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Cronaca

CONCLUSO POSITIVAMENTE L’INTERVENTO AL POLMONE DI PAPA LEONE XIV, È RIENTRATO IN STANZA AL GEMELLI

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mportanti e rassicuranti aggiornamenti sullo stato di salute di Papa Leone XIV, giunti direttamente dal Policlinico Agostino Gemelli di Roma poco prima delle 20.
La Santa Sede ha comunicato ufficialmente che l’intervento chirurgico per la rimozione del nodulo polmonare si è concluso positivamente, svolgendosi nei tempi e nelle modalità previste. L’operazione è stata condotta con successo dall’équipe medica guidata dal professor Stefano Margaritora, esperto in tecniche mini-invasive e robotiche, assistito dal direttore della Sanità vaticana Luigi Carbone. Al termine delle procedure, il Santo Padre è rientrato nella sua stanza al decimo piano del complesso ospedaliero, da dove affronterà il periodo di degenza e convalescenza per circa una settimana.
Mentre da ogni angolo del pianeta giungono messaggi di vicinanza e si moltiplicano le veglie di preghiera — guidate anche dal Rosario presieduto nella cappella del Gemelli dal cardinale vicario Baldo Reina —, le fonti vaticane e gli esperti di Diritto canonico ribadiscono la piena continuità dell’azione di governo della Chiesa. In base all’ordinamento canonico, non sono previste reggenze provvisorie o figure vicarie: la potestà suprema e ordinaria rimane pienamente in capo al Pontefice, il quale continuerà ad esercitare la propria guida pastorale e istituzionale avvalendosi dell’ordinaria operatività dei Dicasteri della Curia Romana anche durante il ricovero ospedaliero.
Con la sospensione precauzionale delle udienze private e pubbliche programmata fino al 20 ottobre, la Santa Sede seguirà con bollettini periodici il decorso post-operatorio del Papa, confermando per il momento il clima di grande fiducia e ottimismo in vista del pieno recupero della salute di Leone XIV.

L’ASTERISCO *diegosocialmediajournalist
L’ODIO SOCIAL NON SCONTA LE LISTE D’ATTESA: L’ATTACCO AL PAPA È LA SCONFITTA DELLA RAGIONE

C’è un limite sottile, ma chiaramente tracciato, che separa la legittima protesta civile dalla pura bassezza morale. Un confine che, ancora una volta, la bolgia dei social network ha travolto senza alcun rimorso.
Nelle ultime ore, bastava scorrere le bacheche dei principali canali social per veder riaffiorare il solito, velenoso ritornello: “Io per un esame devo attendere mesi o anni, mentre il Papa viene operato subito”. Un parallelismo grezzo, intriso di risentimento, sparato a zero mentre un uomo anziano si trovava in ospedale per affrontare un delicato intervento chirurgico.
Riconosciamolo subito, per scansare ogni equivoco: la frustrazione dei cittadini per la malasanità e per le liste d’attesa chilometriche è sacrosanta. Nessuno può fingere di non vedere la piaga di un Servizio Sanitario Nazionale svuotato di risorse, dove una mammografia o una risonanza magnetica diventano un’odissea e dove le persone spesso rinunciano a curarsi. È una battaglia di civiltà che riguarda tutti noi.
Ma additare la cure mediche d’urgenza riservate al Pontefice — o a qualsiasi altra figura di rilievo istituzionale e globale — come la causa delle proprie traversie è un atto di totale cecità intellettuale.
Non è stato l’intervento del Papa a togliere la coincidenza di un appuntamento all’utente scontento di turno. Mischiare le tutele e i protocolli di sicurezza indispensabili per la guida di una comunità di oltre un miliardo di fedeli con l’ordinario funzionamento delle ASL locali significa non capire come funzionano la sicurezza, le istituzioni e la gestione delle urgenze cliniche.
Ciò che sconcerta di più, tuttavia, non è tanto l’incapacità di scindere i contesti, quanto la tragica perdita di empatia. Trasformare il letto d’ospedale di un uomo ottuagenario nel bersaglio della propria bile digitale è il sintomo di una società malata di invidia e livore. Per la tastiera compulsiva, l’odio verso il “privilegiato” diventa il capro espiatorio ideale su cui scaricare la propria rabbia, evitando la fatica di comprendere le vere cause politiche e strutturali del problema.
Denunciare i ritardi della sanità pubblica è un diritto e un dovere morale. Usare la sofferenza altrui come alibi per la propria frustrazione, invece, non accorcerà di un solo giorno le liste d’attesa: serve soltanto a mostrare a quale livello di degrado etico sia arrivato il dibattito pubblico.

L’articolo CONCLUSO POSITIVAMENTE L’INTERVENTO AL POLMONE DI PAPA LEONE XIV, È RIENTRATO IN STANZA AL GEMELLI proviene da Pavia Uno TV.

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Como da record, travolto il Lens 9-1 in Francia

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LENS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Como scrive la storia e supera fuori casa il Lens con l’incredibile punteggio di 9-1. Sono le magie di Nico Paz e la tripletta di Douvikas a illuminare una notte che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù. Al primo affondo, dopo soli sette minuti, i lariani passano in vantaggio. Milla crossa dalla destra, Perrone fa da torre di testa per Douvikas che in allungo batte Risser da due passi. Al quarto d’ora, i padroni di casa si procurano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area commesso da Caqueret, ma l’arbitro cambia la decisione dopo la revisione al Var. Gli uomini di Fabregas al 32′ al termine di un’azione spettacolare. Nico Paz riceve sulla destra e cambia gioco in area verso Valle, il quale rimette la palla al centro di prima intenzione per un liberissimo Douvikas, che insacca con il destro e sigla la doppietta personale. Al 40′ è una nuova ripartenza fulminea a regalare il tris ai lombardi. Douvikas avanza centralmente, perde tempo sul primo controllo ma riesce comunque ad allargare sulla destra per Nico Paz, che conclude sotto la traversa con un sinistro imprendibile per Risser. Il primo tempo si chiude sullo 0-3. Lo spettacolo non si ferma e il poker si materializza dopo nemmeno due minuti dall’inizio della ripresa. Nico Paz verticalizza alla grande per capitan Da Cunha, che entra in area dalla destra e indovina un perfetto mancino rasoterra all’angolino superando Risser. I biancoblù sono inarrestabili e all’8′ firmano la cinquina. Milla pennella un traversone dalla sinistra, pescando in area Kempf che di testa trafigge Risser. Passano quattro minuti e il 6-0 è servito. Nico Paz illumina in verticale per Douvikas, che entra in area e batte ancora il portiere firmando la tripletta personale. La girandola di cambi non spegne l’entusiasmo ospite, con Ramon che al 17′ imbuca centralmente per il neo entrato Liberali, il quale avanza e beffa Risser con un tocco mancino di punta sul primo palo che vale il clamoroso 7-0. Il gol della bandiera dei transalpini arriva al 25′, quando una grande staffilata al volo con il destro di Agular trafigge un incolpevole Butez. Il Como non si accontenta e al 24′ Liberali libera di tacco Baturina, che si infila in mezzo ai difensori avversari e supera il povero Risser per l’ottava volta. Il 9-1 finale si concretizza a inizio recupero, quando il giovanissimo Papaccioli infila Risser sfruttando al meglio un assist di uno scatenato Liberali. Grazie a questo trionfo, i lariani salgono al quarto posto a quota 9 punti, in attesa della prossima sfida europea in programma il 24 novembre al Sinigaglia contro l’Aek Atene.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli in emergenza travolto 4-1 in casa del Porto

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OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Crolla 4-1 il Napoli di Massimiliano Allegri, sconfitto in trasferta dal Porto che trova la sua prima vittoria in questa Champions League. Netta emergenza per gli azzurri, con soli sette giocatori in panchina. Per i portoghesi in gol Bednarek, Veiga, Kiwior e Samu, vana la rete del momentaneo pari di McTominay. Parte bene il Porto, che al 4′ troverebbe la rete del vantaggio grazie a Pepè ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Sorpreso il Napoli, che poco più tardi subisce l’1-0: Bednarek sfrutta il corner di Veiga e salta indisturbato all’interno dell’area, battendo di testa Meret. Alla mezz’ora si fanno avanti gli azzurri, con l’iniziativa di Højlund che palla al piede arriva al limite dell’area e calcia mancando di poco la porta. Chance per il Napoli, che al 38′ andrebbe sull’1-1 con De Bruyne ma anche in questo caso tutto fermo per posizione irregolare. Crescono i partenopei, che al 43′ trovano il pari: girata da due passi di Højlund e respinta di Diogo Costa che finisce sui piedi di McTominay, con lo scozzese che ribadisce in rete.
A inizio ripresa il Porto va vicino al nuovo vantaggio, ancora con Bednarek che sempre su corner colpisce la traversa. Altra traversa colpita dal Porto al 64′, stavolta con il tiro al volo di Veiga. Napoli sulle gambe, complice anche la panchina corta, e Porto che ne approfitta siglando il 2-1 proprio con Veiga, perso dalla difesa e libero di battere Meret. Allegri inserisce Lang, Giovane e Lucca per il finale di gara ma è ancora un piazzato a punire i suoi, con Kiwior che prende il tempo e di testa firma il 3-1. Finale amaro per il Napoli , che al 90′ subisce la ripartenza sulla quale Marin commette fallo da rigore ed espulsione diretta su Samu. Dal dischetto va lo stesso attaccante che spiazza Meret e chiude definitivamente la pratica del Do Dragao.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, un professore italiano crea un ponte tra il Fujian e il mondo

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bruno Briseghella, professore italiano presso la Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, nella provincia orientale cinese del Fujian, è stato celebrato come “un ponte tra il Fujian e il resto del mondo”, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della provincia e alla sua apertura al mondo.

Nel 2007, Briseghella ha incontrato il professor Chen Baochun, allora preside della Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, durante un paio di conferenze in Europa.

“Nella casa di famiglia abbiamo molti dipinti realizzati da un parente che visitò la Cina negli anni Cinquanta. Dipingeva non solo monumenti famosi, ma anche la vita quotidiana dei cinesi di allora: le strade, i mercati, i volti”, ha ricordato. “Quei dipinti sono stati la mia prima finestra sulla Cina e mi hanno accompagnato per tutta la vita. Così, quando Chen mi ha invitato a visitare l’Università di Fuzhou, mi è sembrato di rispondere finalmente a un richiamo della mia infanzia e ho accettato senza esitazione”.

In qualità di esperto di ingegneria dei ponti, Briseghella ritiene che un ponte davvero eccellente debba essere non solo funzionale e sicuro, ma anche resiliente e duraturo.

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“Applicando la nostra ricerca sui ponti a spalle integrali, possiamo costruire nuovi ponti, e persino potenziare quelli già esistenti, rendendoli più resilienti alle condizioni estreme. Dureranno più a lungo, costeranno meno in termini di manutenzione e garantiranno la circolazione sicura di persone e merci”, ha dichiarato.

Nel corso degli anni, Briseghella ha insegnato e seguito molti studenti cinesi. “E grazie a loro ho capito moltissimo della cultura cinese. Sinceramente, ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato”, ha dichiarato.

Oggi considera il proprio ruolo sia quello di ingegnere sia quello di ponte culturale. Molti studenti internazionali si sono uniti al suo gruppo di ricerca, persone provenienti dai Paesi lungo la Belt and Road e non solo. A suo parere, la collaborazione accademica tra le università cinesi e quelle di questi Paesi è estremamente importante. Richiede impegno continuo, pazienza e una sincera curiosità reciproca.

Per lui, la modernizzazione cinese non è semplicemente una storia di crescita. E’ un modello di sviluppo che non è copiato da nessun’altra parte, ma è invece costruito in base alle condizioni proprie della Cina, alla sua cultura e alla sua visione a lungo termine. E ciò che rende concreta questa visione è il sistema dei piani quinquennali.

“Ogni piano quinquennale definisce la direzione per i cinque anni successivi e ogni nuovo piano si basa sui risultati di quello precedente”, ha dichiarato. “E’ per questo che la Cina riesce a muoversi a una velocità che il resto del mondo spesso fatica a comprendere, pur rimanendo saldamente radicata nella vita quotidiana e nel duro lavoro dei comuni cittadini cinesi”.

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Per lui, la modernizzazione cinese combina grandezza e qualità. Non si tratta soltanto di costruire di più – più città, più strade, più ponti – ma anche di costruire meglio e di garantire che il progresso raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Il professore ha citato come esempio i progetti ai quali ha lavorato con il suo gruppo. Questi progetti hanno mostrato la modernizzazione cinese su due livelli. A livello nazionale, il suo gruppo ha lavorato al ponte autostradale e ferroviario sullo stretto di Pingtan, nel Fujian, un ponte combinato autostradale-ferroviario che attraversa il mare, collegando l’isola di Pingtan alla terraferma e trasformando la vita di un’intera regione.

A livello internazionale, il gruppo ha contribuito alla realizzazione del ponte sospeso Maputo-Katembe in Mozambico e del ponte ferroviario El Ferdan sul canale di Suez, in Egitto.

“Insieme, i tre progetti illustrano un tema chiaro: la modernizzazione cinese non sta solo trasformando la Cina stessa, ma sta anche contribuendo a trasformare la connettività e lo sviluppo in tutto il mondo, un ponte, un collegamento, un passo alla volta”, ha dichiarato.

E’ una visione che Briseghella ha fatto propria e nella quale, afferma, ha trovato il proprio ruolo. “Sono ancora un ingegnere che progetta ponti in acciaio e cemento. Ma spero anche di essere un ponte tra la Cina e il resto del mondo. Perchè, in fin dei conti, che sia fatto d’acciaio o di amicizia, un ponte ha sempre lo stesso scopo: avvicinare le persone”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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