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Cronaca

Il retail resiste alle incertezze globali, confermate 6.000 aperture nel 2026

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BAVENO (ITALPRESS) – Si è svolto a Baveno l’annuale Retail Summit, evento di Confimprese, JAKALA e TIG – The Innovation Group sul futuro del retail.
La lettura dei dati del centro studi Confimprese sull’anno in corso fotografa un mercato sostanzialmente stabile, che conferma le stime dei piani di sviluppo annunciate a inizio 2026.
Dall’analisi semestrale condotta sulla base associativa ripartita in modo omogeneo tra ristorazione, abbigliamento-accessori e altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia e cura della persona), emerge che i retailer, nonostante le incertezze sullo scacchiere internazionale, gravato da conflitti e guerre commerciali, non hanno cambiato le strategie di sviluppo delle reti distributive nei tre macrosettori. Si confermano le quasi 6mila aperture, sia dirette sia in franchising, annunciate nel I semestre 2026 con una ricaduta occupazionale di oltre 35mila nuovi addetti. I piani di sviluppo, infatti, si confermano una leva strategica di lungo periodo: la maggioranza continua a investire per rafforzare la presenza sul mercato. Le aziende pianificano le aperture con uno sguardo che va dai 3 ai 5 anni. Questo spiega la differenza tra l’andamento altalenante dei consumi e le previsioni delle aperture sia in Italia sia all’estero. Può accadere che oggi i consumi siano deboli, ma che le imprese ritengano che il mercato italiano rimanga interessante nel medio periodo.
Nei settori merceologici, la ristorazione conferma i piani di sviluppo con 1.718 aperture, abbigliamento-accessori ne prevede 1.353, altro retail, che, dopo la lunga flessione del 2025 dovuta al rimbalzo delle vendite negli anni del post-Covid, sta ritrovando vigore e stima 2.892 nuovi negozi.
Il fatto che i piani di sviluppo siano confermati è di per sè un buon risultato. Certo, le aperture non crescono più ai ritmi degli anni pre-Covid. Concludere il 2026 con una riconferma delle stime tracciata a inizio anno in un momento storico in cui lo scenario geopolitico ed economico è stato messo in discussione, è un atto di fiducia nel futuro e nella stessa tenuta del retail. Anche la debolezza dei consumi con cui si è inaugurato il I quadrimestre 2026 a -0,5% lascia spazio a margini di miglioramento, con un mese di maggio a +3,7% che riporta il consuntivo annuo in territorio positivo. E’ un momento di ossigeno per il retail dopo mesi di performance negative, anche se è presto per tirare le somme.
Sempre nel mese di maggio, nei settori merceologici abbigliamento-accessori, contro le aspettative, registra la performance migliore con un +6,2%. Segue la ristorazione a +4,5%. Altro retail con un -0,4% è l’unico comparto in territorio negativo. Quanto ai canali di vendita, i centri commerciali registrano a maggio un buon risultato a +5,2%, i negozi di prossimità chiudono a +3,9%, mentre le high street, dopo un primo quadrimestre in negativo, sono a +0,8% (dati Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-JAKALA).
«Le aziende stanno investendo in modo mirato – chiarisce Mario Resca, Presidente Confimprese – privilegiando location ad alto potenziale, format più efficienti e una maggiore integrazione tra fisico e digitale. In una fase di incertezza, gli investimenti non si fermano, ma diventano più selettivi e orientati al medio-lungo periodo. I consumi, per loro natura, risentono delle dinamiche di breve termine; le strategie delle imprese, invece, guardano a orizzonti più ampi, puntando su innovazione, prossimità e qualità dell’esperienza. Le nuove aperture riflettono, quindi, un Retail che cambia pelle: negozi più vicini ai territori, più connessi ai canali digitali e sempre più centrati sui bisogni di un consumatore in trasformazione. E’ in questa capacità di adattamento che il settore dimostra la propria resilienza. La sfida, oggi, è coniugare prudenza e visione: gestire l’incertezza del presente senza rinunciare a costruire le basi della crescita futura».
Quanto ai fatturati previsti per la chiusura del 2026, le aspettative restano sostanzialmente stabili e segnalano una crescita del +0,5% per la fine dell’anno, segnale di un retail ancora prudente. Le differenze tra i settori risultano contenute: da altro retail (+2,0%) ad abbigliamento-accessori (-2%) alla ristorazione (+0,3%).
Buone notizie anche sul fronte dell’espansione internazionale, vissuta dai retailer come una leva strutturale di crescita e diversificazione geografica. L’elevata quota di aziende che conferma o incrementa le aperture pari all’85% suggerisce che le opportunità di sviluppo nei mercati esteri continuano a superare i rischi percepiti legati all’instabilità geopolitica.
«L’espansione internazionale e la conferma dei piani di apertura mostrano il volto di un settore che continua a crescere, ma con logiche profondamente diverse rispetto al passato. La vera leva competitiva? Non è più soltanto la capacità di aprire nuovi punti vendita, ma la precisione con cui le aziende riescono a integrare dati di mercato, comportamenti di consumo e performance dei singoli canali per prendere decisioni più rapide e sostenibili. E’ in questa trasformazione, che mette in gioco Customer Experience, Intelligenza Artificiale e Tecnologia, che si gioca oggi la capacità del Retail di mantenere margini di crescita in uno scenario instabile» afferma Marco Di Dio Roccazzella, managing director & global retail & consumer leader di JAKALA.
«In un mercato in cui i consumatori si aspettano esperienze sempre più rilevanti e su misura, la personalizzazione non è più un valore aggiunto ma il vero terreno di competizione del retail moderno. Saper interpretare i dati per anticipare bisogni e costruire relazioni autentiche con il cliente è oggi la leva decisiva per generare fedeltà e crescita sostenibile» riflette Emilio Mango, general manager The Innovation Group.
-foto f28/Italpress –

(ITALPRESS).

Cronaca

Uno chef italiano scrive un nuovo capitolo del “dialogo culinario” Italia-Cina

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HANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Quando lo chef italiano Luigi Dell’Arena è arrivato per la prima volta in Cina nel 2019, non immaginava quale percorso lo attendesse.

Nato a Milano, è cresciuto in una famiglia con radici nell’Italia meridionale. I suoi genitori si erano trasferiti a Milano dopo la Seconda guerra mondiale, un’esperienza che ha contribuito a plasmare la sua apertura nei confronti delle diverse culture.

Nel 2019, su invito della sua socia cinese Jia Xiaoyue, Dell’Arena è arrivato a Qingtian, una contea nella provincia orientale cinese dello Zhejiang, per aprire un ristorante italiano. Jia, cinese d’oltremare di seconda generazione, aveva vissuto in Italia per oltre vent’anni prima di tornare nella sua città d’origine per promuovere la cucina e la cultura italiane.

“Mi piacciono le culture diverse. Quella cinese era completamente nuova per me”, ha affermato Dell’Arena. “Leggere libri sulla Cina è una cosa, viverci è un’altra. Ho scoperto una Cina piena di opportunità”.

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Dopo un breve soggiorno nel 2019 e il ritorno in Italia, ha deciso di tornare in Cina nel luglio 2023. Oggi Qingtian è diventata la sua seconda casa.

Nota per la sua lunga storia di emigrazione, Qingtian vanta oltre 300 anni di legami con il mondo. Centinaia di migliaia di abitanti si sono stabiliti all’estero, riportando con sè in patria influenze internazionali e creando un’atmosfera culturale unica, in cui si incontrano tradizioni orientali e occidentali.

Per Dell’Arena, questo ambiente è fonte di ispirazione in cucina. Pur mantenendo l’essenza della tradizione gastronomica italiana, ha iniziato a incorporare ingredienti locali nei suoi piatti.

Una delle sue creazioni più rappresentative è un piatto a base di capesante e delle rinomate bacche Dongkui di Qingtian. Abbina questo frutto agrodolce alle tecniche di cucina italiane, aggiungendo polvere di cocco locale e altri ingredienti per creare un piatto che unisce lo stile italiano ai sapori cinesi.

“La bacca è un ingrediente molto interessante. Conferisce al piatto un nuovo equilibrio e un gusto più ricco”, ha affermato.

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Anche adattare la cucina italiana ai commensali cinesi si è rivelato un percorso di apprendimento. Ha imparato a regolare la dolcezza dei dessert, la quantità di sale nella pasta e persino la consistenza dei piatti in base alle preferenze locali.

“Lo stesso cibo cambia quando arriva in un altro Paese. Proprio come la cucina cinese in Europa, anche quella italiana deve adattarsi in Cina”, ha affermato.

Per Dell’Arena, il cibo è molto più di un semplice modo per soddisfare il palato. “La lingua è il primo simbolo di una cultura, e il cibo viene subito dopo. Il cibo custodisce la memoria e l’espressione di un luogo”, ha affermato.

Nella sua cucina a Qingtian, Dell’Arena utilizza gli ingredienti locali per scrivere un nuovo capitolo della cucina italiana: un dialogo culinario tra Italia e Cina.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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Il Monza torna a sorridere, Cagliari travolto per 4-0

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MONZA (ITALPRESS) – Il Monza torna a sorridere e lo fa centrando una seconda vittoria stagionale estremamente convincente. I ragazzi di Ivan Juric, infatti, spazzano via 4-0 il Cagliari nel match del Brianteo, valevole per la settima giornata di Serie A 2026/2027: decidono una doppietta di Varela e le reti di Kouadio e Robinson. I padroni di casa partono subito forte, andando alla conclusione dopo 4′ con Birindelli, che però non centra lo specchio della porta. La squadra rossoblù, dal suo canto, non resta a guardare e al 16′ Romano, dopo una combinazione con Zè Pedro, sfiora l’incrocio dei pali. La riposta dei brianzoli non si fa attendere, tant’è che al 19′ Dany Mota si rende protagonista di una bella azione personale che lo porta al tiro, su cui interviene un attento Caprile. Al 22′ Nzola si invola verso la porta e si ritrova a tu per tu con Tornqvist, che con un’uscita provvidenziale in spaccata salva i suoi. L’estremo difensore si supera anche al 29′, quando riesce ad arginare l’ottimo diagonale di Mendy. Dopo un momento di sofferenza, il Monza torna a farsi vedere nell’area avversaria e al 39′ passa in vantaggio grazie ad una rete di Eddy Kouadio: verticalizzazione di Mota per il difensore, che si presenta davanti a Caprile e lo batte realizzando l’1-0. In apertura di ripresa il Monza trova subito la rete del raddoppio con Gustavo Varela: Ondoa imbuca per il portoghese, che fulmina Caprile con un preciso destro in diagonale. Il Cagliari accusa il colpo e rischia di capitolare al 49′, quando Varela va nuovamente a segno, ma questa volta in posizione di fuorigioco. L’appuntamento con la terza rete dei brianzoli è soltanto rimandato, poichè al 66′ Jay Robinson riceve palla da Varela e piazza la nell’angolino. Gli uomini di Juric sono in uno stato di grazia e, dopo aver colpito due pali con Colpani e Robinson, calano il poker al 79′ con un tap-in di Gustavo Varela. Seconda doppietta stagionale per il portoghese, che vola a quota 6 reti in campionato. Nel finale i padroni di casa amministrano il 4-0 fino al triplice fischio, che sancisce la loro seconda vittoria in campionato; secondo ko, invece, per i rossoblù. In virtù di questo risultato il Monza sale a 7 punti in classifica, mentre il Cagliari resta a quota 13. Sabato i sardi ospiteranno il Bologna alla Unipol Domus; i lombardi, dal loro canto, venerdì saranno impegnati nella trasferta dell’Olimpico Grande Torino contro i granata.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

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Cina, il centro anziani di Zikoufang cura i familiari degli emigrati in Italia

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un centro per l’assistenza agli anziani nel villaggio di Zikoufang, nella contea di Mingxi della provincia sud-orientale cinese del Fujian, custodisce un “quaderno della solidarietà” in cui vengono registrate in dettaglio tutte le donazioni, fino ai 200 yuan di Xie Fuhua, ai 2.000 yuan di Deng Fangwu e alle 30 uova d’anatra di Chen Jindian.

Si tratta di contributi modesti, ma che non si sono mai interrotti, e dietro di essi c’è la storia di un villaggio svuotato dall’emigrazione che unisce le forze per prendersi cura degli anziani.

La contea di Mingxi è una nota terra d’origine di cinesi residenti all’estero situata nell’entroterra: nei primi anni Novanta un’ondata migratoria portò numerosi giovani a cercare fortuna oltreconfine. Zikoufang conta più di 800 abitanti che vivono all’estero, pari a circa il 37% della popolazione registrata, soprattutto in Italia e in Ungheria.

Garantire l’assistenza agli anziani rimasti nel villaggio è quindi diventata una questione imprescindibile per l’intera comunità. Per rispondere a questa esigenza, il villaggio ha deciso di costruire una propria struttura dedicata.

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Il centro, realizzato con un investimento di 6 milioni di yuan (circa 896.700 dollari), è stato completato e aperto il primo ottobre 2016. Dotato di una mensa, un ambulatorio e una palestra, è al servizio di tutti gli abitanti del villaggio di età pari o superiore ai 60 anni.

A distanza di un decennio, è diventato una “seconda casa” che oggi ospita oltre 70 anziani.

Gestito e in gran parte sovvenzionato dal villaggio, il centro chiede a ciascun ospite soltanto 210 yuan al mese per tre pasti al giorno, mentre un fondo per l’assistenza agli anziani, alimentato dalle donazioni degli abitanti trasferiti in Europa, contribuisce a garantirne il funzionamento nel lungo periodo.

La vita nel centro è ben organizzata: il 15 di ogni mese il villaggio organizza una festa di compleanno collettiva per i residenti e, in occasione della Festa del doppio nove, la giornata dedicata agli anziani in Cina, offre un banchetto gratuito a tutti gli abitanti del villaggio di età pari o superiore a 60 anni.

Ogni pasto comprende due piatti a base di carne, due a base di verdure e una zuppa. I volontari consegnano il cibo alle persone con mobilità ridotta, un servizio che ha conquistato il cuore degli anziani del posto.

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“Il cibo è diverso ogni giorno e possiamo guardare la televisione e ascoltare musica. Se prendiamo un raffreddore o ci viene la tosse, il medico del centro ci cura tempestivamente”, ha affermato Yang Quanmei, 80 anni, il cui figlio svolge attività commerciali in Italia da molti anni.

Per gli abitanti all’estero, il centro è un ponte che li collega ai propri genitori rimasti in patria.

“Per tre o quattro anni non sono riuscito a tornare a casa. Ma mia madre ha sempre mangiato al centro, con tre pasti garantiti puntualmente, e il prezzo non è mai aumentato in tutti questi anni”, ha dichiarato Huang Jincheng, figlio di Yang Quanmei.

“Ci sentiamo davvero rassicurati all’estero e siamo grati al villaggio perchè si prende cura dei nostri genitori, permettendoci di lavorare sodo oltreoceano con serenità”, ha aggiunto Huang.

La solidarietà è reciproca: ogni luglio e agosto, durante la bassa stagione delle loro attività, gli abitanti che vivono in Italia visitano il centro, donando somme comprese tra 200 e 3.000 yuan e portando spesso frutta e verdura di stagione.

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“Ci sono polli, anatre, pesce, frutta e altri prodotti. Il personale del centro li ha annotati quando le persone sono venute a donarli. Alcuni hanno lasciato i loro doni davanti alla porta della mensa senza indicare il proprio nome, quindi non sono stati registrati”, ha dichiarato Dai Qinghua, responsabile del villaggio di Zikoufang, sfogliando il registro delle donazioni.

“Quando gli anziani sono ben accuditi a casa, chi lavora all’estero ha una preoccupazione in meno”, ha dichiarato Dai.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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