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Economia

Maurizio Molinari nominato Direttore Editoriale del Gruppo SAE

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SASSARI (ITALPRESS) – A partire dal 1° luglio 2026, Maurizio Molinari assumerà l’incarico di Direttore Editoriale del Gruppo SAE, succedendo ad Antonio Di Rosa, che contestualmente assumerà l’incarico di Direttore de La Stampa. Nel nuovo ruolo, Molinari avrà la responsabilità di coordinare lo sviluppo delle attività editoriali del Gruppo SAE e lo sviluppo negli Stati Uniti. Il Gruppo SAE ufficializza inoltre la nomina di Giacomo Bedeschi a Direttore de La Nuova Sardegna, incarico che assume succedendo a Luciano Tancredi che entrerà a far parte della direzione de La Stampa con il ruolo di Vicedirettore Vicario. Alla guida de La Provincia Pavese arriverà invece Manila Alfano, giornalista entrata a far parte del Gruppo SAE nel 2025.

“Le nuove nomine confermano l’impegno del Gruppo SAE nella valorizzazione delle migliori professionalità interne e nel rafforzamento della qualità e l’autorevolezza delle testate che ne fanno parte. Si tratta di un passo che guarda al futuro, sostenendo i progetti di crescita e innovazione previsti dal piano di sviluppo del Gruppo e consolidando la nostra presenza editoriale in Italia e all’estero”, ha dichiarato Alberto Leonardis, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo SAE.

Maurizio Molinari, giornalista e saggista, ha ricoperto nel corso della sua carriera ruoli di primo piano nel panorama dell’informazione italiana. È stato Direttore de La Stampa e successivamente Direttore de La Repubblica, oltre ad aver lavorato a lungo come corrispondente ed editorialista.

Giacomo Bedeschi inizia la sua carriera giornalistica in Emilia Romagna. Entra nel Gruppo SAE nel dicembre 2020, assumendo la direzione della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara. Successivamente ha diretto La Nuova Sardegna e, nel 2025, la Provincia Pavese.

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Manila Alfano ha lavorato per oltre vent’anni a Il Giornale occupandosi di esteri e attualità, per poi approdare al Gruppo SAE dove ha diretto il portale Mamme Magazine e sviluppato collaborazioni con Il Tirreno, La Nuova Sardegna e La Provincia Pavese. Nel corso della sua carriera ha firmato articoli per Il Foglio, Donna Moderna e la rivista The Bunker. È autrice di diversi libri e insegna comunicazione sportiva alla IULM di Milano.

– foto Comin & Partners –

(ITALPRESS).

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Economia

Upb, in oltre 30 anni retribuzioni stagnanti e più diseguali

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ROMA (ITALPRESS) – L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha pubblicato oggi la Nota di lavoro “La dinamica retributiva e il ruolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”, che ricostruisce l‘andamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti privati in Italia dagli anni Novanta a oggi e analizza il ruolo delle riforme dell’Irpef nel sostenere le retribuzioni nette e nel mitigarne la disuguaglianza.

L’analisi, che utilizza dati amministrativi INPS e un modello di microsimulazione dell’Irpef per analizzare l’evoluzione delle retribuzioni lorde e nette dei lavoratori dipendenti del settore privato, si estende dal 1990 al 2026 e propone un approccio metodologico per misurare la variazione della capacità redistributiva dell’imposta e analizzarne i fattori determinanti.

I dati esaminati confermano il declino delle retribuzioni lorde reali nel settore privato: tra il 1990 e il 2026 la retribuzione media si riduce del 6,6 per cento, con una contrazione concentrata nella parte bassa della distribuzione. Nello stesso arco temporale, la debole dinamica salariale è stata affiancata dalla diffusione del lavoro a tempo parziale e da una crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde.

In questo contesto, l’Irpef ha inciso in modo sempre più rilevante nel contenere le disuguaglianze prodotte dal mercato del lavoro. Le riforme – in particolare l’introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha trasposto gli sgravi contributivi nell’imposta – hanno progressivamente ridotto il prelievo sui redditi da lavoro dipendente bassi e medi, mentre per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell’imposta. Ne è conseguito un rafforzamento della capacità redistributiva: l’indice di redistribuzione è più che raddoppiato, passando da 0,028 a 0,065.

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Per individuare le determinanti di tale rafforzamento, l’UPB ha sviluppato una metodologia di scomposizione che distingue quattro fattori (le riforme rivolte ai redditi bassi e medi, quelle destinate ai redditi più elevati, il drenaggio fiscale e le trasformazioni della distribuzione dei redditi e della composizione della forza lavoro), separando l’impatto delle modifiche normative da quello dell’inflazione e dei cambiamenti del mercato del lavoro.

Nel complesso, le riforme dell’Irpef spiegano circa l’80 per cento di questo aumento: la crescita della redistribuzione è trainata dal rafforzamento della progressività, in parte compensato dalla riduzione dell’aliquota media conseguente agli sgravi introdotti nel tempo. Nel dettaglio, la scomposizione mostra che l’aumento della capacità redistributiva nel periodo 1990-2026 è riconducibile soprattutto alle riforme rivolte ai redditi bassi e medi, che spiegano il 115,8 per cento dell’incremento complessivo; gli interventi sui redditi più elevati ne riducono invece la portata (-36,7 per cento), mentre il drenaggio fiscale e i cambiamenti nella distribuzione dei redditi contribuiscono positivamente, rispettivamente per il 7,4 e il 13,5 per cento.

Ne consegue, in sintesi, che l’Irpef ha svolto un ruolo crescente nel compensare la dispersione dei redditi lordi da lavoro dipendente, anche se non è possibile stabilire un nesso causale fra dinamiche salariali e riforme non potendo escludere l’ipotesi che la disponibilità di strumenti fiscali di sostegno ai redditi più bassi possa aver influito sugli esiti delle contrattazioni.

L’UPB evidenzia inoltre alcuni limiti dell’attuale modello redistributivo. Il rafforzamento della capacità redistributiva è stato ottenuto soprattutto riducendo il prelievo sui redditi bassi e medi e concentrando il carico sui redditi medio-alti, con una maggiore esposizione del sistema agli effetti del drenaggio fiscale e con differenze di trattamento tra lavoratori dipendenti e altre categorie di contribuenti. Tali interventi, pur attenuando la crescente dispersione dei redditi lordi, non affrontano le cause strutturali della stagnazione salariale e della precarizzazione del lavoro.

“Ulteriori incrementi della redistribuzione richiederebbero interventi complementari, come la revisione dei regimi agevolati, che sottraggono base imponibile al sistema ordinario, l’allargamento della base imponibile attraverso il contrasto all’evasione e politiche strutturali volte a contrastare la stagnazione salariale, eventualmente affiancati da strumenti di sostegno al reddito operanti dal lato della spesa. Queste evidenze suggeriscono che l’attuale modello redistributivo potrebbe aver raggiunto i propri limiti”, sottolinea l’UPB.

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-Foto ufficio stampa Upb-
(ITALPRESS).

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Economia

Bankitalia “Nel secondo semestre del 2025 il tasso di frode rimane contenuto”

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati del rapporto della Banca d’Italia sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, nel secondo semestre 2025 il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale dei pagamenti, rimane nel complesso molto contenuto: 10 casi fraudolenti ogni centomila operazioni (0,010% in numero) e 3 euro ogni centomila euro transati (0,003% in valore).

Permangono differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento. Il tasso di frode è: o rimasto stabile ed estremamente basso nel caso dei bonifici (2 euro ogni 100.000 euro transati, 0,002% in valore; 4 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, 0,004% in numero) e dei prelievi da ATM (10 euro ogni 100.000 euro transati, 0,010% in valore; 5 casi ogni 100.000 operazioni, 0,005% in numero); o più elevato ma in apprezzabile riduzione rispetto al semestre precedente per gli strumenti di moneta elettronica, tra i quali rientrano le carte prepagate (24 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,024% in valore, da 0,033; 18 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, pari a 0,018% in numero, da 0,030%), e per le carte di debito e di credito (17 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,017% in valore, da 0,019%; 9 casi ogni 100.000 operazioni, pari a 0,009% in numero, da 0,011%).

Il tasso di frode relativo ai bonifici SEPA istantanei è rimasto sensibilmente superiore a quello dei bonifici ordinari (0,028% in valore e 0,012% in numero contro 0,002% sia in valore sia in numero) ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente (-38%) e allo stesso periodo del 2024 (-53%). L’importo medio delle frodi rimane più elevato per i bonifici SEPA ordinari (5.509 euro) e istantanei (1.850 euro), rispetto ai prelievi da ATM (505 euro), ai pagamenti con carte (80 euro) e a quelli con moneta elettronica (41 euro).

Le operazioni “a distanza” (e-commerce) restano più esposte alle frodi di quelle “non a distanza” (POS fisico), ma il divario si è ridotto rispetto al semestre precedente. Le operazioni transfrontaliere continuano a presentare un’incidenza di frodi ben più elevata di quelle domestiche, mentre le frodi da manipolazione sono in aumento e si confermano la tipologia prevalente nelle operazioni con bonifico.

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L’incidenza del valore delle perdite sostenute dal cliente è più elevata per i bonifici (92%) e per i prelievi da ATM (68%), rispetto ai pagamenti con carte (40%) e con moneta elettronica (40%).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Sergio Pisano è il nuovo Direttore Generale di SEC Newgate Italia

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MILANO (ITALPRESS) – SEC Newgate Italia annuncia la nomina di Sergio Pisano a Direttore Generale dell’agenzia. “Un ruolo voluto per rafforzare l’integrazione tra le diverse competenze dell’agenzia, sostenere lo sviluppo in settori e mercati ad alto potenziale, consolidare il posizionamento dell’agenzia e valorizzarne ulteriormente la capacità di integrare corporate affairs, comunicazione strategica, intelligence e analisi per accompagnare le organizzazioni nei grandi cambiamenti economici, sociali e tecnologici che stanno ridefinendo il modo di fare impresa e la società tutta”, si legge in una nota.

Si tratta di un passaggio strategico nel percorso di sviluppo della società, come sottolinea Paola Ambrosino, amministratore delegato: “Dopo aver dato il via dall’Italia al più originale e riuscito processo di internalizzazione del nostro settore, grazie alla visione del suo founder, Fiorenzo Tagliabue, ed essere così entrata in una dimensione di Gruppo, la nostra agenzia ha visto in questi anni consolidarsi la sua leadership nella promozione e tutela della reputazione, la sua rilevanza nell’advocacy, la sua capacità di innovazione e multicanalità. Questo risultato è stato possibile grazie alla credibilità e all’autorevolezza dei suoi tanti professionisti. Oggi, insieme a Sergio, vogliamo continuare a crescere guardando avanti e guidando questa straordinaria agenzia di persone ad affrontare le sfide sempre più impegnative e avvincenti che ci aspettano”

“Come Gruppo e come SEC Newgate Italia – aggiunge Fiorenzo Tagliabue, CEO del Gruppo e presidente dell’agenzia italiana vogliamo essere alla guida e non al traino dell’evoluzione del settore della comunicazione e della consulenza strategica, chiamate alla gestione del cambiamento e alla creazione di valore in contesti sempre più complessi, caratterizzati da cambiamenti geopolitici, nuove dinamiche normative, crescente attenzione degli stakeholder e impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli organizzativi e decisionali. Rafforzare la conduzione di un’agenzia così ricca di potenzialità significa dare più spazio al pensiero, più valore alla nostra cultura d’impresa e più concretezza alla visione che abbiamo del futuro”.

Sergio Pisano porta in dote oltre 25 anni di esperienza nella comunicazione strategica, durante i quali non solo ha maturato una riconosciuta autorevolezza nella consulenza corporate, finanziaria e reputazionale ma anche rivestito importanti ruoli manageriali in agenzie nazionali e internazionali. Dal 2017 al 2020 ha guidato da CEO lo sviluppo e il consolidamento di I-Corporate, per poi assumere il ruolo di Amministratore Delegato della filiale italiana di Hill & Knolton Strategies fino al 2024, riportando al responsabile per l’Europa continentale (40 dipendenti, sedi a Milano e Roma). Da settembre 2024 fino a un paio di mesi fa ha ricoperto il ruolo di Executive Vice President in MyPR.

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“È un onore assumere quest’incarico in un momento così stimolante per SEC Newgate Italia – spiega Sergio Pisano, Direttore Generale di SEC Newgate Italia -. Entro in questo ruolo con grande entusiasmo, consapevole della responsabilità di guidare una squadra che ha saputo costruire, anno dopo anno, una leadership solida e riconosciuta all’interno di un settore che sta attraversando, a un ritmo senza precedenti, una fase di profonda trasformazione per effetto dell’AI e di altre dinamiche di mercato in Italia e all’estero. Il mio impegno sarà quello di mettere al servizio di questa squadra nuove energie e nuove idee per continuare a crescere insieme e affrontare con ambizione le sfide che ci attendono”.

-Foto ufficio stampa Newgate-
(ITALPRESS).

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