Cronaca
Le Pmi non delegano decisioni finanziarie all’AI, resta fiducia nel fattore umano
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1 mese fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Nonostante la crescente diffusione delle tecnologie digitali, la gestione finanziaria delle PMI italiane resta fortemente ancorata alla fiducia nel fattore umano. Il 78% degli imprenditori non delegherebbe decisioni finanziarie all’intelligenza artificiale, sia per una mancanza di fiducia (36%), sia per la volontà di mantenere un controllo diretto (42,3%). Coerentemente, per il 78% degli intervistati è fondamentale poter contare su un referente umano nei servizi bancari, confermando come la relazione resti un pilastro centrale anche nell’era della digitalizzazione. E’ quanto emerge dalla nuova ricerca di Qonto, la soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti con oltre 600.000 clienti in Europa, che ha analizzato il rapporto tra aziende e professionisti italiani con la gestione delle proprie finanze, con focus su adozione dell’AI, fiducia nei servizi bancari e differenze generazionali e di maturità aziendale.
In questo contesto, la vera linea di trasformazione non è solo generazionale, ma legata alla maturità delle imprese. Le aziende con 6-10 anni di attività si confermano il segmento più dinamico, con il più alto livello di ottimismo a tre anni (sei su dieci), la maggiore adozione dell’AI (20%) e la più elevata propensione a delegare decisioni finanziarie all’intelligenza artificiale (33%). Al contrario, le startup risultano più prudenti: solo il 19,5% delle imprese con meno di due anni delegherebbe decisioni finanziarie all’AI, mentre il 43,4% dichiara esplicitamente di non fidarsi. Anche sul fronte bancario emerge con chiarezza il peso della maturità: il 27% delle imprese con 6-10 anni utilizza neobank, contro il 15% delle startup, a dimostrazione che la propensione all’innovazione cresce con l’evoluzione del business.
“La ricerca evidenzia come l’adozione delle tecnologie digitali nelle PMI italiane sia sempre più una questione di equilibrio tra innovazione e fiducia – commenta Lorenzo Pireddu, Managing Director Sud Europa di Qonto -. Le imprese più mature mostrano una maggiore capacità di integrare l’intelligenza artificiale nei processi decisionali, mentre resta centrale il bisogno di strumenti semplici, trasparenti e affiancati da un supporto umano. La sfida è rendere la tecnologia un fattore abilitante concreto per la crescita e l’efficienza. Nel complesso, l’ecosistema delle piccole e medie aziende italiane è caratterizzato da una trasformazione digitale che procede a velocità differenziata, dove le imprese più strutturate accelerano su AI e modelli finanziari evoluti, mentre il fattore fiducia continua a rappresentare il vero discrimine nell’adozione delle nuove tecnologie”.
All’interno di questo scenario, permane comunque una marcata frattura generazionale nell’adozione dell’intelligenza artificiale: il 69,8% degli imprenditori tra i 18 e i 34 anni utilizza strumenti di AI, contro appena il 37,5% degli over 55, mentre il 42,6% di questi ultimi dichiara di non avere alcuna intenzione di adottarla. L’utilizzo quotidiano diminuisce progressivamente con l’età, delineando una separazione netta tra generazioni.
Secondo l’indagine di Qonto, condotta su un campione di 1000 tra PMI e lavoratori autonomi, il divario tecnologico si inserisce in un quadro macroeconomico percepito come complesso.
Il 52,4% delle PMI e dei freelance italiani considera l’Italia meno competitiva rispetto agli altri Paesi europei, mentre quasi il 60% non ha riscontrato benefici concreti dal PNRR. Il livello di fiducia resta contenuto anche nel medio periodo, con un ottimismo a tre anni pari a 5,66 su 10 e solo il 37,6% degli intervistati che esprime una valutazione superiore a 7.
Eppure, proprio tra chi sente di più il peso del contesto, emergono i segnali di resilienza più forti.
I 18-34enni sono la fascia più critica sul clima macroeconomico – il 47% lo giudica sfavorevole – ma paradossalmente registrano le performance aziendali migliori: il 26% dichiara un miglioramento dell’attività nell’ultimo anno, quasi tre volte la quota degli over 55 (10%). Un dato che suggerisce come il pessimismo sistemico e la vitalità imprenditoriale possano coesistere, soprattutto nelle generazioni che non hanno ancora normalizzato le difficoltà strutturali del Paese Sul fronte dell’intelligenza artificiale, quasi 1 PMI su 2 utilizza già questi strumenti (45%, in linea con la media europea), con il 14% che li adotta in modo regolare e il 31% in modo occasionale.
Chi ne fa uso segnala benefici concreti in termini di risparmio di tempo operativo. Resta tuttavia un 38% che non prevede di adottare l’AI, frenato principalmente da preoccupazioni legate a privacy e sicurezza dei dati (30%), scarsa fiducia nell’affidabilità degli strumenti (29%) e una limitata percezione del valore aggiunto (28%). Il 42% di chi la usa non rileva ancora un impatto significativo nella propria operatività quotidiana: un segnale che l’adozione c’è, ma la maturità d’uso è ancora in costruzione.
Sul fronte dei servizi finanziari, il modello tradizionale resta prevalente: il 46% delle imprese gestisce le proprie finanze tramite una banca tradizionale, mentre solo il 21% utilizza una neobank. Il primo criterio di scelta è rappresentato da costi e commissioni basse (60%), seguito dalla qualità dell’assistenza (42%) e dalla facilità d’uso (35%). Accanto agli istituti bancari, il 25% si affida a un commercialista e il 18% a software di contabilità, mentre il 11% utilizza ancora strumenti manuali come Excel o carta.
Guardando alle prospettive, emerge una forte attenzione all’efficienza: la riduzione dei costi e l’ottimizzazione dei processi rappresentano la priorità per il 36% delle imprese nel 2026, seguite dalla crescita dei ricavi (34%). Il mercato resta prevalentemente domestico, con il 63% delle realtà focalizzate esclusivamente sull’Italia e solo l’9% con piani concreti di espansione internazionale.
Infine, sul fronte del lavoro, il carico operativo è rimasto stabile per il 53,5% delle imprese negli ultimi sei mesi, mentre il 24% segnala un aumento. Il 56% non prevede nuove assunzioni e, tra chi incontra difficoltà nel recruiting, il principale ostacolo resta il costo del lavoro (35%), seguito dalla carenza di competenze adeguate (22%).
– foto ufficio stampa Qonto –
(ITALPRESS).
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Il giorno successivo, intorno alle 23, gli agenti, appostati nella zona, hanno visto arrivare nuovamente l’auto e hanno fermato i tre mentre stavano rientrando nell’abitazione, in uso al 28enne cileno, con borse e sacchi. Le successive perquisizioni hanno permesso di rinvenire arnesi atti allo scasso e numerosi oggetti, tra cui joystick, console da gaming, orologi, monili, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, per un valore complessivo superiore ai 100 mila euro. Attraverso l’incrocio dei dati presenti in una delle console da gaming, gli investigatori sono riusciti a risalire alla proprietaria della refurtiva, una 51enne italiana residente fuori provincia. La donna, inizialmente ignara dell’accaduto, ha successivamente accertato che gli oggetti erano stati rubati dalla sua abitazione. Il 28enne cileno, che era alla guida dell’autovettura, è stato inoltre sanzionato perché sprovvisto di patente di guida, mai conseguita.
– foto di repertorio Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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3 ore fa-
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Redazione
PALERMO (ITALPRESS) – La Polizia di Frontiera Marittima ha sequestrato a Palermo autovetture di lusso dal valore superiore ai 150 mila euro, tra cui una Bmw Xm 50 e una Toyota Lexus, destinate al mercato nero del Nord Africa. I veicoli, con telai contraffatti e documenti clonati, stavano per essere imbarcati verso Tunisi. Due cittadini libici, di cui uno di origini maltesi, sono stati denunciati per riciclaggio, falso e contraffazione. I controlli sui mezzi in transito nello scalo marittimo hanno fatto emergere irregolarità nei numeri di telaio e l’assenza dei principali elementi di sicurezza nei documenti di circolazione. Dalle verifiche nelle banche dati è emerso che le auto erano state rubate o sottratte tramite appropriazione indebita, per poi essere “clonate” abbinandole ai dati di vetture identiche regolarmente circolanti in Italia.
– Foto: Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Cronaca
Urso “Prioritario costruire un vero mercato unico Ue dell’Energia”
Pubblicato
5 ore fa-
27 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Cdm ha rinnovato il taglio delle accise sino al 5 settembre, contenendo così il costo del carburante anche durante il grande rientro dalle vacanze. Poi, valuteremo come intervenire anche con provvedimenti mirati”. Sono le parole di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, in una intervista su Avvenire. “Noi chiediamo con forza alla Commissione Europea di rivedere il meccanismo infernale degli Ets, che per le sue distorsioni grava in modo particolare sul nostro Paese e finisce per penalizzare la competitività delle nostre imprese. E’ prioritario costruire un vero mercato unico dell’energia, che consenta alle imprese europee di produrre a costi competitivi e condizioni di concorrenza eque rispetto ai nostri partner internazionali. La transizione ambientale non può tradursi nella deindustrializzazione dell’Europa”.
Per quanto riguarda un decreto per accelerare l’IA e lo sviluppo dei robot nell’industria Urso dice: “Credo sia necessario affrontare questa sfida con una visione culturale e politica che preservi il sistema sociale che si è sviluppato nel nostro continente. Non possiamo far finta che il problema non esista, in attesa che la Cina ci sommerga di umanoidi. Abbiamo proprio in Italia le competenze per sviluppare un nostro modello tecnologico e produttivo alternativo a quello asiatico, anche sul piano del welfare. Siamo già tra i leader europei nella robotica e possiamo diventare protagonisti anche nel nuovo campo degli umanoidi”.
Nel 2024 Urso aveva definito un obiettivo «raggiungibile» produrre «un milione di auto» in Italia: “L’obiettivo di un milione di veicoli nel 2030 è ancora raggiungibile, se l’Europa ci darà finalmente ascolto, completando il processo di revisione che abbiamo indicato. Stellantis è sulla strada giusta, come dimostra la crescita nel primo semestre della produzione italiana, aumentata del 13,7%, con le autovetture a +27,7%. Ha compreso prima di altri che occorreva abbandonare la religione dell’elettrico per fornire al mercato prodotti più in sintonia con le aspettative dei consumatori. Altre case automobilistiche europee sono invece ancora in mezzo al guado: annunciano chiusure di stabilimenti e licenziamenti di decine di migliaia di lavoratori. Per sostenere questa svolta dobbiamo far prevalere in Europa i due principi della neutralità tecnologica e del “made in Europe. Una seconda casa automobilistica? Penso che anche questo obiettivo sarà raggiunto, con una avvertenza chiara a tutti: benvenuto chi produce con le componenti italiane nel rispetto delle nuove regole del ‘made in Europe”.
Infine su Electrolux che ha annunciato 1.700 esuberi: “Abbiamo chiesto all’azienda di presentare un nuovo piano industriale che punti al rilancio produttivo e alla salvaguardia dei lavoratori. Ove ciò avvenisse, lo sosterremo con misure appropriate, anche straordinarie”.
Per quanto riguarda le Zes: “La Zes unica del Mezzogiorno è stata un grande successo che ha contribuito ad accelerare gli investimenti con immediati benefici occupazionali. I risultati conseguiti sono tali che numerose Regioni hanno manifestato interesse per una possibile estensione del modello anche al Nord. Proprio il caso della Sardegna dimostra che i controlli funzionano: quando un progetto non risponde più ai requisiti di legge, l’autorizzazione viene revocata. Si possono adottare strumenti simili per l’accelerazione autorizzatoria anche per le altre Regioni, che è poi la prima richiesta delle imprese. Non si potrà però conferire la stessa intensità di incentivi pubblici perchè non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato. In ogni caso stiamo lavorando già con le Regioni per individuare le ‘aree di accelerazione industrialè previste nel nuovo regolamento Industrial Accelerator Act, in via di approvazione, laddove sarà possibile configurare interventi specifici in alcuni settori strategici, anche nel comparto delle auto così come della tecnologia green e della siderurgia”.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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