie”
Pubblicato
1 ora fa-
27 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Lo afferma il ministro Adolfo Urso in una intervista a Repubblica. È possibile aumentare la produzione di carburanti? “Penso di sì – risponde Urso -, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”.
E alla domanda se sia stato miope ridurre il numero di impianti in Europa, Urso risponde: “Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Tajani “Su arresti in flagranza i magistrati non diano segnali di impunità. L’Anm: “Parole contrarie allo Stato di diritto”
Pubblicato
17 ore fa-
26 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo, in questo governo, dalla parte delle forze dell’ordine. Però non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura. Io dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri piene, ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti. Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della sua visita al Villaggio della Legalità, a Roma, ha risposto a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate. Parole su cui Tajani è tornato in un post sui social. “I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza. Come è successo a Torino, troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti – spiega il vicepremier -. Questo crea allarme sociale e demotiva polizia e carabinieri. È sufficiente parlare con le forze dell’ordine e con chi vive nei quartieri ad alta densità criminale per capire quello che intendo. Non ho mai chiesto di disapplicare la legge, ma al contrario di applicarla in pieno”.
“E ho chiesto ai magistrati di mettersi una mano sulla coscienza ogni volta che scelgono di rilasciare chi è stato colto sul fatto e, una volta libero, è pronto a reiterare il reato. La percezione di impunità aiuta solo i malviventi. Invocare lo Stato di diritto con gli arrestati in flagranza è quindi strumentale – conclude Tajani -. Lo Stato di diritto prevede che nessun innocente debba finire in carcere. Non che gli arrestati in flagranza possano tornare a delinquere il giorno dopo”.
ANM “PAROLE TAJANI CONTRARIE A STATO DI DIRITTO”
“Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Foto ritoccata di Matilde Siracusano, bufera su Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale si difende: “Cercare meglio a chi rivolgere le accuse…”
Pubblicato
17 ore fa-
26 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Certo. Ne ho già parlato con i miei avvocati. Quello che ha fatto è reato. Non si può consentirlo a nessuno, figuriamoci a qualcuno che chiede, anzi minaccia, di andare in Parlamento”. Così la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, risponde alla domanda se denuncerà Roberto Vannacci in merito alla sua foto ritoccata pubblicata in un post social dal leader di Futuro Nazionale. “Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l’avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l’istituzione, e ho il dovere di contenere sia l’irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto”, sottolinea Siracusano, che aggiunge: “Che cosa vile. Ma nel senso più pieno e anche etimologico: cosa povera, che non vale nulla. È assurdo doversi occupare, e nel 2026, di questi mezzucci usati contro gli avversari…”.
“A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere… Quando mancano gli argomenti, gli attacchi diventano personali… Continuate pure a occuparvi di scollature…”. Così su Facebook il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, pubblicando il link del blog Iacchitè, che aveva pubblicato l’immagine generata con l’IA che includeva una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato alle suppletive di Reggio Calabria Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio.
LE REAZIONI
In un post sui social, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha pubblicato ieri un post per la campagna elettorale delle suppletive a Reggio Calabria, con una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio. Numerosi da FI e non solo i messaggi di solidarietà a Siracusano. “Quello di Roberto Vannacci contro Matilde Siracusano è un comportamento di una volgarità senza precedenti. La libertà di espressione non può diventare un alibi per svilire una persona e utilizzare il corpo femminile come strumento di attacco”, dichiara la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa. “Perché alterare una foto e mostrare una donna con una scollatura non presente nell’immagine originale? Qual è lo scoop di un atteggiamento di questo tipo? Forse per Vannacci le donne sono una figurina da comporre a suo piacimento? È davvero inaccettabile – conclude Dalla Chiesa – una deriva di questo tipo. Non è lui che come ha proclamato ridarà dignità alla Calabria. Perché la dignità i calabresi ce l’hanno proprio nel loro dna, e la Calabria è ritornata sotto i riflettori con Forza Italia, Cannizzaro e il presidente Occhiuto. Smettiamo di chiamare generale o ex generale un uomo che quotidianamente svilisce l’onore di chi porta una divisa. Vicinanza all’amica Matilde”.
“Manipolare l’immagine di una donna in politica, alterandone l’abbigliamento e pubblicando una foto falsificata, è semplicemente indecoroso. E lo è per chi lo fa. Non è umorismo, non è ironia, non è campagna elettorale: è mancanza di rispetto verso una persona, verso un’istituzione e verso il Paese”, afferma Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Matilde Siracusano è una rappresentante delle istituzioni. Va giudicata per il suo lavoro, per le sue idee, per i risultati che ottiene. Non per un fotomontaggio volgare costruito per colpire e umiliare. Chi sceglie questa strada abbassa il livello del confronto e offende tutte le donne che scelgono di stare in politica – prosegue -. Forza Italia ha sempre sostenuto un confronto franco, anche aspro, ma fondato sui fatti. Alterare una fotografia per ridicolizzare una collega è il contrario del senso dello Stato che si invoca a parole. E qualifica impietosamente chi lo fa”.
“Roberto Vannacci pubblica sui suoi social una fotografia ritoccata del sottosegretario Matilde Siracusano, modificandone pesantemente l’abbigliamento e mostrando una scollatura molto, ma molto più accentuata rispetto alla fotografia originale, fino a far scomparire di fatto il top sotto la giacca. È una cosa semplicemente indecente”, dichiara Catia Polidori, responsabile nazionale di Azzurro Donna Forza Italia. “Ancora una volta, l’ex generale dimostra di avere un’idea delle donne che passa attraverso la loro sessualizzazione. Non gli basta confrontarsi sul terreno politico: per provocare sceglie di manipolare l’immagine di una donna, alterandone il corpo e trasformandolo in un oggetto da esibire – prosegue -. È davvero pietoso che, ancora oggi, una donna impegnata in politica debba essere rappresentata attraverso una scollatura artificiosamente esasperata invece che per le sue idee, il suo lavoro e il suo ruolo istituzionale. E questo dovrebbe indignare tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti. Sincera solidarietà alla collega Siracusano”. “Se ancora ci fosse qualche dubbio sul maschilismo di Roberto Vannacci e del suo partito, ora è caduto. Per schernire il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, Vannacci pubblica una foto della sua compagna, la Sottosegretaria Matilde Siracusano, con una profonda scollatura creata artificialmente. È un’aggressione intollerabile e un atto di bullismo sessista senza precedenti nella nostra politica – afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati -. Nessuno si sognerebbe mai di pubblicare foto manipolate della moglie e delle figlie di Vannacci per attaccarlo politicamente. L’idea della donna che il generale propone è inaccettabile e, per quanto mi riguarda, rappresenta uno degli aspetti più pericolosi del suo programma politico. Mi batterò con tutte le mie forze perché questa visione retriva e umiliante non passi e spero in una mobilitazione collettiva di donne e uomini indisponibili ad arretrare rispetto a un traguardo di civiltà. Non sarà un esaltato qualunque a mettere in discussione quello che faticosamente abbiamo conquistato. Alla sottosegretaria Siracusano va tutta la mia solidarietà”. “Modificare la fotografia di Matilde Siracusano, alterandone il corpo per ridicolizzarla, è un gesto volgare e inaccettabile. Quando per attaccare un’avversaria si ricorre a questo, significa che gli argomenti sono finiti”, dichiara Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo. “Matilde è una donna delle istituzioni, una dirigente politica autorevole, che non si è mai sottratta alle battaglie e alle critiche. Qui, però, non si è contestata una sua posizione politica – prosegue -: si è scelta la strada dell’offesa personale. Antonio Tajani ha fatto bene a intervenire con parole chiare. Le battaglie politiche si fanno sulle idee, sulle scelte e sui fatti. Alterare il corpo di una donna per trasformarlo in uno strumento di dileggio significa portare lo scontro su un terreno che con la politica non ha nulla a che fare. A Matilde va la nostra piena solidarietà”.
“La foto ritoccata di Matilde Siracusano è squallida e inaccettabile. Sessualizzare l’immagine di una donna e usarne l’aspetto fisico per colpirla è un gesto vile, che non ha nulla a che vedere con il confronto politico. Episodi del genere rivelano un livello culturale e morale davvero misero. Che a ricorrere a un simile espediente sia un ex generale rende il tutto ancora più sconcertante. All’amica Matilde va la mia affettuosa vicinanza per questo indegno attacco”. Lo dichiara il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.
“La pubblicazione della foto manipolata di Matilde Siracusano conferma l’impressione che dalle parti di Futuro Nazionale avevano già abbondantemente dato in tema di donne e di concezione del confronto politico: scarso rispetto per le persone e per la realtà, e idee confuse. Altro che ‘vera destra’”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
“Roberto Vannacci attacchi pure Forza Italia o me, se pensa che possa servirgli per le elezioni suppletive, che sono a Reggio Calabria e non in Sassonia. Si confronti sul merito, sui contenuti, sul futuro dei nostri territori e del Paese, se ne è capace, con me o anche con Matilde Siracusano. Ma chi per fare politica ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso, prima ancora di cominciare. Questo non è il centrodestra in cui mi riconosco, e non credo sia quello in cui si riconoscono gli italiani”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.
“La foto manipolata e sessista diffusa da Vannacci contro Matilde Siracusano – cui va la nostra solidarietà – e il tentativo degli esponenti di Futuro Nazionale di impedire a uno scienziato, l’infettivologo Matteo Bassetti, di parlare sono due facce della stessa politica: propaganda aggressiva e intolleranza al confronto. Le vannacciate dimostrano che FN non ha cultura di governo, affidabilità né senso di responsabilità, ed è incompatibile con i valori e con la proposta politica del centrodestra”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
“Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Matilde Siracusano per il grave e inaccettabile episodio che l’ha vista coinvolta. Le parole utilizzate da Roberto Vannacci, insieme alla manipolazione dell’immagine, sono espressione di un linguaggio violento e offensivo che va sempre condannato, senza se e senza ma. A Matilde, che conosco come donna e rappresentante delle istituzioni, va la mia solidarietà personale e istituzionale. Il rispetto della persona deve venire prima di ogni contrapposizione politica”. Così su Facebook il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“L’uso pecoreccio dell’intelligenza artificiale da parte di Vannacci e Futuro Nazionale porta la politica alla stregua di certi filmetti degli anni Settanta. Solo che qui non c’è nulla da ridere”. Lo afferma Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera. “A Matilde Siracusano va tutta la mia solidarietà e sostegno”, conclude Minardo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS)


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