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L’Argentina avanti con il brivido, il mea culpa di Messi: “Abbiamo sbagliato il pressing”

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Abbiamo sbagliato tanto nel pressing”. Leo Messi è lapidario. Uscito dal campo contrariato, ha festeggiato sì insieme ai compagni la qualificazione e con loro ha ringraziato i sessantamila tifosi dell’Albiceleste, però la preoccupazione era evidente sul suo volto. Stavolta non gli è servito continuare a fare gol come un giovincello e a battere ogni record: capocannoniere con 7 reti in 4 presenze, migliore marcatore di tutti i tempi con 20, primo nella storia ad andare in meta per 8 partite di seguito e via enumerando.

Quando a inizio ripresa Deroy Duarte ha pareggiato il suo notevole gol del primo tempo – aggancio d’esterno di sinistro in corsa al lancio di Lisandro e tocco sempre di sinistro in controtempo ad anticipare il recupero di Borges e l’uscita di Vozinha – il numero 10 ha subito dato l’esempio: ha ingaggiato un duello personale col portiere capoverdiano, a base di punizioni e soprattutto del destro scagliato addosso all’avversario. Messi si è sistemato più dietro, ha creato gioco, ha seminato scompiglio, si è conquistato calci di punizione, ha calciato il corner del 3-2.

Però sono serviti due difensori, Lisandro Martinez e Romero, per acciuffare una vittoria che non tranquillizza il numero 10: “Non abbiamo saputo fare pressing nella maniera giusta. Le linee erano troppo distanti, quando cercavamo di saltare il loro centrale di centrocampo. Eravamo sempre uno in meno, perché, ripeto, non abbiamo fatto bene il pressing”.

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La censura tattica di Messi è esplicita. A furia di dire che il Mondiale dell’Argentina doveva ancora iniziare, i campioni del mondo hanno rischiato davvero di finirlo in anticipo. E a furia di dire che Leo a 39 anni era sempre più decisivo, lui ha sfiorato l’imprevedibile eliminazione ai sedicesimi di finale contro la matricola Capo Verde, Nazionale di un arcipelago di 600 mila abitanti.

Sarebbe accaduto, per di più, proprio nella città d’adozione del fuoriclasse, a Miami, dove vive e gioca dal 2023 e dove fa da testimonial di lusso della Mls americana con la maglia rosa dell’Inter. Lo scampato pericolo, con lo psicodramma dei tempi supplementari (testata di Romero nel secondo, dopo le prodezze nel primo di altri due difensori, l’argentino Lisandro Martinez e il capoverdiano Lopes Cabral), non ha rasserenato il ct Scaloni, che deve pensare al duello degli ottavi di finale con l’Egitto: “Non è stata una partita bellissima per noi. Per me, in particolare, posso dire che sia stata quella che mi ha provato di più, delle mie cento sulla panchina dell’Argentina. Ora arriva ancora di più il difficile. Non ci aspettavamo di soffrire così tanto. Parlerò coi giocatori, ma intanto prendiamo la parte buona della situazione”. 

Scaloni si lancia in una difesa accorata della sua Selección: “La cosa più importante è che la squadra abbia saputo colpire al momento giusto. Eravamo stanchi. Il Mondiale è complicato, entriamo in una fase in cui l’intervallo tra una partita e l’altra diventa di soli tre giorni e mezzo e noi abbiamo giocatori acciaccati. Ma credo che la nostra gente, i più di sessantamila tifosi che sono entrati allo stadio e i 47 milioni che ci hanno visto da casa, abbia capito una volta di più che cosa vuol dire essere l’Argentina: sapere soffrire, nel bene e nel male”.

Le sue sensazioni il ct le rivela col volto un po’ scuro: “Non vedevo l’ora che finisse la partita. Loro hanno pareggiato due volte, la seconda con un golazo. Ma a questa squadra non pesa la responsabilità. L’avversario sa come metterti in difficoltà, nel calcio di oggi. C’è poco da parlare. Ma non ho mai temuto di essere eliminato. Semmai, ho pensato che fossimo già qualificati e invece Capo Verde mi ha disilluso per due volte. Ne usciamo rafforzati”.

Quanto alla decisione di confermare la staffetta tra i centravanti, l’interista Lautaro Martinez e Julian Alvarez, invece di schierarli insieme, Scaloni lascia intendere che il dubbio resterà tale fino all’ottavo di finale con l’Egitto: “Ho ritenuto che fosse giusto fare così. Tra l’altro Lautaro, prima di essere sostituito, ha fatto un magnifico passaggio smarcante per Messi”. 

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Di sicuro ad Atlanta andranno evitati i cali di attenzione, come quello che ha permesso nel primo spicchio della ripresa a Deroy Duarte, centrocampista del Ludogorets nel campionato bulgaro, di scagliare indisturbato il rasoterra dell’1-1. Anche se in verità il 2-2 è nato dalla suddetta imparabile prodezza: il destro arcuato di Sidny Lopes Cabral, terzino sinistro del Trabzonspor, che lo ha appena ingaggiato dal Benfica per 10 milioni di euro. Ci sono voluti più salvataggi del portiere dell’Aston Villa Dibu Martinez, in particolare su un destro a scendere sempre di Lopes Cabral, per impedire a Capo Verde l’approdo ai rigori.

La chiosa è ancora di Scaloni, con la similitudine tra questa vittoria complicata e la sconfitta con l’Arabia Saudita nella partita di apertura del Mondiale poi vinto quattro anni fa in Qatar: “Le analogie ci sono, anche allora sembrava che avessimo la situazione sotto controllo. La differenza, benaugurante, è che quella volta non avevamo saputo reagire e qui invece sì. Lo prendo come un buon segno”. Un segno ottimo è stata questa sconfitta, che vale come una vittoria, per il ct di Capo Verde Bubista: “Una parola basta per definire tutte queste emozioni: orgoglio”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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C’è lo Shakhtar per l’Inter, Chivu “Divertiamoci anche nelle difficoltà”

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APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Io voglio che i giocatori siano consapevoli dell’importanza della partita. Io mi prendo sempre la responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare, mi preoccupo di come trovare la chiave giusta per far funzionare la nostra identità, il nostro progetto. Anche loro devono prendersi le proprie responsabilità senza però perdere di vista il gioco del calcio: devono divertirsi anche nelle avversità, nelle difficoltà, capirle e reagire. Perchè questo ti da più possibilità di portare a casa la vittoria”. E’ quanto chiede Cristian Chivu ai suoi in vista della gara di domani contro lo Shakhtar Donetsk, terzo impegno nella League Phase di Champions dove finora l’Inter ha raccolto zero punti a causa delle sconfitte con Real Madrid e Bruges. Contro gli ucraini “sarà una partita difficile come lo sono tutte in Champions: troviamo avversari preparati, che sanno giocare, che hanno un certo tipo di ambizione e che vorranno essere protagonisti a San Siro, non hanno tanto da perdere – sottolinea a Sky Sport Chivu – Siamo consapevoli che giocare in Champions non è facile, non lo è nessuna partita, bisogna avere la voglia, la determinazione giusta per conquistare la vittoria”.

Quella che scenderà in campo domani contro lo Shakhtar sarà “a livello di prestazioni una squadra simile a quelle delle prime due partite ma bisognerà togliere i tanti errori che ci sono stati sia a livello individuale che mentale, di concentrazione: se si analizzano i gol presi, il 90% è per errori nostri – sono invece le parole di Alessandro Bastoni – Abbiamo parlato tanto di questo argomento, è una cosa che va corretta e domani sarà un’Inter più concentrata”.

Per il difensore non è questione di cattiveria o superficialità, “sono parole un pò inflazionate, nessuno va in campo con l’intenzione di sottovalutare la partita, ma succedendo ormai da diverse partite è qualcosa che va analizzata. Non è tanto superficialità ma poca attenzione, poca percezione del pericolo, qualcosa su cui migliorare”. Per quanto riguarda lo Shakthar, “ha grande qualità, ci sono tanti brasiliani per cui è una squadra tecnica, che non ha paura di esprimere il suo gioco, Dovremo stare compatti e difendere da squadra come si deve fare in ogni partita”, conclude il difensore nerazzurro.

– foto Ipa Agency –
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Esordio vincente per Jasmine Paolini al torneo Wta 500 di Ningbo, Kalinina battuta in due set

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NINGBO (CINA) (ITALPRESS) – Esordio vincente per Jasmine Paolini nel “BNB Ningbo Open”, Wta 500 dotato di un montepremi di 1.206.446 dollari che si sta disputando sui campi in cemento dello Yinzhou International Tennis Centre della metropoli nella provincia dello Zhejiang, in Cina. La 30enne di Bagni di Lucca, numero 35 Wta, ha sconfitto per 6-2 7-5 in un’ora e 40 minuti di gioco l’ucraina Anhelina Kalinina, numero 51 del ranking e ripescata in tabellone come lucky loser. La Paolini, che nel secondo set ha ribaltato la situazione dopo essere andata sotto 5-0, troverà dall’altra parte della rete al secondo turno la giovane statunitense Iva Jovic, numero 12 del ranking e quarta favorita del seeding. La tennista toscana è avanti 2-1 nei precedenti ma nell’ultimo match, al terzo turno degli Australian Open di inizio anno, ha avuto la meglio la Jovic in due set.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Como, Fabregas “Essere in Champions grande passo avanti, col Manchester United gara da sogno”

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COMO (ITALPRESS) – Fare esperienza e godersela. È quello che il Como deve fare in questa Champions, nella sua prima esperienza nell’Europa che conta. I lariani sono partiti bene battendo il Lipsia, poi la sconfitta di Rotterdam col Feyenoord e domani al Sinigaglia arriva il Manchester United. “Dobbiamo affrontare tutto con molta calma – predica Cesc Fabregas in un’intervista a Uefa.com – Per noi essere qui e giocare contro le migliori squadre d’Europa e del mondo rappresenta un enorme passo avanti. Abbiamo davanti un percorso molto difficile per qualificarci alla fase successiva e per noi è un piacere essere qui a competere contro tutte queste squadre, studiandole e analizzandole. Lo facevamo già, ma adesso dobbiamo farlo con l’obiettivo di provare a batterle, il che rende le cose piuttosto complicate. Siamo molto felici e tranquilli e vogliamo goderci il momento, vivere questa bellissima avventura”. Quella contro i Red Devils sarà “una grande partita contro una delle squadre più forti e prestigiose della storia. Penso che sarà una bellissima occasione per tutta la città, per tutto il club, per tutti i tifosi, per i giocatori e per lo staff. È una partita da sogno, ma dobbiamo cercare di fare del nostro meglio per vincere e conquistare i tre punti, che sono sempre la cosa più importante”.

Lo United non sta vivendo un gran momento ma Fabregas non si fida. “Li conosciamo molto bene. Hanno grandi giocatori e un allenatore con molta esperienza che ha fatto molto bene. Dobbiamo capire gradualmente cosa significhi affrontare le squadre più forti e competere con le risorse che hai a disposizione. La nostra forza interiore e la nostra mentalità devono renderci forti e permetterci di credere che possiamo farcela”. Fabregas ha imparato tanto dai grandi allenatori avuti da calciatore ma “alla fine, devi anche essere te stesso, seguire il tuo modo di vedere il calcio. E io mi pongo sempre la stessa domanda: “Come voglio perdere?”. Per me è fondamentale. Dopo una sconfitta voglio tornare a casa sapendo che abbiamo fatto quello che volevamo fare. Non voglio tornare a casa dopo una sconfitta pensando che non siamo stati noi stessi”. Per il tecnico spagnolo è stata anche fondamentale l’esperienza sulla panchina della Primavera del Como. “Ho imparato molto e mi sono divertito parecchio. Poi, in Serie B, allenavo giovani che erano stati miei compagni di squadra. Alcuni erano miei amici e ho dovuto prendere decisioni molto difficili nei loro confronti. Ma poco alla volta abbiamo quindi costruito una squadra stabile e solida, capace di crescere in Serie A, che è un campionato molto competitivo“.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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