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Cronaca

ENGIE, energia rinnovabile e riduzione dei consumi per il Museo di Capodimonte

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NAPOLI (ITALPRESS) – Riqualificazione energetica, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, restauro architettonico e nuovi spazi funzionali per i visitatori: a due anni dall’annuncio di avvio dei lavori, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ed ENGIE Italia hanno inaugurato il nuovo corso del plesso museale partenopeo. Un progetto ambizioso che segna un passaggio strategico nel percorso di innovazione del patrimonio culturale italiano. L’intervento è stato realizzato da ENGIE, operatore di riferimento nel settore dell’energia, nell’ambito del primo Partenariato Pubblico-Privato (PPP) attivato dal Ministero della Cultura per la riqualificazione di un museo autonomo. Un modello innovativo, sviluppato attraverso lo strumento del project financing, per un valore complessivo di 45,7 milioni di euro, suddiviso tra contributo pubblico pari a 22,2 milioni (48,57%) e investimento privato pari a 23,5 milioni (51,43%).
Il progetto ha dato vita a una profonda rigenerazione del complesso, con l’obiettivo di coniugare la valorizzazione del patrimonio storico-artistico con l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate.
Elemento distintivo è l’inserimento della componente di energia rinnovabile: sulle coperture della Reggia è stato realizzato un impianto fotovoltaico perfettamente integrato e completamente invisibile, sviluppato nel pieno rispetto del contesto storico e autorizzato come progetto pilota dalla Soprintendenza. Composto da circa 4.500 pannelli, l’impianto produce ogni anno circa 800 MWh di energia pulita ed è supportato da un sistema di trigenerazione che ottimizza l’utilizzo dell’energia.
Grazie a queste soluzioni, il museo è oggi in grado di autoprodurre circa il 90% del proprio fabbisogno energetico.
Nel complesso, gli interventi hanno consentito di raggiungere un risparmio energetico superiore al 50% e una riduzione delle emissioni di circa 1.700 tonnellate di CO2, pari all’effetto della piantumazione di oltre 20.000 alberi.
Grande attenzione è stata dedicata al comfort ambientale e alla conservazione delle opere, attraverso sistemi di climatizzazione di ultima generazione che garantiscono un controllo estremamente preciso e costante dei parametri termici e dell’umidità. Le soluzioni adottate consentono di mantenere condizioni ottimali senza alterare l’equilibrio architettonico degli ambienti. L’intervento ha portato a un incremento significativo delle superfici climatizzate, da 8.000 a 14.500 mq (+77%), con nuovi sistemi di monitoraggio ambientale per la tutela delle opere.
migliorando così la fruibilità degli spazi e l’aderenza agli standard conservativi internazionali.
Un ruolo centrale è stato attribuito anche alla luce, completamente ripensata come elemento chiave dell’esperienza espositiva. Il nuovo lighting concept digitale introduce una vera e propria “regia luminosa”: oltre 7.000 punti luce a LED permettono di adattare l’illuminazione ai diversi allestimenti e di valorizzare ogni opera nel pieno rispetto delle sue esigenze conservative.
ENGIE ha gestito progettazione e realizzazione degli interventi e, grazie a un accordo ventennale con il Museo, si occuperà del funzionamento dei servizi energetici, tecnologici e multimediali insieme alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Un approccio che garantisce continuità, efficienza e sostenibilità nel lungo periodo.
“La collaborazione avviata con il Museo e Real Bosco di Capodimonte segna un passaggio importante nel rapporto tra innovazione energetica e tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. E’ la dimostrazione concreta di come sia possibile coniugare rispetto della storia, sviluppo culturale e modernizzazione intelligente, oltre che sostenibile – afferma Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia -. In un contesto energetico sempre più complesso, è importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni supportando interventi che non si limitino a risolvere un’esigenza immediata, ma che costruiscano valore duraturo. La cultura è un fattore di sviluppo economico e competitività per il sistema Paese e il progetto realizzato a Capodimonte rappresenta una leva di competitività, oltre che una buona pratica di gestione del patrimonio artistico e culturale”.
La rifunzionalizzazione degli spazi ha reso la Reggia più accessibile e inclusiva, con ambienti ripensati nel rispetto della loro identità storica. Emblematica in questo senso la nuova Sala d’Accoglienza che accoglie i visitatori in un dialogo tra arte contemporanea – con l’opera di Mimmo Paladino “Conosci il paese dove crescono i limoni?” e luce naturale. Tra gli interventi più significativi rientra, inoltre, il restauro delle coperture storiche, realizzato in sinergia con la Soprintendenza, con l’obiettivo di riordinare l’immagine complessiva della Reggia nel paesaggio napoletano e quello della Terrazza Belvedere, restituita alla fruizione con un approccio che combina recupero filologico e interpretazione contemporanea.
Lo spazio, oggi nuovamente accogliente, ospita l’opera “Espansione Orizzontale Capodimonte” dell’artista Christiane Lòhr. Il progetto architettonico e la direzione artistica sono stati curati dallo studio Corvino+Multari.
“Il partenariato pubblico-privato tra il Museo e Real Bosco di Capodimonte e Engie sta alla base degli importanti lavori infrastrutturali, chiusi in anticipo rispetto al cronoprogramma, un progetto non soltanto avveniristico da un punto di visto amministrativo, incidendo sul sistema economico su cui si basano le spese, ma che finalmente dota la reggia di un sistema di riscaldamento e di aria condizionata in grado di tutelare le opere d’arte oltre a garantire ai visitatori un’esperienza climaticamente piacevole – afferma Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Grazie alla tecnologia fotovoltaica installata sui tetti e all’illuminotecnica led a bassissimo consumo, Capodimonte compie un balzo in avanti nella classifica museale dell’efficientamento energetico: da una delle ultime posizioni adesso è diventato faro e modello. Questi lavori, effettuati mantenendo il museo aperto e negli ultimi anni senza privarlo dei suoi capolavori, ci auguriamo siano l’inizio di una serie diinterventi necessari: l’installazione o la riconversione di collegamenti verticali per creare vie di emergenza, la bonifica di grandi parti del piano terreno, la costruzione di un deposito ipogeo capiente, climatizzato e dotato delle tecnologie antifurto più aggiornate, una sala conferenza dopo la perdita dell’auditorium opera dell’architetto Ezio Bruno De Felice”. “Presentiamo in questa occasione in anteprima le opere site-specific di Christiane Lòhr e Mimmo Paladino, che si aggiungono alle altre create per Capodimonte, da Alberto Burri (1978) e da Sol LeWitt (2002), e che – conclude – sigillano il ruolo del nostro museo come spazio dell’arte contemporanea, ruolo destinato ad accrescersi con le opere donate da Lia Rumma per le quali sono stati individuati spazi e fondi per il restauro”.

– foto ufficio stampa ENGIE –
(ITALPRESS).

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Difesa, La Russa “Sui fondi Safe no drammi ma normale procedura”

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ROMA (ITALPRESS) – “Già a suo tempo Crosetto aveva avanzato la richiesta di poter avere un alto numero di miliardi da questo fondo, riservandosi la possibilità di usarne una parte. Non vedo un dramma, ma una normale procedura che può darsi non porti all’utilizzo massiccio di questo fondo”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare, prova a gettare acqua sul fuoco dopo che ieri il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato aveva annunciato la decisione di utilizzare il fondo Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno.
La seconda carica dello Stato ha avuto un lungo e informale colloquio con i giornalisti prima della pausa estiva, dove ha affrontato diversi temi come il Quirinale, la sicurezza, ma anche la scelta del nuovo Ct della nazionale di calcio. “Non so se ci sarà il quinto ventaglio, ma già il quarto è un buon record”, ha scherzato La Russa.
“Il presidente del Senato può e deve dare conto di temi che esulano dal suo stretto ruolo, mi trovo sempre nella necessità di trovare un equilibrio tra il ruolo istituzionale e parlamentare, quindi, è piacevole poter rispondere senza essere accusato di uscire fuori dal recinto”. E così è stato. “Perchè dev’essere un tabù che uno di destra, escluso La Russa, possa diventare presidente della Repubblica? Non c’è nessuna discussione sulla accettazione totale della Costituzione da parte di tutti degli esponenti di destra dal dopoguerra, oggi maggiormente. Personalmente ho dichiarato che sarei disposto a difendere con la vita la prima parte della Costituzione, sarei pronto a scendere in piazza per difendere questo diritto – ha aggiunto -. Che tabù è? E’ solo per chi è abituato a occupare ruoli dello Stato sulla scorta di argomenti pretestuosi. Che la Meloni voglia fare il Presidente della Repubblica al momento non ci pensa nemmeno, ma che io dica che una grande presidente come Meloni possa essere gradita perchè non dirlo se lo penso? Lo penso”.
Inevitabile un lungo passaggio su Futuro Nazionale e il generale Roberto Vannacci. “Vannacci o Tajani? La solita torre? Io Tajani non lo butto mai giù dalla torre perchè non solo è un amico, ma è una risorsa della democrazia e del centrodestra”. Questa gara a chi è più di destra “non la capisco, non dico che la vinco a mani basse perchè sarei presuntuoso. Vannacci lo rispetto, ma porta male dichiararsi la ‘vera destrà, starei attento a seguire questo andazzo perchè dal punto di vista statistico non porta molto bene – ha avvertito -. Non mi sono per niente trovato d’accordo” con Vannacci, perchè “non capire che davanti a un fenomeno così eclatante come un grandissimo numero di donne uccise da chi dice di amarle, non bastasse solo richiamarsi alle leggi esistenti, ma bisognava creare un reato tipico. Era anche necessario un messaggio di comunicazione: lo Stato sta con le donne e non averlo capito non è una cosa che può stare nella destra, il rispetto della donna è sempre una dei capisaldi della destra. Questo è stato un errore clamoroso”. Poi il caso Roggero, i No Tav e la manifestazione di Bologna. “Sono un avvocato, secondo me la sentenza è criticabilissima nell’entità della pena ma non è criticabile quando dice che non è legittima difesa perchè, secondo l’attuale legge, uscire e inseguire non appartiene alla previsione della legge. Io per il futuro modificherei l’eccesso colposo di legittima difesa, creerei uno spazio normativo perchè in casi come quello dove risulti che la persona sia condizionata, possa essere ritenuto colpevole di una forma di eccesso colposo di legittima difesa.
“Tutti hanno condannato quanto accaduto” a Chiomonte, “poi i gradi di sincerità non tocca a me capirli. Ma se c’è una emergenza, perchè l’attacco allo Stato è un’emergenza e assomiglia al terrorismo senza esserlo, nonostante ci sono le leggi abbiamo ritenuto necessaria una nuova figura di reato per far capire che lo Stato non arretra. Sarebbe bello ci fosse una unanimità e una risposta dello Stato. Invito le forze politiche, anche in assoluta buona fede come il sindaco di Bologna, a valutare con attenzione un involontario incoraggiamento perchè aver indetto una manifestazione senza autopsia e senza interrogatorio è stato un piccolo azzardo, capisco la buonafede, ma tutti credo debbano interrogarsi e tutti abbiamo una responsabilità tenendo conto della gravità degli esposi”. Infine, la Vigilanza Rai e l’emendamento sulle intercettazioni. “Auspico che prima delle vacanze, quindi in questi 3-4 giorni, mi arrivi una proposta concreta di mediazione. Le mediazioni sono così, non devono piacere a nessuno in maniera particolare. La mediazione è un destino, nella mia vita politica sono sempre stato quello delle mediazioni, sono sempre stato un pò quello che doveva, anche al di là del proprio convincimento, cercare di trovare un punto di caduta. Non è una mediazione ma un esame attento degli emendamenti e mi sono adagiato sul giudizio tecnico degli uffici, io non voglio fare nessuno strappo in questa materia e quindi non tolgo le castagne dal fuoco alla maggioranza che, se vuole, può riprodurre un altro emendamento in cui non ci sia inammissibilità – ha osservato -. Credo che al 99,99% quell’emendamento, al di là di come lo giudichi, debba essere dichiarato non proponibile e così avverrà”. E sulla nazionale di calcio ha ricordato che “sin dall’inizio ho detto che volevo Mancini, quello che era sbagliato al mio amico Malagò l’ho anche scritto prima che venisse nominato Pirlo, è stato non decidere prima, insieme a Maldini e a Leonardo, chi doveva essere il ct. Sono certo che in quel modo non avrebbero nominato Pirlo. Mancini e Ranieri mi vanno benissimo entrambi”, ha concluso La Russa.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Grillo “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e diversità”. La replica di Conte “Per lui Draghi era grillino, fate voi…”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità”. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”. Così Beppe Grillo in un lungo post sul suo blog dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”.

“Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse – prosegue -. Noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.

“Oggi la crisi del modello occidentale è più profonda, il sistema viene consumato dall’interno e messo sotto pressione dall’esterno; anche il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anzichè curare. Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati, dentro una società divisa – sottolinea il co-fondatore del MoVimento 5 Stelle -. Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo. Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto. Le domande riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio. Prendiamo il lavoro, se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta? Le macchine lavoreranno e gli esseri umani guarderanno? Avremo pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza? Questo scenario impone politiche sul reddito e sul lavoro, impone anche di ripensare la formazione e l’immigrazione”.

“Persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale. Bene! Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione! Prendiamo la sanità, l’intelligenza artificiale cambierà la diagnostica e l’assistenza, inciderà anche sulla ricerca – aggiunge Grillo -. Il problema della salute non può essere ridotto ai costi, dobbiamo domandarci chi controllerà questi strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti? E poi i nostri i dati, lo ripeto da una vita, viviamo nel capitalismo della sorveglianza, siamo osservati e classificati da società private che conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari, sanno dove siamo, cosa compriamo e cosa desideriamo, cercano anche di prevedere quando cambieremo idea. Quei dati sono nostri, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici. Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus. Prendiamo poi la democrazia, la rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza – conclude -. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…”.

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CONTE “PER GRILLO DRAGHI ERA GRILLINO, FATE VOI…”

“Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo? Spesso contro tutti? Beh, insomma, lui aveva detto che Draghi è un grillino, attenzione, fate un po’ voi…”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte risponde a una domanda dei giornalisti sul post di oggi di Beppe Grillo per il quale “il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità””. 

– Foto IPA Agency –

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Conte “Da M5S battaglie contro tutti, per Grillo Draghi era grillino…”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo? Spesso contro tutti? Beh, insomma, lui aveva detto che Draghi è un grillino, attenzione, fate un pò voi…”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte risponde a una domanda dei giornalisti sul post di oggi di Beppe Grillo per il quale “il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità””.
“Il carovita e il carburante alle stelle si stanno mangiando gli stipendi degli italiani, e il governo cosa fa? Mette soltanto 17 centesimi per il gasolio, zero per la benzina. Peraltro loro a gennaio hanno aumentato le accise – sottolinea Conte parlando dell’esecutivo -. La verità è che sono concentrati solo per spese folli e per prestiti per il riarmo, per le armi. Devono andare a casa, stanno facendo danni seri all’Italia e agli italiani. Dobbiamo assolutamente riprogrammare la spesa, soprattutto quella militare, e prendere extraprofitti anche dalle aziende energetiche e dalle banche”.

– Foto IPA Agency –

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