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Cronaca

Fondazione Magna Grecia, consegnato a New York a Mike Pompeo il premio John Marchi

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NEW YORK (ITALPRESS) – Si è svolta all’Istituto Italiano di Cultura di New York la prima edizione del Premio John Marchi, promosso dalla Fondazione Magna Grecia presieduta da Nino Foti. Il riconoscimento, dedicato alla memoria dello storico senatore italo-americano, è stato conferito all’ex Segretario di Stato Mike Pompeo.
Nel corso della cerimonia, il Presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti ha evidenziato il percorso di Pompeo, dalla formazione a West Point al servizio come ufficiale dell’esercito durante la Guerra Fredda, fino alla guida della CIA e del Dipartimento di Stato, sottolineandone il ruolo nelle politiche di sicurezza internazionale, nella promozione della libertà religiosa e nel rafforzamento delle relazioni tra alleati, anche attraverso il contributo agli Accordi di Abramo.
A ricordare la figura di John Marchi, è stato l’avvocato John Lauro, che ne ha sottolineato il ruolo di riferimento per la comunità italo-americana e l’impegno nelle istituzioni, richiamando i valori di integrità, servizio pubblico e responsabilità che hanno caratterizzato la sua lunga carriera.
“John Marchi – ha poi aggiunto Foti – è stato un senatore italoamericano che ha servito le istituzioni con un forte senso delle regole, della legalità e del rispetto, oltre a principi fondamentali che hanno guidato tutta la sua vita”.
A seguire spazio alla premiazione. Nel suo intervento di ringraziamento, Pompeo ha definito il riconoscimento “un onore che mi rende umile e mi responsabilizza”, ricordando le proprie radici italiane e il valore del rapporto tra Italia e Stati Uniti. “Abbiamo la responsabilità di mantenere solida questa relazione, basata su virtù e libertà condivise”, ha affermato, sottolineando come l’alleanza transatlantica sia fondata su interessi e valori comuni destinati a durare nel tempo.
L’ex Segretario di Stato ha inoltre richiamato il ruolo della comunità italo-americana, definendola una componente essenziale della tradizione americana, composta da persone laboriose, legate alla fede e capaci di mantenere vive le proprie radici culturali.
Alla cerimonia, ospitata dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York Claudio Pagliara, hanno partecipato, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia alle Nazioni Unite Giorgio Marrapodi, il Console Generale d’Italia a New York Giuseppe Pastorelli, Joan Marchi Migliori, figlia di John Marchi, Daniel Nigro, Fire Commissioner dello Stato di New York, Arthur Gajarsa, former United States circuit judge of the United States Court of Appeals for the Federal Circuit.
-foto xo9/Italpress-
(ITALPRESS).

Cronaca

Immigrazione, Salvini “Revoca della cittadinanza per chi commette gravi reati”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non bisogna essere di destra o leghisti per chiedere la certezza della pena, per portare, per esempio in aula, tra 10 giorni, una proposta della Lega sulla revoca del permesso di soggiorno o la cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, ospite di “Giornale Radio”. “Il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono atti di fiducia, e mi sembra naturale revocarli per chi commette gravi crimini” ha aggiunto Salvini.
“Se l’indicazione amministrativa e politica fosse quella di dedicarsi più alla sicurezza probabilmente ci sarebbero risultati diversi”, ha proseguito. “Domani potremmo raddoppiare i militari occupati nell’operazione strade sicure, non c’è bisogno di una nuova norma subito, possiamo arrivare 10 mila militari, potrebbe essere una forza non indifferente”, conclude Salvini.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Cronaca

Ex Ilva, sciopero dell’indotto a Taranto. Blocchi stradali contro i licenziamenti

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TARANTO (ITALPRESS) – E’ scattata la protesta dei lavoratori dell’indotto e dell’appalto dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Le sigle sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato uno sciopero di 24 ore, iniziato alle ore 9:00 di oggi e con termine previsto per le 7:00 di domani. La mobilitazione è stata indetta per contrastare il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 lavoratori delle aziende esterne che garantiscono i servizi di manutenzione, logistica e supporto alla produzione.

La situazione dell’appalto si è aggravata in seguito alla decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento entro la fine di ottobre. Subito dopo la proclamazione dello sciopero, i lavoratori hanno presidiato e occupato la strada provinciale per Statte, annunciando contestualmente blocchi della circolazione sulla strada statale in direzione Bari.

Le organizzazioni sindacali chiedono lo stop immediato alle procedure di licenziamento, la concessione di tutele e ammortizzatori straordinari per il reddito, oltre alla presentazione di un piano industriale chiaro per il futuro del sito.

La mobilitazione giunge alla vigilia del tavolo di confronto con il governo previsto a Palazzo Chigi, mentre i sindacati ribadiscono che “il tempo è scaduto”.

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-Foto IPA Agency-

(ITALPRESS).

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Cronaca

Ucraina, Tajani “L’attacco russo al confine con la Polonia è una provocazione”

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ROMA (ITALPRESS) – L’attacco al confine con la Polonia “è un altro segnale della Russia che dice ‘attenzione, non aiutate troppo l’Ucrainà. Poi loro dicono che l’attacco era contro treni che portavano armi. Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente. In questo caso bisogna essere sempre fermi, ma senza perdere mai l’obiettività e la capacità di serietà, di mediazione e di dialogo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio24.
“Quindi siamo fermi nella risposta e Zelensky e magari con la mediazione americana, o ben diventano anche mediazioni dell’India, della Cina. L’importante è che si raggiunga la pace. Noi intanto continuiamo a sostenere l’Ucraina”, spiega. In ogni caso, “non credo che ci sarà una guerra” tra Mosca e l’Occidente, “non credo che convenga alla Russia” perchè “saprebbe bene di perderla, verrebbe sconfitta”.
“Non credo che gli americani abbiano interesse a una sconfitta dell’Ucraina, giocano una partita cercando di mediare, però certamente l’Ucraina non può cedere i suoi territori, quindi bisogna trovare un altro tipo di compromesso”, prosegue Tajani. “E’ chiaro che gli attacchi alle raffinerie russe provocano danni anche al prezzo del petrolio, ma i danni vengono soprattutto da quello che accade a Hormuz e Bab el Mandeb”. Sull’attacco degli Houthi “noi abbiamo condannato con grande fermezza l’attacco ai sauditi. C’è una missione militare navale europea con una grande presenza italiana, la missione Aspides che serve a proteggere i cargo e le navi mercantili che passano attraverso Suez, attraverso il Mar Rosso per andare verso Oriente e verso il sud, anche verso l’Africa” e che “continuerà ad andare avanti, nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà una close protection, un’azione di forte controllo e protezione ai nostri mercantili, perchè guai a bloccare la libertà di navigazione”, conclude. “Già c’è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el Mandeb”.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

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