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Economia

Il CdA di Eni conferma Descalzi amministratore delegato e nomina i comitati consiliari

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale Claudio Descalzi, al quale ha conferito i poteri di amministrazione della Società con esclusione di specifiche attribuzioni che il Consiglio si è riservato, oltre a quelle non delegabili a norma di legge.

Il Consiglio ha anche confermato il ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Giuseppina Di Foggia, nel sistema dei controlli interni, in particolare attraverso la gestione del rapporto gerarchico del Responsabile della funzione Internal Audit nei confronti del Consiglio, in collegamento con l’Amministratore Delegato, quale incaricato dell’istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Sulla base delle dichiarazioni rese dagli Amministratori e delle informazioni a disposizione della società, il Consiglio ha accertato in capo a tutti i consiglieri il possesso dei requisiti di onorabilità e l’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità, nonché il possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge, da parte del Presidente del CdA Giuseppina Di Foggia e dei Consiglieri Stefano Cappiello, Carolyn Adele Dittmeier, Benedetta Fiorini, Emma Marcegaglia, Matteo Petrella, Cristina Sgubin e Raphael Louis L. Vermeir.

Con riferimento ai requisiti di indipendenza del Codice di Corporate Governance, cui Eni aderisce, il Consiglio ha confermato in via preliminare i criteri di valutazione approvati dal precedente Consiglio e descritti nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2025 e ha ritenuto indipendenti il Presidente del CdA Di Foggia e i Consiglieri Cappiello, Dittmeier, Fiorini, Marcegaglia, Petrella, Sgubin e Vermeir.

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Con riferimento al Presidente del CdA Di Foggia e alle Consigliere Fiorini e Sgubin, in relazione a ruoli esecutivi o di dipendente dalle stesse ricoperti attualmente, negli ultimi tre esercizi o che sono in procinto di ricoprire in società sottoposte a comune controllo, anche indiretto, con Eni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (rispettivamente in Terna, Ita Airways e Telespazio), e, nel caso del Consigliere Cappiello, in considerazione della sua qualità di Dirigente Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Consiglio ha ritenuto, sulla base di una valutazione sostanziale, come raccomandato dal Codice di Corporate Governance, che tali relazioni non siano in grado di comprometterne l’indipendenza ai sensi del Codice di Corporate Governance. Le valutazioni del Consiglio sono state ritenute corrette dal Collegio Sindacale.

Il Consiglio ha inoltre nominato i Comitati, nel rispetto delle raccomandazioni del Codice di Corporate Governance: – Comitato Controllo e Rischi, con Raphael Louis L. Vermeir come Presidente e i Consiglieri Carolyn Adele Dittmeier, Benedetta Fiorini e Matteo Petrella come componenti, tutti non esecutivi e indipendenti; i Consiglieri Vermeir, Dittmeier e Petrella possiedono un’adeguata conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi richiesta dal Codice di Corporate Governance; – Comitato Nomine e Remunerazioni, con Cristina Sgubin come Presidente e i Consiglieri Stefano Cappiello, Emma Marcegaglia e Matteo Petrella come componenti, tutti non esecutivi e indipendenti; i Consiglieri Sgubin, Cappiello e Marcegaglia possiedono un’adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche retributive richiesta dal Codice di Corporate Governance; – Comitato Sostenibilità e Scenari, con Carolyn Adele Dittmeier come Presidente e i Consiglieri Benedetta Fiorini, Cristina Sgubin e Raphael Louis L. Vermeir come componenti, tutti non esecutivi e indipendenti.

– foto di repertorio ufficio stampa Eni –

(ITALPRESS).

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Economia

Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”

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MILANO (ITALPRESS) – “La candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy. Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”. Lo afferma il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, in relazione alla sua nomina come presidente del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura promossa da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MICAM Milano.

– foto ufficio stampa MICAM Milano –

(ITALPRESS).

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Economia

MPS, Paparella “Intesa Sanpaolo crea valore per gli azionisti”

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MILANO (ITALPRESS) – Due operazioni che possono sembrare simili perché entrambe puntano a valorizzare gli azionisti, ma che, a guardarle più da vicino, hanno una natura profondamente diversa. È questa la tesi di Franco Paparella, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale il confronto tra l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS e la manovra difensiva proposta da Luigi Lovaglio amministratore delegato della banca senese diventa soprattutto un confronto tra nuovo valore e semplice riallocazione del valore esistente.

Secondo Paparella, l’operazione di Intesa Sanpaolo porta agli azionisti di MPS un beneficio aggiuntivo perché interviene un soggetto terzo disposto a riconoscere un premio. L’OPAS, infatti, incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. È valore, sotto forma di contante e titoli, che arriva dall’esterno della banca e che si aggiunge a quello già incorporato nelle azioni.

Diverso, invece, il meccanismo scelto da MPS come risposta alla pressione dell’operazione Intesa. La distribuzione straordinaria, pari complessivamente a 1,208 euro per azione tra componente cash e azioni Generali, secondo l’analisi non crea nuova ricchezza per i soci. La banca, in sostanza, restituisce agli azionisti una parte del patrimonio che già apparteneva loro. Cambia la forma del valore, ma non la sua origine.

Ed è proprio qui che, nella lettura di Paparella, si trova la differenza decisiva. Nel caso dell’OPAS di Intesa c’è un compratore esterno che paga un premio per ottenere il controllo e costruire un’operazione industriale. Nel caso di MPS, invece, le risorse distribuite provengono dal patrimonio della stessa banca. Per il piccolo azionista, dunque, il risultato può apparire generoso sul piano nominale, ma economicamente non equivale a un premio vero e proprio.

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A complicare ulteriormente il quadro c’è poi il fisco. La distribuzione straordinaria viene infatti trattata fiscalmente come nuova ricchezza, nonostante, nella ricostruzione dell’autore, si tratti di patrimonio già esistente. Per un azionista persona fisica residente in Italia l’onere può arrivare al 26% delle somme ricevute. Una tassa che finisce così per incidere su una ricchezza che, prima della distribuzione, apparteneva già agli azionisti attraverso il valore patrimoniale della banca.

La conclusione è quindi netta: le due operazioni non sono assimilabili. L’OPAS di Intesa Sanpaolo trasferisce agli azionisti di MPS un valore aggiuntivo attraverso il premio riconosciuto dall’offerente. La manovra di MPS, invece, redistribuisce una parte di un patrimonio già esistente, con in più una penalizzazione fiscale per i soci. Il punto, insomma, non è quanto viene distribuito, ma da dove arriva quel valore. E, nel confronto tra MPS e Intesa, è proprio questa origine a cambiare radicalmente il significato delle due operazioni.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Manovra, Giorgetti “Lavoriamo a un fisco agevolato per i giovani”

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ROMA (ITALPRESS) – Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Così, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che l’aumento si traduce in “maggiori oneri per famiglie, imprese e Stato”. “Occorre avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori”, afferma Giorgetti, aggiungendo che si intende proseguire con interventi “equi e selettivi” per ridurre la pressione fiscale. “Il governo in questi 4 anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però e’ chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale”.

“Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”, ha detto Giorgetti.“Penso che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare. E’ uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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