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Cronaca

Bando Rai, da politica appello bipartisan per pari opportunità agenzie di stampa

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ROMA (ITALPRESS) – Continua a fare discutere il bando di “Gara europea a procedura aperta, articolata in 7 lotti, per l’affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura dei servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici da parte di agenzie di stampa e fotografiche” pubblicato dalla Rai. Dopo la presa di posizione di ieri del sindacato Figec, oggi sono numerosi gli interventi dal mondo della politica, di tutti gli schieramenti, che chiedono pari opportunità per le agenzie di stampa.
“Condivido le forti preoccupazioni sul nuovo bando Rai per le agenzie di stampa. Un appalto di quasi 30 milioni di euro non può essere costruito in modo da rendere, di fatto, più difficile la partecipazione di molte realtà editoriali che ogni giorno garantiscono informazione professionale e di qualità – afferma la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia -. Il servizio pubblico ha il dovere di promuovere il pluralismo, non di restringerlo. Chiedo alla Rai di fare tutto ciò che è necessario per garantire pari opportunità, equità e condizioni realmente competitive, correggendo ogni criticità del bando. Perchè la qualità dell’informazione si difende anche assicurando a tutti la possibilità di competere ad armi pari”.
“Ho raccolto il grido d’allarme di varie agenzie in merito al bando di gara della Rai in materia. Invito l’azienda a un approfondimento per valutare soluzioni che garantiscano maggiore equilibro a tutela del pluralismo. Il mondo delle agenzie è essenziale e merita ascolto e rispetto”, spiega il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai. Anche i componenti Pd della Commissione di Vigilanza esprimono in una nota congiunta “forte preoccupazione per le criticità emerse sul nuovo bando Rai per l’affidamento dei servizi delle agenzie di stampa. Un appalto di quasi 30 milioni di euro deve essere improntato ai principi di trasparenza, concorrenza e valorizzazione del pluralismo dell’informazione, evitando criteri che possano restringere la partecipazione o determinare effetti discriminatori nei confronti di operatori qualificati”.
“Il servizio pubblico radiotelevisivo ha il dovere di garantire il massimo di pluralismo e di assicurare condizioni di accesso e competizione eque per tutte le agenzie che possiedono i requisiti richiesti. La Rai verifichi le criticità che sono state segnalate e preveda le opportune modifiche al bando per assicurare pari opportunità, reale concorrenza e la più ampia partecipazione possibile”, spiega il deputato dem Andrea De Maria.
“Le criticità del nuovo bando Rai per l’affidamento dei servizi delle agenzie di stampa arrivano in un momento di forte crisi del settore, in cui emerge tutta l’importanza di avere un’informazione libera e plurale. Per questo il nostro auspicio è che venga modificato il bando garantendo maggiore concorrenza nelle procedure di affidamento, affinchè tutte le agenzie possano partecipare, senza preclusioni”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Di bando “a dir poco discriminante” parla Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati. “L’obiettivo è chiaro – aggiunge -: penalizzare e far morire le imprese giornalistiche medio-piccole che offrono l’imprescindibile servizio delle agenzie di stampa, allo scopo di privilegiare solo le grandi. E’ a dir poco inaccettabile”.
Per il capogruppo in Senato di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama e componente della Vigilanza Rai, il bando “è da rivedere. Le giuste preoccupazioni delle agenzie sul pluralismo dell’informazione vanno ascoltate. La Rai deve fare di tutto per garantire pari opportunità e pluralismo modificando il bando contestato. Il servizio pubblico deve garantire il massimo del pluralismo delle fonti e assicurare parità di accesso. Non fare il contrario”.
“Comunicazione Italiae esprime forte preoccupazione per quanto emerso in relazione al bando Rai per l’affidamento dei servizi delle agenzie di stampa, rispetto al quale sono state sollevate autorevoli contestazioni circa la presenza di requisiti che rischierebbero di comprimere la partecipazione delle piccole e medie realtà del settore”, affermano in una nota congiunta Luca Poma, presidente di Comunicazione Italiae, e Angelo Argento, presidente di Cultura Italiae.
“Il pluralismo dell’informazione rappresenta uno dei pilastri della democrazia e della vita costituzionale del Paese. Per questo motivo, ogni procedura pubblica che riguarda la produzione e la distribuzione delle notizie deve essere ispirata ai principi di apertura, concorrenza, trasparenza e pari opportunità – proseguono -. L’esistenza di un ecosistema informativo ricco, diffuso e plurale costituisce una garanzia non solo per gli operatori economici, ma soprattutto per i cittadini, che hanno diritto a un’informazione libera, indipendente e non concentrata nelle mani di pochi soggetti”.
“Più che per mettere a gara dei servizi, il bando della Rai rivolto alle agenzie di stampa sembra puntare a una sorta di selezione darwiniana a danno delle realtà medie e piccole”. Così Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva. “I requisiti fissati dal bando sono tali che paiono pensati per escludere alcune agenzie. Per agenzie come Italpress, Mf-Newswire, 9Colonne e Nova i servizi richiesti e la struttura necessaria per poter partecipare sono oggettivamente proibitivi. Il rischio di mortificare la preziosa esperienza di tanti giornalisti e penalizzare storiche realtà del nostro panorama informativo è evidente. Per questo chiediamo alla Rai di correggere requisiti che sono palesemente discriminatori”, conclude Faraone.
“L’allarme lanciato da alcune agenzie di stampa non può cadere nel vuoto. La Rai apra una riflessione e valuti ogni possibile iniziativa utile a garantire un maggiore pluralismo e un’informazione sempre più di qualità. In quanto principale azienda culturale e informativa del Paese, il servizio pubblico ha il dovere di ascoltare tutte le voci e di tenere conto delle preoccupazioni espresse dagli operatori del settore”. Così, in una nota, Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati e componente della Commissione Vigilanza Rai.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina, migliora la qualità di aria e acqua nei primi sette mesi del 2026

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La qualità dell’aria e dell’acqua in Cina ha continuato a migliorare nei primi sette mesi del 2026, mentre il Paese ha intensificato gli sforzi per contenere l’inquinamento atmosferico e proteggere le risorse idriche. Lo ha dichiarato oggi il ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente.

La concentrazione media di PM2,5, un indicatore chiave per misurare l’inquinamento atmosferico, è diminuita di 1,8 microgrammi per metro cubo nei primi sette mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un calo del 6,2%, ha dichiarato Huang Runqiu, ministro cinese dell’Ecologia e dell’Ambiente, durante una conferenza stampa.

Nello stesso periodo, la percentuale di giorni con una buona qualità dell’aria è aumentata di 3,9 punti percentuali su base annua.

Il ministero ha inoltre reso noto che, durante questo periodo, l’86,5% delle sezioni e dei siti delle acque superficiali monitorati dal Paese è stato classificato nelle classi da I a III, a indicare una buona qualità, con un aumento di 2,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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La Cina classifica la qualità delle acque superficiali in cinque categorie, con la Classe I che rappresenta la qualità migliore.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Schengen, Piantedosi “Da Madrid logica ritorsiva verso l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quel che ha scelto di fare il governo” sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna “è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen. “Ma voglio sottolineare che, mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse – ha aggiunto Piantedosi – la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”.
Per Piantedosi, “la nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. E’ fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”, ribadisce, ricordando quanto accaduto a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, quando “un’eccezionale pressione migratoria” ha determinato “un improvviso e consistente afflusso irregolare di circa 72.000 cittadini di Paesi terzi. Qualsiasi narrazione che descriva la situazione come sotto controllo si scontra con la realtà dei fatti. Il problema non risiede nell’impegno delle autorità di Madrid, ma nell’oggettiva ingovernabilità di una crisi di tale portata”. Inoltre “le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna – ha aggiunto Piantedosi – in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”. Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta per il prossimo 15 agosto “stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”, conclude il titolare del Viminale.
(ITALPRESS).

– Foto: Ufficio stampa Camera dei Deputati –

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Incidenti sul lavoro, nel Trapanese morti un operaio e un soccorritore del 118

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SAN VITO LO CAPO (TRAPANI) (ITALPRESS) – Tragico incidente sul lavoro a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, con due vittime. Un operaio che lavorava al depuratore della cittadina è morto, a causa delle esalazioni sprigionate dai locali dell’impianto, nella struttura dove c’è la Tonnara del Secco. Ha perso la vita anche un operatore del 118 che era intervenuto per soccorrerlo. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
“Con profondo sgomento apprendo della tragica scomparsa, stamattina a San Vito Lo Capo, di un operaio mentre era in servizio nel depuratore di Tonnara del Secco e di un soccorritore del 118, venuto a mancare mentre tentava di rianimarlo. Il mio pensiero va alle famiglie, a cui porgo le più sentite condoglianze, esprimendo a nome di tutta la comunità siciliana, gratitudine e rispetto verso chi, nello svolgere il proprio lavoro, sacrifica la propria vita e agli operatori del 118 che, con coraggio e rigoroso spirito di servizio, affrontano le situazioni più difficili”, afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Esprimo le più sentite condoglianze ai familiari dell’operaio Davide Anselmo e dell’operatore del 118 Francesco Bulgarella – aggiunge l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso – deceduti oggi in un drammatico incidente mentre svolgevano il proprio dovere. A nome mio e di tutta la sanità regionale, sono vicino ai colleghi, ai dirigenti e a tutti gli operatori del 118 che con straordinario coraggio continuano a stare in prima linea per tutti noi e che oggi piangono un fratello”.
“Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti. La SEUS è a lutto e si stringe attorno ai familiari ed a tutti i cari del nostro operatore Francesco Bulgarella morto a San Vito Lo Capo durante un soccorso. Un esempio di dedizione professionale fino alle estreme conseguenze, all’insegna dell’ineguagliabile e meritorio spirito di sacrificio che ogni giorno contraddistingue tutti gli addetti dell’emergenza-urgenza 118 in Sicilia”. Lo afferma Riccardo Castro, presidente della SEUS, aggiungendo: “In questo momento così drammatico siamo per l’ennesima volta orgogliosi delle grandi doti umane e professionali dei nostri “angeli del soccorso”. Un grande abbraccio anche ai cari dell’operaio deceduto”.
Interviene pure Fabio Genco, direttore della centrale operativa di Palermo-Trapani del 118: “Un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118 siciliano. Da tutti noi un commosso abbraccio di cordoglio a tutti i cari del soccorritore della SEUS e dell’operaio”.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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