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Cronaca

Inwit, l’assemblea approva Bilancio 2025 e dividendo di 0,5543 euro per azione

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ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea di Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane), riunita oggi sotto la presidenza di Oscar Cicchetti, ha approvato il Bilancio d’esercizio 2025 che evidenzia un utile netto di esercizio pari a 362,6 milioni di euro e ha preso atto del Bilancio Consolidato di Gruppo 2025 che si è chiuso con un risultato netto consolidato di 360,8 milioni di euro.
L’Assemblea ha altresì deliberato la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2025, al lordo delle ritenute di legge applicabili, di euro 0,5543 – in crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente – per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco cedola, con esclusione delle azioni proprie in portafoglio. Il dividendo verrà posto in pagamento dal 20 maggio prossimo, con stacco cedola il 18 maggio (in conformità al calendario di Borsa Italiana) e record date (ossia la data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso) il 19 maggio.
L’Assemblea di Inwit, inoltre, ha approvato il Piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2030 e ha nominato il consigliere di amministrazione Paolo Favaro (già nominato per cooptazione nella riunione del Consiglio di Amministrazione del 22 settembre 2025) sino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027 “attribuendo allo stesso il medesimo compenso di ciascun consigliere non esecutivo nel rispetto dell’ammontare complessivo determinato dall’Assemblea dei soci del 15 aprile 2025”.
L’Assemblea di Inwit, in sede straordinaria, ha quindi approvato l’annullamento di 27.895.167 azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e la conseguente modifica dell’art. 5 dello statuto sociale. Le deliberazioni avranno efficacia dalla data di iscrizione presso il Registro delle Imprese.
“I risultati economici ed operativi confermano le capacità industriale di Inwit, anche nell’attuale contesto di mercato altamente sfidante e contrassegnato da elevata conflittualità e turbolenza – afferma Diego Galli, Direttore Generale di Inwit -.
Il modello di business, fondato sulla condivisione delle infrastrutture, si conferma un motore capace di creare valore a beneficio di tutta la filiera e dell’ecosistema delle infrastrutture digitali. La rete infrastrutturale di Inwit è il risultato di 40 anni di investimenti e lavoro di ottimizzazione da parte di Telecom, Vodafone e Inwit; rete strategica, capillare, connessa, sicura e disponibile a condizioni di accesso competitive. Riusciamo a garantire la massima efficienza ai nostri clienti, anche grazie alla condivisione delle infrastrutture, all’ottimizzazione del costo del capitale e all’elevata specializzazione industriale, salvaguardando l’ambiente”.
Secondo Oscar Cicchetti, Presidente di Inwit “l’industria delle telecomunicazioni europea resta in una situazione di crisi strutturale le cui motivazioni sono evidenti: drenaggio di valore da parte delle Big Tech, mercato iper-frammentato ed altamente competitivo, prezzi bassi, insufficienti investimenti in reti di nuova generazione. Tutto ciò si traduce in un evidente ritardo nello sviluppo di infrastrutture, reti e servizi e nella conseguente perdita di competitività rispetto a Paesi che invece cavalcano l’innovazione digitale. L’Italia è uno dei Paesi Europei in cui tali criticità sono più marcate: prezzi dei servizi tra i più bassi d’Europa, limitata generazione di cassa e basso livello di investimenti dei principali operatori.
Allo scenario complessivo che, per quanto già detto, è sicuramente problematico si sono aggiunte alcune difficoltà nella relazione con i nostri clienti principali. Abbiamo però contezza di alcuni elementi chiave che ci rendono fiduciosi sulle prospettive future”. “Il primo – spiega – è sicuramente la qualità dei nostri asset e la capacità di generare valore per l’intera filiera massimizzando la condivisione delle infrastrutture e l’efficienza gestionale. Un ulteriore elemento di ottimismo è dato dalla capacità dell’Azienda di esportare il modello di neutral host su altre infrastrutture digitali, come dimostrato nella crescita sulle coperture indoor”.
In conclusione, “è lecito prevedere un nuovo ciclo di investimenti nel potenziamento e nella modernizzazione delle reti mobili in cui sarà necessario ottimizzare capex ed opex, ridurre i consumi di energia e consumare meno territorio”.

– foto ufficio stampa Inwit –
(ITALPRESS).

Cronaca

Papa Leone XIV operato al Gemelli, “Intervento concluso positivamente”

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ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV si è sottoposto al Policlinico Gemelli di Roma all’intervento di rimozione di un nodulo al polmone, come aveva preannunciato nei giorni scorsi. L’intervento si è concluso “positivamente, nei tempi e nei modi previsti”, secondo quanto fa sapere la Sala Stampa Vaticana, spiegando che “il Santo Padre è rientrato in stanza”.
L’operazione è stata effettuata con la tecnica mini-invasiva della videotoracoscopia.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Autonomia, in Cdm siglate le intese definitive. Calderoli “Ora l’ultimo miglio”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quest’oggi in Consiglio dei Ministri l’Autonomia compie un passo avanti decisivo: abbiamo sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni che hanno avviato questo percorso, approvando gli schemi di intesa definitiva, e deliberato i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento. Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione. Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”. Lo afferma il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina, progressi per gli ecosistemi dei suoi primi parchi nazionali

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il primo gruppo di parchi nazionali della Cina ha ottenuto risultati sostanziali dall’istituzione ufficiale di cinque parchi di questo tipo nel 2021, come dichiarato ieri dall’Amministrazione nazionale per le foreste e le praterie.

Negli ultimi cinque anni ha preso forma un sistema di parchi nazionali con caratteristiche cinesi, la qualità degli ecosistemi naturali nelle aree chiave ha continuato a migliorare e le popolazioni delle specie simbolo sono cresciute costantemente, secondo l’amministrazione.

Nel 2021, la Cina ha istituito i suoi primi parchi nazionali: il Parco nazionale di Sanjiangyuan, il Parco nazionale del panda gigante, il Parco nazionale della tigre e del leopardo della Cina nord-orientale, il Parco nazionale della foresta pluviale tropicale di Hainan e il Parco nazionale di Wuyishan.

Questi cinque parchi coprono una superficie totale di 230.000 chilometri quadrati e comprendono oltre 120 riserve naturali di varie tipologie e livelli.

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Attraverso l’attuazione di una serie di misure, come il ripristino degli habitat, il collegamento dei corridoi ecologici e la regolamentazione delle attività umane, i cinque siti hanno ottenuto risultati ecologici significativi negli ultimi cinque anni.

Ad esempio, il Parco nazionale di Sanjiangyuan, noto come “la torre d’acqua della Cina”, ha migliorato significativamente la propria capacità di conservazione delle risorse idriche, convogliando ogni anno a valle una media di 80 miliardi di metri cubi di acqua di alta qualità. Il Parco nazionale del panda gigante ha aperto 13 corridoi ecologici che collegano popolazioni isolate di panda giganti selvatici, migliorando notevolmente la connettività degli habitat.

Per quanto riguarda la protezione delle specie simbolo, la popolazione di antilopi tibetane nel Parco nazionale di Sanjiangyuan è tornata a superare i 70.000 esemplari. Nel Parco nazionale della tigre e del leopardo della Cina nord-orientale, il numero di tigri dell’Amur selvatiche è aumentato da 27 a 72, mentre quello dei leopardi dell’Amur selvatici è passato da 42 a 115.

Nel frattempo, la realizzazione dei parchi nazionali ha conciliato la protezione ecologica con il miglioramento delle condizioni di vita. Quasi 50.000 residenti locali sono stati assunti come guardiani ecologici, percependo salari annui compresi tra 12.000 yuan (circa 1.782 dollari statunitensi) e 21.000 yuan a persona.

La Cina ha inoltre dato attuazione alla legge sui parchi nazionali e rivisto i regolamenti sulle riserve naturali, segnando una nuova fase di sviluppo basato sulla legge e standardizzato per il sistema delle riserve naturali, di cui i parchi nazionali costituiscono la componente principale.

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Durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030), la Cina continuerà a promuovere lo sviluppo di alta qualità dei parchi nazionali e a istituirne di nuovi in modo ordinato, ha aggiunto l’amministrazione.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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