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Amministrative, la provincia di Pavia al voto in 11 comuni

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La Voce Pavese – Amministrative, la provincia di Pavia al voto in 11 comuni

Si sono aperte oggi le urne in provincia di Pavia per una tornata amministrativa che coinvolge undici Comuni e circa centoseimila elettori. Si vota domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Gli elettori dovranno presentarsi al seggio con documento d’identità valido e tessera elettorale.

Il voto riguarda Vigevano, Voghera, Mortara, Battuda, Gravellona Lomellina, Miradolo Terme, Pieve del Cairo, Pizzale, Silvano Pietra, Vellezzo Bellini e Vistarino. Nei Comuni sopra i quindicimila abitanti, quindi Vigevano, Voghera e Mortara, è previsto il sistema a doppio turno: se nessun candidato sindaco supererà il cinquanta per cento dei voti validi, si andrà al ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno. Nei centri più piccoli, invece, si decide tutto al primo turno: vince chi ottiene più voti.

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Nei tre Comuni maggiori si concentra il peso politico della consultazione. A Voghera la sfida è a tre. La sindaca uscente Paola Garlaschelli cerca la riconferma sostenuta dal centrodestra e da liste civiche. A sfidarla ci sono Marcello Bergonzi Perrone, candidato del centrosinistra allargato a Movimento 5 Stelle, Verdi, Sinistra e civici, e Francesca Miracca, già assessora, alla guida di una proposta civica autonoma. In città gli aventi diritto sono circa trentunomila e le liste in campo sono quattordici, con oltre trecento candidati al Consiglio comunale.

A Vigevano sono sei i candidati per il dopo Ceffa: Rossella Buratti, Riccardo Ghia, Massimo Lovati, Paolo Previde Massara, Gabriele Righi e Furio Suvilla. Oltre quarantaseimila gli elettori chiamati a rinnovare sindaco e Consiglio comunale, in una competizione segnata anche dalle tensioni politiche delle ultime ore di campagna.

A Mortara il voto arriva dopo una fase difficile, aperta dalla morte del sindaco Ettore Gerosa e proseguita con il commissariamento del Comune. Cinque i candidati in corsa: Vittorio Testa per il centrodestra unito, Max Farrell per il centrosinistra, Laura Gardella, Giusi Figliano e Fabio Farina con proposte civiche. I temi più forti della campagna sono sicurezza, decoro urbano e trasporti.

Negli altri otto Comuni sotto i quindicimila abitanti non ci sarà ballottaggio. Nel Pavese si vota a Battuda, Vellezzo Bellini, Miradolo Terme e Vistarino; in Lomellina a Pieve del Cairo e Gravellona Lomellina; in Oltrepò a Pizzale e Silvano Pietra. Qui il confronto è legato soprattutto alle liste civiche, alla continuità amministrativa e ai rapporti locali.

Per la provincia di Pavia si tratta dunque di un passaggio elettorale ampio, distribuito tra Lomellina, Pavese e Oltrepò, con tre grandi sfide politiche e molti Comuni minori chiamati a scegliere la guida amministrativa dei prossimi cinque anni.

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Tg News 21/07/2026

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Tg News 21/07/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: Bologna, Meloni: “Alimentare odio contro agenti da irresponsabili” – Il presidente dei 118: “Con un medico sul posto Fakir poteva salvarsi” – Anm: “Minacce e clima d’odio contro i magistrati del caso Roggero” – A Como una bimba di 10 anni scompare nelle acque del lago – Allarme siccità, fiume Po in sofferenza – “Trump pronto a imporre nuovi dazi a decine di Paesi” – Quasi 3 milioni attendono più del dovuto per visite ed esami – Milano, Sala: “Programma di sicurezza a La Maura ha funziona – Previsioni 3B Meteo 22 Luglio.

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FOCACCIA COI CICCIOLI di Remo Tagliani

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Gustosa ricetta di una specialità della cucina varzese.

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Vigevano: il portafoglio, il bancomat e la fragilità che diventa bersaglio

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La Voce Pavese – Vigevano: il portafoglio, il bancomat e la fragilità che diventa bersaglio

Bastano pochi secondi di distrazione, in mezzo alle corsie di un supermercato, e una vita va in pezzi. È questo il vero dato da cui partire, prima ancora dei mille euro prelevati, prima ancora della denuncia. La storia arrivata da Vigevano non è soltanto un furto, è la fotografia di un metodo criminale che sceglie con cura il proprio bersaglio: le persone anziane, sole, impegnate nei gesti quotidiani più banali, quelli in cui abbassiamo tutti la guardia.
La dinamica, ricostruita dai Carabinieri della Stazione di Vigevano, è chirurgica nella sua semplicità. Un complice distrae la vittima mentre fa la spesa. L’altro le sottrae il portafoglio dalla borsa. Non serve violenza, basta la coreografia perfetta di un’azione a due, evidentemente collaudata, che sfrutta l’attimo di disattenzione come uno strumento di lavoro. Poi, con un tempismo che dice molto sulla premeditazione, i due si spostano verso uno sportello bancomat e prelevano mille euro, prima ancora che la vittima si accorga del furto.
Fermiamoci su questo punto, perché è quello che dovrebbe farci riflettere di più. Non stiamo parlando di persone improvvisate: entrambe, secondo la ricostruzione, hanno già precedenti alle spalle. Il furto con destrezza ai danni degli anziani non è un episodio isolato né un colpo di fortuna. È una vera specializzazione criminale, che si muove con metodo, individuando i contesti più favorevoli — supermercati, orari di maggiore affluenza, vittime più vulnerabili — e ripetendo lo schema finché qualcosa non lo interrompe.
E qui va reso merito al lavoro investigativo, perché stavolta qualcosa si è inceppato grazie a due strumenti decisivi: la prontezza della vittima nel denunciare e le immagini di videosorveglianza, comunale e dello sportello Atm. Incrociando questi elementi, i Carabinieri hanno ricostruito l’intera sequenza, dal supermercato fino al prelievo, identificando i presunti responsabili e permettendo alla Procura di Pavia di procedere per furto con destrezza e indebito utilizzo di carta di pagamento.
Resta però una domanda di fondo, che riguarda tutti noi, non solo chi indossa una divisa. Come proteggiamo davvero le persone anziane nei luoghi che dovrebbero essere i più sicuri e familiari? Un supermercato non dovrebbe essere un terreno di caccia. Eppure lo sta diventando, in troppe città italiane, per una criminalità che ha imparato a leggere le abitudini più innocue come opportunità.
Serve più prevenzione nei punti vendita, con personale formato a riconoscere le dinamiche sospette. Serve più sensibilizzazione, perché troppe vittime si vergognano di denunciare, pensando di essere state ingenue, quando sono state semplicemente scelte con lucidità criminale. E serve che episodi come questo diventino occasione per rafforzare l’attenzione collettiva verso chi, per età o solitudine, è più esposto.
La tecnologia, questa volta, ha aiutato a fare giustizia. Ma la vera sfida resta a monte: evitare che pochi secondi di distrazione continuino a costare così caro a chi ha solo il torto di essere più fragile.

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