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Cronaca

CDP, nel 2025 utile record a 3,4 mld e patrimonio netto +6%

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ROMA (ITALPRESS) – L’utile netto di CDP raggiunge il massimo storico di 3,4 miliardi di euro, in ulteriore aumento (+3%) rispetto al 2024, mentre il patrimonio netto, pari a 32 miliardi di euro, è in crescita del 6%. Sono alcuni dei principali risultati illustrati durante la conferenza stampa di presentazione del Bilancio 2025 di Cassa Depositi e Prestiti. Per l’amministratore delegato, Dario Scannapieco, è “un dato che conferma l’efficacia di una strategia che ci ha consentito di investire oltre 29 miliardi di euro in iniziative chiave per il Paese, generando investimenti per più di 73 miliardi”, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate.
“Con queste risorse – ha sottolineato Scannapieco – abbiamo sostenuto la competitività del tessuto economico italiano, al fianco delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese, anche di quelle piccole e medie che fanno più fatica ad accedere al credito, avviando inoltre una nuova attività di finanziamento diretto”, ma “abbiamo bisogno di imprese più grandi che possano competere”: per questo “stiamo facendo un roadshow con Confindustria per far conoscere i nostri prodotti”. Poi “abbiamo investito nelle infrastrutture, in grandi aziende che operano in settori strategici e avviato un nuovo modello operativo che ci consente una presa di rischio maggiore per sostenere tre obiettivi prioritari: Mezzogiorno, innovazione ed ESG”.
Inoltre “si è molto ampliato il nostro ruolo internazionale, in Europa e sul fronte della finanza per lo sviluppo”.
In particolare, la prima operazione del “Plafond Africa” nell’ambito del Piano Mattei per contribuire alla realizzazione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici nel Continente e il primo finanziamento nell’ambito del programma europeo TERRA, in partnership con la FAO, hanno contribuito a segnare un nuovo record sul fronte della Cooperazione internazionale allo sviluppo, con una crescita del 28% delle risorse impegnate rispetto al 2024.
Per il presidente Giovanni Gorno Tempini, il 2025 “ha avuto dei risultati record: CDP è riuscita a svolgere bene il suo compito di grande facilitatore e ponte fra il pubblico e il privato, nella logica di una funzione pubblica ma con uno stile da operatore di mercato”. In futuro, in un contesto globale “complesso, segnato da una profonda trasformazione dell’economia internazionale caratterizzata da un forte dinamismo tecnologico, da una crescente frammentazione geopolitica e da una rilevante volatilità dei mercati”, CDP “continuerà a operare con le stesse linee guida che hanno caratterizzato il suo passato e che continuano ad essere attuali, perchè gli investimenti di lungo periodo sono ciò di cui il Paese ha necessità. Il nostro obiettivo è aiutare il Paese a crescere di più”.
Lo scenario internazionale resta preoccupante e “influisce sicuramente, lo vediamo dal punto di vista dell’attitudine delle imprese a investire o della sicurezza dei sistemi di approvvigionamento. La cooperazione internazionale aiuta a supportare un sistema dell’export che ha funzionato molto bene ma che, da un punto di vista geografico, può risentire di aree di instabilità più o meno accentuate. Nel presente, cerchiamo di collaborare insieme ai nostri interlocutori per aiutarli a centrare traguardi oltre la situazione del momento”, ha spiegato Gorno Tempini.

– foto ufficio stampa CDP –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Immigrazione, Salvini “Revoca della cittadinanza per chi commette gravi reati”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non bisogna essere di destra o leghisti per chiedere la certezza della pena, per portare, per esempio in aula, tra 10 giorni, una proposta della Lega sulla revoca del permesso di soggiorno o la cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, ospite di “Giornale Radio”. “Il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono atti di fiducia, e mi sembra naturale revocarli per chi commette gravi crimini” ha aggiunto Salvini.
“Se l’indicazione amministrativa e politica fosse quella di dedicarsi più alla sicurezza probabilmente ci sarebbero risultati diversi”, ha proseguito. “Domani potremmo raddoppiare i militari occupati nell’operazione strade sicure, non c’è bisogno di una nuova norma subito, possiamo arrivare 10 mila militari, potrebbe essere una forza non indifferente”, conclude Salvini.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Cronaca

Ex Ilva, sciopero dell’indotto a Taranto. Blocchi stradali contro i licenziamenti

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TARANTO (ITALPRESS) – E’ scattata la protesta dei lavoratori dell’indotto e dell’appalto dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Le sigle sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato uno sciopero di 24 ore, iniziato alle ore 9:00 di oggi e con termine previsto per le 7:00 di domani. La mobilitazione è stata indetta per contrastare il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 lavoratori delle aziende esterne che garantiscono i servizi di manutenzione, logistica e supporto alla produzione.

La situazione dell’appalto si è aggravata in seguito alla decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento entro la fine di ottobre. Subito dopo la proclamazione dello sciopero, i lavoratori hanno presidiato e occupato la strada provinciale per Statte, annunciando contestualmente blocchi della circolazione sulla strada statale in direzione Bari.

Le organizzazioni sindacali chiedono lo stop immediato alle procedure di licenziamento, la concessione di tutele e ammortizzatori straordinari per il reddito, oltre alla presentazione di un piano industriale chiaro per il futuro del sito.

La mobilitazione giunge alla vigilia del tavolo di confronto con il governo previsto a Palazzo Chigi, mentre i sindacati ribadiscono che “il tempo è scaduto”.

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-Foto IPA Agency-

(ITALPRESS).

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Cronaca

Ucraina, Tajani “L’attacco russo al confine con la Polonia è una provocazione”

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ROMA (ITALPRESS) – L’attacco al confine con la Polonia “è un altro segnale della Russia che dice ‘attenzione, non aiutate troppo l’Ucrainà. Poi loro dicono che l’attacco era contro treni che portavano armi. Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente. In questo caso bisogna essere sempre fermi, ma senza perdere mai l’obiettività e la capacità di serietà, di mediazione e di dialogo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio24.
“Quindi siamo fermi nella risposta e Zelensky e magari con la mediazione americana, o ben diventano anche mediazioni dell’India, della Cina. L’importante è che si raggiunga la pace. Noi intanto continuiamo a sostenere l’Ucraina”, spiega. In ogni caso, “non credo che ci sarà una guerra” tra Mosca e l’Occidente, “non credo che convenga alla Russia” perchè “saprebbe bene di perderla, verrebbe sconfitta”.
“Non credo che gli americani abbiano interesse a una sconfitta dell’Ucraina, giocano una partita cercando di mediare, però certamente l’Ucraina non può cedere i suoi territori, quindi bisogna trovare un altro tipo di compromesso”, prosegue Tajani. “E’ chiaro che gli attacchi alle raffinerie russe provocano danni anche al prezzo del petrolio, ma i danni vengono soprattutto da quello che accade a Hormuz e Bab el Mandeb”. Sull’attacco degli Houthi “noi abbiamo condannato con grande fermezza l’attacco ai sauditi. C’è una missione militare navale europea con una grande presenza italiana, la missione Aspides che serve a proteggere i cargo e le navi mercantili che passano attraverso Suez, attraverso il Mar Rosso per andare verso Oriente e verso il sud, anche verso l’Africa” e che “continuerà ad andare avanti, nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà una close protection, un’azione di forte controllo e protezione ai nostri mercantili, perchè guai a bloccare la libertà di navigazione”, conclude. “Già c’è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el Mandeb”.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

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