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Rsa sempre più care, a Pavia rette su del 13% e domande in forte crescita

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La Voce Pavese – Rsa sempre più care, a Pavia rette su del 13% e domande in forte crescita

Aumentano le domande per entrare nelle Rsa della provincia di Pavia e aumentano anche le rette. Secondo i dati rielaborati dall’Osservatorio Cisl, tra il 2021 e il 2025 le tariffe minime delle case di riposo pavesi sono cresciute del 13,44%, pari a circa 8 euro al giorno. Un incremento che colloca l’Ats di Pavia al terzo posto tra le Ats lombarde per aumento dei costi.

La provincia conta 137.577 residenti con più di 65 anni, pari al 25,39% della popolazione, e dispone di 90 case di riposo, di cui due pubbliche, il Pertusati e il Pezzani, e 14 onlus. Il nodo più delicato resta però quello delle liste d’attesa. Nel quadriennio 2022-2025 le richieste di ingresso nelle Rsa pavesi sono passate da 3.934 a 6.956, con un incremento importante. Solo tra il 2024 e il 2025 la crescita è stata del 15%, pari a 709 domande in più.

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Il fenomeno non riguarda solo Pavia. In tutta la Lombardia le richieste di ingresso nelle strutture residenziali per anziani sono passate da 70mila a 122mila in quattro anni. La regione conta quasi 2 milioni e 400mila anziani, circa un quarto della popolazione, con oltre mezzo milione di persone bisognose di cure e assistenza. Le proiezioni Istat indicano inoltre che entro il 2035 gli over 80 lombardi cresceranno del 41%. Numeri che rendono sempre più urgente il tema della long term care, cioè dell’assistenza di lungo periodo.

Sul fronte dei posti letto, Pavia presenta un dato superiore alla media regionale. In Lombardia la disponibilità complessiva è di 2,85 posti letto ogni cento over 65, mentre in provincia di Pavia si arriva al 4,67%, con 6.429 posti autorizzati: la percentuale più alta della regione.

Resta però il problema dei costi a carico delle famiglie. In Lombardia il costo medio mensile di un posto letto in Rsa è di circa 2.312 euro, pari a 76,02 euro al giorno e oltre 27.700 euro all’anno. In provincia di Pavia la tariffa minima è di 67,85 euro al giorno, quella massima di 72,78 euro. Nel 2021 la tariffa minima era di 59,81 euro: da qui l’aumento complessivo del 13,44%.

Il costo di una degenza si divide in due parti: la quota sanitaria e la quota sociale o alberghiera. Nei posti letto convenzionati con il sistema pubblico, la Regione copre la quota sanitaria, mentre l’assistito paga quella sociale. Nei posti letto solventi, invece, l’intero costo resta a carico della persona ospitata o della sua famiglia.

Il quadro che emerge è chiaro: la popolazione anziana cresce, il bisogno di assistenza aumenta e le famiglie si trovano davanti a rette sempre più pesanti. Pavia ha una buona dotazione di posti letto rispetto al resto della Lombardia, ma il tema dell’accessibilità economica resta centrale. Perché il diritto alla cura degli anziani non può dipendere solo dalla capacità di una famiglia di sostenere costi che ormai, in molti casi, superano i duemila euro al mese.

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Tg Lombardia – 03/06/2026

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Tg Lombardia – 03/06/2026
In questa edizione: Caso Garlasco, depositata l’informativa: nessuna corruzione per l’ex pm Venditti – Motociclista pavese grave in Abruzzo, è in prognosi riservata – Data center a Sant’Alessio, stop definitivo del Comune – Maltempo a Santa Cristina, albero crolla sul tetto di una casa – Milano, protesta al cantiere del nuovo Consolato Usa – La Filarmonica della Scala torna in Piazza Duomo, pubblico seduto – Pronto Meteo Lombardia per il 4 Giugno.

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IL GIARDINO ALPINO DI PIETRA CORVA_ANNO 2010 – DI REMO TAGLIANI

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Il Giardino Alpino di Pietra Corva è sicuramente uno tra le più belle realtà dell’Alto Oltrepò Pavese.

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Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

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La Voce Pavese – Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

La crisi dei medici di base continua a pesare anche sulla provincia di Pavia. Per circa 200 incarichi vacanti si sono presentati soltanto in sette, quattro dei quali ancora corsisti. Un dato che conferma la difficoltà del sistema nel garantire il ricambio generazionale, mentre molti professionisti si avvicinano alla pensione.

Secondo l’ultimo bando di Asst, i posti da coprire sono 205. Le situazioni più critiche riguardano diversi Comuni del Pavese, da Borgarello a Certosa, da Carbonara a Casorate, mentre a Vigevano mancano ancora 23 medici di base.

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Per ridurre i disagi ai cittadini, Asst ha attivato ambulatori medici temporanei nei territori rimasti senza assistenza, come Casei, Broni e Varzi. In alcuni casi sono stati assegnati anche incarichi provvisori.

Il problema non riguarda solo Pavia. In Lombardia gli ambiti scoperti sono migliaia: oltre 600 solo a Milano, più di 200 nel Mantovano e circa 150 nell’area dell’Asst del Garda. Il dato va comunque letto con cautela, perché il nuovo “ruolo unico” comprende anche le ore da garantire in servizi come Case di comunità e aggregazioni funzionali.

La carenza dei medici di famiglia resta però uno dei nodi più delicati della sanità territoriale. Una crisi legata ai pensionamenti, alla scarsa attrattività della professione e alla trasformazione della medicina di base, oggi al centro della riforma nazionale pensata anche per sostenere il funzionamento delle Case di comunità.

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